Saggezza Divina, Massime, Perle di Vita

 


Sento spesso dire che le situazioni... non cambiano,

che le speranze ed i sogni non si avverano mai. Che assurdità!

Tutto accadrà, tutto muterà. Bisogna solo imparare a saper aspettare,

a godere di ciò che ancora non si possiede. Ed inoltre:

si è proprio sicuri di essere pronti ad avere quello che si reclama?

(OM car)


Sii un ricettivo imbuto in attesa,

non una impaziente ed irriverente protuberanza.

(OM car)


Il mantra è come un utensile,

se adoperato al meglio può disintegrare anche la pietra più dura.

(OM car)


Le regole che una comunità si dà non sono fatte per limitare

ma per proteggere il singolo individuo.

Ma quando le regole vengono imposte da un potere cinico e corrotto,

non dettato ovviamente dall'amore ma esclusivamente dal tornaconto personale,

ne risulta sempre e comunque una tragedia.

(OM car)


L'ultimo passo della ragione

è riconoscere che c'è un'infinità di cose

che la sorpassano.

(Pascal, citato da Hari)


La casa non è un luogo;

è tutto ciò che portiamo dentro di noi.

Non importa dove siamo diretti.

E' il nostro spirito che non può essere prigioniero.

(Citato da Hari)


Le buone parole sono medicina per l'animo che soffre.

(Citato da Hari)


Se una cosa fugge da te, non rincorrerla, lasciala andare.

Se torna sarà per sempre tua, se no non lo è mai stata.

(Citato da ZIO rafen)


La malattia non è una crudeltà in sé, né una punizione,

ma solo ed esclusivamente un correttivo,

uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori,

per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre

e per ricondurci alla via della verità e della luce,

dalla quale non avremmo mai dovuto scostarci.

(Edward Bach)


Sapete il segreto per vivere a lungo?

Conoscete il segreto di una lunga vita?  

E' molto semplice. Sono necessarie soltanto due cose:

la prima è il sacrificio; la seconda è l'amore.

Il sacrificio è la medicina, mentre l'amore è la dieta.

Se prendete la medicina senza seguire una dieta appropriata,

la malattia non verrà mai curata.

E lo stesso vale se seguite una giusta alimentazione,

senza però prendere la medicina.

Per vivere a lungo, il farmaco del sacrificio e la dieta dell'amore

sono entrambi necessari.

(Shri Sathya Sai Baba)


Semina un pensiero, raccogli un'azione;

semina un'azione, raccogli un'abitudine;

semina un'abitudine, raccogli un carattere;

semina un carattere, raccogli un destino.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non vi è effetto senza causa;

ogni pratica spirituale ed ogni pratica ascetica,

ogni rito o rituale religioso intrapreso al fine di ottenere dei poteri sovrumani,

sono tutte cose meschine e perniciose.

(Rama, scoccato da "Kodanda")


Non si può estorcere l'immortalità con un falso e fantomatico inferno!

La meta è qui, a portata di mano e di tutti,

l'abbiamo in tasca, nella tasca dell'anima.

(Gibran)


Un saggio non ha io perché  non c'è nulla che non sia il suo io.

(Detto Zen)


Gli insuccessi, le difficoltà ed i dolori che incontrate nella vita, non sono ostacoli sul vostro cammino,

non sono massi  che vi sbarrano la strada, ma gradini che vanno verso la meta, verso la vittoria.

(Shri Sathya Sai Baba)


La cattiveria non esiste, la cattiveria è una conseguenza della paura.

E' solo e sempre la paura di qualcosa che domina il comportamento umano.

(OM car)


Shri Sathya Sai Baba non è una meta, è solo un indicatore; ognuno è meta di se stesso.

Non è un gioco di parole ma una semplice e profonda verità, anche se di non facile comprensione.

(OM car)


Sai Baba suggerisce, raccomanda sempre: "Sii felice"!

Ma Baba io ho questa malattia, ma Baba io ho questa pena, ma Baba io sono triste,

e Lui ripete, continuamente: "Sii felice"! Ma perché, in presenza dei nostri problemi, dice sempre così?

E' semplice! Perché Lui sa che la meta è vicina, vicinissima, ed il dolore è proprio una grazia, un Suo strumento,

un'accelerazione, una Sua spinta per farci arrivare prima verso il nostro traguardo che è la Liberazione.

Ed allora guardate più in là e non fatevi condizionare dal circoscritto dolore.

(OM car)


L'intero cosmo ruota intorno all'amore.

Anche i nemici si amano, altrimenti perché mai dovrebbero preoccuparsi a tal punto l'uno dell'altro?

Persino chi nega l'esistenza di Dio, lo ama.

Ne è affascinato, ossessionato, altrimenti perché mai dovrebbe accanirsi a negarlo?

E lo ama così profondamente, ha così paura di amarlo,

che se fosse costretto a riconoscerne l'esistenza si verificherebbe in lui una trasformazione totale.

(Osho)


Solo colui che possiede la capacità di penetrare nel profondo del proprio animo

può conoscere l'Universo.

(Citato da Dss)


La rabbia è la peggior esibizione dell'Ego.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'uomo che ha accettato con tutto il cuore l'oscurità scopre che essa è diventata luce.

E chi accoglie il dolore a braccia aperte scopre che per lui esiste solo felicità.

(Osho)


Va con Dio, cioè va con la forza che è in te e che puoi esprimere attraverso il retto agire.

Anche se le situazioni possono apparire tanto disperate, tu riporterai la vittoria,

poiché la conoscenza e la virtù sono già la vittoria.

Tutto il resto è solo una questione di karma e di tempo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Là dove senti cantare fermati. I malvagi non hanno canzoni.

(Luigi Tenco)


La paura bussò alla porta,

la fede andò ad aprire e non vide nessuno.

(Citato da ZIO rafen)


I più grandi e affascinanti misteri devono essere goduti, non risolti.

(Vince Rause)


La felicità si trova nell'unità non nella dualità.

(Shri Sathya Sai Baba)


Per caso, come sempre, mi è capitato di far conoscere il Divino Maestro ad un'umile persona.

A costui, che aveva tanto sofferto, già predisposto o meglio pronto,

è rifiorita immediatamente la vita, illuminata l'anima e letteralmente scoppiato il cuore di gioia!

E in un giorno normalissimo, mentre lavorava in silenzio,

ha avuto il dono dell'apparizione della cara nonna oramai deceduta da molto tempo!

Ed io sono il solo fortunato che conosce direttamente questo fatto ed il relativo protagonista!

(OM car)


Il Signore terrà conto non solo di chi ha saputo trovarlo,

ma anche di chi ha voluto cercarlo;

avere il dono dell'incontro con Lui è grazia

alla quale ci si può predisporre, si può invocare,

ma che Dio fa solo e quando vuole Lui.

(Citato da ZIO rafen)


Come il vento non smuove un grande masso così né la lode,

né l'insulto turbano la mente del saggio.

(Citato da ZIO rafen)


Troppi limiti sono nocivi:

il saggio infatti imposta la propria esistenza

ponendosi limiti nel limitarsi.

(Citato da ZIO rafen)


Fa che la tua vita sia come una rosa,

che si esprime silenziosa nel linguaggio del profumo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Libertà è fare ciò che è giusto.

(Shri Sathya Sai Baba)


Tutta la gioia che brami è in te;

eppure, come un uomo che possiede grandi ricchezze in una cassaforte

ma non ha la minima idea di dove sia la chiave, tu soffri.

Con le istruzioni opportune, se nel silenzio della meditazione ti soffermerai su di esse,

riuscirai certamente a trovare la chiave, aprire la cassaforte ed essere ricco di gioia.

(Shri Sathya Sai Baba)


Chi conosce il bene, lo fa anche!

(Socrate)


Non seguite il corpo,

non seguite la mente,

seguite la coscienza.

Seguite il principio dell'amore.

(Shri Sathya Sai Baba)


Dalla zangolatura del latte (il mondo)

emerge il burro (Dio).

Chi è puro di cuore

riceve il burro;

ed il siero

è lasciato agli intellettuali.

(Shri Sathya Sai Baba)


Lo scienziato esamina il mondo obbiettivo della materia e matura una visione esteriore,

il santo esamina l’anima e acquisisce la visione interiore.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'anima conosce direttamente se stessa per una intuizione interiore, immediata e permanente.

(Pico della Mirandola)


La verità non può mai essere sperimentata se non si è audaci.

(Osho)


Quanto desideri conoscere la verità?

Quando desidererai la verità come desideri respirare, allora sarai pronto a conoscerla.

L'intensità dell'aspirazione spirituale dà lo slancio per compiere il "salto" decisivo oltre la mente.

(Dal libro delle 399 Meditazioni Zen)


Ho visto Dio con l'occhio del cuore, e Gli ho domandato:

"Chi sei tu"?

Mi ha risposto:

"Te".

(al-Hallàg)


Se si chiude la porta a tutti gli errori, anche la verità resterà fuori.

(Tagore)


E' l'illuminazione che va alla ricerca dell'illuminazione.

(Detto Zen)


Solo ora, con la mia mano bruciata, ho il diritto di scrivere sulla natura del fuoco.

(Gustave Flaubert)


Si può portare il bue assetato al fiume, ma, se non sarà lui a bere, morirà. (Detto Zen)

Si può aiutare qualcuno ad avvicinarsi alla verità (e questa è la funzione dell'insegnamento),

ma, alla fine, sarà lui che dovrà dissetarsi personalmente. Nessuno potrà essere al suo posto.

E in troppi, in questa era, hanno paura di dissetarsi!

(Dal libro delle 399 Meditazioni Zen)


Scava il laghetto senza aspettare la luna;

quando il laghetto sarà terminato, la luna verrà da sola.

(Dogen)


La verità che libera si manifesta nel respiro stesso del proprio essere.

Le catene più pesanti di tutte sono le verità prese in prestito.

(Osho)


Per giungere alla condizione di Buddha non sono ammissibili sforzi deliberati.

(Detto Zen)


Se vi limitate a studiare i patriarchi e i Buddha del passato, non vi realizzerete mai.

Essi sono come i fiumi e i laghi, che,

pur non avendo intenzione di ostacolare gli uomini, diventano delle barriere.

In tal senso, anche i maestri ingannano i discepoli.

(Lung-ya)


E come si può evitare di farsi ingannare dei maestri?

Diventando noi stessi degli illuminati.

 

Dovete considerare gli insegnamenti verbali dei maestri

come i vostri nemici mortali.

Se non riuscite ad andare oltre, sarete ingannati.

(Tung-shan)


Un novizio si presentò ad un maestro,

dicendogli che si stava recando in un monastero per essere ordinato monaco.

"Che cos'è, secondo te, l'ordinazione"? gli domandò il maestro.

"Il rito con cui verrò fatto monaco e potrò trovare la liberazione".

"Lo sai che è possibile essere liberi anche senza l'ordinazione"?

 

Nessun rito, nessuna "ordinazione",

è in grado di farci raggiungere una salvezza che dobbiamo cercare personalmente.

L'idea che basti una cerimonia per fare di noi degli iniziati o degli illuminati

è l'eterna illusione di una mente pigra.

(Dal libro delle 399 Meditazioni Zen)


Visualizzami come una fiamma che brucia in te.

E' una fiamma che ti rinfresca, pulisce e guarisce.

(Shri Sathya Sai Baba)


Cultura è ciò che rimane nella memoria quando si è dimenticato tutto.

(Proverbio Inglese, citato da Hari)


Si perdona finché si ama.

(F. de la Rochefoucauld)


Il gioiello della verità è unico ma con sfaccettature multiformi.

(Citato da Hari)


L'amicizia è l'espressione di un amore incrollabile,

un amore che è nobile, puro, libero da desiderio o egoismo.

(Shri Sathya Sai Baba)


La parola che non dici è tua schiava,

la parola che dici è tua padrona.

(Taikiki)


E' meglio vivere soli

che in compagnia degli inconsapevoli.

Cammina solo, puro e senza desideri,

come un elefante nella foresta.

(Shri Sathya Sai Baba)


I virtuosi risplendono da lontano

come i picchi dell'Himalaya.

Gli uomini senza virtù sono invisibili

come frecce scoccate di notte.

(Shri Sathya Sai Baba)


Un atto di bontà è un atto divino che Dio ricompensa al momento opportuno.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non possono considerarsi casti coloro che si privano del sesso, ma non del desiderio.

(Shri Sathya Sai Baba)


La disperazione è il dolore dei deboli.

(Citato da Hari)


Ogni religione è un sentiero verso Dio;

ma il sentiero non è Dio!

(Ramakrsna)


Colui che ha fede ha la saggezza;

colui che ha la saggezza ha la fede.

Colui che non ha né la fede né la saggezza,

la cui anima è tormentata dai dubbi, è un uomo finito.

(Mahabharata)


Se vuoi raggiungere Dio ci sono due cose che devi sapere.

La prima è che tutti gli sforzi per raggiungerlo sono vani;

la seconda è che devi agire come se ignorassi la prima.

(Anonimo)


La fame della mente può essere placata solo con l'acquisizione della saggezza:

(Shri Sathya Sai Baba)


Dio presenta poche difficoltà agli umili, molte agli orgogliosi, insuperabili ai vani.

(Citato da Hari)


La nostra esistenza somiglia ad una barca che all'alba se ne va senza lasciar traccia.

(Citato da Hari)


Un po' di pazienza all'inizio evita una grande sventura alla fine

(Confucio)


Gli Dei innalzano particolarmente colui che vogliono far cadere più in basso.

(Detto degli antichi Romani)


Non dalle parole o dalla testa deve fluire l'amore, ma solamente e soprattutto dal cuore.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il silenzio è il discorso del ricercatore spirituale.

(Shri Sathya Sai Baba)


La conoscenza produce la liberazione.

(Shri Sathya Sai Baba)


Per avere qualcosa che non hai mai avuto

devi essere disposto a fare qualcosa che non hai mai fatto.

(Citato da Levante)


Oh, uomo stolto! Perché cerchi Dio di qua e di là, se Lui è dentro di te?

Rivolgi la tua attenzione all'interno di te stesso e Lo troverai.

(Poesia Telugu)


La forza di volontà diverrà grande

quando saprai di essere figlio dell'immortalità,

o una persona che ha ottenuto la grazia di Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


A volte accade che, all'interno di una società malata,

una persona sana sia considerata malata.

(Osho)


Se la morte è falsa la vita è vera e bella,

ma se è la morte ad essere vera la vita sarà un accumulo di falsità.

(Osho)


L'amore rispetta sempre; l'amore è riverenza.

(Osho)


Tutti chiedono felicità, ma non puoi chiederla:

devi guadagnartela.

(Osho)


Se hai conosciuto la felicità non sarai mai crudele con nessuno, non puoi esserlo.

(Osho)


Dovete considerare il principio atmico la meta del viaggio della vostra vita.

(Shri Sathya Sai Baba)


Se Guardi una persona negli occhi, entri in lei.

(Osho)


La musica è il mosaico dell'aria.

(Marvell)


Un solo atto di servizio offerto al Signore che intravedete in un altro essere,

sostituisce anni di struggente anelito a Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Dio non comunica, Egli entra in comunione.

(Anil Kumar)


La moralità non è altro che amore disinteressato.

(Shri Sathya Sai Baba)


Colui che conosce gli altri è sapiente.

Colui che conosce se stesso è illuminato.

Colui che vince gli altri ha la forza.

Colui che vince se stesso è veramente forte.

(Laotse - Tao-Te-King, XXXIII,1)


La vera meta dell'uomo è avere la suprema conoscenza;

chi non la possiede è un ignorante.

(Shri Sathya Sai Baba)


Le lacrime sono il sospiro di sollievo del Sé.

(Shri Sathya Sai Baba)


Ci sono figli che puoi aiutare, a volte devi agire ma rimanere distaccato;

e figli che non puoi aiutare, ma lasciare andare.

(Sail)


Le vivande che mangiamo cambiano, almeno d'aspetto,

diventano materia di rifiuto, senza valore, e vengono escrete.

Dal punto di vista sottile, la loro parte utile si cambia in sangue e carne,

ed una parte più sottile ancora diventa nostra mente.

Perciò, il cibo è responsabile sia delle distorsioni che possono avvenire nella mente,

sia dei pensieri santi che vi può ingenerare.

Il cibo giusto, quindi, può favorire le buone qualità della pace, della pazienza, dell'amore e della veracità.

(Shri Sathya Sai Baba)


IL CANTO DI HAKUIN

 

 

Il ruggito del leone

 

Sin dal principio tutti gli esseri sono dei Buddha.

È come l’acqua, e il ghiaccio:

senza acqua, non c’è ghiaccio,

al di fuori degli esseri viventi, non ci sono Buddha.

Non sapendo che è vicino, lo si cerca lontano.

Che peccato!

È come essere nell’acqua e lamentarsi per la sete;

è come il bambino di una casa ricca

che si è perso tra  i poveri.

La causa del nostro vagabondare attraverso i sei mondi

è che viviamo nell’oscuro sentiero dell’ignoranza.

Di oscuro sentiero in oscuro sentiero,

quando sfuggiremo al binomio nascita-morte?

La meditazione Zen del Mahayana

va oltre ogni nostra lode.

Il dare, la moralità e le altre perfezioni

ricevere l’iniziazione, il pentimento, la disciplina

e le molte altre azioni giuste,

tutto riporta alla pratica della meditazione.

Grazie a una sola seduta

si distruggono innumerevoli peccati in lui accumulati.

Come potrebbero esserci sentieri sbagliati per costui?

 

 

L’uomo vive nell’illusione

 

Il Paradiso della Terra Pura non è lontano.

Quando si ascolta questa verità anche solo una volta con venerazione,

colui che l’apprezza e con gioia l’accoglie ha meriti infiniti.

Quanto più colui che si rivolge all’interno

e conferma direttamente la propria natura,

che la sua natura è non-natura,

tanto più ha trasceso le parole vane.

La soglia si schiude, la causa e l’effetto sono un’unica cosa;

dritta corre la strada, non due, non tre.

Prendendo come forma la forma della non-forma,

che vada o che ritorni, egli è sempre a casa.

Prendendo come pensiero il pensiero del non-pensiero,

che canti o che danzi, tutto è la voce della verità.

Ampio è il cielo dello sconfinato Samadhi,

raggiante la luna piena della saggezza con i suoi quattro pilastri.

Cosa resta da fare?

Il Nirvana è chiaro davanti a lui,

proprio questo luogo è il Paradiso del Loto,

proprio questo corpo è il Buddha.

 

 

Forse qualcuno ascolta il canto,

forse qualcuno ne è colpito, pugnalato al cuore.

È il ruggito di un leone:

qualcuno potrebbe risvegliarsi del suo sonno.

(Osho)


La vita ed il sonno sono solo dei sogni.

Uno è un sogno diurno e l'altro è un sogno notturno.

La vita è il paese dei sogni.

(Shri Sathya Sai Baba)


Sono pienamente cosciente del fatto che tutti sono dei ricercatori spirituali migliori di me.

Io non parlo come una autorità superiore, sto solo condividendo la nostra esperienza.

Noi studiamo insieme, esploriamo insieme ed insieme investighiamo.

Questo è il proposito del satsang. Nel satsang  che noi abbiamo qui ogni volta,

non c'è nessuno di maggior calibro di un altro, nessuno che abbia avuto maggiori acquisizioni. No!

Noi tutti siamo Uno, noi tutti siamo un flusso. Ecco tutto.

Noi stiamo fluendo insieme, marciando insieme,

ci teniamo per mano procedendo insieme verso il Divino, nient'altro.

Siamo tutti compagni pellegrini.

(Anil Kumar)


La preghiera è l'esternazione, lo sgorgare spontaneo dei sentimenti umani,

è l'effusione del cuore, è un'espressione del nostro stato d'animo in quel momento.

La maggior parte delle nostre preghiere non ottiene risposta, non produce reazione,

non viene ascoltata da Bhagavan, perché il nostro sentire non corrisponde alla preghiera che offriamo.

La preghiera dev' essere spontanea, deve sgorgare dal cuore

e dal pensiero umano del particolare frangente della vita in cui ci si trova.

(Anil Kumar)


Qualunque cosa vi faccia sentire vicino a Lui,

qualunque cosa che vi faccia perdere voi stessi,

che vi faccia sgorgare le lacrime appena Lo pensate,

che vi faccia dimenticare voi stessi ed udire la Sua voce dentro,

che vi faccia andare al di là del corpo e della mente,

che vi faccia sentire l'incanto dell'eternità, il momento dell'Immortalità...

quella è senz'altro la via migliore. Non c'è una via prescritta.

Amici miei, il percorso che stabilisce il contatto con Dio,

che instilla l'Amore, che ci porta ai Suoi Piedi, è la via migliore.

Non c'è una via spirituale stereotipata, copia carbone o fotocopiata.

(Anil Kumar)


SAPPIATE DI ESSERE VICINI A DIO

 

Infine, dulcis in fundo, vi metto, amici miei, la ciliegina sulla torta.

Teniamola come una luce, come una candela che bruci per tutto il 2004.

Che cos'è? La gioia cresce sempre più man mano che ci avviciniamo e siamo più cari a Dio.

Sofferenza ed agonia crescono quando siamo lontani, molto lontani da Lui.

Dov'è quindi la gioia? Vicino a Dio. Dov'è l'angoscia? E' nell'essere lontani da Lui.

Quando cominciate a sentirvi contenti, sappiate che siete vicini a Dio,

sia qui in India che in Australia, in Canada o in America.

Quando sorridete sappiate che siete vicini a Dio.

Quando siete pieni di gioia capite che siete con Dio. Dio è in noi.

Quando siete tristi, sappiate di esservi allontanati da Lui, di essere andati via da Lui.

Possa questo 2004 tenerci sempre ai Suoi Piedi di Loto affinché le nostre vite siano del tutto verdi,

piene di fiori che sbocciano, vite piene di gioia, sempre.

Che Bhagavan sia sempre con voi, benedica le vostre famiglie, benedica quelli che sono qui,

che sono lontani dalle famiglie e le famiglie che sono a casa e li aspettano.

Che Bhagavan benedica tutti qui, là e dovunque!

 

Buon Anno!! Che Dio vi benedica! (applausi)

(Anil Kumar)


Il sentimento che domina all'istante della morte opererà con gran forza nella prossima vita.

(Shri Sathya Sai Baba)


I bhajan, la meditazione e le altre pratiche spirituali sono solo esercizi di purificazione della mente.

Sviluppate l’amore, che è il vostro respiro vitale!

Quando un albero si riempie di foglie verdi, di rami e di frutti, ve ne sentite attratti.

Quando si secca, lo abbattete poiché è privo di vita.

Una persona priva di amore è paragonabile ad un tronco senza vita.

(Shri Sathya Sai Baba)


Hai delle difficoltà? Magnifico!

Hai una buona occasione per esercitarti in importanti qualità

 come capacità di resistenza, pazienza e fiducia.

Quale benedizione!

(Shri Sathya Sai Baba)


Si suol dire ateo chi non ha fede in Dio;

ma non è vero, perché non c'è nessuno che non creda in se stesso.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non fondate il vostro amore solo sull'aspetto fisico.

Il destino dei corpi è quello di perire; essi sono effimeri.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'Immortalità non è altro che l'eliminazione del proprio ego.

(Anil Kumar)


La non egoità non è altro che l'esperienza di essere uno con il Tutto,

è assenza di separatività, di identità.

(Anil Kumar)


Mostrare è ego, farsi pubblicità è ego, essere orgogliosi di se stessi è ego.

L'esultanza, l'esaltazione e la frustrazione sono ego,

mentre la serenità mentale, l'equanimità o il trascendere l'egoità sono segni di Amore vero.

(Anil Kumar)


Dato che l'Amore è pieno di gioia, lo si vede sul volto.

Io non posso dire "ti amo" irosamente, siete d¹accordo? 

L'Amore non è essere musoni. Avete mai visto Bhagavan con la faccia seria?

Egli fa finta di essere serio. Invece noi fingiamo di sorridere.

Questa è la differenza: noi fingiamo di sorridere mentre Lui finge di essere serio!

Noi ci sentiamo a nostro agio con il muso lungo perché così nessuno ci chiederà un favore (Risate).

(Anil Kumar)


Silenzio significa assenza di pensieri.

Silenzio significa assenza di ego,  assenza del chiacchiericcio interiore. 

(Anil Kumar)


L'Amore non si racconta;

l'Amore è silenzio, è Verità, è assenza di ego, è tremendo, è doloroso e rischioso.

E' rischioso perché potremmo renderci conto del fatto che l'altro è migliore di noi,

cosa che non siamo disposti a fare.

(Anil Kumar)


Io non so che il vero Amore è l'assenza di ego, che il vero Amore non è semplicemente umiltà.

L'Amore non è un baratto, non è un compromesso, né una transazione di affari.

L'Amore è supremo, l'Amore è Divino.

(Anil Kumar)


Swami che ti guarda è un atto di misericordia,

Swami che ti fissa è un atto di Grazia,

Swami che ti osserva è un atto di compassione,

Swami che posa i Suoi occhi su di te è 'riconoscerti': "Ciao! Come stai?"

Egli lo fa per non farti sentire ignorato. 

Swami che ti guarda può anche voler dire: "Io so cosa stai facendo; so anche ciò che fai altrove!"

Oppure: "Come sei pio, come sei semplice dentro! Lo vedo bene!"

 

Quindi, quando vi guarda, è qualcosa come un rovescio di pioggia in un' estate rovente:

noi gradiamo la pioggia e troviamo la bellezza nelle gocce che cadono al suolo.

Quando Swami ti guarda provi un sentimento che è al di là delle parole, al di là di ogni descrizione,

oltre qualsiasi valutazione, e trascende tutti i parametri e le misure conosciute.

 

Swami che ti guarda è come il chiaro di luna, è una brezza soave, è bellissimo, è come il sorgere del sole.

Lo sguardo di Swami su di noi è come una nuvola che se ne va, è incantevole.

È come un oceano possente, pieno di onde, di onde burrascose.

Swami che ci guarda è come una tavola imbandita, proprio lì davanti a noi, quando siamo molto molto affamati.

È come un buon sonno dopo molte notti di veglia, è la gioia delle gioie.

 

Dio guarda dentro e non fuori: questo è il significato del Suo guardarci.

(Anil Kumar)


Io non sono interessato a ciò che vi racconto;

Io non sono interessato a ciò che vi dico.

Io sono interessato a ciò che accade in voi

(Shri Sathya Sai Baba)


La strada che conduce a Dio è per quei pochi che sono fermamente decisi a raggiungere,

attraverso la disciplina spirituale, la realizzazione perfetta.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il Centro Internazionale 'Sathya Sai' di Delhi  ha inaugurato il nuovo anno con un discorso tenuto il 3 gennaio dal Dalai Lama. Il Dr. M.L.Chibbe, direttore del Centro, ha dato il benvenuto all'ospite d'onore ed al Dr. Karan Singh, eminente filosofo e statista, che ha presieduto la cerimonia. L'auditorium era affollato al massimo della propria capacità, sebbene la giornata fosse una delle più fredde dell'inverno in corso. Sua Santità il Dalai Lama ha parlato per quarantacinque minuti. Il Dalai Lama ha cominciato il discorso dicendo che la chiave per la pace consiste nella non-violenza e nella tolleranza, che in India rappresentano una tradizione vecchia di 7000 anni. Il Dalai lama ha così continuato: "Possiamo avere la pace solo se riusciamo a stabilire un' attitudine di rispetto verso tutte le religioni, fedi e credenze che non sono le nostre. C'è un fatto interessante che è importante sottolineare sulle grandi religioni mondiali: a livello filosofico fra di esse possono esistere apparenti differenze, ma a livello pratico non esiste differenza alcuna.  Se studiamo l'etica o la pratica sostenuta dalle varie fedi, non c'è molta differenza. Tutte credono nei valori umani della Verità, della Non-Violenza, della Compassione, dell'Amore e della Pace. Uno dei valori importanti è la Verità, che consiste nel percepire la Realtà per quello che realmente è. La Realtà può essere sperimentata nella sua pienezza esclusivamente se si ospitano solo emozioni positive e non negative. Non sarebbe corretto dire che non dobbiamo avere emozioni. Una persona senza emozioni è una persona senza sentimenti, secca, distante, fredda, non amichevole, negativa e viziosa. La cosa importante è non avere in sé emozioni negative.  Le emozioni negative sono le emozioni immature, anguste e nebulose. Per esempio, l'attaccamento e l'odio sono due emozioni negative. Se una persona vede il mondo attraverso il prisma dell'attaccamento, concluderà che ciò che essa stessa fa è giusto al 100%. Se invece si vede qualcun altro attraverso il prisma dell'odio, si concluderà che ciò che l'altra persona fa è sbagliato al 100%. Niente in natura è giusto o sbagliato al 100%. Una percezione di questo genere è una mera proiezione mentale, che distorce il nostro apprezzamento della Realtà, creando grandi problemi. Le emozioni positive sono emozioni mature, perché sono combinate con l'intelligenza. L'applicazione dell'intelligenza porta all'analisi ed all'indagine. L'analisi conduce alla convinzione. Disciplinare le emozioni porta ad una visione olistica della Realtà. Tutto è interconnesso. Se non si vedono l'interconnessione e l'interdipendenza, allora la visione è distorta. Esempi di emozioni positive sono la fede e la compassione, di cui si può essere imbevuti solo dopo essere passati per un 'allenamento' di emozioni. La conoscenza conduce alla convinzione. La convinzione conduce alla determinazione. La determinazione porta alla familiarizzazione. La familiarizzazione porta al cambiamento delle emozioni. Il più grande tentativo da farsi è quello di cercare di avere una visione chiara, per vedere la Realtà per ciò che realmente è. Solo allora potremo risolvere il problema della vita. La coltivazione di emozioni positive e nobili ci conduce alla compassione, all'accontentarsi, al perdono ed alla disciplina personale, che a loro volta producono la quiete della mente. Quando la mente non è agitata, essa può restare limpida ed avere una chiara visione della Realtà. Essa vede allora un problema per quello che è realmente e lo risolve con facilità. I problemi allora non avranno più la capacità di disturbare la pace della mente. Ma se la mente è debole, se viene facilmente assalita dalla paura e dai dubbi o da emozioni non controllate, troverà difficile affrontare gli ardui problemi della vita. La vita è destinata ad essere piena di problemi. Persino se non ci sono altri problemi, il corpo soffre per le malattie, il decadimento e la morte. Se i problemi sono una parte integrale della nostra esistenza, dobbiamo essere pienamente preparati ad affrontarli con calma, placidità e fortezza d'animo.  In questo processo di nutrimento del vostro Sé interiore, sarete aiutati se continuerete a rimanere nella tradizione spirituale e religiosa in cui siete nati. Sono felice di vedere che Bhagavan Sri Sathya Sai Baba ha detto che la Sua missione non consiste nel cercare di convertire persone delle altre tradizioni. Egli desidera che un buddista diventi un migliore buddista, che un musulmano diventi un musulmano migliore ed un indù, un indù migliore.  Si deve essere seri e sinceri verso la propria fede. Questo genera un'atmosfera di calma sia nell'individuo che nella società. Le nostre esperienze interiori raggiungono dimensioni più profonde. Piuttosto spesso ho la sensazione di star recitando dei versi insegnatimi da bambino da mia madre e dai miei insegnanti. A volte mi sembra di recitare questi versi automaticamente, e non con tutto il cuore e tutta l'anima. La recitazione allora diventa qualcosa di simile ad un peso. Ma poi mi rendo conto che questa pratica giornaliera, sebbene appaia monotona e ripetitiva, costruisce silenziosamente e senza sforzo le mie risorse interiori e la mia forza e mi aiuta a diventare un vero seguace di Budda. In questo pubblico è rappresentata una grande pluralità di fedi religiose. Questa realtà va accettata. L'India ha sempre creduto nella non-violenza in termini di tolleranza di tutte le fedi. Gandhi fu un grande esempio di armonia interreligiosa. Era un indù praticante, ma aveva un profondo rispetto per le altre religioni. Anche Budda era un vero indiano, in questo senso. Egli studiò le fedi prevalenti in India a quel tempo e praticò molti sentieri indù. Dopo la sua illuminazione, insegnò le quattro nobili verità. La filosofia di Budda dell'interdipendenza è un contributo unico alla filosofia mondiale. Il concetto di 'interdipendenza' è egualmente vero nei campi dell'economia, della politica, della difesa etc. Questo fornisce una visione più ampia ed olistica di ogni problema e ci porta più vicini alla realtà. Budda credette nel valore umano della Verità. Egli esortò i suoi seguaci a seguire la Verità. Quando egli annunciò le quattro nobili verità, analizzò anche la causa della sofferenza. La conclusione a cui arrivò fu che tutta la sofferenza è dovuta all'ignoranza. Oggi alcuni politici creano dei problemi a causa del loro basso livello di consapevolezza. Hanno troppo attaccamento, che porta ad una visione corta  e ristretta. Non si deve permettere che questi pochi individui distruggano una tradizione vecchia di 7000 anni di tolleranza ed armonia. Possiamo tutti vivere insieme e lavorare insieme, sia a livello individuale che sociale."

(Discorso del Dalai Lama al Centro Internazionale 'Sathya Sai' di Delhi del 3 gennaio 2004)


Non violenza è non far del male a nessuno, né con il pensiero, né con la parola, né con l'azione.

(Shri Sathya Sai Baba)


DIO NON LASCIA MAI CADERE I SUOI DEVOTI

 

Coloro che credono in Dio possono vivere rispettati ed essere nella Grazia.

Non dobbiamo abbassare la testa per la vergogna davanti a nessuno,

perché Dio è lì per noi, in quanto il prestigio del devoto è il prestigio di Dio.

Egli non permetterà mai che un Suo devoto fallisca.

(V. Jagannadhan)


L'oggetto di tutti gli esercizi spirituali è la distruzione della mente

e verrà il giorno che una buona azione le darà il colpo di grazia.

Tutte le buone azioni fatte nel passato avranno contribuito a questo trionfo,

e contano anche le più piccole.

Nessuna buona azione è sprecata.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'avidità procura dolore e disperazione.

La contentezza può nascere solo da un'ampia visione spirituale.

(Shri Sathya Sai Baba)


La ricchezza va guadagnata con onestà.

Il desiderio va riservato alla Liberazione.

(Shri Sathya Sai Baba)


La fiducia non si può perdere, non si può annullare, non si può rovesciare.

Una volta che c'è, c'è per sempre.

La fiducia in Dio non la perderemo mai, rimarrà con noi per tutta la vita.

(Anil Kumar)


LA PACE È AUTOCONSAPEVOLEZZA

 

La pace è il rivelarsi e lo sbocciare del vostro Sé.

Questo è ciò che si chiama  'autoconsapevolezza'

La consapevolezza di non essere il corpo, di non essere la mente né l'intelletto

ma di essere il Sé è pace!

"Io sono la Consapevolezza" è pace.

Non si tratta semplicemente di assenza di rabbia, di tensione o preoccupazioni.

Lo sbocciare della Consapevolezza è pace. La piena Consapevolezza del Sé è pace.

(Anil Kumar)


Le cause principali della malattia e della morte sono la paura e la perdita di fede.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il Silenzio non è frutto di una decisione, ma è sempre presente.

Esso è il puro flusso di Dio in te e nel mondo.

(Shri Sathya Sai Baba)


E' bene esser nato in una religione, ma non morire in essa.

Si devono superare i limiti posti dalla mente e dalla ragione

per raggiungere l'infinità dell'Assoluto e l'Eterno Spirito.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il fulgido Signore che risplende in ogni atomo e pervade l'intero universo vi proteggerà sempre.

Egli è l'Onnipotente Signore di Parthi che vi concede devozione e vi aiuta  in ogni  vostro sforzo.

Che altro si può comunicare a quest'assemblea di nobili anime?

(Versi Telugu)


La Verità rimane immutata nei tre tempi: passato, presente e futuro.

Ciò che subisce mutamenti a causa del passare del tempo non può essere definito Verità.

(Shri Sathya Sai Baba)


La Visione del Signore distrugge tutti i peccati.

Il Suo tocco distrugge i legami del Karma.

La conversazione con Lui distrugge tutte le difficoltà.

(Shri Sathya Sai Baba)


Un danzatore e un cantante potrebbero essere dei Buddha, ma non verranno riconosciuti

per il semplice motivo che il loro modo di fare le cose non può diventare un insegnamento,

né può aiutare davvero la gente a uscire dal proprio sonno.

Tuttavia stanno facendo del loro meglio: qualunque cosa possono fare, la fanno.

(Osho)


Esistono tre tipi di uomini:

gli uomini non-credenti, che considerano gli oggetti del mondo ('padhaartha') reali in se stessi ('yathaartha');

gli uomini che credono che una Volontà si celi dietro tutto ciò che vedono e sperimentano,

e che si inchinano a quella Volontà, cercando di esplorarLa per poter aderire ad Essa e non andarLe contro;

e coloro che hanno realizzato che il mondo oggettivo ha solo valori relativi e non assoluti.

Queste due ultime categorie non biasimeranno nessuno, e tantomeno Dio, per i loro mali.

(Shri Sathya Sai Baba)


Tutte le opportunità ve le siete guadagnate. Tutti voi dovete essere salvati.

Non appena l'opportunità vi si  presenta, dovete scappare da questa rete.

Io non rinuncerò a voi, anche se voi Mi abbandonerete,

perché non è in Me l'abbandono di coloro che Mi rinnegano.

Io sono venuto per tutti. Quelli che si perdono torneranno da Me, non dubitatene. Li richiamerò a Me.

Vi benedico affinché possiate ottenere la Visione del Divino in questa stessa vita, con questo stesso corpo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Una ricchezza eccessiva fa aumentare l'ego, che a sua volta lastrica la strada a molte cattive qualità.

Quando la ricchezza vi lascia, anche l'ego svanisce, con il risultato che anche le cattive qualità scompaiono

(Poesia Telugu)


Solo le persone più perfide del mondo sono attirate dalla politica.

Le più malvagie, le più meschine, perché sanno che possono fare qualcosa solo se hanno potere.

Hai bisogno di potere solo per fare qualcosa di dannoso;

altrimenti, l'amore e la compassione sono sufficienti.

(Osho)


La vera comunione accade attraverso l'energia, non attraverso le parole.

(Osho)


Fa qualcosa, in modo che possa esistere un momento in cui nulla sarà necessario,

in cui il tuo essere centrale potrà semplicemente dissolversi nel cosmo.

(Osho)


Quali sono i sintomi dell'essere innamorati? Tre.

Primo, assoluta soddisfazione. Nient'altro è più necessario, neanche Dio.

Secondo, non c'è futuro. Questo istante d'amore è l'eternità.

Non c'è alcun momento successivo, alcun futuro, alcun domani. L'amore accade nel presente.

E terzo, tu cessi di esistere, non esisti più. Se ci sei ancora, non sei ancora entrato nel tempio dell'amore.

(Osho)


Quando non sono illuminati, i Buddha sono esseri ordinari.

Quando c’è l’illuminazione, in un istante gli esseri ordinari si trasformano in Buddha.

Il segreto è all’interno di ogni essere umano.

(Hui-Neng)


Chi soffre è un grande maestro di vita, da cui abbiamo da imparare.

(Anonimo)


Se un uomo non è felice, può anche pregare,

ma la sua preghiera sarà corrosa da un intimo lamento, sarà un mugugno.

(Osho)


Voi considerate il mondo molto vicino, lo vedete intorno e dietro di voi,

ma quanto dovete indicare il Signore, dite che si trova molto lontano,

al di sopra e a grande distanza da voi.

Questo è un errore. Il Signore è vicino; è il mondo ad essere lontano.

Voi credete il contrario, perché avete paura della verità e vi piace illudervi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Siate liberi dalle sciocche illusioni e dai dubbi, eliminate i desideri di scarso valore,

ed Io vi prenderò con Me.
(Shri Sathya Sai Baba)


Il desiderio è il fuoco che vi riduce in cenere.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non c'è alcun intermediario fra voi e Dio.

Nessun funzionario dell'Organizzazione Sai è in alcun modo un 'leader' spirituale.

I nostri sono solo degli incarichi amministrativi, e speriamo di essere degni di questi incarichi,

ma assolutamente non siamo né guide, né consiglieri spirituali.

(Dr. Michael Goldstein)


Domanda: Se in una famiglia una persona è devota e le altre no,

come può questa convincere il resto della famiglia?

 

Risposta: Swami è nel vostro cuore.

Non avete alcuna necessità di convincere gli altri, né è vostro dovere farlo.

Perseguite il vostro Dharma nella vostra famiglia e nella vostra professione.

Il vostro dovere primario come esseri umani consiste nel realizzare il Signore che risiede nei vostri cuori.

(Dr. Michael Goldstein)


Domanda: Come si fa ad instillare la Coscienza Divina negli altri?

 

Risposta: Fate da esempio. Dobbiamo fare servizio. La qualità innanzitutto, poi la quantità. La qualità è tutto.

Siamo qui per 'dimostrare', per  essere esempi viventi dei Divini Insegnamenti di Swami nel contesto del servizio.

Non diventate pomposi perdendo di vista gli insegnamenti di Swami.

(Dr. Michael Goldstein)


L'esistenza è sofferenza;

questa sofferenza ha un'origine;

essa ha anche una fine;

il cammino che conduce al risveglio porta alla fine della sofferenza.

(Le quattro nobili verità di Buddha)


La preghiera della rana


Un monaco, disturbato nella sua preghiera dal gracidare di una rana, le intimò di tacere.
Poiché era un santo, la rana tacque.
Ma nel profondo silenzio una voce sussurrò al monaco:

«E chi può mai dire se il gracidio della rana non sia gradito a Dio quanto il tuo salmodiare?».
Pentito, il monaco invitò allora la rana a riprendere il canto e, per la prima volta,

il monaco si sentì in armonia con l'intero universo: capì finalmente che cosa significasse pregare.

(Saggezza popolare dell'Oriente)


L’ANELITO  DELLE  GOPI

 

Se Tu fossi un albero,

vorremmo essere i viticci

per attaccarci a Te.

 

Se Tu fossi un fiore,

vorremmo essere le api

per sciamare su Te.

 

Se Tu fossi l'oceano,

vorremmo essere i fiumi

per immergerci in Te.

 

Se Tu fossi il cielo infinito,

vorremmo essere le piccole stelle

per scintillare in Te.

 

Se Tu fossi la vetta più alta,

vorremmo essere impetuosi torrenti

per scorrere su di Te.

 

Dio, Dio onnipotente,

noi non viviamo, non possiamo vivere

lontane da Te.

 

Vorremmo giocare con Te.

Vivere con Te.

 

Esalare l’anima nostra in Te.

 


Questo momento è sufficiente, non chiedere mai di più.

(Osho)


La luce del sole cade egualmente su tutte le superfici,

ma solamente le superfici lisce e brillanti come l'acqua,

gli specchi e i metalli puliti possono rifletterla fedelmente.

 Parimenti, nonostante che Dio risieda in ognuno,

è nel cuore del santo che Egli Si manifesta maggiormente.

(Shri Ramakrishna)


La forza di un ciclone può sradicare alberi e far crollare edifici,

ma per quanto impetuoso possa essere, esso non può far nulla ad un umile filo d'erba.

Questa è la grandezza dell'umiltà, figli miei.

(Sri Mata Amritanandamayi Devi)


    Tu sei cielo e terra, Tu sei vento e luce, Tu sei la nostra carne e la nostra vita stessa,

Tu sei l'essere e il non-essere,o re che guardi danzare come marionette gli uomini

con i loro buffi pensieri di "io" e "mio", mentre sei Tu a tirare i fili.

Che parole possono esprimere la Tua lode, o Dio?

(Manikkavacakar)


Un bel diamante, anche si si trova in un mucchio di spazzatura,

non perderà né la sua brillantezza, né il suo valore.

Allo stesso modo, la gloria e la grandezza dell'uomo pio non verranno sminuite,

quali che siano le circostanze o le situazioni in cui esse possono venire a trovarsi.

Un tale splendore divino rifulge in tutti gli esseri umani.

L'Amore è un'espressione di questo splendore.

Per riuscire a manifestare questo Amore,

gli uomini devono sopportare ogni sorta di sofferenze.

L'essere umano è come la canna da zucchero

- è riempito con il succo dell'Amore.

È solo quando l'uomo viene sottoposto alle difficoltà

che il dolce succo divino dell'Amore può fluire da lui.

(Shri Sathya Sai Baba)


VITA + DESIDERIO = UOMO
VITA - DESIDERIO = DIO

Dio è l'uomo meno il desiderio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Per Me le materializzazioni sono una specie di biglietto da visita

per convincere la gente del Mio amore per loro ed ottenere in cambio la loro devozione.

Poiché l'Amore è senza forma, Io materializzo oggetti come evidenza di questo amore.

Ogni oggetto materializzato è solo un simbolo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Quello che Io materializzo è una manifestazione della Divinità,

con un potente significato ed un altrettanto importante valore simbolico.

La Vibhuti è il simbolo della natura infinita,

immortale e cosmica di tutte le forme di Dio, dell'Atma o dello Spirito,

cioè di tutto ciò che resta quando ciò che appartiene al mondo mutabile e transitorio viene bruciato.

(Shri Sathya Sai Baba)


La Mia capacità di guarire può essere paragonata al polo positivo;

la vostra devozione nei Miei confronti è il polo negativo.

Quando i due poli si uniscono si genera la corrente.

In altre parole, la devozione genera ciò che viene chiamato il miracolo della guarigione.

In verità è la mente dell'uomo la responsabile delle condizioni di salute o di malattia.

Egli stesso è la causa di una o dell'altra.

Così, quando venite per guarire e per curarvi,

nella vostra mente si deve creare la fede necessaria per raggiungere lo scopo.

Tutto quello che Io posso fare è di dare all'uomo la fiducia,

la volontà ed il potere di curare se stesso.

E' con il Mio Amore illimitato, ricambiato dall'intensità della fede del devoto,

che si  possono produrre i risultati voluti.

(Shri Sathya Sai Baba)


Le calamità avvengono non per ciò che Dio ha fatto all'uomo,

ma per ciò che l'uomo ha fatto all'uomo.

(Shri Sathya Sai Baba)


La sofferenza sorge sempre dove non scorre l'amore.

Chi soffre ha qualcosa da imparare.

L'intero senso della vita è imparare ad amare.

La vita non ha alcun altro significato.

(Shri Sathya Sai Baba)


Delle 24 ore della giornata,

dedicane 6 alle tue necessità, 6 al servizio degli altri,

6 al sonno e 6 per stare alla presenza del Signore.

Queste ultime 6 ore ti daranno la forza dell'acciaio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il piacere ed il dolore, così come il bene ed il male, coesistono, e nessuno può separarli.

Non potete trovare il piacere ed il dolore, il bene ed il male separati gli uni dagli altri.

Il piacere emerge quando le difficoltà fruttificano.

(Poesia Telugu)


Continuate il Namasankirtan (canto o recitazione dei Nomi del Signore) ovunque vi troviate, per tutta la vita.

Specialmente quando i vostri spiriti sono depressi a causa dei dispiaceri, cantate a squarciagola la gloria di Dio.

Non sentitevi mai insicuri di cantare la gloria di Dio, pensando che gli altri possano ridere di voi.

Incuranti di ciò che gli altri possono pensare o dire contro di voi, continuate la sacra attività del Namasankirtan.

Solo allora verrete caricati di Energia Divina.

(Shri Sathya Sai Baba)


Coloro che vendono il talento dato loro da Dio per pagarsi da vivere non saranno mai veramente felici.

Rajeswara Rao e Adi Narayana non usarono mai il loro talento a fini commerciali.

Cantarono sempre con Amore e devozione, per la contentezza del loro cuore.

La gloria di simili devoti, vivi o morti, resterà per sempre.

(Shri Sathya Sai Baba)


Un devoto, costantemente impegnato nel Namasmarana (ripetizione del Nome di Dio)

in tutte le circostanze, diventa immortale.

La ripetizione del Nome di Dio è l'unica proprietà che dura in eterno.

(Shri Sathya Sai Baba)


Una semplicità, una purezza ed un'innocenza come quella di un bambino sono la via per la Divinità.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'intelletto ('Buddhi') si diletta nelle discussioni e nelle dispute,

ma una volta che cedete alla tentazione della dialettica

vi occorrerà molto tempo per sfuggire alle sue catene e riuscire a metterlo in disparte,

per poter gioire della beatitudine che proviene dal suo annichilimento.

Dovete essere costantemente consci dei limiti della ragione.

La logica e la deduzione devono cedere il posto alla devozione.

Sul sentiero che conduce a Dio l'intelletto può aiutarvi solo per un piccolo tratto - 

il resto è illuminato dall'intuizione.

(Shri Sathya Sai Baba)


Quello che fate è la via dell'azione, quello che dite è la via dell'Amore,

quello che risolvete nella vostra mente è la via del discernimento e della saggezza.

(Shri Sathya Sai Baba)


Nessuno che ignori la via può raggiungere la Meta,

e nessuno che ignori la Meta può scegliere il sentiero, e seguirlo.

Prima di decidere il viaggio, dovete avere una chiara idea della via e della Destinazione.

(Shri Sathya Sai Baba)


Che cos'è lo yoga? Yoga è la connessione fra il ricercatore e Dio.

(Anil Kumar)


Il sorriso di Swami ci energizza! Questo è il ruolo del Maestro Divino.

Alla presenza di un altro essere umano, perdiamo la nostra energia.

Alla presenza di un Maestro Divino, acquistiamo Energia,

perché quella è la risposta alla Vibrazione Divina.

(Anil Kumar)


Il servizio ha tre scalini: "dall' 'io' al 'noi' - dal 'noi' a 'Lui' "

Primo: Io, l'individuo.

Secondo: Noi, la comunità.

Terzo: Lui - Bhagavan Baba.

(Anil Kumar)


Oh uomo! Lotti strenuamente per acquisire vari tipi di conoscenza

al solo scopo di riempirti lo stomaco.

Nonostante tutto il tuo duro lavoro e l'acquisizione di conoscenze,

non sei capace di sperimentare la felicità eterna.

Perché invece non contempli il Signore e cerchi rifugio in Lui?

Egli ti mostrerà certamente la via per sfuggire alla tua sofferenza.

 

Oh uomo! Nella vita lotti strenuamente al solo scopo di riempirti la pancia.

Acquisisci miriadi di tipi di conoscenza in tutti i campi.

Esamina e indaga tu stesso quale grande felicità sei riuscito a conquistare,

impiegando il tuo tempo dall'alba al tramonto

ad acquisire conoscenze e ad accumulare ricchezze, dimenticando Dio.

(Poesie Telugu)


Il corpo è composto da cinque elementi ed è destinato a perire prima o poi,

ma l'Abitante [interiore] non nasce né muore.

L'Abitante non ha attaccamenti di alcun genere ed è il Testimone Eterno.

In verità, l'Abitante che è nella Forma dell' Atma è Dio Stesso.

(Poesia Telugu)


Che cos'è il peccato? Far del male agli altri, abusarne o ucciderli è peccato.

In che cosa consiste il merito? Nell'aiutare gli altri.

Quindi, non si deve reagire ad un atto malvagio con un altro atto malvagio.

Si deve invece essere  magnanimi e perdonare l'offensore.

(Shri Sathya Sai Baba)


Coloro che trattano male la propria moglie non saranno mai felici e non conosceranno la prosperità.

Se gli uomini non sanno proteggere le loro donne, che sono pronte a sacrificare persino la propria vita

per i loro mariti, a che cosa serve la loro esistenza? Le donne sono veramente le dee delle loro case.

Fate sì che le vostre donne non debbano mai versare delle lacrime.

Le case in cui le donne piangono andranno velocemente in rovina.

Le donne sono gli ideali della società. Non fatele soffrire.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il dolore e la sofferenza sono causati dal desiderio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Questo mondo è irreale.

Tutto ciò che è soggetto a cambiare è irreale;

è realtà solo ciò che è stabile e invariabile.

L'unica entità permanente è lo Spirito,

ed esso è la Forma del Signore,

la potenza del Signore.

(Shri Sathya Sai Baba)


Un volto luminoso,

un occhio splendente,

un atteggiamento deciso,

uno sguardo nobile,

una voce piacevole,

una generosità profonda,

una bontà incrollabile:

questi sono i segni di una volontà che cammina

verso il raggiungimento della visione di Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Tutte le festività religiose hanno lo scopo di rammentare al genere umano

che dovremmo coltivare nobili qualità impegnandoci in attività benefiche

a favore di noi stessi e della società.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il corpo è una bolla d'acqua e la mente una scimmia pazza.

Perciò, non fate affidamento sul corpo o sulla mente:

abbiate una salda fede nel vostro vero Sé!

È dal Sé che il corpo e la mente hanno avuto origine.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il Dio che i saggi chiamano con diversi nomi è Uno!

(Ekam sat viprâ bahudhâ vadanti)


Dio è l'Uno indiviso!
(Ekam eva advitîyam brahma)

 

Dio pervade l'intero universo
con le Sue migliaia di mani,
piedi, occhi, teste, bocche e orecchie.

(Sarvatah pâni pâdam

tat sarvatokshi shiro mukham
sarvatah shrutimalloke
sarvam âvritya tishthati)

(Shri Sathya Sai Baba)


Di tutte le regole restrittive quella che concerne l'assunzione di cibo puro in quantità limitata è la migliore.

Osservando questa norma si aumenta la qualità sattvika della mente, e ciò è di aiuto nella ricerca del Sé.

(Ramana Maharshi)


La vita è un ponte sul mare del cambiamento.

Passaci sopra, ma non costruire una casa su di esso.

(Shri Sathya Sai Baba)


Come può una qualunque cosa del mondo portare dolore o gioia

a colui che è stato benedetto con la consapevolezza dell'Atma?

(Shri Sathya Sai Baba)


Nessuno ha il controllo sulla morte: essa viene decisa nell’istante stesso della nascita,

la data di partenza è scritta sul corpo nel momento in cui questo viene al mondo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Ekâtma sarva bhûtântarâtma

L’unico Âtma risiede in tutti gli esseri.

 

Îshâvâsyam idam sarvam

L’intero universo è permeato di Dio.

 

Brahma satyam jagammithyâ
 Dio è Verità, il mondo è illusione.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il mondo intero appare contenere innumerevoli nomi e forme.

Non dobbiamo lasciarci intrappolare da questi nomi e forme;

è solo quando essi vengono messi da parte e viene identificata la fonte sottostante

che è possibile riconoscere la Verità.

(Shri Sathya Sai Baba)


La lampada è un simbolo sacro della Divinità.

La fiamma della lampada sale sempre verso l'alto;

dovunque venga accesa, essa disperde l'oscurità.

Per dissipare l'oscurità dell'ignoranza dentro di voi

avete bisogno della Lampada Divina della saggezza.

Solo allora potrete brillare come persona.
La purezza interiore è lo stoppino di questa Lampada Divina,

la devozione è l'olio e la Grazia Divina è il fuoco

tramite il quale la lampada della saggezza può venir accesa.

(Shri Sathya Sai Baba)


Fa' il bene e la morte non scuoterà il felice sorriso dalle tue labbra.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il miglior tonico è la forza di volontà;

diverrà grande quando saprai di essere figlio dell'immortalità,

o una persona che ha ottenuto la Grazia di Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il sacro dovere di un uomo è quello di essere sempre consapevole dell'atma

che risiede in ogni essere umano,

questo lo renderà cosciente dell'affinità che ha con tutti gli altri esseri umani.

Questa è la base della fratellanza dell'uomo e della paternità di Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Tutte le cose e tutti gli esseri sono sacri per diritto

e non sono altro che dei pellegrini sulla strada della realizzazione.

Ogni ferità inflitta a chiunque di loro è un'interferenza nel loro viaggio sacro

e perciò deve essere evitata scrupolosamente.

(Mahavira)


Sono venuto per ripristinare l'antica strada che conduce a Dio.

Non sono venuto per conto di alcuna setta, credo o religione.

Sono venuto per accendere la luce dell'Amore nel cuore di tutta l'umanità.

(Shri Sathya Sai Baba)


La verità può emergere solo da una mente pura e da un intelletto non confuso.

(Shri Sathya Sai Baba)


Sapete perché Dio ci ha dato un corpo umano?

Forse affinché indulgiamo in azioni malvagie o sprechiamo una vita preziosa?

No, no. Il corpo è stato dato all’uomo affinché egli si sforzi di ottenere la Divinità

e non perché ne faccia un cattivo uso.

Dovete essere voi stessi a capire i sacri scopi per cui dovete usarlo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Ci sono quattro Mahâvâkya nei Veda, e precisamente:


Tat Tvam Asi: Quello tu sei.
Prajñânam Brahma: La Consapevolezza Piena e Costante è Brahman.
Ayam Âtmâ Brahma: Questo stesso Âtma (Sé) è Brahman.
Aham Brahmâsmi: Io sono Brahman.

 

(Shri Sathya Sai Baba)

 

(Mahâvâkya: questo termine significa letteralmente “Grande Parola”.

Si tratta di un assioma divino che pone in risalto,

per mezzo dei testi sacri, una profonda verità spirituale.

Ognuno dei Veda ha un suo assioma principale che Baba elenca nel Discorso)


La collera è la peggior esibizione dell'ego.

(Shri Sathya Sai Baba)


Se non vuoi che il mondo e le sue reazioni si appiccichino a te,

devi spalmare sulla mente un po' di disinteresse.

(Shri Sathya Sai Baba)


Bhaja govindam bhaja govindam
govindam bhaja mûdha mate
samprâpte sannihite kâle
nahi nahi rakshati dukruñ karane


“O uomo sciocco, canta il Nome di Govinda;
le regole di grammatica non ti salveranno all’avvicinarsi della fine.”
(Âdi Shankara)


Bhajan significa spirito, non semplicemente forma.

Lo spirito di un canto è bhajan, il semplice canto è musica.

Il solo canto è musica, lo spirito del canto è bhajan.

Questa è la differenza tra i due.

Il canto, la musica sono solo melodia, ritmo, tonalità,

ma lo spirito del bhajan , lo spirito del canto,

lo spirito del bhajan è quello di farti immergere, sciogliere e scomparire.

(Anil Kumar)


Lasciatemi concludere questa mattina con alcuni punti importanti,

a beneficio di coloro che si sono uniti a noi  in ritardo.

 

Il primo punto è: chi è calmo e tranquillo, è spirituale.

Uno può essere calmo e tranquillo se ha Amore dentro di sé.

Il comportamento contrario è causato dall'assenza di Amore.

Punto secondo. Dio non è la meta, ma è il viaggio.

L'Amore è l'inizio, e Dio è il pellegrinaggio.

La spiritualità è un'eterna ricerca.


Punto terzo: la gioia, la beatitudine che noi mostriamo esteriormente durante i bhajan,

durante la meditazione o durante qualche attività, durante il darshan,

non dovrebbe essere per un tempo determinato.
Come danza, quella musica, quell'estasi dovrebbero essere in me sempre e ovunque.

La gioia e la beatitudine dovrebbero essere in me sempre e ovunque.

L'armonia esteriore e interiore sono sincronizzate.
Il sincronismo è armonia.

L'unione del piacere esteriore e della beatitudine interiore, il canto esteriore e il canto interiore

con gli stessi ritmi e cadenze rappresentano la vera indicazione di un uomo spirituale.


Punto quarto. Se la mia fame, la mia sete per Dio è piena e totale non ho bisogno di essere preoccupato:

Dio verrà da me. Senza questa assoluta fame e sete, anche se vado da Dio non ne  trarrò beneficio.
Se non siete affamati, andare alla canteen occidentale o a quella dell'India del Sud

o alla canteen dell'India del Nord, non ha senso, perché non avete fame.

Se siete affamati, veramente affamati, ovunque andiate,

quella fame sarà saziata, quella fame sarà calmata.

E' così.


Punto quinto. Osserviamo la nostra mente, andiamo al di là della mente

perché lo scopo della meditazione è quello di creare una distanza tra la mente e l'osservatore.

Più ampio è lo spazio, maggiore è la distanza, meglio è.

Questo è lo scopo della meditazione.

In poche parole, andare oltre la mente è l'obiettivo della meditazione.

 

Con queste riflessioni prendo commiato da voi per questa mattina,

con la preghiera di incontrarci ancora sicuramente la prossima settimana, stesso giorno, stessa ora.

(Anil Kumar)


Da come sei felice puoi misurare quanto sei sulla retta via.

(Shri Sathya Sai Baba)


Se il vostro 'Samskara'

(le predisposizioni derivanti dalle azioni compiute in questa vita o in vite precedenti)

non è buono e le vostre inclinazioni non sono elevate,

non vi verrà l'idea di venire a Puttaparthi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Chi è un giovane? È colui che è dotato di amore, verità e beatitudine.

(Shri Sathya Sai Baba)


La fretta crea spreco; lo spreco genera ansia.
Quindi, non abbiate fretta.

(Shri Sathya Sai Baba)


Devozione significa amore disinteressato per Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


L’universo è simile a un albero gigantesco:

lo scienziato è interessato solo ai suoi rami

mentre il santo cerca di trovarne le radici.

(Shri Sathya Sai Baba)


“Kâlâya namah
kâlâkâlâya namah
kâladarpa damanâya namah
kâlâtîtâya namah
kâlasvarûpâya namah
kâlanimittâya namah”


Omaggi a Colui che è il tempo.
Omaggi al Padrone del tempo.
Omaggi a Colui che ha conquistato la vanità del tempo.
Omaggi a Colui che trascende il tempo.
Omaggi all’Incarnazione del tempo.
Omaggi a Colui che determina il tempo.

Fate il giusto uso del tempo, perché il tempo è Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


A dispetto di tutta la sua istruzione e la sua intelligenza,
l’uomo stolto non conosce il suo vero Sé
e la persona di mente gretta non abbandonerà le sue vili qualità.
L’educazione moderna porta solo alle diatribe,
non alla perfetta saggezza.
A che serve farsi un’istruzione terrena
se essa non può condurvi all’immortalità?
Acquisite perciò la conoscenza che vi rende immortali.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non dimenticate mai Dio; a tempo debito, Egli riverserà la Sua grazia su di voi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Ognuno vede quel che io sembro ma pochi sentono quello che io sono.

(Shri Sathya Sai Baba)


Chi ama tutti ha per amico il mondo, chi ama solo se stesso vive in solitudine.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non è sacrificio offrire qualcosa di superfluo,

ma rinunciare a ciò che ti è caro e che è essenziale per te.

(Shri Sathya Sai Baba)


Riconoscere un proprio errore è l'inizio della saggezza.

(Shri Sathya Sai Baba)


La vita umana è un viaggio dall' "io" al "noi".

(Shri Sathya Sai Baba)


Non c’è morte in assoluto.

L’apparizione del corpo è nascita, la sparizione del corpo è morte,

ma la vita è continua, costante, infinita.

La vita è oltre.

(Anil Kumar)


Quando qualcuno ringrazia Baba, voi lo sentirete dire:

“Non ringraziare: Io non sono una terza persona.

Tu ed Io siamo Uno, perché mi ringrazi?”

(Anil Kumar)


La vostra coscienza è il vostro guru


Baba dice che non avete bisogno di cercare un guru.

I vostri pensieri più intimi, la vostra voce interiore, la vostra stessa coscienza sono il vostro guru.

Seguite il  Maestro, seguite la vostra coscienza, non il maestro della vostra classe o un maestro in una caverna.

Guru Purnima è il giorno in cui trovare il Maestro dentro di voi.

Il Maestro-coscienza è dentro di noi, il Maestro-coscienza è in tutti.

Seguiamo la nostra coscienza che ci indica la giusta strada. Questo è il messaggio di Guru Purnima.

Inoltre Bhagavan ci dice che un  guru vi indica e vi parla sempre della Divinità che è senza forma.

(Anil Kumar)


C’è differenza tra felicità e beatitudine:

in parole povere, la felicità è passeggera, viene e va,

e la beatitudine è qualcosa che sgorga dall’interno,

emerge dal cuore come risultato della propria unione con Dio.

Se ci si sente separati da Dio non si può sperimentare la beatitudine.

(Shri Sathya Sai Baba)


Si dovrebbe esser pronti a sacrificare il proprio corpo per avere l’esperienza della beatitudine eterna.

(Shri Sathya Sai Baba)


Piacere e sofferenza, buono e cattivo coesistono; nessuno può separarli.

Non potete provare il piacere e la sofferenza, o il buono e il cattivo,

escludendo uno dei due. Il piacere è il frutto delle difficoltà.

 

Dio non causa sofferenza a nessun essere vivente della Sua creazione:

tutti i dolori e le difficoltà sono causati solo dall’uomo.

Dio è il protettore di tutti gli esseri viventi; Egli procura pace e felicità a tutti.

(Shri Sathya Sai Baba)


Di fatto, il nome vero e proprio dell’essere umano è Ânandamaya (fatto, costituito di beatitudine).

Mânavatva (l’umanità) è destinata a elevarsi al livello di Daivatva (Divinità).

(Shri Sathya Sai Baba)


Ogni istante della nostra vita può essere considerato come un'occasione presente di rinascere,

libera dalle intrusioni del passato e dalle anticipazioni del futuro.

(Gerald Jampolski)


La fortuna e la sfortuna dipendono in larga misura

da un atteggiamento interiore nei confronti della vita e degli altri.

(Pierre Daco)


La mente vuole la separazione. L'Amore vuole l'unità.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il corpo è il tempio mobile di Dio;

Il corpo è una bolla di sapone;

La vita è eterna, il corpo è temporaneo.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'arrivo del corpo è chiamato nascita mentre la partenza del corpo è chiamata morte

ma nessuno muore e nessuno è mai nato.

Questa è la verità. La vita è eterna ma il corpo è temporaneo.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'identificazione con il corpo è attaccamento;

l'identificazione con la mente è ego.

(Shri Sathya Sai Baba)


Per la salute fisica è importante il cuore.

Per la cultura, è importante la testa.

Per il corpo, l'acqua è essenziale.

Queste tre cose, Sanità, Educazione ed Acqua,

devono essere di libero accesso,

non devono essere oggetto di mercato.

Esse provengono tutte da Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Le notizie sono ciò che qualcuno vuole eliminare.

Tutto il resto è propaganda.

(Rubin Frank)


La morte è un'iniziazione.

(Platone)


Se vuoi guarire il tuo corpo

devi prima guarire la tua anima.

(Platone)


La terra non può fuggire tanto in basso

che il cielo non fluisca in essa

e non imprima in essa la sua potenza.

(M. Eckhart)


L'Evoluzione è la legge della vita.

Il numero è la legge dell'Universo.

L'Unità è la legge di Dio.

(Pitagora)


La luce piena è sapienza e la tenebra è ignoranza.

Il dubbio sorge quando c'è solo mezza luce.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'esperienza è necessaria affinché ciò che viene appreso dai libri

trovi la sua conferma e il suo consolidamento.

(Shri Sathya Sai Baba)


Amare è mettere la nostra felicità nella felicità di un altro.

(G. W. Von Leibnitz)


Nel desiderio di fondersi in Dio non c'è egoismo; non è contrazione, ma espansione.

(Shri Sathya Sai Baba)


Azione e reazione, buono e cattivo, liberazione e schiavitù, merito e peccato,

sono tutte funzioni della mente di chi agisce e di chi sperimenta

ma dal momento che noi oltrepassiamo lo stato della mente e siamo solo il testimone,

vi sarà il non-dualismo, l’esperienza dolcissima del Sé.

La conoscenza di questo viene chiamata "Conoscenza del Sé"

ed è per ottenere questa che siamo nati.

(Anil Kumar)


Siate testimoni.

Quando le azioni non procedono dalla mente,

quando tutte le cose accadono e noi ne siamo i testimoni non coinvolti,

non esiste nulla di buono e nulla di cattivo, non c’è nulla di meritevole né di peccaminoso.

Quando si è testimoni, non c’è nulla, nessuna reazione

mentre dove c’è la mente c’è tutto,qualsiasi reazione.

Se c’è la mente io risentirò degli effetti e non li sentirò affatto se sarò solo il testimone.

(Anil Kumar)


Corruzione non significa necessariamente l’antica pratica immorale di chi accetta tangenti,

la qual cosa ci è familiare; mi riferisco a un altro aspetto, quello della mente corrotta.

Una mente corrotta è una mente programmata, ristretta e prevenuta, una mente negativa e parziale

che ha già preso la sua posizione senza concedere alcun spazio al dialogo o alla discussione.

(Anil Kumar)


L’educazione richiede un insegnante esterno, un programma di studio, un istituto universitario, un curriculum.

L’Educare, non ha nulla a che fare con tutti questi agenti esterni,

perché non è altro che il risveglio dei nostri concetti interiori, dell’essere interiore,

della scintilla interiore di cui siamo il prodotto e che è sempre presente, immanente e latente.

L’educazione fa di me un uomo civilizzato, mentre l’Educare fa di me un uomo di cultura.

(Anil Kumar)


L’Educazione è per il nostro modo di vivere, Educare è per la nostra vita.

L’Educazione è per la nostra condizione sociale, Educare è per nostro Sé.

(Shri Sathya Sai Baba)


La natura insegna

 

La Natura dimostra precisione.

Il sistema solare e lunare, le galassie, le stagioni, i cinque elementi:

quale ordine, quale accuratezza, come sono perfetti ed armoniosi!

La Natura insegna pertanto la lezione dell’unità, dell’amicizia, della cooperazione e dell’armonia.

Insegna l’unità e l’unidirezionalità.

La Natura insegna la lezione del sacrificio:

nessun fiume beve la sua stessa acqua, nessuna mucca beve il suo stesso latte,

nessun albero mangia i suoi stessi frutti. La natura insegna la lezione dell’assenza di egoismo.

Il sole è responsabile del sostentamento dell’intero mondo organico:

piante, animali ed esseri umani vivono grazie alla luce del sole;

ma il sole non si aspetta neanche una parola di ringraziamento da noi,

Egli compie tutto questo automaticamente.

" L’amore senza dovere è Divino", afferma Baba.

Il sole non è vincolato dal dovere, fa tutto per Amore.

La Natura insegna dunque questa lezione: L’Amore senza dovere è Divino.

La natura insegna anche la lezione della tolleranza.

Le montagne restano immobili a dispetto delle tormente,

del vento, del caldo afoso e del freddo insopportabile, esse non ne risentono.

La loro pazienza e sopportazione è una lezione della Natura per tutta l’umanità.

Gli alberi sono disponibili a fare ombra a chiunque,

a qualsiasi classe sociale, nazione o casta appartenga.

Un albero non si preoccupa di quale sia il tuo ceto;

è pronto ad offrire la sua ombra a chiunque venga a ripararsi sotto di lui.

Ecco che l’albero ci insegna la lezione dell’equità e dell’equanimità.

Gli animali, le scimmie, gli uccelli e gli elefanti si muovono tutti insieme;

solo l’uomo vuole stare da solo. La Natura ci insegna la lezione del vivere nella società.

Le formiche ci insegnano la determinazione: se voi fermate una formica sul suo percorso,

essa troverà un modo per aggirare l’ostacolo e continuerà la sua via.

Noi invece, se troviamo una porta chiusa, torniamo indietro subito.

La formica non ha paura delle porte chiuse,

riuscirebbe anche a ‘saltare’ l’ostacolo se potesse, perché ha una grande determinazione.

Infatti la determinazione è la lezione che le formiche insegnano all’umanità.

Osservate un leone, può anche essere debole e sofferente,

può essere anche a digiuno da molto tempo,

ma non si abbasserebbe mai a mangiare solo erba sporca, in nessuna circostanza.

Questo è la dignità ed il prestigio.

Quindi, obbedire alla Natura,

avere un’attitudine gentile nei confronti della Natura è la nostra vera essenza;

che non è altro che il riflesso del Divino.

(Anil Kumar)


Tutte le cattive tendenze che tu trovi nelle altre persone sono le tue stesse cattive tendenze.

Tutto è un riflesso dei tuoi sentimenti interiori.

(Shri Sathya Sai Baba)


Definizione di hindu

 

Che meravigliosa definizione ha dato Baba della parola Hindu!

Questa parola è stata grandemente mal interpretata e fraintesa

conducendo così a fazioni, tensioni, saccheggi, divisioni ed altre cose.

Ma cosa dice Baba a proposito dell’Induismo?

Egli dice che Hin significa ‘ violenza’ , mentre du significa ‘star lontano da’.

Quindi Hindu vuol dire ‘ stare lontano dalla violenza’.

Ora ditemi, chi è che non è un Hindu?

Può un uomo dirsi ricco e vivere dentro la stazione? Che ricchezza sarà mai la sua?

Per cui un vero Hindu deve essere assolutamente separato da himsa,

ossia dalla violenza, secondo la definizione data da Swami.

(Anil Kumar)


La ricchezza che accumulate non è vostra.

La ricchezza che avete distribuito è vostra.

(Shri Sathya Sai Baba)


Oggi chiunque, che si ritenga o meno un devoto, dovrebbe smettere di mangiare carne.

Perché? Mangiare carne favorisce soltanto le qualità animali e le tendenze demoniache.

È stato ben chiarito che il cibo che si consuma determina i propri pensieri;

mangiando la carne morta di vari animali, le qualità di questi vengono assorbite.

Coloro che sinceramente cercano di diventare devoti di Dio

devono quindi abbandonare il cibo non vegetariano.

Definendo se stessi devoti di Sai o devoti di Rama e Krishna, essi si rimpinzano di polli:

come possono essere definiti devoti di Sai?

Quindi, che siano devoti in India o altrove,

dovrebbero smettere di mangiare carne in questo stesso istante.

Coloro che aspirano a divenire veri e i propri devoti di Dio

devono abbandonare la carne, i liquori, il fumo ed il giuoco ".

(Shri Sathya Sai Baba)


Tutto ciò che ha vita cerca di rimanere vivo;

nessun essere vivente immolerebbe se stesso per fornire cibo ad un altro.

Anche gli animali, gli uccelli ed i pesci desiderano vivere proprio come gli esseri umani;

anch'essi lottano, gridano e provano dolore nel venire feriti

proprio come faremmo noi se fossimo catturati e minacciati di venir uccisi.

La sola differenza è che gli animali non possono esprimere con le parole il supplizio che provano.

È stato reso noto che i maiali che vengono macellati gridano in modo simile agli umani.

(Shri Sathya Sai Baba)


Qualunque forma di violenza è diabolica

e uccidere animali innocenti corrisponde a manifesta ferocia.

(Shri Sathya Sai Baba)


È un fatto che anche le piante abbiano vita come gli animali

ma questi sono dotati di mente e sistema nervoso mentre le piante non li posseggono.

Le piante non provano dolore.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il cibo condiziona la natura della mente, la mente guida il pensiero,

il pensiero è tradotto in azione e l'azione produce corrispondenti risultati ed effetti.

Questa consequenzialità, tra il cibo che mangiamo e il risultato delle nostre azioni,

evidenzia il fatto che mangiare carne porta ad azioni bestiali ed effetti demoniaci .

(Shri Sathya Sai Baba)


La carne infonde nel sangue le proprie caratteristiche come la passione ed altre simili qualità.

I pensieri sporchi vengono dal pesce; esso emana cattivo odore.

(Shri Sathya Sai Baba)


Se mangiate del montone o della pecora, dovete chiedervi quali siano le qualità della pecora;

le pecore seguono, seguono, seguono, per cui voi perdete la discriminazione.

Se mangiate del maiale svilupperete la sua caratteristica che è l'arroganza.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'uomo che ha raggiunto la vetta ha la responsabilità di condurre se stesso e tutte le creature viventi

verso la meta della liberazione ed evolvere verso una più alta consapevolezza.

Quando cominciammo a riconoscere questa Unità nella diversità,

le nostre attitudini ed azioni cominciano ad essere permeate da pensieri sacri.

Prendere la vita di un animale, per qualsiasi ragione, diventa quindi privo di significato,

men che meno per il cibo.

(Shri Sathya Sai Baba)


La ragione per cui la popolazione umana è in aumento

è che gli animali che noi uccidiamo e mangiamo rinascono come esseri umani per cui,

con il numero di animali che vengono uccisi per farne cibo,

non meraviglia che vi siano così tante persone nel mondo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il vegetarianismo non è fine a se stesso;

esso punta ad uno scopo:

la Visione dell'Uno in tutti.

(Neeta e David Sanders)


Non puoi vedermi, ma sono la Luce attraverso la quale tu vedi.

Non puoi ascoltarmi, ma sono il Suono attraverso il quale tu senti.

Non puoi conoscermi, ma sono la Verità attraverso la quale tu vivi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il sentimento che domina all'istante della morte opererà con gran forza nella prossima vita.

(Shri Sathya Sai Baba)


Dove c'è Fede, c'è Amore; dove c'è Amore, c'è Pace; dove c'è Pace, c'è Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


L’Amore divino è la cosa più preziosa del mondo;

per quanto le sue virtù vengano esaltate, non è possibile descrivere la sua grandezza

in quanto nessun essere vivente di questo mondo può essere privato dell’influenza dell’amore.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il Santo Tyâgarâja cantò:

 

"Dalla formica a Brahman, in Shiva o in Keshava,

Tu dimori nella pura e incontaminata forma dell’Amore, o Râma.

Ti prego, sii anche il mio protettore."

 

Qual è la forma di una formica e qual è la forma di Brahman?

Brahman è infinito, mentre la formica è una piccola creatura.

Dal punto di vista fisico non può esservi paragone tra la forma di una formica e la forma di Brahman ma,

dal punto di vista spirituale, la Divinità è immanente in entrambi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Un uomo sciocco, nonostante la sua intelligenza ed educazione,

non conoscerà il suo vero Sé e una persona di mentalità meschina

non abbandonerà le sue qualità malvagie.

 

La moderna istruzione porta soltanto alla discussione e non alla vera saggezza.

A che cosa serve un’istruzione che non può condurvi all’immortalità?

Acquisite la conoscenza che vi farà immortali.

(Shri Sathya Sai Baba)


La parola "Satya" consiste di tre lettere: "Sa", "Ta" e "Ya".

La lettera "Sa" rappresenta la qualità Satvica,

"Ta" la qualità di Tyâga (il Sacrificio)

e "Ya" le qualità di Yama e Niyama (il controllo dei sensi interni ed esterni).

Quindi, la parola "Satya" significa promuovere la qualità Satvica

con spirito di sacrificio mantenendo il controllo dei sensi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Cari studenti!

Voi dovete sforzarvi di ottenere la grazia di Dio fin dalla vostra fanciullezza;

se pregate per la Sua grazia e vi sforzate di ottenerla, Egli vi proteggerà.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non calcolate né conteggiate ciò che il Sai Baba di Puttaparthi vi dà;

Io non dono per attrarvi a Me: dono solo per riempirvi di Ânanda (Gioia).

Spandere Gioia: questo è il Mio compito. Io non voglio che Mi esaltiate;

sarò soddisfatto se confiderete in Me.

(Shri Sathya Sai Baba)


Scopri cosa è giusto e cosa è sbagliato. Se è giusto, fallo; se sei incerto, non far nulla.

(Shri Sathya Sai Baba)


La pioggia cade in modo uniforme sulla terra,

ma la terra dà i frutti in conformità alla qualità del suolo e delle sementi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non si possono sempre fare cortesie ma si può sempre parlare cortesemente.

(Shri Sathya Sai Baba)


Noi desideriamo la pace in questo mondo, ma non esiste la pace nel mondo esteriore:

la pace si trova dentro di noi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Troviamo folle immense, grandi raduni di gente

in posti dove vengono seguite ed onorate cose mondane, competizioni ed affari.

Il percorso spirituale, il cammino spirituale non è per tutti.

Gli antichi testi chiaramente lo dicono e Bhagavan ce lo dice ripetutamente: noi siamo i figli di Dio.

Quello che sceglie il cammino spirituale, quello che intraprende il percorso spirituale

è un figlio scelto ed amato da Dio.

(Anil Kumar)


Quando i boccioli che fioriscono sono pieni di sorrisi,

quando i boccioli ed i bouquet sono proprio davanti ai tuoi occhi,

non puoi sorridere?

Quando guardi l’arcobaleno, non puoi saltare di gioia?

Non puoi godere del tocco leggero della fresca brezza della sera?

Non puoi vedere il meraviglioso dipinto di Dio,

attraverso le tele del cielo nella sera?

(citato da Anil Kumar)


Il presente non è un semplice presente, è onnipresente.

Il presente è il risultato del passato, è il fondamento del futuro

e nel presente trovate il passato, presente e futuro: onnipresente.

(Shri Sathya Sai Baba)


Posso anche assicurarvi che Dio non è una meta.

Come tempo e spazio, voi siete distanti dal posto in cui si trova Dio,

ma tempo e spazio non hanno niente a che fare con Lui.

Quindi, amici miei, Dio non è una meta ma una realtà vissuta,

Dio è esperienza o esistenza vissuta,

Dio è una realtà interiore vissuta, ugualmente contemplata da tutti.

Dio non è un’esperienza esclusivamente teorica.

(Anil Kumar)


Un mendicante non è colui che è senza denaro, 

è colui che si sente infelice pensando che quello che ha

sia insufficiente anche se non è un mendicante nel senso comune.

Pertanto l’uomo che desidera è un mendicante,

mentre l’uomo che è soddisfatto, contento, è l’uomo più ricco della terra.

Un uomo competente, un uomo modesto, soddisfatto, è un uomo ricco.

Il cosiddetto ricco, colui che ha un enorme conto in banca e che vuole aumentarlo,

è un mendicante di prima categoria.

(Anil Kumar)


Necessità di educazione nei valori umani

 

Amici, una tigre non può cambiare le sue abitudini alimentari e così un leone.

Noi non abbiamo bisogno di dire al leone "Leone, comportati come un leone",

non abbiamo bisogno di dire a ogni tigre "Tigre, sii realmente una tigre;

per piacere, impara ad essere una tigre".

Io non devo dire così ma, sfortunatamente, non è così con gli uomini.

Talvolta bisogna dire: "Uomo, sappi che sei un uomo. Umano, comportati in modo umano."

Questa è la cosa più sfortunata per noi.

Ai cani non c’è bisogno di rammentare che essi sono cani e ad un serpente che è un serpente,

ma ad un essere umano bisogna rammentare che è un essere umano.

Questa è la tragedia della nostra vita.

Ad un essere umano deve venir rammentato continuamente che è un essere umano.

Questa è la ragione per cui c’è necessità di educazione nei valori umani.

(Anil Kumar)


Lo scopo di Baba nel venire qui in forma umana, stare di fronte a noi,

è quello di far in modo che Lo possiamo vedere interiormente.

Baba, con la Sua forma esteriore, ci dirige.

E’ lo stesso Baba interiore la guida spirituale da seguire.

Il viaggio spirituale consiste nel ricercarLo interiormente.

Lo vedete esternamente, ma cercateLo interiormente, lo trovate là.

Questo è il viaggio spirituale.

(Anil Kumar)


La spiritualità dice che potete superare voi stessi

 

La spiritualità è una sicurezza.

Che tipo di sicurezza? La spiritualità dice che voi potete eccellere; il mondo non vi dirà mai così.

"Non potete eccellere, Rockfeller. Non potete eccellere, Einstein. Non potete eccellere, Birla. Impossibile!

" Questo è ciò che dice il mondo ma la spiritualità dice che potete superare voi stessi,

potete eccellere oltre voi stessi. Cosa significa "eccellere oltre sé stessi"?

Dovete superare il vostro stesso record, dovere stabilire il vostro ottimo, il vostro massimo.

Sì! Potete superare voi stessi: questo è l’insegnamento del Vedanta (scritture indù o filosofia).

Come si può superare sé stessi? Io posso superare me stesso pensando che sono al di là del corpo.

Finché penso di essere il corpo, sono limitato mentre, quando penso che non sono il corpo,

sono chiunque, non un singolo, sono vasto e mai solo. Penso di essere chiaro.

Quando non sono una definita forma fisica, posso andare oltre ed allora sono chiunque.

Sì, la gente dice: "Dio non ha forma". Cosa significa? Significa che tutte le forme sono Sue.

Pertanto non possiamo dire: "Questa è la Sua particolare forma". Dio è senza forma.

Questo non significa che Dio ha forma immensa, significa che tutte le forme sono Sue.

(Anil Kumar)


L'uomo ama perché egli è Amore; Egli cerca la gioia, poiché è Gioia.

Ha sete di Dio poiché è composto da Dio e non può esistere senza di Lui.

(Shri Sathya Sai Baba)


I tre filtri

Nella Grecia antica Socrate era apprezzato da tutti per la sua saggezza.

Si racconta che un giorno incontrasse un conoscente che gli disse:

"Socrate, sai che cosa ho appena sentito di un tuo studente?
"Aspetta un momento," rispose Socrate.

"Prima che tu me lo dica vorrei che tu sostenessi un piccolo esame che è chiamato "Esame dei tre filtri".

"Tre filtri?"
"Esatto," continuò Socrate. "Prima che tu mi parli del mio studente,

filtriamo per un momento ciò che stai per dire.

1° filtro, Filtro della Verità: Ti sei accertato al di là di ogni dubbio che ciò che stai per dirmi è vero?"
"No" disse l'uomo "in effetti me lo hanno raccontato."
"Bene," disse Socrate. "Quindi tu non sai se sia vero o meno.
2° filtro, Filtro della Bontà : Ciò che stai per dirmi sul mio studente è una cosa buona?"
"No, il contrario"
"Allora" Socrate continuò "tu vuoi dirmi qualcosa di male su di lui senza esser certo che sia vero?"
L'uomo si strinse nelle spalle un po' imbarazzato.

Socrate proseguì:" Puoi ancora passare l'esame perché c'è il

3° filtro, il Filtro dell'Utilità : Ciò che vuoi dirmi circa il mio studente mi sarà utile?"
"Veramente.. non credo "
"Bene," concluse il Saggio , "se ciò che vuoi dirmi non è Vero,

non è Buono e neppure Utile, perché me lo vuoi dire?"


Voi siete qui in forza della Sua Grazia.

 

La prima domanda è:

"Come sappiamo di godere della grazia di Dio, della grazia del Guru, della grazia di Bhagavan?"

 

La risposta è semplice: il fatto stesso di essere interessati nel Suo Messaggio,

il fatto stesso che ci interessi partecipare alla Sua Missione,

che vogliamo cominciare una Sadhana, che vogliamo cominciare a mettere in pratica,

è sufficiente indicazione che noi godiamo della Sua Grazia.

Ci sono tre punti che lo indicano:

noi siamo interessati al Suo Messaggio,

noi siamo entusiasti di partecipare alla Sua Missione,

noi desideriamo cominciare una pratica spirituale o Sadhana.

Questi tre sono il segno sicuro della Sua Grazia su di noi perché questo non accade a tutti.

Siamo tutti scelti da Lui; quando qualcuno dice "Swami, benedicimi Ti prego"

Egli dice "tu sei qui perché sei già benedetto".

Quando qualcuno dice "Swami, io non ho alcun controllo sul mio corpo né sulla mia mente,

io non sono caritatevole, come posso meritare la Tua Grazia?"

Baba dice "Perché chiedi come puoi meritare la Mia Grazia?

Tu l'hai già ottenuta ed è per questo che sei qui".

Quindi convinciamoci, al di là di qualsiasi dubbio, che noi siamo benedetti,

che riceviamo sufficiente Grazia da Bhagavan come Egli chiarisce con le Sue Parole.

 

La condizione di beatitudine di Bhagavan è il nostro esempio.

 

La seconda domanda:

"Come descriviamo l'esperienza di una persona che gode della Sua Grazia?

Io dico di avere Grazia sufficiente ma come lo so? Come posso manifestarlo?

Come posso accertarlo? Come possono gli altri saperlo? Come puoi esserne sicuro tu stesso?"

 

La risposta è: la condizione di beatitudine di Bhagavan sia il nostro esempio.

Noi Lo vediamo sempre sorridente, mai preoccupato; non Lo vediamo mai ansioso, mai affrettato.

Egli non dà spazio alla fretta né occasione alla preoccupazione, in nessun caso;

Egli è sempre calmo e composto.

Che si celebri il Compleanno, Dasara o Shivaratri, che ci sia una grande folla di devoti

o sia un momento di quiete in cui i devoti presenti sono pochi, il Suo stato di beatitudine rimane invariato.

Grandi folle di devoti non lo rendono mai eccessivamente gioioso

come piccole folle di devoti non lo deludono mai.

La presenza di un primo ministro, di un presidente o di un dignitario estero non Lo rende estatico

come la presenza di persone comuni come noi non Lo delude.

Egli rimane lo stesso, costante, indipendentemente dalle celebrazioni e dalla presenza di dignitari;

indipendentemente da qualsiasi cosa, Egli mantiene uno stato di perfetto equilibrio,

di perfetta postura, di perfetta equanimità e perfetta stabilità.

Questo è un esempio, una dimostrazione a noi tutti che indica che siamo oggetto della Grazia di Baba.

 

La Grazia si sperimenta qui ed ora.

 

Colui che è sempre in dubbio, che è sempre preoccupato, molto agitato, colui che è spesso irritato,

che non ha pace della mente, non può dire che sta godendo il calore della Sua Grazia,

non può dire con sicurezza di esserne il destinatario.

Per darvi un esempio, sé qualcuno è in una stanza con tutte le porte e le finestre chiuse,

senza elettricità e dice ancora che c'è luce, ha bisogno di cure mentali.

Irritazione ed agitazione non sono le caratteristiche di chi gode della Grazia di Dio.

Uno che vive di aspettative, di speranze, uno che pensa sempre al futuro

non può dire di essere colui che gode della Sua Grazia:

la Grazia di Baba si sperimenta qui ed ora.

"Signore, le dirò domani se io ho la Sua Grazia o no". Sciocchezza!

La Grazia si sperimenta qui ed ora. Come sai che la stai sperimentando? Dalla tua equanimità.

Come si manifesta? Attraverso il tuo stato mentale equilibrato, attraverso la tua stabilità,

la tua mente che non vacilla e che è sempre felice,

sempre piena di beatitudine e pacifica proprio come Baba Stesso.

Non c'è nessun altro Brahman perché Brahman è Lui Stesso.

Osservando Swami, non potete essere troppo seri, vicino a Swami non potete essere agitati;

durante il darshan non potete piangere, è impossibile.

Proprio come sotto il sole l'oscurità è impossibile,

alla presenza di Dio la sofferenza e la tristezza non hanno spazio.

 

(Anil Kumar)


Una Incarnazione, o Avatar, o un guru, viene compreso, viene sperimentato

a seconda del proprio livello di consapevolezza,

a seconda del livello a cui Lo avviciniamo,

a seconda del nostro livello di comprensione.

(Bhagavan Ramana Maharishi)


Quello che segue è un esempio dell'umorismo di Bhagavan Ramana Maharishi.

Una volta Egli disse ad un gruppo di devoti che erano andati a trovarLo:

"Ascoltate: se voi pensate che Io sia illuminato, se voi pensate che Io sia realizzato, non ho niente da dirvi".

"Che cosa Swami? Che cosa hai detto? Perché dici così?

Noi siamo venuti da te perché tu sei un'anima realizzata, perché sei un'anima illuminata;

perché dici di non avere niente da comunicarci?"

Egli rispose: "Da questa posizione di illuminazione io non vedo nessun "altro", io non trovo un "altro"!

Tutte le persone che sono qui sono un riflesso di Me Stesso;

voi tutti i siete degli specchi in cui Io vedo Me stesso. Che divertimento c'è a parlare con Me stesso? (Risate)

Quindi, come anima illuminata, io lo non ho niente da dirvi perché non c'è nessuno altro.

Non c'è un secondo perché è il Sé è Uno senza un secondo e quindi si comunica a chi?

Se invece voi dite che io sono un ajnani (ignorante), Io non ho niente da condividere.

Come anima illuminata non ho nessuno con cui comunicare e come ignorante non ho niente da condividere".

Egli voleva solo esprimere quanto la conoscenza di Sé sia importante, quanto importante sia l'indagine di Sé!

(Anil Kumar)


Fino a che non imparo a vedere all'interno il Guru esteriore, non sono arrivato, sono ancora per via,

c'è ancora una strada molto lunga da fare, una strada molto lunga da percorrere.

(Anil Kumar)


La vera libertà arriva quando questa catena di nascita e morte è spezzata;

la liberazione arriva il giorno in cui noi siamo affrancati da questo legame.

La vera libertà è ciò che noi chiamiamo "liberazione ".

La liberazione è la vera libertà ed arriva quando non dobbiamo nascere di nuovo

cosicché non dobbiamo aspettare la chiamata della morte.

(Anil Kumar)


Qual è il risultato finale di tutta la mia Sadhana?

Io incontro anche gente che chiede: " Qual è il risultato finale di tutta la mia Sadhana? "

Alcuni miei amici vengono da me dicendo: " Ho scritto 'Om Sri Sai Ram' dieci lak di volte (un milione ).

Si, io continuo a scrivere 'Om Sri Sai Ram'; lo ho scritto ormai centinaia di migliaia di volte.

Quando devo smettere di scriverlo? ".
Ci sono altri che dicono: "Io ho mangiato di notte per anni; quando posso smettere? "

Ed ancora: " Ho meditato ogni mattina per un'ora, dalle 5 alle 6. Come so che ne traggo beneficio?

Come faccio a saperlo? Questo processo di meditazione mi è utile? Devo smettere?"
Questi sono gli interrogativi che ci vengono in mente.

Ascoltate questo semplice esempio dato da Bhagavan Baba;

sembra che un bambino, mentre stava coricandosi, abbia detto a sua madre:

" Madre, ti prego di svegliarmi quando avrò fame ".

La madre ha fatto una risata di cuore:

" Debbo svegliarti quando avrai fame? Ti sveglierai da solo perchè la fame non ti farà a dormire ".

In egual modo "Quando devo smettere la sadhana? "Quando so che ne ho profittato?

Quando comprendo di non averne più bisogno?"

È la nostra stessa esperienza a dircelo.

"Quando devo smettere di mangiare?" Quando ti senti sazio.
"Quando devo smettere di bere acqua?" Quando non te ne va più.
Similmente "Qual è il punto finale di una pratica spirituale o sadhana?"

L'effettiva esperienza dello Stato di beatitudine ti dice che ne hai approfittato

e che non ne hai più bisogno, almeno per il momento.

(Anil Kumar)


Stato di beatitudine che si ripete

Amici miei, nella vita noi non chiediamo niente di cui non abbiamo esperienza.

Se voi dite " Voglio una Coca " significa che qualche volta l'avete assaggiata;

" Voglio delle patatine " vuol dire che tempo addietro le avete mangiate.

" No signore, vorrei una Seven-up "... certamente l'avete bevuta precedentemente.

"Vorrei una fetta di torta "... dovete quindi sapere che cos'è una torta.

" Vorrei un krapfen... ": è chiaro che sapete di cosa si tratta.

" Formaggio, gelato " sono cose che chiediamo perché le abbiamo assaggiate prima.
Se voi dite " Voglio incontrare quella persona " significa che sapete chi sia.

"Voglio leggere quel libro": presuppone che ne avete sentito parlare,

perché non potete chiedere ciò di cui non conoscete l'esistenza.

Se qualcuno chiede cose che gli sono ignote è fuori di testa, evitatelo.

Quindi ognuno ha sperimentato questo stato di beatitudine,

il risultato di una sadhana spirituale,

per cui noi vogliamo che quell'esperienza si ripeta,

sia ricorrente ed accada in ogni momento della nostra vita.

(Anil Kumar)


Ognuno deve avere sperimentato la beatitudine

Quindi, amici, la liberazione non è un sogno, la beatitudine non è una promessa, non è lontana:

è qui ed ora, a portata della nostra esperienza.

Io non sono irrazionale, non ho perduto il mio raziocinio, potete credermi.

Sono grato di essere capace di parlare di spiritualità e di tutto con voi

perché Baba ha benedetto questi splendidi Satsang di ogni domenica;

sono grato perchè per fare questo devo leggere continuamente in modo da digerire il Suo Messaggio,
assimilarlo sempre di più per dividerlo con voi fratelli e sorelle che venite qui ogni domenica.

Comprendete quindi che io non parlo di niente dal punto di vista personale;

vi riferisco semplicemente ciò che Swami ha detto e cioè:

" La beatitudine non è qualcosa che si può gustare,

non è qualcosa da sperimentare, né qualcosa da desiderare.
La beatitudine è l'esperienza di ognuno ".

Ma se la beatitudine è l'esperienza di ognuno, perché dovrei desiderarla?

Un fatto è chiaro: noi sappiamo che cos'è la beatitudine e quindi vogliamo che si ripeta.

Se io chiedo ad un ubriacone " Perché bevi?

" egli dirà " Beviti una bottiglia e ne vorrai un'altra ".

Nello stesso modo noi vogliamo che la beatitudine si ripeta perché la conosciamo, perché sappiamo cos'è.

Come conosciamo lo Stato di beatitudine? Tutti, senza eccezione, devono aver sperimentato la beatitudine.

Che cos'è questa beatitudine? Io posso essere professionalmente scaduto,

posso venir boicottato dalla società, posso essere rovinato economicamente,

posso essere un fallimento in campo politico, posso essere esiliato dalla mia famiglia,

posso avere una quantità di problemi nella vita. Citate un problema: eccolo lì.

Ora considerate che in queste condizioni, con molti problemi che mi assillano,

quando vado a letto, quando dormo, non ho davanti nessuno di questi problemi;

nel sonno nessuno di questi mi tocca, nessun problema mi disturba.

Quando dormo così, che tipo di sonno sto sperimentando? Un sonno senza sogni.

Se sogno questi problemi sono di nuovo lì come in un nastro riavvolto, ma nel sonno profondo no.

Quando io dormo profondamente, quando i sogni non sono possibili, io dormo,

dormo e godo del sonno per cui mi sveglio al mattino per sentirmi fresco e riposato.

La gioia è non duale

Ieri sera, andando a letto, qualcuno poteva avere la faccia tirata,
poteva apparire molto brutto, grinzoso, magro ed affamato;

quell'uomo è andato a letto agitato, totalmente depresso, del tutto frustrato,
ma dopo un ottimo sonno si è levato stamane sentendosi completamente ristorato. Perché?

Nel sonno profondo egli ha sperimentato la beatitudine.

In quello stato egli era 'non duale':

felicitazioni ed esultanza, elogio o rimprovero, successo o fallimento, profitto o perdita non lo sfioravano.

Nel sonno profondo tutti godiamo dell'esperienza 'non duale' e questa è beatitudine.

Nessuna cosa duale può essere chiamata beatitudine.

Potete dire di essere stati felici: " Ho fatto un sogno in cui ho vinto 10 milioni alla lotteria".

Un sogno bellissimo; spendi tutto il denaro quando sogni di nuovo! Bene!

Visto che hai avuto il denaro del sogno, lo devi spendere lì! (Risate)

Perchè no? Non ci paghi neanche le tasse!
Nessuno ti chiede un prestito o altro, per cui te li puoi godere tutti da solo! (Risate)

(Anil Kumar)


Dove le parole vengono meno c'è beatitudine

(Anil Kumar)


La beatitudine è al di là di ogni descrizione;

se qualcuno la può definire non è beatitudine affatto.

Quando le parole non funzionano, quella è beatitudine;

quando non la si può descrivere, quella è beatitudine.

La beatitudine può solo essere sperimentata.

 

Quindi, amici miei, questo stato di beatitudine non può essere espresso a parole

e non può essere misurato con parametri o barometri.

Nessun numero di metri può mai indicare il grado dello stato di beatitudine;

non lo si può esprimere, lo si può solo sperimentare.

Tutti sperimentano la beatitudine che è la condizione non duale.

Si, questa esperienza della beatitudine nel sonno profondo è una cosa naturale

per cui possiamo anche esserne o non esserne coscienti ma tutti noi la sperimentiamo.

Noi possiamo avere coscienza solo di aver dormito

ma abbiamo anche sperimentato la beatitudine;

questo stato di beatitudine ci è probabilmente piaciuto molto

perché siamo stanchi della nostra dualità nello stato di veglia.

Noi vorremmo quello stato di beatitudine non duale anche ora perché,

che ne siamo coscienti o meno, lo abbiamo gustato nel sonno.

(Anil Kumar)


Esperienza cosciente della beatitudine

Proprio ora, nello stato di veglia, non possiamo sperimentare quella beatitudine;

se la sperimentiamo nello stato di veglia è detta samadhi.

Si può sperimentare il samadhi come conseguenza di una parola,

con la ripetizione del Nome di Dio o cantando la Sua Gloria o leggendo le Sacre Scritture.

Quando sperimentate la beatitudine qui, nello stato di veglia, si tratta di samadhi,

cioè l'esperienza della beatitudine nello stato di veglia;

questo richiede uno sforzo, mentre nel sonno profondo si sperimenta una beatitudine senza sforzo, inconscia.

L'esperienza cosciente della beatitudine è il samadhi;
l'esperienza inconscia della beatitudine è il sonno profondo.

Io non sono un professore di Inglese, sono un insegnante di botanica.

Le piante non parlano ma forse dimostrano elettricamente le loro attitudini.

Quindi il punto è che l'esperienza della beatitudine da svegli, con sforzo, è possibile. Perchè no?

Quando i Bhajan vanno alla grande, quando migliaia si uniscono in perfetta e totale armonia
seguendo il tempo e la melodia, uno può perdersi all'improvviso.
Tutto d'un tratto quel canto tocca il mio cuore ed io dimentico me stesso.

Se il prossimo canto mi disturba io torno in me;

se il mio vicino stona non mi permette di entrare in quello stato di beatitudine.

Se il mio vicino vuol dormire in braccio a me è una situazione ancora diversa! (Risate )

Alcuni si addormentano così.
Comunque l'effettivo stato di beatitudine può essere sperimentato
quando i Bhajan procedono splendidamente, quando siamo del tutto perduti.

(Anil Kumar)


Il silenzio del Divino Maestro chiarirà tutti i nostri dubbi

Il silenzio del Divino Maestro è potentissimo e chiarirà tutti i nostri dubbi.

Vi prego di comprenderlo. Il silenzio del Divino Maestro è così potente che chiarirà tutti i nostri dubbi.

Bene. Allora perchè desidero che Egli mi parli?

Perchè desidero che Egli mi rivolga la parola durante il darshan

in modo che migliaia mi vedano mentre Baba mi parla? ( Risate )

Questo non è altro che ignoranza grande come l'Himalaya concretizzata in ego. Ego!

Ecco che cos'è. L'ego non è stato eliminato per cui io penso in questo modo.

Se invece sono pronto, se sono abbastanza maturo, posso ricevere il messaggio attraverso il Suo silenzio.

Si! In una chiesa c'è silenzio, in una moschea c'è silenzio, in una sinagoga c'è silenzio,

in meditazione c'è silenzio perché il silenzio è eloquenza.

Il silenzio è il miglior discorso, molto migliore delle parole.

Queste due frasi possono sembrare ironiche, diametralmente opposte e paradossali, ma è un fatto:

in meditazione voi volete silenzio,

durante i Bhajan volete silenzio, in una chiesa preferite il silenzio

perché è nel silenzio che ricevete il messaggio e non nella confusione.

Quando i suoni esteriori cessano, si ode la voce interiore.

Ci sono alcuni che dicono di non udire alcuna voce interiore

ma come si può udire una voce interiore nella confusione? Non è possibile.

Quindi il Divino Maestro è capace di comunicare nel silenzio.

Bhagavan, nei mesi recenti, ha deciso di sedere tra noi per un'ora al mattino ed un'ora al pomeriggio.

Come siamo fortunati! Negli anni precedenti, Swami dava solo il darshan,

chiamava alcune fortunate anime benedette per un colloquio di gruppo e questo era tutto.

Oggi noi riceviamo ore ed ore di darshan prolungato e questo lungo periodo di darshan

ha un messaggio per ogni devoto di Sai.

Il messaggio dovrebbe essere comunicato nel silenzio profondo

perché il Maestro Divino parla con il Suo silenzio.

Frasi senza parole, discorsi senza voce, eloquenza silente.

Questo è anche il linguaggio del saggio Ramana Maharishi;
Egli non fece mai un discorso, lo sapevate?

Egli rimaneva in silenzio e dopo la gente diceva "I miei dubbi sono chiariti ".

" Quando hai fatto la domanda? Quando ti ha risposto? " (Risate) "

Si, i miei dubbi si sono chiariti stando seduto davanti a Ramana Maharishi".

 

Cogliete il messaggio dal Suo silenzio

La situazione è simile con Bhagavan Sri Sathya Sai Baba:

noi siamo davvero molto fortunati ad avere questi prolungati periodo di darshan.

Possa questo Compleanno aiutarci a comprendere il valore di questo darshan così lungo;

possa questo lungo periodo di darshan favorire la meditazione;

possa questo lungo periodo di darshan favorire la contemplazione;

durante questo lungo periodo di darshan ci sia possibile trovare la concentrazione;

possa questo lungo periodo di darshan portarci allo stato di "non mente";

possa questo lungo periodo di darshan aiutarci a scoprire il Suo darshan dentro di noi.

Questi lunghi darshan hanno uno scopo.

A volte Egli può rispondere ad alcune delle nostre domande e le Sue risposte sono dirette;

le risposte di Bhagavan sono dirette, non c'è spazio per la confusione,

non si tratta di scegliere, non si viene lasciati nel dubbio.

Bisogna agire di conseguenza. La risposta è semplice, diretta ed inequivocabile;

il Suo è un modo di comunicare che non confonde.
Quando non riusciamo a ricevere il messaggio dal Suo silenzio, Egli può scegliere di parlarci.

Quando il paziente non reagisce alle pillole, il dottore può scegliere di usare una iniezione;

quando il paziente non reagisce alle iniezioni, la chirurgia può essere la sola alternativa (Risate).

Quindi, quando non riusciamo a trarre le lezioni dal Suo silenzio, il Medico Divino può scegliere di parlarci;
se ancora non recepiamo il messaggio, il colloquio privato è la sola soluzione, la chirurgia.

Cerchiamo quindi di essere maturi ora,

cerchiamo di avere questa consapevolezza in modo da comprendere il messaggio dal Suo silenzio.

Gli sguardi di Swami, quegli sguardi gentili....

Alcuni dicono: " Sai che Egli mi ha guardato?!"

" No. Sei sicuro che non abbia guardato me?"

" Come sai che Egli ha guardato solo te? " Io direi che ha guardato anche me, perchè no?

Posso dirlo perché so con certezza che tu non sei un santo! "

" Stai quindi dicendo che io sono un peccatore? "
Quando Swami ci guarda, qual è il nostro beneficio?

Noi comprendiamo la profondità del Suo messaggio dal Suo sguardo;

dallo sguardo di Bhagavan noi comprendiamo la profondità del Suo messaggio.

I nostri dubbi vengono dissolti dal Suo silenzio.

Dalla conversazione otteniamo risposte semplici e dirette.

(Anil Kumar)


Il bellissimo sguardo di Bhagavan

A noi piace molto guardare gli occhi di Bhagavan nelle Sue fotografie.

Qualunque sia la foto, guardate i Suoi occhi: occhi che indagano, che domandano,

pieni di compassione, che guardano nel profondo dei nostri cuori,

che osservano le nostre vite passate, che sono interessati a noi.

In quegli occhi c'è l'amore di una madre, le richieste di un padre,

la compassione di Dio;

tutto questo noi troviamo nei tre-in-uno dolci sguardi di Baba (Applauso).

Un bellissimo sguardo questo sguardo tre-in-uno!

Egli trasmette l'amore di una madre, la direttiva di un padre,

la aspettativa di un insegnante e la compassione del nostro Dio misericordioso.

Quando vogliamo comprare una foto, ne cerchiamo una in cui gli occhi siano ben visibili

in modo da poter godere degli sguardi di Bhagavan;

dalle foto esce la luce, qualcosa di brillante.

Essendo così fortunato da sedere al darshan davanti a Lui,

non mi sono mai stancato di guardarLo continuamente.

Quegli occhi brillanti.....

Brilla, brilla piccola stella;

 

mi chiedo sempre "Chi sei Tu, Super Star?" Bhagavan Baba

(Applauso).

Gli occhi che luccicano, che mandano luce!

Quegli occhi brillanti..... sono così belli! Perchè?

Gli sguardi di Baba risolveranno tutti i problemi sulla nostra strada,

nel nostro cammino spirituale, nella nostra sadhana.

Amici miei, la foto di Baba, gli sguardi di Bhagavan, le conversazioni con Lui, il Suo silenzio:
nessuno di questi è semplice, tutto ha un messaggio profondo.

Una volta che siamo convinti di questo, noi riceviamo il messaggio che serve.

Possa la celebrazione di questo Compleanno aiutarci a beneficiare del Suo silenzio,

dei Suoi sguardi, delle fotografie che vediamo.

(Anil Kumar)


Egli è l'ascoltatore silenzioso di ogni conversazione,

l'ospite non visto di ogni desco (mensa) e il capo della nostra famiglia.

Comprendendo questo, in occasione di questo Compleanno,

da ora in poi dovremmo avere uno spirito di preghiera.

(Anil Kumar)


" Voi siete qui grazie alle Mie benedizioni;

siete qui per le Mie benedizioni altrimenti non ci sareste ".

 

" Voi avete intrapreso il cammino spirituale

mentre ci sono milioni di persone nel mondo che prendono altrettante direzioni.

Tra quelle migliaia e milioni di persone, voi avete avuto interesse nel cammino spirituale;

questo prova sufficientemente la Mia compassione verso di voi ".

"Questa compassione che vi ha portato qui, che vi ha fatto scegliere il cammino spirituale,

vi aiuterà ad andare all'interno, vi aiuterà a sperimentarMi dentro,

vi aiuterà a vederMi in voi e non all'esterno;

riuscirete a vederMi, potrete sperimentarMi dentro di voi ".

(Shri Sathya Sai Baba)


Io non ho segreti e quindi non ho segretari.

(Shri Sathya Sai Baba)


" Sappiate che Dio sa tutto.

Sappiate che Dio conosce ogni cosa.

Per piacere, sappiate che Egli vi ama,

che ogni cosa è fatta per il vostro bene, nel vostro interesse.

Abbiate fiducia totale in Lui, abbandonatevi a Lui

perché così non sarete disorientati da nessun'altra considerazione ".

(Ramana Maharishi)


Il silenzio è una siepe intorno alla tranquillità.

(Proverbio italiano)


Il silenzio dei popoli è l'insegnamento del re.

(Proverbio italiano)


Il tempo ferisce e sana.

(Proverbio italiano)


La rinuncia è sempre della mente.

Non consiste nell'andare in una foresta o in un luogo isolato, né nell'abbandonare i propri doveri.

La cosa più importante è controllare che la mente non vada verso l'esterno, ma verso l'interno.

(Ramana Maharshi, Detti)


La Verità è una; non possono essere due.

(Shri Sathya Sai Baba)


È di sicuro migliore la conoscenza della pratica assidua;
ancor migliore è la meditazione ma, superiore alla meditazione
è l’abbandono dei frutti di tutte le azioni
perché tale rinuncia avrà certamente il risultato della liberazione.

(Bg. 12. 12)


Fai fruttare i tuoi talenti, marcia finché puoi e monta la tenda più vicino alla meta, quando scende la notte.

(Shri Sathya Sai Baba)


Imprimi nel tuo cuore:

1) Non dimenticare Dio;

2) Non porre la tua fede nel mondo;

3) Non avere paura.

(Shri Sathya Sai Baba)


Quintessenza del messaggio di Sai

 

La maggior parte di voi conosce i discorsi di Bhagavan e tutti noi abbiamo studiato a lungo la letteratura Sai.

Sarete quindi d'accordo con me se dico che la quintessenza del messaggio di Sai è questa:

"Voi non siete il corpo, voi non siete la mente, voi siete spirito (l'Atma), voi siete consapevolezza".

Questo è il principio che Egli ci instilla giorno dopo giorno al fine di farci sviluppare la consapevolezza.

Egli comincia con questa nota e termina il Suo discorso con la stessa nota.

Alcuni possono chiedersi perché Swami abbia bisogno di ripeterlo così spesso;

è necessario che Egli lo ripeta fino a quando noi non lo sperimenteremo.

Alcuni domandano " Perché Swami parla di Amore in ogni discorso?"

E la mia risposta è semplice " Perché non l'abbiamo coltivato".

Perché Egli parla di devozione ogni volta?

La ragione è semplice: noi non siamo ancora divenuti devoti.

Dobbiamo ancora andare avanti un pezzo nel coltivare questi due principi di Amore e Devozione;

questa è la ragione per cui Bhagavan non si è stancato di ripeterceli per gli ultimi 60 anni e più.

(Anil Kumar)


Le religioni possono essere differenti ma la spiritualità è la stessa

 

Amici miei, anche la Cristianità insegna lo stesso principio

" Tu non sei il corpo, tu sei lo spirito".

Dopo tutto, le religioni possono essere differenti ma la filosofia è la stessa,

le religioni possono essere differenti ma la spiritualità è la stessa.

Le religioni propongono cammini differenti mentre la spiritualità pone l'esperienza in primo piano;

la spiritualità è l'esperienza mentre la religione è il percorso,

la spiritualità è la meta mentre la religione è la via.

La religione è ritualistica mentre la spiritualità è il suo contenuto, è profondità ed intensità.

Quindi se esaminiamo le religioni comprenderemo che tutte comunicano la stessa Verità Eterna.

(Anil Kumar)


Il paradiso e l'inferno sono dentro di noi

 

Le scritture e di tutte le religioni dicono che c'è un paradiso e un inferno;

tutti coloro che sono meritevoli saranno accolti in paradiso e tutti i peccatori saranno cacciati all'inferno.

Bhagavan pone un punto fermo e dice: "Non c'è paradiso o inferno da nessuna parte".

Armstrong, che ha messo i piedi sulla luna, non ha raccontato che il paradiso sia lì

né alcun astronauta si è mai preoccupato di cercare l'inferno.

John Milton (un poeta nato all'inizio del XVII secolo) diceva che è solo la nostra mente

che fa un paradiso dell'inferno ed un inferno del paradiso.

Anche la sacra Bibbia dice è la stessa cosa in Luca, capitolo XVII, verso 21º:

"Sappiate che il regno di Dio è dentro di voi".

Il regno di Dio, il paradiso, è dentro di voi, non è lontano chissà dove.

Andare all'interno, viaggiare, scaldarmi e godere del paradiso interiore dipende da me. Baba dice:

 

"Paradiso ed inferno sono qui ed ora:

la vostra felicità è il vero e proprio paradiso,

il vostro tormento è un altro nome dell'inferno.

Essi sono le conseguenze delle vostre azioni;

non sono importate ne esportate,

non sono generate né possono essere rinviate".

 

Non dobbiamo aspettare per un assaggio del paradiso o dell'inferno, no.

Ora, nell'Era di Kali, si sono anticipati (Risate) e noi sperimentiamo il paradiso e l'inferno proprio

qui senza bisogno di aspettare fino alla fine. No.

Le cose si stanno muovendo proprio ora e velocemente sulla terra come esperienze di paradiso e di inferno.

Per ogni azione c'è una reazione eguale e contraria; come seminiamo così raccogliamo.

Bhagavan puntualizza sempre:

 

Come sono le nubi così è la pioggia.

Come è il seme così il frutto.

Com'è la farina così il pane.

Com'è il fumo tale il fuoco.

Come l'azione così è la reazione.

 

Quindi felicità o infelicità, gioia o tormento sono il risultato delle nostre stesse azioni.

Parole come "paradiso" ed "inferno" sono soltanto simboliche. Questo è ciò che Bhagavan ci dice.

(Anil Kumar


Lo scopo della vita è sperimentare il Sé

 

Bhagavan ci pone questo di fronte come una sfida:

 

" A cosa serve l'istruzione se non sperimentate il vostro Sé?

Che scopo hanno le vostre proprietà se non sapete chi siete?

A che le posizioni, i possedimenti, le conoscenze, se non conoscete il vostro Sé?"

 

Il mondo, nella sua totalità, è niente in confronto all'esperienza del Sé.

Il melo viene coltivato per le mele,

la palma da cocco si coltiva per le noci di cocco e non per la fibra o il guscio;

la nostra vita è come spazzatura, è gettata via, se il Sé non viene scoperto e riconosciuto.

Questo è ciò che Baba dice. Quindi, amici miei, lo scopo della vita è conoscere e sperimentare il proprio Sé.

Se non si raggiunge questo la vita è incompiuta, l'intera vita è sprecata.

Come dice San Marco nel capitolo VIII al verso 36:

"Qual è il profitto dell'uomo che conquista il mondo intero e perde la sua anima?"

(Anil Kumar)


Bhagavan dice: "Io non vi lascerò".

 

Sono sicuro che sarete tutti felici e contenti nel sapere che Baba dice sempre:

 

"Io non vi lascerò anche se voi lascerete Me;

io non vi abbandonerò anche se voi abbandonerete Me".

 

Ramana Maharishi dice che il guru vi seguirà per tutta la vita ed anche per le vite a venire,

il guru non vi lascerà finché non avrà vinto, finché non avrà ottenuto ciò che vuole ottenere in voi.

Egli non vi lascerà finché non avrà realizzato i suoi obiettivi,

finché il suo desiderio e compito non sarà soddisfatto.

Da qui, il più grande raggiungimento nella vita è essere sotto la guida di un guru,

il più grande risultato nella vita essere in compagnia di un guru,

il più grande successo nella vita è trovare un guru finché siamo in vita

perché sotto il suo ombrello siamo al sicuro.

Egli si prenderà cura di noi, non ci lascerà.

Questo è ciò che è scritto nel Vangelo di Matteo nel capitolo 24º al verso 34:

"In verità vi dico che non passerà questa generazione prima che tutto sia compiuto".

Bhagavan dice:

 

Voi non siete semplicemente qui,

non siete voi che avete deciso di essere qui.

Sappiate che voi siete qui perché Io voglio che voi siate qui.

Sappiate chi siete stati scelti per essere qui.

Sappiate che voi siete i Miei cari

ed Io non vi lascerò finché non avrò adempiuto il compito;

finché non vedrò che siete realizzati Io non vi lascerò.

 

Che bellissima cosa è questa! Noi possiamo rilassarci a volte ma Dio non può;

noi possiamo decidere di andare in vacanza a volte ma Dio non lo fa mai;

a volte noi possiamo staccare ma Dio non lo fa perché Egli è instancabile

e continua a lavorare con noi ed in noi finché non sappiamo che siamo Uno.

Fino a che io non faccio l'esperienza di essere il Suo stesso riflesso,

Egli non mi lascerà. Che cosa si aspetta Dio da me in cambio della Sua promessa?

(Anil Kumar)


Servite i bisognosi

 

Stamani vorrei attrarre la vostra attenzione su un'altra questione:

molta gente andava da Gesù Cristo a chiedere " Oh Signore, che cosa accadrà nel futuro?

Che cosa accadrà alla fine della creazione?"

La risposta data dal Signore Gesù è semplicissima:

"Alla fine della creazione voi Mi troverete presso mio Padre ed io dirò

'Voi siete persone meritevoli, venite da questa parte;

voi siete i peccatori, andate da quella parte.

Voi, i meritevoli, dimorerete in Me in Paradiso;

voi, i peccatori, sarete abbandonati e condannati all'inferno".

 

Le domande sono queste:

Vogliamo aspettare fino alla fine della creazione?

La condanna è eterna?

Il giudizio è definitivo?

Che cosa si intende per inferno e Paradiso?

Che cosa si intende con questa classificazione?

 

La gente non è sciocca e lo ha chiesto persino a Gesù Cristo:

"Oh Signore, come puoi Tu dire che queste sono persone meritevoli?

Perché dici che essi andranno in Paradiso?

Perché condanni gli altri come peccatori?

Perché dici che noi andremo all'inferno?

Quali sono i parametri?

Quali sono i criteri della tua decisione?"

 

Il Signore Gesù ha detto in termini inequivocabili (il che è importante per ogni devoto Sai):

 

Quando avevo sete questa gente mi ha dato da bere.

Quando avevo fame questa gente mi ha nutrito.

Quando ero nudo questa gente mi ha vestito.

Quando ero infermo questa gente mi ha fatto visita.

Quando ero in prigione questa gente mi ha consolato.

Per questo essi sono meritevoli.

 

Altri fecero un'altra domanda. Non pensiamo di essere i soli intelligenti; no, no, no.

La gente interrogava chiunque allora e lo continua a fare ora;

essi chiesero a Gesù: "Oh Signore, quando sei Venuto da noi ed avevi bisogno?

Quando mai Ti negheremmo del cibo se Tu fossi affamato?

Abbiamo detto "No" a Te quando avevi sete?

Come potremmo chiederTi di lasciarTi se Tu avessi bisogno di noi?"

 

Ecco come Gesù rispose a questa questione:

 

Chiunque vi avvicini essendo affamato,

chiunque vi avvicini quando è assetato,

sappiate che quello sono Io.

Chiunque voi nutriate, a chiunque offriate da bere,

a chiunque doniate degli abiti,

sappiate che tutto ciò raggiunge Me.

 

Che stupenda affermazione è questa!

"Chiunque serviate sappiate che servite Me,

comprendete che chiunque ripudiate state ripudiando Me".

 

Questo è ciò che Baba dice nel Suo discorso:

 

Sarva Deva Namaskaram Keshavam Pratigacchati.

Chiunque voi salutiate, chiunque rispettiate,

sappiate perfettamente che state rispettando Dio.

 

Sarva Deva Tiraskaram Keshavam Pratigacchati.

Chiunque voi ripudiate, chiunque voi abbandoniate,

comprendete che è totale abbandono verso il vostro Dio.

 

Voi state ripudiando il vostro stesso Dio. Questo è anche ciò che Gesù disse.

 

Bhagavan Baba ci dice:

 

"Le mani che servono sono più sante delle labbra che pregano".

 

Che affermazione coerente è questa! Che stupenda similarità!

Che splendida rassomiglianza ed identificazione scopriamo tra i due!

(Anil Kumar)


La preghiera è una festa

 

Allora che cos'è una preghiera?

Una preghiera non è una richiesta, un promemoria o una sottomissione;

una preghiera è fede incondizionata in Dio, un illimitato libero ed eterno Amore per Dio.

L'espressione di gratitudine è preghiera, un atto di ringraziamento è preghiera.

La preghiera è una festa.

C'è gente che prega con la faccia lunga come se soffrissero le pene dell'agonia o della crocifissione;

no, no, no! La preghiera non è penosa, non è pesante né opprimente.

Vedere quelle facce lunghe mi fa star male; perché pregano così? È sbagliato.

Quando incontrate il vostro amato o vostro figlio o i vostri genitori dopo dieci anni fate la faccia lunga?

Siete molto contenti. Quando incontrate i vostri cari siete gioiosi e felici;

perché siete tristi nell'incontrare Dio?

In qualche modo è entrato nella nostra testa che l'essere seri sia spiritualità.

Non è così: essere seri è essere malati (Risate).

I sorrisi, la contentezza, la festa, la musica e la danza sono spiritualità;

la danza della spiritualità è il raga lila (gioco attraente) di Sri Krishna nel Bhagavatham.

La spiritualità non è altro che la danza celestiale del nostro Signore.

La musica è spiritualità: se io odo dovunque Krishna che canta,

quella musica è Krishna, la danza è Krishna.

La festa è Divinità.

(Anil Kumar)


L'immortalità non può essere ottenuta attraverso la ricchezza,

ma solo attraverso la rinuncia.

(Shri Sathya Sai Baba)


TAT TWAM ASI: TU SEI QUELLO.

Questo è l'assioma divino più alto e più santo.

Tu sei Spirito Divino, la vera Essenza.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non essere attaccato alle cose terrene.

Sii nel mondo, ma non lasciare che il mondo sia in te.

(Shri Sathya Sai Baba)


Per meritare la pace devi abbattere il suo peggior nemico: l'ira che rende schiavo.

(Shri Sathya Sai Baba)


E' meglio accendere una candela piuttosto che maledire il buio
(Lao Tsu)


Due cose occorre ricordare: la morte e Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


La vita è l'auto, il tuo cuore la chiave, Dio l'autista.

(Shri Sathya Sai Baba)


E' l'amore e non il distintivo che porti che fa di te un vero volontario al Servizio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il dolore segue l'ego come un'ombra.

(Shri Sathya Sai Baba)


Se ti senti dipendere da Dio al cento per cento, Egli avrà cura di te e ti salverà dal male e dai torti.

(Shri Sathya Sai Baba)


Ekam sat viprâ bahudhâ vadanti
La Verità è una ma i saggi La chiamano con vari nomi.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il vizio produce la malattia;

abitudini, pensieri, compagnie e cibo cattivi sono la causa principale della perdita della salute.

Arogya (buona salute) ed Ananda (felicità) vanno mano nella mano:

quando la mente è contenta anche il corpo è libero dalla malattia.

L'indulgere nelle abitudini malvagie è la causa primaria dell'infermità sia fisica che mentale.

L'avidità danneggia la mente e la delusione rende l'uomo depresso;

egli può dare un senso alla sua esistenza solo coltivando le virtù e soltanto allora diventa un candidato degno della santità.
 

(da: il Pensiero del giorno di Prashanti Nilayam - 27 luglio 2005)
(Shri Sathya Sai Baba)


I Centri non hanno lo scopo di diffondere una nuova religione o di pubblicizzare il Mio Nome o di creare un nuovo culto per adorarMi.

Hanno lo scopo di diffondere l'interesse per la preghiera, per la meditazione e per tutte le altre pratiche che conducono alla Divinità interiore di ognuno;

essi devono dimostrare la gioia che si può ricevere dal canto e dalla recitazione del Nome del Signore e la pace che deriva dalle buone compagnie.

I Centri devono rendere servizio ai derelitti, agli ammalati, agli afflitti, agli illetterati ed ai bisognosi, senza pensiero di ricompensa.

(Shri Sathya Sai Baba)


L'Amore è la Luce che guida i passi dell'uomo nel deserto di se stesso.

(Shri Sathya Sai Baba)


Figli, anche se si compiono austerità per molte vite,

la realizzazione di  Dio non è possibile se non si hanno un'intensa brama e un puro amore per Lui.
(Sri Mata Amritanandamahi)


Mio, non tuo! Questo senso di avidità è la radice di tutti i mali.

Questa distinzione è applicata perfino a Dio! Il mio Dio, non il tuo! Il tuo Dio, non il mio!

(Shri Sathya Sai Baba)


Non c'è alcuna via verso la verità sia essa storica o religiosa.

Non è da esperire o da trovare nella dialettica,

nè da vedere in opinioni mutevoli e credenze.

Ti imbatti in essa quando la mente è libera da tutta le cose che ha messo insieme.
(Jiddu Krshnamurti)


L'Amore non cerca ricompense. L'Amore è la ricompensa di se stesso.

(Shri Sathya Sai Baba)


La natura divina che lo yogin raggiunge non è qualcosa che prima non era,

ma null'altro che la sua stessa intima natura.
Benché fosse manifesta, egli era incapace di prenderne coscienza,

per colpa delle costruzioni mentali suscitate dalla potenza di maya, l'illusione.
(SIVASUTRA)


Prima di tutto bisogna domare la mente, che è come un elefante allo stato selvaggio nella foresta.

(Shri Sathya Sai Baba)


Una buona azione è una vera preghiera; è la forma migliore per ricordare Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Perché temere la morte? Non è che un passaggio da questa vita alla prossima.

(Shri Sathya Sai Baba)


Convinciti che sei lo Spirito Universale. Questo faciliterà ogni pratica religiosa.

(Shri Sathya Sai Baba)


Devi accettare le prove, perché ti daranno fiducia e ti assicureranno la promozione.

(Shri Sathya Sai Baba)


Fate ogni sforzo per realizzare l'Atma, per visualizzare Dio;

perfino l'insuccesso in questa lotta è più nobile del successo in altre faccende terrene.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il dono della fede viene concesso dopo che avete imparato ad amare Dio

attraverso innumerevoli nascite.

(Shri Sathya Sai Baba)


Brahma è silenzio.

Dimorate nel silenziosperimenterete la Divinità.

(Shri Sathya Sai Baba)


Nel primo stadio, il devoto dice al Signore “Dâsoham” cioè “Sono il Tuo servitore”;

man mano che progredisce, abbandona la sillaba “” e dice “Soham”, “Io sono Quello.”

In ultimo, egli raggiunge quel supremo stato in cui perfino il concetto di dualità si estingue

e tutto ciò che rimane è “Aham”,

“Io sono Io.”

(Shri Sathya Sai Baba)


La Fede in Dio e i buoni pensieri conducono al successo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Vivete nel mondo ma non lasciate che il mondo entri in voi.

Che senso ha meditare nella foresta e pensare ad un gelato?

(Shri Sathya Sai Baba)


Un giorno o l'altro ognuno dovrà fare la sua uscita di scena e, quel giorno,

non dovrà essere un momento d'angoscia,

ma un'uscita fatta con grazia, con gioia, e con un sorriso.

Per fare questo ci vuole molta preparazione.

(Shri Sathya Sai Baba)


Sciocco è chi va in cerca di Dio quando egli stesso è Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


La vera gioia che deriva dal servizio si ripercuote sul corpo e ti rende libero dalla malattia.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il servizio è una disciplina spirituale, non un passatempo dei ricchi e benestanti.

(Shri Sathya Sai Baba)


Troppo cibo porta a ottusità mentale.

(Shri Sathya Sai Baba)


Avrai paura finché dirai "io sono"; ma quando dirai e sentirai "sono Dio" avrai una forza invincibile.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il fondamento della Missione sanitaria di Bhagavân è l’Amore Divino

che è dato egualmente a ognuno senza alcuna distinzione di religione, di nazionalità o stato economico.

Questa filosofia di cura della salute poggia su quattro pilastri:

 

Globalizzazione della medicina: La cura della salute dovrebbe essere a disposizione di tutti.

Decommercializzazione della medicina: Prestazioni mediche di qualità fornite in modo assolutamente gratuito.

Valori Umani in medicina: L’assistenza medica dovrebbe esser prestata con amore.

Spiritualizzazione della medicina: Quest’ultima dovrebbe provvedere alle necessità non solo del corpo

ma anche della mente e dello spirito dei pazienti.

 

Applicando questi canoni, i medici possono comprendere

che l’interazione fra loro ed i pazienti ha una dimensione spirituale

imparando quindi a trattarli come esseri umani piuttosto che come un complesso di malattie.

È in tal modo che i vecchi ideali indiani di ârogyam, l’assenza di malattia, possono essere raggiunti.

Fondando questi ospedali, Baba ha offerto alla comunità medica un modello di efficienza

che può essere replicato ovunque e può aiutare a concretizzare la visione della sanità per tutti.

(Dottor Safaya)


Lo scopo del vivere è arrivare a vivere in Dio.

(Shri Sathya Sai Baba)


Si dovrebbero accendere luci nel cuore dell'uomo,

piuttosto che nella casa dove l'immagine del Signore è installa e adorata.

(Shri Sathya Sai Baba)


Ad uno tocca la parte del ladro, ad un altro quella di Re. Ma Colui che assegna le parti è Uno.

(Shri Sathya Sai Baba)


Perché temere la morte? Non è che il passaggio da questa vita alla prossima.

Non sfuggite il pensiero della morte.

(Shri Sathya Sai Baba)


Nityânandam parama sukhadam kevalam jñânamûrtim dvandvâtîtam

 

Dio è l’Incarnazione della Beatitudine eterna.

Egli è Saggezza assoluta al di là delle coppie di opposti.

(Shri Sathya Sai Baba)


Il vostro benessere e quello degli altri sarà assicurato

quando avrete la ferma convinzione che tutti sono uno.

(Shri Sathya Sai Baba)


Procediamo tutti insieme, cresciamo tutti insieme,

stiamo uniti e condividiamo la nostra conoscenza.

Viviamo insieme in amicizia e armonia

(Veda)


Se volete visualizzare Dio dovete acquisire la purezza di cuore.

(Shri Sathya Sai Baba)


Esser genitori è amore e regole.

Esser genitori è semina e frutto.

Esser genitori è indulgenza e fermezza.

Esser genitori è musica leggera e musica classica.

Esser genitori è mistica ma anche prammatica.

Esser genitori è cosa temporanea seppur pietra di paragone.

Esser genitori è teoria e pratica.

(Binoti Thakore )


Quello che il bruco chiama fine del mondo,

il resto del mondo chiama farfalla.

(Lao Tze )


Come una goccia d'acqua scivola su una foglia di loto,
così il saggio non s'attacca a nulla di quanto vede, ode o pensa.

(Suttanipata, IV, 6)


Tutto cambia, appare e scompare.

Andare al di là dell'essere e del non essere è la perfetta tranquillità.

(Leggenda indiana)


Colui che non è ostile fra la gente ostile, che fra i violenti è totalmente calmo,

che non prende nulla stando in mezzo a coloro che arraffano tutto,

costui, in verità è un sacerdote.

(Suttanipâta, 630)


Non è adeguato guardare gli altri: non ti aiuterà nella pratica.

Se sei infastidito, osserva il fastidio nella tua stessa mente.

Se gli altri sono indisciplinati o non sono buoni monaci non tocca a te giudicare.

Non scoprirai la saggezza guardando gli altri.

La disciplina monastica è uno strumento da usare per la tua propria meditazione,

non è un'arma da impiegare per criticare o trovare difetti negli altri.

Nessuno può fare la pratica per conto tuo,

così come tu non puoi praticare per conto degli altri.

Stai bene attento solo a quello che tu stesso fai.

Questo è il modo di praticare.

(Ajahn Chah - Bodhinyana)


La continua ed ininterrotta consapevolezza della presenza interiore,

la luce interna della coscienza,

è la meditazione e devozione suprema.

(Maharamayana)


Quando una persona di gran senno sente parlare della via, la pratica con diligenza.

Quando una persona di medio senno sente parlare della via un po' la pratica e un po' non la pratica.

Quando una persona di poco senno sente parlare della via, grandemente se ne ride.

Se non ne ridesse, non sarebbe la via.

(Lao-zi, Daodejing 41)


La brama, l'avversione e l'illusione, come i frutti del bambù,

distruggono la medesima persona nella quale sono nate.

(Itivuttaka, 50)


I corpi vanno e vengono come i vestiti.

(Sankara)


Nel mondo dei sensi tutto è cambiamento, ma il Supremo è immutabile: medita su lui,

assorbiti in lui, svegliati da questo sogno di separatezza.

(Shvetashvatara Upanishad)


Arjuna, coloro che mangiano troppo o troppo poco,

che dormono troppo o troppo poco, non riusciranno a meditare.

Ma coloro che sono temperanti nel cibo e nel sonno, nel lavoro e nel riposo,

arriveranno alla fine dei dispiaceri tramite la meditazione.

Con l'impegno costante imparano a ritrarre la mente dagli attaccamenti dell'ego e ad assorbirla nel sé.

In questo modo raggiungono lo stato d'unione.

(Bhagavad Gita, 6:16-18)


Dove durezza, fluidità, calore e movimento non trovano fondamento,

dove non brillano le stelle né si manifesta il sole;

là la luna non sparge luce, là non si conosce il buio.

Quando il praticante saggio lo abbia sperimentato di persona,

allora si emancipa dalla forma e dal senza-forma, dal piacere e dal dolore.

(Udâna, II, 10)


Quando mi scoraggio, mi ricordo che nel corso di tutta la storia

la via della verità e dell'amore hanno sempre vinto.

Ci sono stati tiranni ed assassini,

e per un certo tempo possono anche essere sembrati invincibili,

ma alla fine sono sempre caduti. Sempre.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Quando dici la verità, questa perde la sua essenza e diventa la «mia» verità o la «tua» verità;

si trasforma in una cosa fine a se stessa.

Quando spieghi la verità spendi il tuo capitale mentre nessuno ne trae alcun profitto.

Diventa una cosa ordinaria, di nessun valore.

Quando taci la verità, la verità non si trasforma nella proprietà di nessuno.

Quando il drago vuole scatenare un temporale, provoca il tuono ed il lampo, e questi portano la pioggia.

La verità è generata dal suo ambiente; in questo modo diventa una potente realtà.

Da questo punto di vista, studiare l'impronta della verità è più importante della verità in sé

 La verità non ha bisogno di manici.

(Chögyam Trungpa)


Risale il flusso dell'esistenza colei in cui è nato il desiderio per l'estinzione della sete di sensazioni

e la cui mente ne è pervasa, e il cui spirito più non s'impiglia nei desiderï.

(Dhammadinnâ, discepola diretta del Buddha, in Therigâtha, 12)


Chi mai è colei che ama e colei che soffre? Lui solo mette in scena un gioco con se stesso.

L'individuo soffre perché percepisce la dualità.

Trova l'unità dappertutto ed in ogni cosa e allora ci sarà una fine alla pena e al dolore.
 (Ananda Moy Ma)


Ma non c'è fine ai miei attributi divini, Arjuna; questi cui ho accennato sono soltanto alcuni.

Dovunque trovi forza, o bellezza, o potenza dello spirito,

puoi star certo che sono scaturiti da una scintilla della mia essenza.

(Bhagavad Gita 10:40-41)


La vera forma è magnificamente illuminata dal fuoco brillante;

la voce del maestro è il totale silenzio tra il tintinnio delle campanelle mosse dal vento;

la luna sta appesa al vecchio albero di pino, freddo nella notte fonda;

la gru, infreddolita nel suo nido tra le nubi, ancora non s'è destata dai sogni.

(Hongzhi Zhengjue 1091-1157)


Tutte le formazioni sono impermanenti

tutte le formazioni sono soggette a soffrire;

tutte le esperienze sono prive di soggetto.

Quindi, qualunque forma, sensazione, percezione, formazione mentale o coscienza,

passata, presente o futura, interna o esterna, grossa o sottile, alta o bassa, lontana o vicina,

va compresa secondo realtà e vera saggezza:

«Questo non mi appartiene; questo non sono io; questo non è il mio sé».

(Anatta-lakkhana Sutta, Samyutta Nikaya XXII,59)


«Io non sono questo», «io sono Quello»:

lascia perdere queste distinzioni.

Sappi che tutto è il Sé.

Sbarazzati di ogni proposito. E sii felice.

(Ashtavakra Gita, 15:15)


I momenti più difficili della nostra vita rappresentano l'occasione migliore

per acquisire autentica esperienza e forza interiore.

Chi ce lo insegna?

Non il nostro amico e nemmeno il nostro guru,

bensì il nostro nemico.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


«Monaci, ogni desiderio o passione per le forme è una contaminazione della mente;

ogni desiderio o passione per i suoni, gli aromi, i sapori,

le sensazioni tattili, le idee è una contaminazione della mente.

Quando, riguardo a queste sei porte della percezione,

le contaminazioni della consapevolezza vengono abbandonate,

allora la mente diviene propensa al lasciar andare.

La mente allenata a lasciar andare

si apre così alla conoscenza diretta delle qualità che meritano d'essere realizzate».

(Samyutta Nikaya, XXVII, 2)


Secondo l'autentico punto di vista indiano, la nostra coscienza del mondo,

se presa meramente come somma totale delle cose che esistono

e sono governate dalle leggi, è imperfetta;

ma diviene perfetta allorché realizza la propria unità spirituale

con tutte le cose riconoscendo che possono darci gioia.

Per noi lo scopo più nobile a questo mondo

non è semplicemente di viverci, di conoscerlo e di farne uso,

ma di realizzare la nostra vera natura in esso tramite l'espansione della compassione;

non alienandoci dal mondo e nemmeno dominandolo,

ma comprendendolo e unendoci ad esso in un'unione perfetta.
(Rabindranath Tagore)


Molto tempo fa, nella Cina dei T'ang, un monaco anziano andava in pellegrinaggio

al monte Wu-t'ai, residenza di Manjusri, il bodhisattva della saggezza.

Vecchio e debole com'era, andava per la lunga strada polverosa da solo,

lentamente, chiedendo l'elemosina lungo la via.

Dopo molti interminabili mesi di cammino, un bel mattino,

guardando in alto, vide in lontananza la maestosa montagna.

Vicino al bordo della strada c'era una vecchia che lavorava il campo. 

«Per favore - le chiese  - dimmi quanto  manca per arrivare al monte Wu-t'ai». 

La donna lo guardò appena, emise un suono gutturale e si rimise a zappare.

Il monaco ripeté la domanda una seconda e una terza volta, ma sempre senza risposta.

Pensando che fosse sorda, decise di tirar dritto.

Ma dopo aver fatto alcune dozzine di passi, udì la voce della vecchia:

«Ancora due giorni. Ti ci vorranno ancora due giorni».

Piuttosto infastidito, il monaco rispose: «Pensavo che fossi sorda.

Perché non hai risposto prima alla mia domanda?».

E la vecchia: «Mi hai fattto la domanda mentre eri fermo, padrone.

Per risponderti dovevo vedere quale fosse la tua andatura!».

(Storia zen)


Contempla, Arjuna, un milione di forme divine, con un'infinita varietà di colori e di forme.

Contempla gli dèi del mondo naturale e molte altre meraviglie mai rivelate prima.

Contempla l'intero universo che ruota dentro il mio corpo e le altre cose che vuoi vedere.

Ma queste cose non si possono vedere con gli occhi della carne;

perciò ti dono la vista spirituale per percepire la mia maestosa potenza.

(Bhagavad Gita 11:5-8)


E che cos'è, o  monaci, la retta visione?

È, o monaci, la conoscenza della sofferenza, la conoscenza dell'origine della sofferenza,

la conoscenza della cessazione della sofferenza

e la conoscenza del modo di praticare che conduce alla cessazione della sofferenza.

Questa è chiamata retta visione.

(Digha Nikaya)


Non c'è nessuna persona di nome Buddha.

Buddha è semplicemente una parola sanscrita che significa «iniziato».

L'assoluto è immanente in ogni cuore.

Questo «tesoro del cuore» è l'unico Buddha che esista.

Non serve a niente cercare il Buddha al di fuori di te stesso.

Contempla l'assoluto che è alla radice della tua stessa natura.

(Bodhidharma)


Le cattive azioni, temute dall'anima,

non tormenteranno la persona misericordiosa che nutre e protegge ogni vita.

Questa terra fertile, immensa e spazzata del vento è testimone della verità

che la miseria non tocca le persone che si conservano misericordiose.

(Tirukkural 25: 244-245)


Vivere nel mondo senza impigliarvisi e senza creare attaccamenti per la sua polvere,

è la via del vero studente di Zen.

Vedere le buone azioni compiute da un altro ti incoraggia a seguirne l'esempio;

osservare il comportamento sbagliato di un altro ti ricorda di non imitarlo.

Anche quando sei solo in una stanza buia,

comportati come se fossi in presenza di un ospite di riguardo.

(Zengetsu)


Il Sole è il respiro (prana) dell'universo, e sorge per dar luce ai nostri occhi.

La Terra espira (apana) il fuoco infero.

Lo Spazio tra cielo e terra è la pienezza dell'inspiro (samana),

e l'aria che si muove è l'espiro (vyana) durante l'azione.

Il Fuoco dell'emissione di voce è udana.

Quando questo fuoco viene esalato,

i sensi si ritirano nella mente e la persona è pronta a rinascere.

«Il contenuto della coscienza al momento della morte, qualunque esso sia,

è ciò che ci unisce al prana, all'udana e al sé,

per rinascere nel piano che ci siamo meritati con le nostre azioni».

(Prashna Upanishad)


Ci sono tre tipi di pensiero malaccorto:

pensare con sensualità, pensare con malevolenza, pensare a far danno.

Questi tre tipi di pensiero passionale cessano del tutto in colui che è ben centrato in se stesso

con la mente ben stabile nei quattro fondamenti della presenza mentale

o a chi si sviluppa la concentrazione disidentificata.

Questo è un motivo sufficiente  per sviluppare la concentrazione disidentificata.

La concentrazione disidentificata, una volta sviluppata e mantenuta,

apporta grandi frutti e benefici  notevoli.

(Samyutta Nikaya, XXII, 80)


La rabbia è la vera distruttrice di tutte le nostre buone qualità umane.

Un nemico armato non può annientarle, ma la rabbia sì.

È la rabbia il nostro vero nemico.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


"Così, Tissa, qualunque forma, o sensazione,

o percezione, o creazione mentale o coscienza,

che sia passata, presente o futura, interna o esterna;

grossa o sottile, ordinaria o speciale, lontana o vicina,

dev'essere vista così com'è con il giusto discernimento, ossia:

«Questo non è mio. Questo non sono io. Questo non è il mio sé».

(Samyutta Nikaya XXII, 84)


Ben centrati in se stessi, sono i medesimi di fronte al piacere e al dolore,

alla lode e al biasimo, alla bontà e alla scortesia;

l'argilla, la pietra e l'oro sono per loro la stessa cosa; equanimi nell'onore e nel disonore,

uguali verso l'amico e verso il nemico, hanno rinunciato a ogni scopo egoistico:

tali sono coloro che hanno trasceso i guna.

(Bhagavad Gita 14:24-25)


Non essere un'impersonificazione della fama;

non essere un deposito di schemi;

non essere un proprietario di saggezza.

Incarna pienamente ciò che non ha fine e vaga dove non c'è sentiero.

Tieniti tutto ciò che hai ricevuto dal cielo ma non pensare di aver avuto qualcosa.

Sii vuoto, questo è tutto.

(Zhuangzi)


Troppa conoscenza porta all'agitazione: è meglio vuotare la mente.

Più pensi, più grande è la perdita: è meglio la pratica dell'attenzione.

(Shih Wang Ming - VI secolo d.C.)


Cento mila elefanti, cento mila cavalli, cento mila carri tirati dai muli

non valgono la sedicesima parte di un singolo passo avanti.

(Samyutta Nikaya)


«Quando un uomo è in punto di morte, i familiari gli si riuniscono attorno e gli chiedono:

"Mi riconosci? Sai chi sono?".

E finché le parole non si fondono con la mente e la mente col prana,

il prana col fuoco e il fuoco col puro essere, egli conosce tutti.

Poi non c'è più riconoscimento.

Quando le parole si fondono con la mente, e la mente col prana,

il prana col fuoco e il fuoco col puro essere,

non c'è niente che non venga da Quello.

Esso è la natura più intima, la verità, il supremo.

E tu sei Quello, Shvetaketu; tu sei Quello».

(Chandogya Upanishad)


Quando politici e governanti accantonano i principi morali ne derivano sempre conseguenze disastrose.

Che si creda in Dio oppure nel karma, l'etica e l'integrità sono il fondamento di ogni coesione civile.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Finché  manca la disciplina interiore, che è ciò che dà la pace mentale,

non importa di quali comodità esteriori o circostanze favorevoli possiate godere,

queste non vi daranno mai la sensazione di gioia e di felicità che state cercando.

D'altra parte, se avrete questa qualità interiore che è la pace della mente,

se godrete di un certo grado di stabilità interiore,

anche se vi mancheranno le varie comodità esteriori

che normalmente considerereste necessarie per essere felici,

vi sarà tuttavia possibile vivere una vita lieta e felice.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


«È il corpo che fa questo, non io».

«La mia natura è la purezza».

Con questi pensieri, qualunque cosa faccia, non fa niente, ma finge non sapere.

Trova la libertà in questa vita, ma si comporta come una persona ordinaria.

Tuttavia non è uno sciocco. Felice e luminoso, prospera nel mondo.

(Ashtavakra Gita 18:25-26)


Quando stai insieme a qualcuno che ami molto, puoi parlare con lui ed è piacevole,

ma il piacere non sta nella conversazione, sta nello stare insieme.

La meditazione è la forma più alta di preghiera:

in essa sei così vicina a Dio che non hai bisogno di dire nulla:

è solo bellissimo stare insieme.

(Swami Chetananda)


Uccidere il Buddha quando lo si incontra significa superare il mito del maestro,

il mito del guru, il mito dello psicoterapeuta;

significa rinunciare al ruolo di discepolo e distruggere la speranza che qualcun altro,

all'infuori di noi, possa essere il nostro padrone.

(Sheldon B. Kopp)


La tortuosità e la linearità sono per natura opposte

e non possono stare insieme più di quanto non possano il gelo e il fuoco;

per chi è diventato religioso e procede sulla via della rettitudine,

un modo falso e tortuoso di esprimersi non è semplicemente possibile.

(Fo-Sho-Hing-Tsan-King)


Con l'impegno e la consapevolezza costanti fa' della mente una non-mente.

Lascia che l'illimitata coscienza inghiotta la mente limitata e va' al di là di ogni cosa.

(Maharamayana)


Ciò che fa sì che l'occhio veda ma non può essere visto dall'occhio,

quello è in realtà il sé.

E il sé non è altri che te.

(Kena Upanishad)


Per il praticante stagionato, neppure il Dharma (gli insegnamenti del Buddha) deve trasformarsi in un attaccamento.

Come per lavare una camicia ci vuole il sapone, ma se il sapone non viene risciacquato l'indumento non sarà realmente pulito,

così la mente del praticante non sarà completamente libera finché non recide ogni attaccamento a ogni cosa, compreso il Dharma.

(Allegoria buddista)


Come nelle profondità abissali dell'oceano non vi sono onde, ma tutto è calmo,

nello stesso modo il praticante si mantenga interiormente immobile e non ondeggi in alcuna circostanza.

(Suttanipata)


Come la terra s'inaridisce sotto un cielo senza pioggia,

così il popolo langue sotto un governante insensibile.

Anche i beni posseduti sono meno piacevoli della povertà

per le persone oppresse da un governante ingiusto.

Se chi governa agisce in modo contrario alla giustizia,

anche le stagioni si invertono e le nubi cariche di pioggia non si fanno vedere.

Se il protettore del popolo non si cura di proteggere,

i preti si dimenticheranno dei Veda e le mammelle delle vacche si prosciugheranno.

(Tirukkural 56: 557-560)


Un'onda, nell'oceano, ha un inizio e una fine, una nascita e una morte;

ma il Sutra del Cuore ci dice che l'onda è vuota:

l'onda è piena d'acqua, ma è vuota di un sé separato.

Un'onda è una forma che è stata resa possibile grazie all'esistenza del vento e dell'acqua.

Se un'onda vede soltanto la propria forma, con il suo inizio e la sua fine,

avrà  paura della nascita e della morte;

ma se un'onda si rende conto di essere acqua e si identifica con l'acqua,

allora si emancipa dalla nascita e dalla morte.

Ogni onda che nasce è destinata a morire,

ma l'acqua è esente dalla nascita come dalla morte.

(Thich Nhat Hanh)


Porta a termine tutti i tuoi compiti; l'azione è migliore dell'inerzia.

Anche solo per mantenere il tuo corpo, Arjuna, sei obbligato ad agire.

L'azione egoista imprigiona il mondo.

Agisci disinteressatamente, senza alcun pensiero di profitto personale.

(Bhagavad Gita 3:8-9)


Conquista il tuo nemico con la forza, e ne accrescerai l'ostilità;

conquistalo con l'amore e dopo non avrai dispiaceri.

(Fo-Sho-Hing-Tsan-King)


Abbi fede, figlio mio, abbi fede. Non aver paura.

Perché tu sei al di là di ogni cosa,

sei il cuore di tutta la sapienza.

Tu sei il Sé.

Tu sei Dio.

(Ashtavakra Gita 15:8)


È senza forma e non potrà mai esser visto con questi occhi,

ma si rivela al cuore purificato dalla meditazione e dalla custodia dei sensi.

Chi lo realizza si libera dal ciclo di nascita e morte.

(Katha Upanishad)


Il campo della sterminata vacuità è ciò che esiste fin dall'inizio.

Tu devi purificare, curare, triturare,

o spazzar via tutte le tendenze che hai creato fino a farne apparenti abitudini.

Allora potrai risiedere nel libero cerchio dello splendore.

(Hongzhi Zhengjue 1091-1157)


Dovunque tu vada, ci sei già.

(Jon Kabat-Zinn)


La religione è per quelli che hanno paura dell'inferno,

la spiritualità è per quelli che sono passati per l'inferno.

(Joan Halifax)


Non preoccuparti perché i bambini non ti ascoltano mai.

Preoccupati perché ti guardano sempre.

(Robert Fulghum)


Non preoccuparti perché i bambini non ti ascoltano mai.

Preoccupati perché ti guardano sempre.

(Robert Fulghum)


Se vuoi conoscere il tuo passato e capire che cosa ti ha causato,

osservati nel presente, perché il presente è l'effetto del passato.

Se vuoi conoscere il tuo futuro, osservati nel presente,

perché il futuro è l'effetto del presente.

(Majjhima Nikaya)


Non rovinare quel che hai desiderando quel che non hai;

ricordati che quel che hai adesso una volta era soltanto fra le cose sperate.

(Epicuro)


Una donna sta per sposarsi e, com'è normale nelle sue condizioni, ha la testa piena di pensieri,

progetti e idee per il futuro mentre si reca a piedi al villaggio vicino passando per la foresta.

Ma, tutta ad un tratto, una tigre le si para dinanzi, sul sentiero.

In quel momento, dove va la sua attenzione? Che ne è del suo passato?

Che fine fanno i suoi progetti per il futuro? Il futuro dipende dal passato.

La mente è una scavatrice di tombe,

che scava nel cimitero del passato in cerca di vecchie ossa da rodere.

Perciò sia benvenuta la tigre sul sentiero!

(Ajaan Dune Atulo)


Quando tutte le miriadi di corsi d'acqua che attraversano le diverse regioni,

ognuna col suo caratteristico colore e sapore, entrano nel grande oceano,

si fondono e prendono un solo sapore e un solo nome.

Nello stesso modo la stupidità e la saggezza diventano una sola cosa nella mente risvegliata.

Quando si comincia la pratica della via, sembra che vi sia distinzione,

che questa sia stupidità e che quella sia saggezza.

Ma più tardi, quando si penetra più in profondità,

si scopre che non c'è differenza tra stupidità e saggezza.

(Visuddhi Magga)


Se siamo in cerca di circostanze esterne che ci facciano contenti, stiamo cercando invano.   

(Ayya Khema)


Le circostanze avverse mettono alla prova il nostro coraggio,

la nostra resistenza mentale e la profondità del nostro radicamento nel Dharma.

Non c'è niente di eccezionale nel praticare il Dharma

in un buon ambiente e in un'atmosfera favorevole.

La vera prova consiste nel riuscire

a perseverare nella pratica in circostanze avverse.   

(Geshe Ngawang Dhargyey)


Inizia con il piccolo ed il semplice

per conseguire il grande ed il complesso.

Tutto ciò che è complesso

ha inizio da ciò che è semplice.

Tutto ciò che è grande

si produce da ciò che è piccolo.

Così il saggio non fa nulla di grande

ma tuttavia realizza la grandezza.

(Tao-Teh-Ching, 63)


Non dimentichiamoci mai che nel processo di attirare più vicino a Sé il devoto

Dio lo metterà sempre alla prova, talvolta intensamente!

Questo gioco delle prove va sempre avanti per separare i vincitori

da quelli che devono ritentare ancora.

(G. Venkataraman)


Noi esseri umani esistiamo nella nostra forma attuale da circa cento mila anni.

Credo che, se nel corso di tutto questo tempo la mente umana fosse stata controllata

soprattutto dalla rabbia e dall'odio, la popolazione umana mondiale sarebbe diminuita.

Ma oggi, malgrado tutte le guerre che ci sono state,

vediamo che la popolazione umana è più numerosa che mai.

Ciò è per me un chiaro indizio che l'amore e la compassione predominano nel mondo.

Ed ecco anche perché gli eventi sgradevoli sono «notizie»:

le attività compassionevoli sono tanto parte della vita quotidiana

da essere date per scontate e, pertanto, in gran parte ignorate. 

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Va' a una festa: ascolta le risate, quelle voci incerte che rivelano

che il divertimento sta in superficie e sotto c'è il timore;

senti la tensione, senti la pressione;

nessuno si distende realmente, stanno simulando.

 

Va' a una partita di calcio: osserva i tifosi sulle gradinate;

osserva le esplosioni irrazionali di rabbia;

osserva la frustrazione incontrollata che ribolle

mascherata da un'apparenza di entusiasmo o di spirito di squadra;

fischi, berci e tracotanza in libertà in nome della fedeltà alla squadra;

ubriachezza, risse sugli spalti.

 

Queste sono persone che cercano disperatamente

di allentare la tensione interiore.

 

Queste non sono persone in pace con se stesse.

 

Guarda il telegiornale; ascolta i testi delle canzoni popolari:

troverete lo stesso tema che si ripete continuamente con poche variazioni;

gelosia, sofferenza, scontento e sforzo.

La vita sembra una lotta continua,

un enorme sforzo contro la probabilità di vacillare.

 

E qual è la nostra soluzione per tutto questo malcontento?

Rimaniamo incastrati nella sindrome del «se solo...»

(Henepola Gunaratana)


L' acqua scorre dal livello più alto a quello più basso.

Anche la Grazia di Dio si comporta allo stesso modo e scorre verso il basso,

riversandosi su coloro che sono piegati dall'umiltà.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non cercate le differenze negli altri,

cercate invece le somiglianze,

che vi uniranno gli uni agli altri

e vi daranno la Pace Eterna.

(Padre Max)


I desideri soddisfatti, come l'acqua salata, fanno venire più sete.

(Milarepa)


Impara dall'acqua:

i torrentelli di montagna,

tra fessure e orridi,

scorrono chiassosi,

ma i grandi fiumi

fluiscono in silenzio.

(Sutta Nipâta, 720)


Leggono i quattro Veda,

leggono e rileggono i libri della dottrina

e non sanno che cosa sia la spiritualità,

come il cucchiaio non conosce il sapore del brodo.

(Subhashitavali)


Soltanto chi si incammina verso le cose ultime è un pellegrino.

In questo sta la tremenda differenza fra un pellegrino e un turista.

 

Il turista viaggia soltanto molto lontano, a volte con zelo e grande coraggio,

in cerca di qualcosa da raccattare (una serie di avventure, un racconto meraviglioso o due);

ma quando torna è la stessa persona di quand'è partito.

C'è qualcosa d'inesprimibilmente triste nel mucchio di effetti personali

che un turista toglie dai bagagli quando ritorna a casa.

 

Il pellegrino è diverso. È risoluto a tornare diverso da come è partito.

Il pellegrinaggio è un passaggio sottile e rischioso.

Il pellegrino - la metafora ci viene da periodi distanti nel tempo -

dev'essere preparato a liberarsi delle scorie della personalità

o perfino del corpo come di un abito consunto.

 

Un proverbio buddista dice che

«esiste il viaggio ma non il viaggiatore».

 

Per il pellegrino la strada è la casa;

giungere a destinazione sembra quasi illogico.

(Andrew Schelling)


Un cane non è considerato un bravo cane perché abbaia bene.

Una persona non è considerata una brava persona perché parla bene.

(Milindapañña)


Tre uomini, in tre occasioni differenti,

andarono nella giungla e videro un camaleonte:

«Il camaleonte è rosso», disse il primo.

«No, il camaleonte è verde», disse il secondo.

«Non diciamo sciocchezze! Il camaleonte è marrone», disse il terzo.

I teologi sono come questi tre uomini.

(Parabola indù)


'Il Signore rispose:
"Arjuna! La gente pensa che sia sufficiente adorare una Divinità con forma ed attributi.
Questa disciplina sarà solo di qualche aiuto
e guiderà la persona lungo la strada per un po' di tempo,
ma il Signore non concederà la Liberazione soltanto per questo".
Chi aspira alla Liberazione deve innanzitutto rinunciare all'attaccamento al corpo,
cosa senza la quale è impossibile ottenere lo stadio Atmico.
L'identificazione con il corpo è l'espressione dell'ignoranza.
L'Atma dev'essere sperimentato come distinto da Prakriti [la materia, insenziente].
La contemplazione di Dio al di sopra ed al di là di tutti gli attributi
è necessaria per l'ottenimento di Moksha (liberazione)'.
(Sri Sathya Sai Baba: Gita Vahini: pgg 196-202)

Attraverso i secoli, l'uomo ha cercato la liberazione
e si è battuto per sconfiggere la schiavitù.
Ma egli non valuta correttamente ciò da cui si deve liberare
e da quale tipo di schiavitù si deve sciogliere.
Alcuni non sono neanche consapevoli di essere imprigionati e incatenati.
A causa di ciò non fanno alcun tentativo per liberarsi.
La prigione è forse costituita della famiglia, della moglie e dei figli?
O sono forse la ricchezza e le proprietà a costituire gli impedimenti?
O sono forse le attrazioni e le avversioni i vincoli che lo sottomettono?
No, nessuna delle cose elencate incatena l'uomo.
La catena più opprimente che limita i suoi sentimenti e le sue azioni
è costituita dall'ignoranza di Ciò che egli è realmente.
(Sri Sathya Sai Baba: Discorsi 1983: 1° Discorso: §7)

Il lavoro compiuto senza pensare né desiderare il profitto che se ne può ricavare,
ma solo per amore o per senso del dovere, è Yoga:
uno yoga che distrugge la natura animalesca dell'uomo
e lo trasforma in un essere divino.
(Vidya: Cap.8°, § 1)

Una volta udii la storia di un tale che fece visita al paradiso e all'inferno.

In entrambi posti vide molte persone sedute attorno a tavole imbandite con ogni ben di Dio.

In entrambi i posti, a ogni commensale,

alla mano destra erano state legate bacchette lunghe più di un metro,

mentre la sinistra era legata alla sedia.

All'inferno, per quanto i commensali allungassero le braccia,

le bacchette erano troppo lunghe perché potessero portarsi il cibo alla bocca;

divennero impazienti e alla fine si ritrovarono in un groviglio di mani e bacchette,

mentre le prelibatezze erano sparse un po' dappertutto sulla tavola.

In paradiso, invece, i commensali felici usavano le lunghe bacchette

per imboccare qualcun altro col suo cibo favorito e,

a sua volta, nello stesso modo, veniva imboccato dagli altri.

Tutti gustavano il loro pasto in armonia.

(Shundo Aoyama, sacerdotessa zen)


Aggrappati ai piedi di un maestro che possa metterti davanti a te stesso.

(Swami Veda Bharati)


Mentre girava per il bazaar e guardava gli oggetti in vendita in un negozio,

un pellegrino disse alla propria mente:

«O mente, di te si dicono meraviglie. Mostrami uno dei tuoi miracoli!».

Di lì a poco un uomo che vendeva miele intinse un dito nel miele e lo strisciò sul muro.

Immediatamente dozzine di mosche cominciarono a ronzare vicino al muro per mangiare il miele.

In pochi minuti se ne radunò un numero impressionante.

Una lucertola vide le mosche e s'avventurò allo scoperto per mangiarle.

La vide un gatto, che le balzò addosso e se la pappò in un boccone.

Un cane, vedendo il gatto, lo inseguì e lo uccise.

Ma era il gatto del negoziante, e questi, preso dalla rabbia, percosse il cane con un bastone.

Il cane apparteneva a un cliente, che si infuriò e cominciò a litigare col negoziante finché non vennero alle mani.

I negozianti vicini corsero a dar man forte al negoziante mentre altri passanti si schierarono col cliente.

Ne venne fuori una rissa che coinvolse tutto il bazar.

Mentre accorrevano le guardie, richiamate dal clamore e dal parapiglia,

la mente disse al pellegrino: «Ecco fatto!»

(Parabola indù)


L'essenziale è invisibile agli occhi,

non si vede bene che col cuore.

(Saint Exupéry)


Il malvagi vedono questo universo come un inferno,

i parzialmente buoni lo vedono come un paradiso,

mentre gli esseri evoluti lo percepiscono come Dio stesso.

Il velo cade dagli occhi solo quando si vede questo universo come Dio;

è allora che l'uomo, purificato e mondato,

s'accorge che la sua intera visione è cambiata.

(Vivekananda)


La fede è la radice della spiritualità.

Se credete che Dio esista, Egli esiste.

Se non ci credete, per quanto riguarda voi,

Dio non esisterà.

(Shri Sathya Sai Baba)


Di tutte le paure dell'uomo
quella della morte è la più forte,
ma anche la più sciocca.

(Shri Sathya Sai Baba)


La gloria è insita nel tentativo di raggiungere il proprio obiettivo

e non nel suo raggiungimento.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1942)


Prima di parlare, chiediti:

è gentile, è necessario, è vero,

è meglio del silenzio?

(Kirpal Singh)


Prego per tutti noi, oppressore e amico,

che insieme si possa riuscire a costruire un mondo migliore

attraverso l'amore e l'umana comprensione,

e che in tal modo si possano ridurre

il dolore e la sofferenza di tutti gli esseri viventi.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


In natura c'è un'unità fondamentale

sottostante a tutta la diversità che vediamo attorno a noi.

Le religioni sono state date all'umanità

per accelerare il processo di realizzazione

di questa unità fondamentale.
(Mohandas Karamchand Gandhi)


L'espressione del vuoto è amore,

perché vuoto significa «vuoto di sé».

Quando non c'è alcun sé, non c'è nessun altro.

La dualità è creata dall'idea di sé, dell'io, dell'ego.

Quando non c'è un sé, c'è unità, comunione.

E senza il pensiero di "io amo qualcuno",

l'amore diventa la naturale espressione di quell'unità.

(Joseph Goldstein)


Chi ha troppe cose da fare

vive in una tinozza

e non nel mare.

(Detto orientale)


La voce umana non potrà mai raggiungere la distanza coperta

dalla quieta piccola voce della coscienza.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1922)


In verità, la fede nei propri piani e metodi è davvero messa alla prova

quando non si ha davanti altro che un orizzonte buio pesto.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1924)


L'amore mai non chiede e mai non dà;

l'amore non soffre, non si risente, non si vendica.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1925


Le creature che abitano questa terra - siano essi animali o esseri umani - sono qui per contribuire,

ciascuno nel suo modo particolare, alla bellezza e alla prosperità del mondo.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


È nell'amore che la religione esiste e consiste e non nelle cerimonie: nel puro e sincero amore del cuore.

Se una persona non è pura di corpo e di mente, tutto il suo andare al tempio per adorare Shiva è inutile.

Shiva risponderà alle preghiere dei puri di cuore mentre le invocazioni di coloro che,

pur essendo impuri, cercano di insegnare la religione agli altri, non andranno a buon fine.

Il culto esteriore è solo un simbolo del culto interiore,

ma il culto interiore e la purezza sono le cose veramente importanti.

Senza di esse il culto esteriore non è di alcun valore.

(Vivekananda)


Condizionata dalla passione, la mente non è libera;

condizionato dall'ignoranza, il discernimento non si sviluppa.

Pertanto lo svanire della passione è la liberazione della consapevolezza;

lo svanire dell'ignoranza è la liberazione del discernimento.

(Anguttara Nikaya)


Abbandonando il discorso maligno, egli se ne astiene;

non ripete altrove ciò che ha udito qui per dividere (quelle persone) da queste,

né ripete a queste persone ciò che ha sentito altrove, in modo da dividere (queste persone) da quelle;

così egli è come colui che riunisce coloro che sono divisi, un promotore di amicizia,

che gode della concordia, gioisce della concordia, si compiace della concordia

e proferisce parole che promuovono la concordia.

(Majjhima Nikaya)


Pericolose conseguenze seguiranno se i politici e governanti dimenticano i principi morali;

sia che crediamo in Dio oppure nel karma, l'etica è il fondamento di ogni religione.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Attaccamento è insistere a essere "qualcuno";

non-attaccamento è esser liberi di essere nessuno.

Essere "qualcuno" vuol dire essere compresi nel ruolo,

impulsivi, in balìa del pensiero,

identificati col corpo, che è nato, invecchia, muore,

soffre tormento, dolore, dispiaceri, depressione, ansia.

L'angoscia emerge quando "qualcuno" nasce.

(Stephen Batchelor)


Tutte quelle disgustose persone religiose ingannano prima se stesse e poi tutti gli altri,

vivono sulla credulità e dabbenaggine della gente, fanno una vita facile,

vendono merce scadente e promettono una merce buona

che non potranno mai consegnare.

Ma voi volete credere a tutte queste assurdità:

è una riflessione sulla vostra intelligenza,

che casca in tutte le stronzate cui vi esponete.

(U. G. Krishnamurti)


Un ufficiale di basso rango pensa spesso alle regole;

un vecchio generale non parla di soldati.

(Proverbio zen)


Contrariamente a quanto alcune persone potrebbero credere,

non c'è nulla di male nell'esperienza del piacere e del godimento.

Quel che è sbagliato è il modo confuso con cui ci aggrappiamo a questi piaceri,

trasformandoli così da una fonte di felicità in una fonte di dolore e di malcontento.

(Lama Thubten Yeshe)


Uccidere il Buddha quando lo si incontra

significa superare il mito del maestro,

il mito del guru, il mito dello psicoterapeuta;

significa rinunciare al ruolo di discepolo

e distruggere la speranza che qualcun altro, all'infuori di noi,

possa essere il nostro padrone.

(Sheldon B. Kopp)


Avendo rinunciato a ogni desiderio egoistico,

ha trovato riposo nel Brahman.

La sapienza è il bordone che lo sostiene.

Coloro che prendono il bastone del mendicante

mentre sono ancora in balia dei sensi

non possono sfuggire a enormi sofferenze.

L'uomo illuminato conosce questa verità della vita.

(Paramahamsa Upanishad)


Questa è la mia semplice religione:

non c'è bisogno di templi,

non ci vogliono complicate filosofie.

Il nostro cervello e il nostro cuore

sono il tempio, la gentilezza è la filosofia.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


In Occidente c'è il mito che libertà voglia dire licenza di seguire i desideri dovunque portino.

Invece, finché si è dominati dagli impulsi, finché si è pieni di desideri,

attrazioni e repulsioni, non si è affatto liberi, bensì schiavi.

La libertà non si ottiene con la capacità di realizzare determinate azioni esteriori;

la vera libertà è un modo d'essere interiore.

Una volta raggiunta, nessuna situazione al mondo può impedire o limitare la libertà.

È in questo contesto che dobbiamo comprendere i precetti e le regole morali.

(Jack Kornfield)


È sconsigliabile essere troppo sicuri della propria saggezza.

È salutare invece ricordarsi a che i più forti possono indebolirsi

e che i più saggi possono sbagliare.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Si dice che ci siano solo due tragedie nella vita:

non ottenere ciò che si vuole, e ottenerlo.

(Bhante Henepola Gunaratana)


Il cuore della pratica del Dharma consiste nel liberarsi dagli attaccamenti di questa vita;

mette a fuoco la più profonda aspirazione a ottenere una completa libertà dallo scontento

tramite l'emendazione della mente da afflizioni come la confusione, l'attaccamento e la rabbia.

In un senso più ampio, la pratica del Dharma concerne il servizio agli altri,

nel senso di attenzione ai loro bisogni sia provvisori che ultimi.

Ciò vuol forse dire che chi si impegna nel Dharma improvvisamente deve rinunciare a tutti i piaceri terreni

- basta con le vacanze, coi divertimenti, coi piaceri dei sensi? - No.

Se uno tenta questo approccio, solitamente ottiene il solo risultato di bruciarsi spiritualmente;

e il contraccolpo più comune è un'indulgenza alla sensualità parimenti estrema.

Per questo motivo, la pratica del Dharma buddista è detta spesso la Via di Mezzo,

perché cerca di evitare gli estremi dell'indulgenza nel piacere dei sensi e dell'ascetismo più severo.

Il primo porta a un perpetuo malcontento e il secondo a seri danni alla salute fisica e mentale...

La Via di Mezzo è un impegno ragionevole, che non è lassismo né aggressività;

da questa pratica si ricavano, infine, una soddisfazione e un piacere crescenti

nell'attività virtuosa che risulta dalla nostra trasformazione spirituale.

(B. Alan Wallace)


Nulla si crea, nulla si distrugge.

Falla finita col dualismo,

con ciò che ti garba e ciò che non ti  garba.

Ogni cosa è soltanto l'unica mente.

Quando avrai percepito questo,

sarai montato sul carro del Buddha.

(Huang-Po)


Perché fiorisca una vera trasformazione spirituale

dobbiamo guardare oltre la tendenza all'auto-flagellazione mentale.

La spiritualità basata sull'odio di sé si trasforma in martirio.

La moralità sostenuta dall'odio di sé si trasforma in rigida repressione.

L'amore per gli altri, senza il fondamento nell'amore per noi stessi,

si trasforma in una perdita del senso del limite,

in co-dipendenza e in una dolorosa e inutile ricerca d'intimità.

Ma quando, con la meditazione, ci mettiamo in contatto con la nostra vera natura,

possiamo permettere anche agli altri di trovare la loro.

(Sharon Salzberg)


In Occidente c'è il mito che libertà voglia dire licenza di seguire i desideri dovunque portino.

Invece, finché si è dominati dagli impulsi, finché si è pieni di desideri, attrazioni e repulsioni,

non si è affatto liberi, bensì schiavi.

La libertà non si ottiene con la capacità di realizzare determinate azioni esteriori;

la libertà è un modo d'essere interiore.

Una volta raggiunta, nessuna situazione al mondo può impedire o limitare la libertà.

È in questo contesto che dobbiamo comprendere i precetti e le regole morali.

(Jack Kornfield)


Come le acque dei fiumi vanno e non ritornano,

così i giorni e le notti, trascinando con sé la vita dei mortali.

(Maharamayana)


I desideri soddisfatti, come l'acqua salata, fanno venire più sete.

(Milarepa)


Stai attento, perché se lo sforzo è eccessivo porta allo sfinimento

e se è insufficiente porta alla pigrizia.

Perciò sii fermamente determinato ad adottare la via di mezzo,

evitando di sforzarti troppo o troppo poco,

ma riconoscendo che la fede, l'energia,

la consapevolezza, la concentrazione e la saggezza

sono i frutti di un impegno sereno ed equilibrato.

(Dai «Detti degli anziani», Theragatha)


Kutadanta accusò il Buddha:

«M'hanno detto che insegni la legge e la via della vita, eppure disprezzi la religione.

I tuoi seguaci abbandonano i riti e snobbano i sacrifici.

Ma la reverenza per gli dei si può mostrare solo coi sacrifici.

La vera natura della religione è adorazione e sacrificio».

Il Buddha rispose:

«Più grande del massacro di manzi è il sacrificio dell'io.

Colui che offre in sacrificio i propri desideri morbosi

comprende l'inutilità di codesto macello d'animali sull'altare.

Il sangue non pulisce, ma sporca.

La rinuncia alle azioni dannose, invece, rende il cuore integro.

Seguire la via della rettitudine è meglio che adorare gli dei».

(Kutadanta-sutta, DN V)


Coloro che seguono una ricerca interiore per acquisire poteri,

percezioni extrasensoriali, esperienze trascendenti,

non sono affatto diversi da quelli che vogliono più soldi e più piaceri sensoriali.

Questi vogliono il potere economico o politico,

quelli i poteri trascendenti, ma la mente è la stessa.

(Vimala Thakar)


Non si può far a meno di ridere e persino d'essere apparentemente irriverenti

quando si constata la fantastica sovrastruttura di superstizione e di mistero

costruita intorno alla fondamentale semplicità del fatto che la verità è!

(Ramesh Balsekar)


Se l'elemento del cercatore di verità non esistesse in tutti gli esseri,

non ci sarebbe repulsione per la brama di sensazioni,

né potrebbe esserci il desiderio del nirvâna,

né la ricerca di esso, né la risoluzione di conseguirlo.

(Visuddhi Magga)


C'è soltanto uno stato.

Se corrotto e alterato dall'auto-identificazione

è conosciuto come individuo;

se è solo tinto dal senso della presenza,

della coscienza animata,

è la testimonianza impersonale;

se resta nella sua originaria purezza,

senza macchia e senza colore nel suo riposo primordiale,

è l'assoluto.

(Ramesh Balsekar)


«Sebbene il nibbâna esista, ed esista la via per arrivarci,

ed esista anch'io per dare le necessarie istruzioni,

alcuni dei miei seguaci giungono alla meta, e altri no.

Non posso farci nulla.

Tutto quel che posso fare è indicare la via».

(Majjhima Nikaya)


Quanto sconfinato e libero è il cielo della consapevolezza!

Quant'è luminosa la luna piena della saggezza!

In verità, c'è qualcosa che manca adesso?

Il nirvana è proprio qui, davanti ai nostri occhi;

questo stesso posto è la Terra del Loto;

questo stesso corpo è il Buddha!

(Hakuin Zenji)


Una delle cose che sono giunto a comprendere

è che il risveglio diventa possibile

quando si accetta l'idea che non possa essere «conseguito».

Le dottrine, i processi e i sentieri graduali di ricerca del risveglio

non fanno altro che esacerbare il problema che pretendono di risolvere,

rafforzando l'idea che l'io possa trovare qualcosa che ha perduto.

È questo stesso sforzo, questo investimento nell'identità dell'io

che continua a ricreare l'illusione della separazione dall'unità.

Questo è il velo che crediamo esista. È il sogno dell'individualità.

(Tony Parsons)


La mente è il nucleo del samsâra e del nirvâna.

(Lama Thubten Yeshe)


Quando una persona si esercita in questa concentrazione [sul respiro],

diventa molto tranquilla, lucida di mente e di corpo.

Dopo essersi esercitata per un determinato periodo,

può venire il momento in cui si rende conto che questo corpo,

apparentemente solido, è sostenuto solo dal respiro

e che perisce quando il respiro cessa.

Allora realizza pienamente l'impermanenza.

Laddove c'è un cambiamento,

non può esserci un sé permanente

o un'anima immortale.

(Anapanasati-sutta)


Non c'è che un respiro a separare questa vita da quella a venire.

Non sapendo se sarò ancora qui domattina,

perché cercare di ingannare la morte

con dei progetti per un futuro permanente?

(Milarepa)


Una delle cose più difficili da imparare

è che la consapevolezza non dipende da alcuno stato emozionale o mentale.

Abbiamo dei preconcetti sulla meditazione,

per esempio che sia una cosa per persone tranquille,

che si muovono lentamente, da farsi in caverne silenziose.

Queste sono circostanze favorevoli all'apprendimento,

che si creano per facilitare la concentrazione e per imparare l'arte della consapevolezza.

Ma una volta imparato, tuttavia, si può anche fare a meno

delle restrizioni tipiche dell'addestramento e, anzi, dovreste proprio farlo.

Non c'è bisogno di muoversi a passo di lumaca per essere consapevoli;

non c'è bisogno nemmeno di star calmi.

Si può essere coscienti mentre si risolve un difficile problema di calcolo;

si può essere coscienti in mezzo a una mischia di palla ovale;

si può essere coscienti nel mezzo di una furia incontenibile.

Le attività fisiche e mentali non sono d'ostacolo alla consapevolezza.

Se vi pare che la vostra mente sia estremamente attiva,

allora osservate semplicemente la natura e il grado di quest'attività:

è solo una parte del temporaneo spettacolo interno.

(Henepola Gunaratana)


Prima di morire, Milarepa diede le ultime istruzioni ai discepoli convenuti. Disse:

«Quando morirò ... non costruite statue e stupa in mia memoria; alzate, invece, il vessillo della meditazione.

Rifiutate tutto ciò che incrementa l'aggrappamento all'ego o ai veleni interiori, anche se sembra un bene.

Fate ciò che porta beneficio agli altri, anche se sembra un male.

Questa è la vera via del dharma.

Poiché la vita è breve e il momento della morte è sconosciuto, dedicatevi interamente alla meditazione.

Agite in modo saggio e coraggioso secondo la vostra innata intuizione, anche a costo della vita.

In breve, comportatevi in modo di non dovervene vergognare».

(Chögyam Trungpa)


Vivi nel mondo come un'anatra, che sta nell'acqua ma se la scrolla via.

Vivi nel mondo come una tinca, che vive nel fango, ma ha le squame sempre pulite e lucenti.

(Ramakrishna)


Abbandonato il pettegolezzo, se ne astiene;

parla al momento giusto, parla dei fatti, parla di ciò che è bene, parla del Dhamma e della disciplina;

al momento giusto dice parole che vale la pena di ricordare, sensate, moderate e utili.

(Majjhima Nikâya)


Non aggrapparti alla tua comprensione.

Anche se capisci qualcosa, dovresti chiederti se ci possa essere qualcosa che non hai completamente inteso,

o se ci può essere qualche altro significato ancora più profondo.

(Dogen)


O Krishna, Incantatore di cuori, sollevatore di montagne, sento il tuo flauto che mi chiama:

devo venire da te per la via segreta attraverso l'erba alta?

(Mirabai)


Ogni singola cosa nasce dal cuore capriccioso, cantava il Saggio.

Così nei tre mondi non c'è nulla di pericoloso come il cuore.

(Santideva, Bodhicaryavatara)


Quali che siano gli spiriti qui riuniti, della terra o del cielo,

possano essere tutti felici e ascoltare attentamente ciò che dico.

Pertanto, spiriti, vogliate stare tutti bene attenti:

iate amichevoli verso gli esseri umani che giorno e notte vi portano le loro offerte;

proteggeteli, quindi, con grande attenzione.

(Ratana-sutta)


Nessuno può morire; nessuno può essere disprezzato per sempre.

La vita non è che un parco giochi, per quanto duro possa essere il gioco.

Tuttavia per quanti colpi si possano prendere e per quanto abbattuti si possa essere,

la nostra vera natura non viene mai colpita. Noi siamo quell'infinito.

(Vivekananda)


Anche se l'educazione morale assume molte forme, l'etica dell'abbandono delle dieci non-virtù ne è la base.

Delle dieci non-virtù, tre riguardano gli atti del corpo, quattro gli atti verbali e tre gli atti mentali.

Le tre non-virtù mentali sono:

 

1) la brama: il pensiero: «Voglio che ciò sia mio», ovvero desiderare qualcosa che appartiene ad altri;

2) l'intento nocivo: è il desiderio di far del male agli altri, che si tratti di male di grande o di piccola entità;

3) le convinzioni sbagliate: considerare qualcosa di esistente - come, ad esempio la rinascita, la legge di causa ed effetto, o i Tre Gioielli -, come inesistenti.

 

L'opposto di queste dieci non-virtù sono le dieci virtù e l'impegno nella loro attuazione è detto pratica dell'etica.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Sarebbe una bella cosa se ci vedessimo come ci vedono gli altri, ma per quanto ci possiamo provare,

non riusciamo a conoscere a fondo noi stessi, specialmente il nostro lato oscuro.

È una cosa che possiamo fare solo se non proviamo risentimento per i nostri critici

e diamo attenzione tutto ciò che essi hanno da dire su di noi.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Tutte le religioni del mondo, sebbene possano differire per altri aspetti,

sono d'accordo nel proclamare che in questo mondo non vive altro che la verità.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1927)


Colui che si crede diverso dal guru è nella dualità;

quindi voglio mettere l'accento ancora una volta su questo dato di fatto che,

se si è legati all'esistenza fisica di qualsiasi guru, non si può ottenere la liberazione.

La mente è dentro e anche i pensieri sono dentro.

Colui che, dentro, fa le domande è il discepolo e colui che, sempre dentro, risponde, è il guru.

Quando chi fa le domande ottiene risposte soddisfacenti a tutte le domande, diviene silente.

Quando la mente non avrà più domande

e non avrà più alcun desiderio di conoscere alcunché, diverrà silente.

Questo stato di silenzio è noto come l'unione del guru e del discepolo.

(Baba Faqir Chand)


Come nuvole sono spazzate via dal vento,

la sete di piaceri materiali è tacitata dalla pronuncia del nome del Signore.

(Sri Sarada Devi)


Ci vuole un certo grado di armonia fisica e di comodità,

ma al di sopra di un certo livello diventa un ostacolo anziché un aiuto.

Pertanto, l'ideale di creare un numero illimitato di bisogni da soddisfare

sembra un'illusione e una trappola.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Mi stai cercando? Sono nel sedile accanto. La mia spalla tocca la tua.

Non mi troverai negli stupa, né nelle cappelle, né nelle sinagoghe, né nelle cattedrali:

nemmeno nelle masse o nei canti votivi, né mettendoti le gambe attorno al collo

o non mangiando altro che vegetali.

Quando davvero mi cercherai, mi vedrai all'istante.

Mi troverai nella più piccola casa del tempo.

Kabir dice: discepolo, dimmi, che cos'è Dio?

Egli è il respiro dentro il respiro.

(Kabir)


Finché traete aiuto interiore e conforto da una cosa, tenetela.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Che io non preghi per essere al riparo dai pericoli, ma per avere il coraggio di affrontarli.

Che io non preghi perché venga lenito il mio dolore, ma per riuscire a superarlo.

Che io non mi affidi agli alleati sul campo di battaglia della vita, ma piuttosto alla mia propria resistenza.

Che io non brami mai, angosciato di paura, d'essere salvato, ma speri piuttosto nella pazienza necessaria a conquistare la mia libertà.

Fa' che io non sia un vigliacco, e non riconosca la tua misericordia solo nel successo,

ma fammi trovare la stretta della tua mano nel fallimento.

(Rabindranath Tagore - 1861-1941)


La mitezza, l'autocontrollo, il sacrificio e la generosità non sono il retaggio esclusivo di alcuna razza o religione.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1930)


Vedo le persone che parlano di religione litigare costantemente l'una con l'altra.

Indù, musulmani, Brahmi, Shakta, Vaishnava, Shaiva, tutti litigano l'uno con l'altro.

Non hanno l'intelligenza per capire che colui che è chiamato Krishna è anche Shiva e  la Shakti primigenia,

e che è lui, ancora una volta, che si chiama Gesù e Allah.

"Vi è un solo Rama e ha un migliaio di nomi".

(Ramakrishna)


I corpi vengono e vanno, come gli abiti.

(Shankaracharya)


Ogni giorno prego che ogni miseria nel mondo venga sradicata: che la comprensione trionfi sull'ignoranza;

che la generosità trionfi sull'indifferenza; che la fiducia trionfi sul disprezzo; che la verità trionfi sulla falsità.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Colui le cui carni io divoro in questa vita, divorerà le mie nella prossima.

(Manu, MS V, 55)


Se non seguite qualcuno vi sentite molto soli. E allora siate soli! Perché avete paura di star soli?

Perché siete a faccia a faccia con voi stessi così come siete e vi trovate vuoti,

ottusi, stupidi, sgradevoli, colpevoli, ansiosi - un'entità secondaria, scadente, di seconda mano.

Affrontate questa realtà: guardatela, non fuggitela. Nel momento in cui fuggite comincia la paura.

(Krishnamurti)


Una donna ha al collo una collana, ma si dimentica di averla e immagina d'averla persa.

Così si mette febbrilmente a cercarla di qua e di là, dappertutto.

Non trovandola, chiede a tutti gli amici se l'abbiano vista, finché un amico gentile

non le indica il collo e le dice di toccare con mano lei stessa la collana che indossa.

La donna obbedisce e prova una felicità immensa per averla ritrovata.

In seguito, quando incontra gli altri amici che le chiedono se abbia ritrovato la collana, risponde di sì,

e racconta di come avesse creduto d'averla perduta e invece l'abbia successivamente ritrovata.

La felicità provata nel ritrovarsela al collo è pari alla felicità che avrebbe provato ritrovando

un bene effettivamente perduto, ma, in effetti, non l'ha mai persa né recuperata.

Tuttavia prima era disperata e adesso è felice.

La stessa cosa avviene con la realizzazione della propria vera natura.

(Ramana Maharshi)


Tra marito e moglie non ci devono essere segreti. Ho un'alta stima del legame matrimoniale.

Sono convinto che marito e moglie si fondono l'uno nell'altro: sono uno in due o due in uno.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


I grandi insegnamenti, all'unanimità, danno risalto al fatto che tutta la pace,

la saggezza e la gioia dell'universo sono già dentro di noi;

non dobbiamo guadagnarle, svilupparle o raggiungerle.

Come un bambino che stia in un magnifico parco con gli occhi strettamente chiusi,

non abbiamo bisogno di immaginare gli alberi, i fiori, i cervi, gli uccelli e il cielo;

dobbiamo soltanto aprire gli occhi e vedere che cosa c'è già qui, che cosa siamo già,

non appena smettiamo di fingere di essere piccini o peccatori.

Si potrebbe definire quasi tutta la pratica spirituale semplicemente come esserci,

identificare e arrestare, identificare e arrestare, identificare e arrestare:

identificare le innumerevoli forme di illusione che indossiamo e darsi il coraggio di arrestarle tutte.

A poco a poco, in profondità dentro di noi, il diamante si lustra, gli occhi si aprono,

l'alba si mostra e noi ci trasformiamo in ciò che siamo già. Tat twam asi: Tu sei quello!

(Bo Lozoff)


Non può esserci continuità nell'esistenza.

La continuità implica un'identità nel passato, nel presente e nel futuro.

Ma una tale identità è impossibile,

dato che gli stessi oggetti con cui ci si identifica fluttuano e cambiano.

La continuità, la permanenza, non sono che illusioni create dalla memoria,

pure proiezioni mentali d'un modello laddove non può esserci alcun modello.

Il tempo è nella mente, lo spazio è nella mente.

In realtà il tempo e lo spazio esistono in te; non sei tu ad esistere in loro.

Sono modi della percezione, ma non sono gli unici.

Il tempo e lo spazio sono come parole scritte sulla carta;

la carta è reale, ma le parole sono solo una convenzione.

Tutta l'esistenza è immaginaria. Il tempo è infinito, benchè limitato,

l'eternità avviene nello spaccato del momento presente.

La manchiamo perché la mente fa la spola fra il passato e il futuro

e non si ferma a mettere a fuoco il presente.

Ma questa è una cosa che si può fare abbastanza facilmente, se si desta l'interesse.

(Nisargadatta Maharaj)


Dio a volte mette duramente alla prova coloro che desidera benedire.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1931)


Perché aspettare? Che cosa stai aspettando esattamente?

Qualcuno cui dare ciò che hai sempre desiderato?

Un treno che venga giù dal cielo per portarti dei doni?

Ma nulla di ciò che potrebbe accadere potrebbe mai essere buono e prezioso quanto te.

Ciò che ti trattiene dall'essere, dall'essere presente, non è altro che la speranza nel futuro;

la speranza in qualcosa che deve accadere tiene in vita una certa fantasia sul futuro.

Ma questa è un miraggio; non ci arriverai mai.

Il miraggio ti trattiene dal vedere l'evidenza, la preziosità dell'essere.

È una grande distorsione, una grande incomprensione di ciò che può darti soddisfazione.

Quando insegui un miraggio stai rifiutando te stesso.

(A. H. Almaas)


Spiritualità significa risveglio. La maggior parte della gente dorme, anche se non lo sa.

Nascono addormentati, vivono addormentati, addormentati si sposano,

nel sonno crescono figli e, infine, muoiono addormentati senza mai svegliarsi.

Non comprendono mai l'incanto e la bellezza di ciò che chiamiamo esistenza umana.

 (Anthony de Mello)


Siamo responsabili di ciò che siamo e, qualunque cosa desideriamo essere,

abbiamo il potere di diventarlo.

Se ciò che siamo adesso è il risultato delle nostre azioni passate,

certamente ne consegue che qualunque cosa desideriamo essere in futuro

può essere prodotto dalle nostre azioni attuali;

così dobbiamo sapere come comportarci.

(Swami Vivekananda)


Il signor Prasad domandò se la forma regolare di controllo del respiro,

in cui si inala, si trattiene il respiro e si esala al ritmo di 1 : 4 : 2 non fosse il metodo migliore.

Bhagavan rispose: «Tutti questi ritmi respiratori, talvolta regolati non dal conteggio ma dai mantra,

aiutano a controllare la mente; questo è tutto.

Anche osservare il respiro è una forma di controllo del respiro.

Trattenere il respiro è più violento e può essere nocivo,

se non c'è un buon maestro a guidare il praticante a ogni passo;

ma la semplice osservazione del respiro è più facile e non comporta alcun rischio».

(Bhagavan Ramana Maharshi)


Se desiderate essere veri cooperatori del piano divino, il vostro primo obiettivo

dev'essere di liberarvi completamente d'ogni desiderio e dell'egoismo autoreferenziale.

Tutta la vostra vita dev'essere un'offerta e un sacrificio al Supremo;

il vostro unico scopo nell'azione sia di servire, ricevere, compiere,

trasformarvi in in uno strumento della manifestazione della divina Shakti in azione.

Dovete svilupparvi nella coscienza divina

finché non ci sarà differenza alcuna fra la vostra volontà e la sua,

nessuna motivazione tranne il suo impulso in voi,

nessuna azione che non sia la sua azione cosciente in voi e per vostro tramite.

(Sri Aurobindo)


Il cambiamento costante è la legge della vita e la persona che, per apparire coerente,

vuole sempre e comunque riaffermare i propri dogmi finisce per trovarsi in una posizione falsa.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1928)


Uno sforzo infaticabile e incessante è il prezzo da pagare per trasformare la fede in una ricca e infallibile esperienza.
(Mohandas Karamchand Gandhi, 1936)

"È il nostro proprio atteggiamento mentale che rende il mondo ciò che è per noi.

Il nostro pensiero rende le cose belle, i nostri pensieri rendono le cose brutte.

Il mondo intero è nelle nostre proprie menti".

(Swami Vivekananda)


Ho adorato la donna come l'incarnazione vivente dello spirito del servizio e del sacrificio.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1933)


Un oggetto si riflette: guardandolo vediamo due immagini, eppure c'è una cosa sola.

Nello stesso modo, questo mondo è un riflesso del non-nato.

Possiamo anche vedere due cose, ma in realtà ce n'è una sola.

(Jñaneshwar)


Io sono colui che tiene il corpo, tu sei colui che tiene il respiro.

Tu conosci il segreto del mio corpo, io conosco il segreto del tuo respiro.

Ecco perché il tuo corpo è nel mio.

Tu conosci e io conosco, Ramanatha, il miracolo del tuo respiro nel mio corpo.

(Devara Dasimayya)


Domanda: Se ognuno di noi è unico, ciò implica che il nostro "codice" di risveglio - ammesso che una tal cosa esista -

sia ugualmente unico, in modo che ciascuno di noi raggiunga quello stato in modo unico ed individuale.

 

U.G.: Esattamente. Questo è ciò che sto provando a mettere in risalto. Ci è semplicemente impossibile produrre illuminati in catena di montaggio.

Sapete, osservando la storia, perfino un Paese come l'India, che si vanta d'essere terra di spiritualità, non ha prodotto che pochissimi illuminati.

Si possono contare sulla punta delle dita. Ma, purtroppo, sul mercato, ci sono molti che millantano d'essere illuminati e d'essere in grado di illuminare chiunque.

C'è un mercato anche per questo genere di cose. La legge della domanda e dell'offerta è responsabile di ciò.

Ma, in realtà, un uomo illuminato o un uomo libero, se ce n'è uno, non è interessato a liberare o a illuminare qualcun altro.

E ciò perché non ha alcun modo di sapere se è un uomo libero, se è un illuminato.

Non è qualcosa che possa essere spartita con qualcuno, perché non risiede affatto nell'area dell'esperienza.

(Uppaluri Gopala Krishnamurti)


L'amicizia che si fonda sull'accordo in tutte le questioni non è degna di questo nome.

L'amicizia per essere reale deve sempre sostenere il peso di oneste differenze di opinione, per quanto aspre siano.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Le religioni sono strade differenti che convergono nello stesso punto.

Che cosa importa se prendiamo strade diverse a se poi raggiungiamo lo stesso obiettivo?

Credo che tutte le religioni del mondo siano più o meno vere.

Dico "più o meno" perché credo che tutto ciò che la mano dell'uomo tocca,

a causa del fatto stesso che gli esseri umani sono imperfetti, diventi imperfetto.

(Mohandas Karamchand Gandhi)

Maharaj: La dolcezza è la natura dello zucchero; ma la dolcezza c'è solo finché c'è lo zucchero.

Una volta che lo zucchero s'è consumato o è stato buttato via, la dolcezza non c'è più.

Nello stesso modo questa conoscenza "io sono," questa coscienza, questo senso o sentimento di essere, è la quintessenza del corpo.

E se quest'essenza del corpo se ne va, anche questo senso, il sentimento di essere, parimenti se ne va.

Questo senso di essere non può restare senza il corpo, proprio come la dolcezza non può restare senza la materia, che è lo zucchero.

 

Ospite: Allora, che cosa resta?

 

Maharaj: Quel che rimane è l'originale, che è incondizionato, senza attributi e senza identità:

ciò su cui questo provvisorio stato di coscienza e i tre stati, i tre guna, vengono e vanno.

Lo chiamano Parabrahman, l'imperituro. Questo è il mio insegnamento di base.

(Nisargadatta Maharaj)


Se continui a lavorare con la luce disponibile, incontrerai il tuo maestro, poiché lui stesso ti cercherà.

(Ramana Maharshi)


Quando l'austerità e la cortesia si aggiungono alla forza, questa diviene irresistibile.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1931)


Colla nascita e la caduta degli imperi, con la creazione dei vasti corpi di simboli che danno forma ai nostri sogni,

forgiando le magiche chiavi con cui dischiudiamo i misteri del creato;

con tutto ciò stiamo marciando di epoca in epoca verso la più completa realizzazione della nostra anima.

(Rabindranath Tagore - 1861-1941)


L'ego è come un bastone che divida l'acqua in due. Crea l'impressione che tu sei uno e io sono un altro.

Quando l'ego sparisce ti rendi conto che il Brahman è la tua stessa coscienza interiore.

(Ramakrishna)


La rottura di una promessa è un atto d'insolvenza, né più né meno quanto il rifiuto di pagare un debito.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1930)


Sono passati i giorni in cui disprezzavo i frutti del paradiso!

Oggi mi contenterei di campare di frutti del fico.

(Kalidasa)


Se non seguite qualcuno vi sentite molto soli. E allora siate soli! Perché avete paura di star soli?

Perché siete a faccia a faccia con voi stessi così come siete e vi trovate vuoti,

ottusi, stupidi, sgradevoli, colpevoli, ansiosi - un'entità secondaria, scadente, di seconda mano.

Affrontate questa realtà: guardatela, non fuggitela. Nel momento in cui fuggite comincia la paura.

(Jiddu Krishnamurti)


L'autorità morale non si preserva mai con i tentativi di trattenerla:

viene senza che la si cerchi e la si fa durare senza sforzo.

(Mahatma Gandhi, 1925)


Che noi tutti si sia abbastanza coraggiosi da morire come martiri,

ma senza alcuna smania di martirio.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1927)


Il grande maestro indiano Nisargadatta Maharaj una volta disse:

«La saggezza mi dice che sono niente.

L'amore mi dice che sono tutto.

Tra questi due fluisce la mia vita».

«Io sono niente».

non vuol dire che dentro di noi ci sia solo un terreno incolto e brullo.

Significa che, con consapevolezza,

ci apriamo a uno spazio libero e senza impedimenti,

senza centro né periferia - niente di separato.

Se siamo niente, non c'è niente che possa fare da barriera

alla nostra sconfinata espressione d'amore.

Così, essendo niente, siamo anche, inevitabilmente, tutto.

«Tutto» non significa un delirio di onnipotenza,

ma il riconoscimento decisivo dell'interconnessione; non siamo separati.

Entrambe le cose, sia lo spazio aperto e libero del «niente»

sia l'interconnessione del «tutto»

ci risvegliano alla nostra vera natura.

Questa è la verità con cui ci mettiamo in contatto quando meditiamo:

un senso di unità oltre la sofferenza.

È sempre presente;

dobbiamo soltanto riuscire ad accederle.

(Sharon Salzberg)


Perché aspettare? Che cosa stai aspettando esattamente?

Qualcuno cui dare ciò che hai sempre desiderato?

Un treno che venga giù dal cielo per portarti dei doni?

Ma nulla di ciò che potrebbe accadere potrebbe mai essere buono e prezioso quanto te.

Ciò che ti trattiene dall'essere, dall'essere presente, non è altro che la speranza nel futuro;

la speranza in qualcosa che deve accadere tiene in vita una certa fantasia sul futuro.

Ma questa è un miraggio; non ci arriverai mai.

Il miraggio ti trattiene dal vedere l'evidenza, la preziosità dell'essere.

È una grande distorsione, una grande incomprensione di ciò che può darti soddisfazione.

Quando insegui un miraggio stai rifiutando te stesso.

(A. H. Almaas)


La purificazione di sé, il cammino della ricerca spirituale,

non richiede più di isolarsi, di ritirarsi in un isolamento fisico.

Ad esempio, se volete imparare lo yoga, le asana, il pranayama,

andrete da qualche parte per sei mesi, nove mesi, un anno, ma questo non è isolamento.

Così come andate a scuola o all'università, potete andare nei centri di vipassanâ o di yoga,

e spendere un anno o due per apprendere.

La solitudine necessaria per imparare non è un ritirarsi, non è isolamento.

Anche su questo sentiero, l'apprendimento è necessario

e a questo scopo è necessario anche passare qualche tempo in solitudine,

ma l'interno e l'esterno sono la stessa cosa.

(Vimala Thakar)


Ciascuno di noi deve trovare la sua pace dentro di sé.

E la pace per essere reale deve essere indipendente dalle circostanze esterne.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1929)


Ridiamo degli sforzi che fa il cervo muschiato

per trovare la fonte del profumo che promana dal suo stesso corpo

e ci disperiamo per l'inanità dei nostri sforzi di trovare la pace

che è la nostra stessa natura.

(Ramakrishna)


Tu dormi ed entri nello stato di sogno. Nel sogno t'arrabbi e picchi qualcuno.

In quello stato le mani e il corpo si muovono come se effettivamente picchiassi qualcuno.

Ci sono persone che durante il sonno camminano.

Nel sogno puoi far sesso con una donna e avere una polluzione di liquido seminale.

Ora, rifletti: in effetti non c'era nessuno che tu potessi picchiare, così come non c'era alcuna donna,

ma è semplicemente successo che i tuoi pensieri e condizionamenti mentali

hanno prodotto i movimenti del corpo che hanno causato la polluzione.

Questo è il punto più importante da capire: se i condizionamenti mentali inconsci

e i pensieri involontari possono produrre tutto questo effetto sul tuo corpo,

quale potrà essere il risultato di pensieri intenzionali e deliberati?

(Baba Faqir Chand)


Fa' il tuo dovere, ma mantieni la consapevolezza della realtà ultima.

Prenditi cura di moglie, figli, padre e madre

e trattali come se fossero per te la cosa più preziosa;

ma sappi, nel tuo cuore, che non ti appartengono.

(Ramakrishna)


Oscuro, ascoltami: io sono una pazza visionaria.

Lacerata dalla separazione,

erro da un posto all'altro coperta di cenere e di pelli.

Il mio corpo si sta rovinando a causa tua.

Fuori di testa e disperata, vago di foresta in foresta.

O immortale non-nato, vieni a trovare la tua mendicante.

Poni fine al suo dolore con il tuo tocco delizioso.

Mira dice: Metti fine a questo andirivieni.

Lascia che io abbracci per sempre i tuoi piedi soavi.

(Mirabai)


C'era una volta un uomo stufo di prendersi cura del vecchio padre decrepito e malandato.

Così un bel giorno decise di seppellirlo vivo.

Prese con sé il vecchio padre e il giovane figlio e andò in un posto nascosto alla vista di tutti, dove cominciò a scavare.

Il lavoro di scavo andava avanti da qualche ora quando il figlio, che osservava con curiosità, gli chiese: «Babbo, che cosa fai?».

Il padre rispose: «Il tuo nonno è diventato vecchio e inutile. perciò sto per seppellirlo per non doverlo più accudire».

Il figlio, dopo aver ascoltato, s'allontanò un po' e cominciò a scavare pure lui. Il padre gli chiese che cosa stesse facendo.

Il figlio rispose: «Babbo, ora il nonno deve aspettare tutto questo tempo che tu finisca di scavare.

Io mi porto avanti adesso in modo da non doverti far aspettare

quando verrò a seppellirti perché sarai diventato troppo vecchio».

(Storia indiana)


La virilità consiste nel fare in modo che le circostanze ci siano utili.

Coloro che non fanno attenzione, periscono.

Capire questo principio non significa essere impazienti, né rimproverare il destino, né dare la colpa agli altri.

Chi capisce la dottrina dell'auto-aiuto incolpa se stesso del fallimento in cui incappa.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1936)


Non rimuginate sugli errori e i fallimenti passati,

poichè così colmerete soltanto la mente di dolore,

di rammarico e di depressione.

Non ripeteteli in avvenire e basta.

(Swami Sivananda)


Qualunque decisione pensiamo di prendere in realtà viene presa per conto nostro,

perché la decisione è il risultato finale di un pensiero

e noi non abbiamo alcun controllo sulla scaturigine del pensiero.

(Ramesh Balsekar)


La religione della non violenza non si rivolge solo ai saggi e ai santi, ma anche alla gente comune.

La non violenza è la legge della nostra specie, come la violenza è la legge dei bruti.

Lo spirito dorme nel bruto che non conosce altra legge se non quella del più forte.

La dignità dell'uomo esige la resa a una legge superiore, alla forza dello spirito.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Risulta che l'amore è la radice del dolore dell'anima;

in conseguenza dell'amore gli esseri umani concepiscono un attaccamento

e cadono preda del dolore.

(Bhâminîvilâsa)


Desideroso di vedere Maya, ottenni la grazia d'una visione:

una goccia d'acqua si gonfiò, diventò una fanciulla, poi una donna che partorì un figlio.

Appena nato, la madre lo prese e lo divorò.

Parecchi altri bambini nacquero e furono ugualmente divorati.

E tutto ciò che entrava nella sua bocca svaniva nel vuoto.

Essa mi mostrava così che tutto è nulla.

E sembrava dire: «Vieni a me, confusione! Vieni a me illusione!».

(Ramakrishna)


Gandhi insegnò che «dobbiamo essere il cambiamento che desideriamo vedere nel mondo».

Il cambiamento di sé ispira il cambiamento ad altri.

Poiché la consapevolezza, se esercitata, si diffonde come un'onda,

possiamo essere il sostegno della consapevolezza l'uno per l'altro

se impariamo ad arrestare la nostra mente che va sempre di corsa.

La nostra destinazione finale è la tomba. Che c'è da correre?

(Arun Gandhi)


Non pretendo di essere altro che un individuo semplice che rischia di sbagliare come tutti i mortali miei simili.

Ritengo, tuttavia,  di avere l'umiltà sufficiente per confessare i miei errori e per ritornare sui miei passi.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1926)


Tu non sei separato da quell'illusione, tu sei l'illusione.

Se un'illusione se ne va, viene sempre sostituita da un'altra illusione.

Perché? Perché la fine dell'illusione è la fine di «te»; quella è la morte.

La fine della credenza è la fine del «tu» che c'è là;

così, quella non è la morte, poetica e romantica, «di morire ai tuoi ieri».

La morte fisica è l'unico modo con cui scarichi via tutto ciò che tutta la tua cultura ha messo là dentro.

(Uppaluri Gopala Krishnamurti)


Se il tuo cuore diviene saldo come una roccia e non si agita più in un mondo in cui tutto è agitazione,

allora [il tuo cuore] sarà il tuo più grande amico e la sofferenza non verrà sul tuo cammino.

(Theragatha)


Non appena lasciai il mio luogo di sosta sul picco dell'Avvoltoio,

vidi un elefante salire sulla riva del fiume dopo il bagno.

Un uomo prese un gancio e disse all'elefante: «Dammi la zampa».

L'elefante sollevò la zampa e l'uomo gli montò in groppa.

Vedendo che ciò che prima era selvaggio era stato addomesticato dalla mano dell'uomo,

entrai nella foresta e mi concentrai sulla mia mente.


La spada dell'odio è munita dell'elsa dell'invasione; una stella rossa ha imprigionato il sole e la luna;

le altissime montagne dai picchi innevati sono avvolte nelle tenebre di un vento velenoso;

le pacifiche valli sono state frantumate dal rombo dell'artiglieria;

ma la dignità del popolo tibetano compete con la gloria del cielo.

(Chögyam Trungpa)


Confondiamo l'attaccamento con l'amore.

L'attaccamento si preoccupa dei miei bisogni, della mia felicità,

mentre l'amore è un atteggiamento altruistico, interessato ai bisogni e alla felicità degli altri.

Un rapporto libero da aggrappamenti irrealistici va esente da disappunti, conflitti, gelosie

e dagli altri problemi ed è un terreno fertile per lo sviluppo dell'amore e della saggezza.

(Kathleen McDonald)


Tra il Buddha e un filosofo del suo tempo si svolse il seguente breve dialogo.

Disse il filosofo: «Ho sentito che il vostro Dharma è una dottrina del risveglio.

Qual è il vostro metodo? Che cosa fate ogni giorno?».

Rispose il Buddha: «Camminiamo, mangiamo, ci laviamo, ci sediamo».

E il filosofo: «Che cosa c'è di speciale in questo? Tutti camminano, mangiano, si lavano, si siedono».

Disse il Buddha: «Signore, quando camminiamo siamo consapevoli di camminare;

quando mangiamo, siamo consapevoli di mangiare e così via.

Invece quando gli altri camminano, mangiano, si lavano, o si siedono,

in genere non sono affatto consapevoli di ciò che stanno facendo».

(Thich Nhat Hanh)


Ad ogni istante compi centinaia di azioni karmiche,

tuttavia sei a malapena cosciente di un'infinitesima parte di esse.

Nella quiete della meditazione, invece, puoi ascoltare la tua mente,

che è la scaturigine di tutta questa attività.

Impari ad essere cosciente delle tue azioni in misura ben maggiore di prima.

Questa autoconsapevolezza ti porta all'autocontrollo,

permettendoti di governare il tuo karma piuttosto che esserne governato.

(Lama Thubten Yeshe)


Per superare l'egoismo bisogna essere audaci.

È come se, in piedi in costume da bagno sul bordo della piscina,

ti chiedessi: «E adesso?». La risposta è ovvia: «Salta».

Questa è audacia.

Potresti chiederti, se salti, se annegherai oppure se ti farai del male.

Sì potresti.

Non c'è alcuna assicurazione, ma vale la pena di saltare per scoprire che cosa succederà.

Lo studente deve saltare.

Siamo talmente abituati ad accettare ciò che ci fa male e a respingere ciò che ci fa bene;

siamo attaccati al bozzolo, all'egoismo, e abbiamo paura di perderci, di saltare al di là di noi stessi.

Quindi, per superare le nostre esitazioni, per rinunciare al nostro isolamento

e per impegnarsi per il bene altrui, dobbiamo saltare.

(Chögyam Trungpa)


La responsabilità non riguarda solo i leader dei nostri Paesi

o coloro che sono stati eletti o nominati a svolgere un compito particolare.

Riguarda ciascuno di noi individualmente.

La Pace, per esempio, comincia dentro ciascuno di noi.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Se sei confuso, ci sono un migliaio di differenze, diecimila distinzioni.

Se sei illuminato, tutto è la stessa famiglia.

(Wu Chien)


C'è una storia che narra di tre persone

che guardano un monaco in piedi sulla cima di una collina.

Dopo averlo osservato per un po' uno dice:

"Dev'essere un pastore che cerca di una pecora che ha perduto".

E il secondo: "No, non si guarda intorno. Credo che stia aspettando un amico".

Infine il terzo dice: "Sembra un monaco. Scommetto che sta meditando".

Così cominciano a discutere su che cosa stia facendo il monaco e, alla fine,

per vedere chi ha ragione, salgono fino in cima alla collina e gli si avvicinano.

"Stai cercando una pecora?" "No, non ho pecore da cercare".

"Oh, allora stai aspettando un amico"."No, non sto aspettando nessuno".

"Allora stai meditando". "Beh, no. Sono solo qui in piedi. Non sto facendo niente di niente".

La natura di Buddha richiede di essere totalmente presenti al momento,

così che qualunque attività in cui si sia impegnati

- che si sia alla ricerca di una pecorella smarrita o in attesa di un amico o in meditazione -

si sta in piedi proprio qui e ora a far niente di niente.

(Charlotte Joko Beck)


Il Dharma del Buddha non si trova nei libri.

Se si vuole veramente vedere di persona ciò di cui parla il Buddha  non c'è bisogno di libri;

osservate la mente: esaminatela, per vedere come le emozioni vanno e vengono,

come i pensieri vanno e vengono.

Non siate attaccati a nulla,

basta che siate consapevoli di qualunque cosa ci sia da vedere.

Questa è la via alle verità del Buddha; siate naturali.

Tutto ciò che fate nella vita è una possibiltà di pratica.

Tutto è Dharma. Quando fate i mestieri, cercate di essere attenti;

se dovete svuotare una sputacchiera o pulire una latrina

non sentitevi come se steste facendo un favore a qualcun altro.

C'è il Dharma nello svuotamento delle sputacchiere.

Non pensate di praticare solo quando state seduti a gambe incrociate.

Alcuni di voi si lamentano che il tempo non basta per meditare.

Il tempo basta per respirare?

Questa sia la vostra meditazione:

consapevolezza e naturalezza in tutto ciò che fate.

(Ajahn Chah)


Le montagne azzurre sono da sé montagne azzurre;

le nuvole bianche sono da sé nuvole bianche.

(Zenrin)


La compassione autentica è imparziale.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


«Tu onori i buddha morti, ma non quelli vivi».

(Proverbio cinese)


Se ci dividiamo in due partiti - anche in violenti e nonviolenti

- e ci schieriamo da una parte attaccando nello stesso tempo l'altra,

il mondo non avrà mai pace.

Incolperemo e condanneremo sempre coloro

che riteniamo responsabili delle guerre e dell'ingiustizia sociale,

senza riconoscere il grado di violenza che coltiviamo in noi.

Dobbiamo lavorare su noi stessi e anche con coloro che condanniamo

se desideriamo produrre un effetto reale.

(Ayya Khema)


Un improvviso lampo di illuminazione non ha bisogno di preparazione,

non richiede un sistema educativo.

È natura innata, che non dipende affatto da alcun corso di formazione.

L'intero concetto di aver bisogno di una formazione è un approccio molto debole,

perché implica che non possiamo avere in noi il potenziale e che, pertanto,

dobbiamo renderci migliori di quel che siamo:

dobbiamo cercare di competere coi maestri o con gli eroi.

Così cerchiamo di imitarli, credendo che, alla fine,

con qualche cambio di marcia del processo psicologico, potremmo riuscire a diventare loro.

Anche se in realtà non siamo loro, crediamo di poterlo diventare solamente imitando, facendo finta,

raccontandoci costantemente che siamo ciò che non siamo.

Ma quando si verifica questo improvviso lampo di illuminazione, quest'ipocrisia non esiste.

Non dovete fingere di essere qualcosa. siete qualcosa.

Avete alcune tendenze già presenti in voi, in ogni caso. È solo questione di metterle in luce.

(Chögyam Trungpa, da La pazza saggezza)


Tendiamo a pensare che le minacce alla nostra società o a noi stessi vengano da fuori.

Abbiamo paura che un certo nemico ci distrugga.

Ma la società viene distrutta dall'interno, non da un attacco straniero.

Possiamo immaginare che il nemico arrivi con lance e pistole per ucciderci, massacrarci.

In realtà, l'unica cosa che possa distruggerci è dentro di noi.

Se abbiamo troppa arroganza, distruggeremo la nostra gentilezza.

E se distruggiamo la gentilezza, allora distruggiamo la possibilità di stare svegli;

così non possiamo adoperare la nostra intuitiva apertura per affrontare le situazioni correttamente

e, invece, generiamo una tremenda aggressione.

(Chögyam Trungpa)


Per chi è religioso non basta essere dedito alla preghiera.

Piuttosto, è moralmente obbligato a fare la sua parte per risolvere i problemi del mondo.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Se non hai riconosciuto la felicità quand'eri solo,

un gruppo di persone sarà soltanto causa di distrazione.

(Gyalwa Godrakpa)


Tanta paura e desiderio hanno origine dallo sforzo "io sono", lo sforzo di essere qualcuno;

infine ci arrecano angoscia e disperazione e la vita sembra molto più difficile e dolorosa di quel che è.

Ma quando riusciamo ad osservare la vita per quel che è, allora tutto va bene:

le gioie, la bellezza, i piaceri sono soltanto ciò che sono.

(Ajahn Sumedho)


Che io possa trovare la serenità per accettare le cose che non posso cambiare;

il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare

e la saggezza per distinguere le une dalle altre.

Che io possa vivere un giorno alla volta, godendo di ogni istante,

accettando le difficoltà come una via per la pace.

(Anonimo buddista)


Una buona pratica è quella di domandarci: «Perché siamo nati?».

Rivolgiamo a noi stessi questa domanda la mattina, il pomeriggio e durante la notte... ogni giorno.

(Achaan Chah)


È impossibile tener conto di ciò che accade nella tua mente per tutto il tempo;

ti confonderesti e andresti fuori strada. Invece di estremizzare,

comincia concentrandoti su una particolare emozione che sorge in te.

Scegli l'emozione che ti dà più fastidio, oppure quella più evidente.

Per molta gente, la rabbia è un buon punto di partenza perché si nota facilmente

e si dissolve più rapidamente della maggior parte delle altre emozioni.

Una volta che si comincia a osservare la rabbia, si fa una scoperta interessante.

Ci si accorge che non appena si è consapevoli di essere arrabbiati,

la rabbia si dissolve da sola.

È molto importante osservare senza giudizio, senza gradire né sgradire.

Più si riesce a ossservare la propria rabbia senza giudicare,

senza essere critici, più facilmente la rabbia si dissiperà.

(Thynn Thynn)


Assumere un atteggiamento di responsabilità universale

è essenzialmente una questione personale.

La verifica della compassione non sta in ciò che diciamo nelle discussioni astratte

ma nel modo in cui ci comportiamo nella vita di ogni giorno.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Fin dai tempi antichi si dice che

«la rabbia è un incendio del cuore

che manda in fumo tutte le buone azioni compiute»:

bisogna assolutamente rinunciare alla rabbia.

(Jae-Woong Kim)


Risveglio è un modo per dire che tutte le cose

sono viste nella loro intrinseca natura vuota,

nella loro quiddità, nella loro inafferrabile meraviglia;

i nomi e le parole sono solo accessorï,

ma lo stato in cui non si percepisce divisione né dualità è il risveglio.

(Prajñâpâramitâ)


È possibile prendere la nostra esistenza come un mondo sacro,

prendere questo luogo come uno spazio aperto piuttosto che un buio vuoto claustrofobico.

È possibile avere un rapporto di amicizia con la nostra natura egoistica,

è possibile apprezzare il gioco estetico delle forme nel vuoto

ed esistere in questo luogo come sovrani maestosi della nostra stessa coscienza.

Ma per farlo avremmo dovuto rinunciare ad afferrare

e a far sì che le cose siano come fantastichiamo dovrebbero essere.

Così la sofferenza è causata dall'ignoranza, ovvero la sofferenza esagerata dall'ignoranza

o dal cieco attaccarsi e aggrapparsi alla nostra idea

di ciò che riteniamo debba essere è ciò che provoca la sofferenza della sofferenza.

La sofferenza in sé non è tanto male, è il risentimento contro la sofferenza a darci il vero dolore.

(Allen Ginsberg)


Stare tranquillamente seduto su un cuscino giorno e notte cercando di raggiungere la buddità,

rifiutando la vita e la morte nella speranza di realizzare il risveglio,

tutto ciò è come una scimmia che cerca di afferrare la luna riflessa nell'acqua.

(Shoitsu - 1202-1280)


Irretito dall'ignoranza, sopravvivo creandomi un destino coi miei atti impulsivi.

Identificandomi, entro in situazioni in cui la personalità si dispiega

e il mondo impatta sul mio animo sensibile.

La personalità crea l'identificazione, proprio come l'attenzione,

l'occhio e una forma colorata producono la visione.

L'impatto è la confluenza dell'identificazione e del mondo.

Conduce a esperienze che bramo di fare e/o di evitare.

La sete di sensazioni m'inclina alla sensualità, alle opinioni, alle regole e ai ruoli.

Attaccamento è insistere ad essere «qualcuno»;

non-attaccamento è esser liberi d'essere nessuno.

Essere «qualcuno» vuol dire esser compresi nel ruolo,

impulsivi, in balìa del pensiero, identificati col corpo, che è nato,

invecchia, muore, soffre tormenti, dolore, dispiaceri, depressione, ansia.

L'angoscia emerge quando «qualcuno» nasce.

Gli atti impulsivi sono all'origine della vita.

Gli sciocchi sono impulsivi, ma i saggi vedono come stanno le cose.

Quando la confusione cessa, con la giusta visione,

anche gli atti impulsivi cessano.

Arrestando ciò che non accadrà, l'angoscia finisce.

(Stephen Batchelor, libera trad. del cap. 26 della Madhyamaka Kârikâ di Nâgârjuna)


Il vero principio è che neppure la realtà è realmente reale e perfino la falsità non è irreale.

Non è una cosa misurabile. Come lo spazio, non si può coltivare.

Se delle fabbricazioni intellettuali si presentano alla mente, allora sì che è governato dalle misure.

È come i segni divinatori, governati dal metallo, dall'acqua, dal legno, dal fuoco e dalla terra.

È anche come colla appiccicosa: il demone gentile può afferrarti,

poiché sei attaccato in cinque posti, e andarsene a casa liberamente.

(Pai-chang Huai-hai (Hyakujo Ekai) - 749-814)


Quest'abito della libertà dal freddo
non si può paragonare agli abiti comuni.

Questa concentrazione libera dalla fame
non si può paragonare alla carne e alla birra.

Questo sorso dalla corrente del risveglio
non si può paragonare alle ordinarie bevande.

La soddisfazione originata dall'intimo

non si può paragonare ai comuni tesori.

(Milarepa)


La parola karma è penetrata nella coscienza occidentale ma,

in apparenza e almeno dal punto di vista buddista, in maniera un po' distorta.

È detta spesso «legge di causa ed effetto»,

e in questo modo riguarda le conseguenze delle azioni fisiche, verbali e mentali.

Le conseguenze sono molto importanti nel buddismo.

Qualsiasi azione voluta, anche sventatamente, dalla persona che la effettua,

produrrà sempre una maturazione futura

e, infine, un frutto con qualità morali simili,

perché nella sfera umana il karma opera in modo etico.

Così un'azione immorale produrrà un effetto di ritorno dello stesso tipo,

in questa vita o in qualche rinascita futura,

e lo stesso vale anche per le azioni buone e per quelle moralmente indifferenti

che si sono liberamente e volontariamente compiute.

Nella Bibbia si dice qualcosa di simile, cioè che si raccoglie ciò che si è seminato.

Se vogliamo progredire spiritualmente - o anche solo vivere con il minimo disagio -

tocca a noi stare molto attenti a come parliamo e agiamo,

perché non vi è alcun modo di sfuggire alle conseguenze.

(John Snelling)


Subhuti disse: «Se ho ben capito, chi vuol raggiungere la perfetta saggezza

dovrebbe studiare il modo in cui le cose stanno nel mondo e praticare le perfezioni a fondo e totalmente,

ma senza credere che queste cose abbiano una realtà ultima e senza farne concetti e dottrine».

Il Buddha rispose: «Proprio così, Subhuti. Colui che contempla in questo modo l'esistenza,

conosce la natura del condizionato e del non condizionato

e fa di sé un esperto nel mostrare agli altri la verità, sia con le parole, sia senza».

Subhuti chiese: «Ma questo vale solo per i saggi e gli intelligenti?".

«No davvero» rispose il Buddha.

«È accessibile a tutti, persino agli stupidi e a coloro che non riescono a prestare attenzione.

La porta è aperta a chiunque voglia percorrere questo sentiero, ma non ai pigri e agli indifferenti».

(Prajñâpâramitâ)


Chiunque segua il sentiero del distacco può conseguire la meta d'una vita alla ricerca della verità.

Se ti aggrappi alle ricchezze, sarebbe meglio che le gettassi via piuttosto che permettere loro d'avvelenarti il cuore.

Ma se non ti aggrapperai e ne farai saggio uso, allora potrai essere una benedizione per le altre persone.

Non sono ricchezza e potere in sé a rendere l'uomo schiavo, ma l'attaccamento ad esse.

(Majjhima Nikaya, citato da Anne Bancroft)


Libertà è la possibilità di essere generosi.

Puoi permetterti di aprirti e di camminare facilmente per la via, senza difenderti

o guardarti o essere sgradevolmente cosciente dell'attenzione altrui su di te per tutto il tempo.

È l'assenza di ego, di autocoscienza. Quella è l'ultima libertà. L'assenza di autocoscienza apporta generosità.

Non devi più guardarti dai pericoli o fare attenzione se stai andando troppo lontano o sei troppo lento.

È la fiducia che è libertà, piuttosto che la liberazione dalle catene in cui sei imprigionato; proprio così.

Lo sviluppo della fiducia e l'infrangersi della prigionia psicologica e interiore portano naturalmente la libertà.

In altre parole, è generosità.

(Chögyam Trungpa)


La vita è ciò che ti accade mentre sei occupato in altri progetti.

(John Lennon)


Non essere troppo duro perché la vita è breve e nulla è dato all'uomo.

Non essere troppo duro quando si vende o viene comprato, poiché deve cavarsela come può.

Non essere troppo duro quando muore combattendo ciecamente per cose che non gli appartengono.

Non essere troppo duro quando dice bugie o quando, a volte, il suo cuore è duro come una pietra.

Non essere troppo duro, perché presto morirà, spesso non più saggio di come ha cominciato.

Non essere troppo duro perché la vita è breve e nulla è dato all'uomo. E nulla è dato all'uomo.

(Joan Baez)


Se coloro che sono incoscienti come bambini

sono per natura inclini a ferire gli altri, perché mai arrabbiarsi?

Sarebbe come prendersela col fuoco per il suo calore.

(Bodhicaryavatara)


Se apri il tronco d'un ciliegio non trovi fiori,

ma la brezza primaverile fa spuntare miriadi di boccioli.

(Ikkyu Sojun)


Un giorno il Buddha sedeva nel bosco con trenta o quaranta monaci.

Avevano fatto un ottimo pranzo e stavano in buona compagnia l'uno dell'altro,

sopraggiunse un contadino molto triste, che chiese al Buddha e ai monaci

se avessero visto passare le sue vacche.

Il Buddha rispose di no. Allora il contadino disse: «Monaci, sono così depresso.

Avevo dodici vacche e non riesco a capire perché siano fuggite.

Avevo anche una piantagione di sesamo di alcuni acri, ma gli insetti l'hanno divorata tutta.

Sono tanto infelice che vorrei morire».

Il Buddha disse: «Amico mio, non abbiamo visto nessuna vacca passare di qui.

Forse devi cercarle nell'altra direzione».

Il contadino ringraziò e scappò via, mentre il Buddha si rivolgeva  ai monaci:

«Amici miei, siete le persone più felici del mondo, perché non avete vacche da perdere.

Se aveste vacche da allevare sareste indaffaratissimi.

Perciò per essere felici, dovete imparare l'arte di lasciar andare le vacche.

Lasciatele andare a una a una.

All'inizio credevate che queste vacche fossero necessarie per essere felici,

ma adesso vi rendete conto che non sono affatto essenziali per la vostra felicità,

ma che, al contrario, costituiscono un ostacolo. Perciò vi siete decisi a lasciarle andare».

 (Tratto e condensato dal Majjhimanikaya)


Per chi dovremmo provare compassione per poter stare in pace proprio adesso?

Chi o che cosa dovremmo lasciar andare per poter stare in pace proprio adesso?

 (Jack Kornfield)


Il dolore, il disagio, la malattia sono quel che sono:

possiamo sempre far fronte al modo in cui la vita si dispiega e cambia.

La mente di chi è sveglio è flessibile e adattabile,

la mente dell'addormentato è condizionata e spenta.

(Ajahn Sumedho)


Noi sappiamo che la tecnologia non può proteggerci dalla guerra,

dal crimine, dalla malattia, dall'insicurezza economica,

dal superlavoro, dalla vecchiaia e dalla morte;

che le nostre ideologie non possono proteggerci dal dubbio,

dall'incertezza, dalla confusione e dal disorientamento;

e che le nostre terapie non possono proteggerci dalla dissoluzione degli elevati stati di coscienza

che possiamo temporaneamente realizzare e dalla disillusione ed angoscia che ne seguono.

Ma che altro possiamo fare? Per vedere da noi come questo processo funziona,

dobbiamo esaminare la nostra esperienza.

«Ma come fare? - potremmo chiedere -. Quale metodo o strumento dovremmo adoperare?».

Il metodo che il Buddha ha scoperto è la meditazione.

Ha scoperto che lottare per trovare le risposte non funziona.

Fu solo quando ci furono tregue nella lotta che gli vennero le intuizioni.

Cominciò a rendersi conto che c'era una qualità sana e sveglia in lui

che si manifestava soltanto in assenza di lotta.

Così la pratica della meditazione implica il lasciare che le cose siano così come sono.

(Chögyam Trungpa)


Il maestro Shih-t'ou disse:

«Mille specie di aforismi e diecimila tipi di spiegazioni hanno il solo scopo

di insegnarti ad essere sempre attentamente cosciente».

Ma quel che è in voga nei gruppi al giorno d'oggi è solo lo studio nominale dello Zen;

cercare di trovare anche una sola persona che sia sempre attentamente cosciente

è come cercare di prendere la luna dal cielo.

(Tuan-ch'iao)


Vivere nella foresta, lontani dalla gente, non è vero ascetismo.

Il vero ascetismo consiste nell'essere immuni dal potere del piacere e del dispiacere.

Inoltre è essere esenti dall'atteggiamento mentale

che si dev'essere speciali perché si sta percorrendo la via.

Coloro che si recano nelle lontane foreste spesso ritengono d'essere superiori agli altri.

Pensano che, perché vivono una vita eremitica, stanno facendo un'esperienza speciale

che coloro che vivono una vita ordinaria non potranno mai fare.

Ma questo è orgoglio, non aiuto al prossimo.

Vero asceta è colui che è disponibile per gli altri

e li aiuta con parole che vengono dal cuore e con l'esempio personale.

(Prajñaparamita)


Possiamo anche sapere tutto sulle proprietà dell'elettricità,

ma ciò non è niente se paragonato al beccarsi una scossa elettrica.

Così è la realizzazione nello zen.

(Ruben L. F. Habito)


La verità esiste, mio caro, ma non esiste la dottrina che tu desideri,

la dottrina assoluta, perfetta, che sola dà la saggezza.

E tu, amico, non devi neanche desiderare una dottrina perfetta,

bensì il perfezionamento di te stesso.

La divinità è in te, non nei concetti e nei libri.

La verità si vive, non si insegna.

(Hermann Hesse)


Dovresti sempre considerare se non vi sia un modo di evitare di fare del male.

(Geshe Lhundub Sopa)


Quando ci fidiamo con cuore aperto

possiamo percepire qualunque cosa accada, nel momento stesso in cui accade,

con mente fresca e immacolata, libera dalle contaminazioni della speranza e del timore.

Chögyam Trungpa Rinpoche usava l'espressione "primo pensiero, pensiero migliore"

per indicare il primo istante della percezione fresca, anteriore all'interpolazione

delle nuvole colorate e coloranti del giudizio e della formazione della personale interpretazione.

"Il primo pensiero" è il "pensiero migliore" perché non è ancora stato soffocato

da tutte le nostre opinioni e interpretazioni, dalle speranze e dai timori, da simpatie e antipatie.

È la percezione diretta del mondo così com'è.

A volte scopriamo il "primo pensiero, pensiero migliore"

rilassandoci nel presente in un modo molto semplice.

(Jeremy Hayward)


Ci si incontra per separarsi.

Non ho parole per commentare questo duplice mistero.

(Wen Chao)


È sorprendente vedere come in Occidente avete case grandissime e tuttavia famiglie piccolissime;

avete infinite comodità e tuttavia pare che non abbiate mai tempo; potete viaggiare dappertutto nel mondo,

tuttavia non vi passa per la testa di attraversare la strada per andare a trovare il vicino;

avete più cibo di quanto potreste mai mangiarne, tuttavia ci sono persone che vivono una vita di stenti.

Il grande problema dell'Occidente è che la gente è troppo presa da se stessa.

Non penso che la gente sia diventata più egoista, ma la vita è diventata più facile e questo l'ha rovinata;

ha meno capacità di adattamento, si aspetta di più, si paragona costantemente agli altri e ha troppa scelta,

cosa che non apporta alcuna reale libertà.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Perché fiorisca una vera trasformazione spirituale,

dobbiamo vedere oltre la tendenza all'autoflagellazione mentale.

La spiritualità basata sulla disistima di sé si trasforma in martirio.

La moralità sostenuta dalla disistima di sé si trasforma in rigida repressione.

L'amore per gli altri non fondato sull'amore per sé stessi

si trasforma in in una perdita del senso del limite,

in co-dipendenza e in una dolorosa e vana ricerca di intimità.

Ma quando, con la meditazione, entriamo in contatto con la nostra vera natura,

possiamo consentire anche agli altri di trovare la loro.

(Sharon Salzberg)


Quando dici la verità, questa perde la sua essenza

e diventa la «mia» verità o la «tua» verità;

si trasforma in una cosa fine a se stessa.

 

Quando spieghi la verità spendi il tuo capitale

mentre nessuno ne trae alcun profitto.

Diventa una cosa ordinaria, di nessun valore.

 

Quando taci la verità, la verità non si trasforma nella proprietà di nessuno.

Quando il drago vuole scatenare un temporale,

provoca il tuono ed il lampo, e questi portano la pioggia.

 

La verità è generata dal suo ambiente;

in questo modo diventa una potente realtà.

Da questo punto di vista, studiare l'impronta della verità

è più importante della verità in sé.

 

La verità non ha bisogno di manici.

(Chögyam Trungpa)


Fluisci con qualunque cosa possa succedere e lascia che il tuo cuore sia libero;

rimani centrato in te stesso accettando qualunque cosa tu faccia.

Questa è la saggezza suprema.

(Zhuangzi)


Se ci paragoniamo ai polli, vediamo che loro non soffrono di emicrania,

né di insonnia, né di ulcera e che vanno esenti da tensioni nervose e disturbi mentali.

I polli non diventano matti come noi ogni giorno. La gente del mondo consuma medicine a tonnellate,

mentre i polli non ne prendono neanche un briciolo.

Eppure dormono bene lo stesso e hanno la mente tranquilla al 100%.

Non vi sentite un po' in imbarazzo di fronte ai polli?

La nascita umana ci conferisce il diritto ad essere nevrotici:

dovremmo considerarlo come una benedizione o come una maledizione?

Vi prego di trovare un po' di Dhamma prima che sia troppo tardi,

per vivere felici, senza provare imbarazzo di fronte ai polli.

 (Ajahn Buddhadasa)


Il campo della sterminata vacuità è ciò che esiste fin dall'inizio.

Tu devi purificare, curare, triturare, o spazzar via tutte le tendenze che hai creato fino a farne apparenti abitudini.

Allora potrai risiedere nel libero cerchio dello splendore.

(Hongzhi Zhengjue - 1091-1157)


Infatti, sul pianeta del piccolo principe ci sono, come su tutti i pianeti, le erbe buone e quelle cattive.

Di conseguenza: dei buoni semi di erbe buone e dei cattivi semi di erbe cattive. Ma i semi sono invisibili.

Dormono nel segreto della terra fino a che all'uno o all'altro pigli la fantasia di risvegliarsi.

Allora si stira, e sospinge da principio timidamente verso il sole un bellissimo ramoscello inoffensivo.

Se si tratta di un ramoscello di ravanello o di rosaio, si può lasciarlo spuntare come vuole.

Ma se si tratta di una pianta cattiva, bisogna strapparla subito, appena la si è riconosciuta.

C'erano dei terribili semi sul pianeta del piccolo principe: erano i semi dei baobab.

Il suolo ne era infestato.

Ora, un baobab, se si arriva troppo tardi, non si riesce più a sbarazzarsene.

Ingombra tutto il pianeta. Lo trapassa con le sue radici.

E se il pianeta è troppo piccolo e i baobab troppo numerosi, lo fanno scoppiare.

«E una questione di disciplina», mi diceva più tardi il piccolo principe.

«Quando si ha finito di lavarsi al mattino, bisogna fare con cura la pulizia del pianeta.

Bisogna costringersi regolarmente a strappare i baobab appena li si distingue dai rosai

ai quali assomigliano molto quando sono piccoli. È un lavoro molto noioso, ma facile».

(Antoine de Saint Exupéry)


Dobbiamo essere genuini, il che significa non aggressivi e sinceri con noi stessi.

In questo modo potremo costruire una società illuminata.

La società illuminata non si può costruire né sviluppare al livello dei sogni o dei concetti.

La società illuminata deve essere reale e buona, onesta e genuina.

(Chögyam Trungpa)


Un vecchio amico ha condiviso con me un illuminante insegnamento, meravigliosamente non lineare,

sul fatto che le nostre vite passate nella "prossima vita" possono essere ben differenti dalle nostre vite passate in questa.

(Taigen Dan Leighton)


Quando politici e governanti accantonano i principi morali seguono sempre conseguenze disastrose.

Che si creda in Dio oppure nel karma, l'etica è il fondamento di ogni coesione civile.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Di conseguenza la pratica è come una chiave, la chiave della meditazione.

Se abbiamo in mano la chiave giusta, non importa quanto la serratura sia saldamente chiusa,

quando la inseriamo e la giriamo il lucchetto si apre.

Se non abbiamo la chiave non riusciremo ad aprire e non sapremo mai che cosa c'è nel baule.

(Ajahn Chah)


Se addestriamo il respiro, riusciamo a controllare le emozioni:

ossia riusciamo ad affrontare la felicità e il dolore delle nostre vite.

Dovremmo esercitarci finché non arriviamo a tanto;

la nostra pratica non sarà completa finché non riusciremo a vedere chiaramente questa cosa.

(Buddhadasa Bhikkhu)


Ti esorto a non sprecare il tempo, che è spedito come un dardo, rapido come un flusso impetuoso.

La distrazione è interamente dovuta alla mancanza di concentrazione;

la stupidità e la cecità sono causate dalla mancanza della vera conoscenza.

(Yung-Ming)


Alcune cose, benché giuste, furono considerate sbagliate per intere generazioni.

Poiché è possibile che il valore del giusto sia riconosciuto solo dopo molti secoli,

non c'è alcun bisogno di pretendere un riconoscimento immediato.

Vivi con uno scopo e lascia i risultati alla grande legge di causa ed effetto.

Trascorri ogni giorno in serena contemplazione.

(Zengitsu)


Una volta, a Nālandā, un eminente e ricco capo famiglia di nome Upāli,

noto discepolo laico di Nigantha Nātaputta (Jina Mahāvīra),

fu espressamente inviato da Mahāvīra in persona

per incontrare il Buddha e sconfiggerlo in una discussione

su certi punti della teoria del karma,

su cui il Buddha aveva opinioni diverse da quelle di Mahāvīra.

Contrariamente ad ogni aspettativa, Upāli, alla fine della discussione,

fu convinto che le opinioni del Buddha erano giuste e che quelle del suo maestro erano errate.

Così pregò il Buddha di accettarlo come discepolo laico (upāsaka).

Il Buddha, allora, gli chiese di riconsiderare bene la questione e di non aver fretta,

perché «il considerare le cose con attenzione è cosa buona per gli uomini rinomati come lui».

Quando Upāli espresse di nuovo questo suo desiderio,

il Buddha lo pregò di continuare a rispettare e sostenere

il suo antico maestro religioso, come aveva sempre fatto.

(Walpola Rahula)


Se gli altri ti danno consigli, invece di pensare: "Perché non pensate agli affari vostri?",

ascolta rispettosamente ciò che hanno da dire e considerati come un discepolo di tutti gli esseri.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


L'obiezione di base alle bevande alcoliche e alle droghe

sta nel fatto che, sia pure temporaneamente, distorcono la visione mentale;

in tal caso non è possibile conservare quella vigilanza e quella presenza mentale

nella quale i buddisti dovrebbero esercitarsi continuamente.

Forse il miglior esempio di questa distorsione, anche se molto leggera,

può esser tratto dall'esperienza degli automobilisti responsabili,

che sono di regola renitenti ad assumere bevande alcoliche

quando guidano o sanno di dover guidare.

Ma in considerazione di certe diffuse incomprensioni,

è necessario affermare con chiarezza che l'uso di droghe

allo scopo di raggiungere stati meditativi più elevati o presunti tali

è altamente pericoloso ed è un'infrazione al quinto precetto.

(Hammalawa Saddhatissa)


Non c'è piacere senza un certo grado di dolore.

Non c'è dolore senza una certa quantità di piacere.

(Bhante Henepola Gunaratana)


La teoria del karma non deve essere mai confusa con la cosiddetta "giustizia morale"

o con la nozione di "ricompensa" o "punizione".

L'idea di una giustizia morale, di una ricompensa o di una punizione

deriva dalla concezione di un essere superiore,

di un Dio che giudica, di un legislatore che decide ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Il termine "giustizia" è ambiguo e pericoloso e nel suo nome è stato fatto più male che bene all'umanità.

La teoria del karma è la teoria di causa e effetto, di azione e reazione;

è una legge naturale che non ha niente a che fare con le idee di giustizia, ricompensa o punizione.

Ogni azione deliberata produce effetti e risultati.

Il fatto che una buona azione produca buoni effetti e una cattiva ne produca di cattivi,

non è un fatto di giustizia, di ricompensa o di punizione,

ordinate da una potenza che giudica la natura dell'azione,

ma è in virtù della loro stessa natura, della loro stessa legge. Non è difficile da capire.

(Walpola Rahula)


Il Buddha narrò la storia di un gigante cieco di nome Fede

che s'imbattè in un piccolo storpio dalla vista acutissima il cui nome era Saggezza.

Il gigante, che non ci vedeva, disse allo storpio che ci vedeva: «Io sono molto forte, ma non ci vedo;

tu sei molto debole, ma hai occhi per vedere. Vieni sulle mie spalle e guidami: insieme andremo lontano».

Il Buddha non incoraggiò mai la fede cieca, bensì l'equilibrio fra il cuore e la mente, fra la fede e la saggezza.

Le due cose insieme andranno lontano.

Il detto che la fede può spostare le montagne purtroppo non tiene conto del fatto che,

essendo cieca, la fede non sa quale montagna spostare.

(Ayya Khema)


Se non ci impegniamo a esprimere amicizia verso tutti coloro con cui veniamo a contatto,

giorno dopo giorno, ci perdiamo la parte più gioiosa della vita.

Se riusciamo veramente ad aprire il cuore, non faremo fatica a essere felici.

(Ayya Khema)


Questa mente è una cosa incerta. Anche il corpo è incerto.

Insieme, essi sono impermanenti e fonte di sofferenza.

Insieme essi sono vuoti di sostanza.

Il Buddha disse che non costituiscono un essere,

né una persona, né un'identità, né un'anima, né un noi né un loro.

Non sono altro che elementi:

solidità, liquidità, temperatura e movimento. Solo elementi!

(Ajahn Chah, Bodhinyana)


I soldi sono fondamentalmente una cosa molto semplice,

ma il nostro atteggiamento verso di essi è sovraccarico, pieno di pregiudizi

che derivano dallo sviluppo di un ego che si allarga e dai suoi processi manipolativi.

L'atto puro e semplice di maneggiare soldi -- che sono solo pezzi di carta -- è visto come un gioco gioco molto serio...

L'energia che i soldi catalizzano fa una differenza tremenda nel processo della comunicazione e delle relazioni.

Se un amico improvvisamente si rifiuta di pagare la sua parte di conto al ristorante,

ecco che si prova automaticamente verso di lui un sentimento di stizza o di riprovazione.

Se si offre a un ospite una tazza di tè -- che è solo una tazza con acqua calda e foglie di tè --

le si aggiunge in qualche modo un fattore gravido di significato positivo.

Mi sembra perciò che valga la pena lavorare con l'aspetto negativo dei soldi

per giungere a una certa conoscenza di noi stessi.

Dobbiamo cercare di scoprire come trattare questo bene, potente e imbarazzante,

come una parte di noi stessi che non possiamo ignorare.

Quando ci rapportiamo correttamente coi soldi, allora essi non sono più solo un simbolo di scambio

o della nostra astratta energia; sono anche una disciplina.

Allora possiamo maneggiarli in un modo pratico e spassionato, come un artigiano i propri attrezzi.

(Chögyam Trungpa)


Gli studenti del giorno d'oggi non approdano a nulla perché basano la loro comprensione sull'introiezione di nomi.

Trascrivono le parole di personaggi morti e sepolti in un taccuino grande e grosso,

le avvolgono in quattro o cinque pezze di panno quadrato e non permettono a nessuno di guardarle.

«Questo è il misterioso principio», proclamano con sussiego, e lo salvaguardano con cura.

Questo è tutto sbagliato! Ciechi idioti! Che genere di succo cercate di spremere da quelle vecchie ossa?

(Lin-chi - m. 866)


Lo scopo di tutte le principali tradizioni religiose non è di costruire grandi cattedrali là fuori,

ma di creare templi della bontà e della compassione qui dentro, nei nostri cuori.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Il motivo per cui il Dharma è considerato sacro all'opposto di altre cose -- opposto agli a-dharma e agli anti-dharma --

è perché il suo contenuto è scandaloso, perché è in contatto con l'energia del mondo, col flusso cosmico, per così dire, dell'universo.

Così c'è in esso quasi un elemento magico. E, in effetti, il Dharma non è il Dharma in virtù del fatto

che è così razionale e vero nel senso ordinario e che perciò è realizzabile e funziona;

piuttosto, c'è quell'elemento della qualità magica del Dharma.

Così la verità incondizionata, l'incondizionato Dharma, ha in sé un potere straordinario.

(Chögyam Trungpa)


Una volta realizzata l'universale vacuità, tutti i fenomeni vengono spontaneamente compresi:

integrando il modo e l'al di là, essa contiene tutti i modi d'essere.

Se perdi l'essenza, dopo tutto non c'è niente; se raggiungi lo scopo, c'è un effetto spirituale.

La vera via alla smentalizzazione non è una religione per gli immaturi.

(Fen-yang (Fun'yo Zensho) 947-1024)


Al di qua di questa parete montana formata da vecchiaia, nascita, malattia e morte non c'è fuga dal mondo;

solo meditando e praticando la legge della realtà possiamo superare questa montagna di dolore accatastato.

(Fo-Sho-Hing-Tsan-King)


Tendiamo a pensare che le minacce alla nostra civiltà o a noi stessi vengano da fuori.

Abbiamo paura che un certo nemico ci distrugga.

Ma la società viene distrutta dall'interno, non da un attacco degli stranieri.

Possiamo immaginare che il nemico arrivi con le lance e le pistole per ucciderci, massacrarci.

In realtà, l'unica cosa che possa distruggerci è dentro di noi.

Se abbiamo troppa arroganza, distruggeremo la nostra gentilezza.

E se distruggiamo la gentilezza, allora distruggiamo la possibilità di stare svegli;

così non possiamo adoperare la nostra intuitiva apertura per affrontare le situazioni correttamente

e, invece, generiamo una tremenda aggressione.

(Chögyam Trungpa)


Forzare qualcuno a credere e ad accettare una cosa senza capirla è politica,

non ha nulla di intellettuale né di spirituale.

(Walpola Rahula)


Di ritorno da un pellegrinaggio, un uomo acquista in città uno specchio, oggetto a lui ignoto.

Crede di riconoscere nello specchio il volto del padre e, al colmo della gioia, lo porta con sé.

A casa, lo ripone in una cassapanca, non ne fa parola con la moglie

e, di tanto in tanto, quando si sente triste e solo, va «a trovare suo padre».

E dopo, ogni volta, la moglie nota in lui un'aria strana.

Così lo spia, e un giorno lo vede aprire la cassapanca e restarvi chino a lungo.

Attende che il marito si sia allontanato, quindi apre a sua volta la cassapanca e vi scorge una donna.

S'infiamma di gelosia e inveisce contro il marito. Gran diverbio in famiglia!

Fortunatamente passa una monaca.

Volendo rappacificare i due coniugi, si fa mostrare la cassapanca, oggetto del litigio.

Nel ridiscendere dichiara: «La cassapanca non contiene né uomo né donna: c'è soltanto una monaca!».

(Tratto da: "La tazza e il bastone. Storie Zen")


Entro i limiti della forma umana non possiamo comprendere la natura dell'esistenza

dal punto di vista universale di un dio onnisciente, con una vista macrocosmica.

Quel che possiamo fare è, semplicemente, osservare da presso l'esistenza, senza giudizio.

(Ajahn Sumedho)


La pazienza è la scaturigine del Dharma,

la fermezza ne è la radice,

l'integrità morale il fiore,

il cuore illuminato il fusto e i rami,

la suprema saggezza l'albero intero,

la "legge trascendente" il frutto;

la sua ombra protegge tutti gli esseri viventi.

Allora dimmi: perché vorresti abbatterlo?

(Fo-sho-hing-tsan-king)


Camminiamo sulla terra ghiacciata lodando i crisantemi che fiancheggiano i campi;

ci sediamo al limitare del bosco aspettando il sorgere della luna.

Felicità è non dover essere soli; non parliamo mai di fallimento né di successo.

(Chia Tao)


Proprio come gli oggetti materiali sono fatti di polvere, così sono polvere anche le nostre percezioni e i pensieri.

Proprio come ci vuole un solo momento per levare la polvere dalla superficie di uno specchio,

così ci vuole solo un atomo di tempo per giungere al risveglio:

nello stesso preciso istante in cui tutte le convinzioni limitanti sono spazzate via dalla coscienza,

potremo vederci riflessi nello specchio della perfetta verità.

(Hsing Yun, "Descrivere l'Indescrivibile")


Il fiume fluisce rapido giù dalla montagna,

quando, all'improvviso, viene impedito da grandi massi e dal fitto degli alberi;

l'acqua non può più procedere;

anche se spinta verso la valle da una forza tremenda, rimane bloccata.

Questo è ciò che accade anche a noi; ci blocchiamo nello stesso modo.

Lasciar andare alla fine dell'espirazione, lasciar andare i pensieri,

è come spostare uno di quei massi, in modo da permettere all'acqua di fluire,

in modo che la nostra energia e la nostra forza di vita possano continuare a evolversi e andare avanti.

Non dobbiamo, per paura dell'ignoto, erigere questi blocchi, queste dighe,

che fondamentalmente dicono no alla vita e alla sua esperienza.

(Pema Chödron)


Il problema non è il materialismo in quanto tale,

ma piuttosto l'implicita convinzione che che la piena soddisfazione

possa derivare solo dalla gratificazione dei sensi.

A differenza degli animali, la cui ricerca della felicità è limitata

alla sopravvivenza e all'immediata gratificazione dei sensi,

noi esseri umani abbiamo la capacità di sperimentare la felicità a un livello più profondo

che, una volta raggiunto, può sommergere l'esperienza dell'infelicità.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Non basta avere conseguito il titolo di ghesce (*) per essere degni dell'appellativo di lama (**).

Per ignoranza, in Tibet si diceva che un gran lama era distinguibile dagli altri

per il gran seguito di gente a cavallo che gli faceva da scorta.

Era una falsa convinzione.

Poteva capitare che un monaco o una persona comune,

pur avendo sviluppato grandi qualità di compassione,

se non aveva una grande carovana al seguito non veniva considerato come un grande maestro.

Questo è totalmente sbagliato e induce in errore.

Nello stesso modo, nella società tibetana vigeva la disdicevole abitudine

di rincorrere tutti coloro che venivano detti reincarnati o tulku (***),

e di disinteressarsi dei ghesce veramente qualificati.

I tulku o i lama reincarnati divennero così quasi una classe sociale.

Spesso mi diverto a scherzare dicendo che si può diventare lama ma non tulku,

intendendo che si può essere ben qualificati anche senza detenere il titolo di tulku.

Poi ci sono i tulku lama, che hanno un vasto stuolo di seguaci,

coi loro attendenti e maestri di rituali e così via.

Ma i reincarnati, in sé, non detengono alcuna qualità speciale, nemmeno rispetto alle pratiche.

In questo caso è meglio chiamarlo semplicemente tulku, ma non lama.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)

 

(*) Ghesce è un dottorato, che si consegue con uno studio di tipo universitario.

(**) Lama è il maestro spirituale, il guru.

(***) Tulku, secondo le credenze tibetane, è un bodhisattva reincarnato.


Amo camminare in solitudine per i sentieri di campagna,

tra campi di riso e erbe selvatiche che si estendono su ambi i lati.

Poso un piede dopo l'altro con presenza mentale,

cosciente del fatto che sto camminando su una terra meravigliosa.

In quei momenti l'esistenza è una realtà miracolosa e misteriosa.

La gente, di solito, considera un miracolo camminare sull'acqua o per aria,

ma io credo che il vero miracolo sia camminare sulla terra.

Tutti i giorni ci imbattiamo in miracoli che non riconosciamo come tali: un cielo azzurro,

nuvole bianche, foglie verdi, gli occhi, neri e curiosi di un bambino... i nostri stessi occhi.

Tutto è un miracolo!

(Thich Nhat Hanh)


Confondiamo l'attaccamento con l'amore.

L'attaccamento si preoccupa dei miei bisogni, della mia felicità,

mentre l'amore è un atteggiamento altruistico, interessato ai bisogni e alla felicità degli altri....

Un rapporto libero da aggrappamenti irrealistici va esente da disappunti,

conflitti, gelosie e dagli altri problemi ed è un terreno fertile per lo sviluppo dell'amore e della saggezza.

(Kathleen McDonald, Come meditare)


Dovremmo vivere sempre nel cielo oscuro e vuoto.

Il cielo è sempre il cielo.

Anche se arrivano nuvole e lampi, il cielo non ne patisce.

Anche se dovesse giungere il lampo dell'illuminazione,

la nostra pratica se ne dimenticherebbe completamente.

Allora sarebbe pronta per un'altra illuminazione.

(Shunryu Suzuki Roshi, Mente zen, mente di principiante)


È un'abitudine salutare quella di ricordarsi spesso del fatto che i propri atti,

parole e pensieri influiscono prima di tutto sulla propria mente, alterandola.

Una tale riflessione darà un forte stimolo al vero rispetto di sé

che si conserva proteggendosi da tutti i mali e le cattiverie.

(Nyanaponika Thera)


Lo studio del materialismo spirituale è molto importante.

Qualcuno vi dice: «Trattenete il respiro e ne sarete estasiati».

Qualcun altro vi dice: «Esalate il respiro e ne sarete estasiati».

Qualcuno vi dice di mangiare subito una carota!

Qualcuno vi dice di stare a testa in giù.

Qualcuno vi dice di sedervi, di star ritti su un solo piede,

poi di sdraiarvi sulla schiena e di farvi fare un bel massaggio.

Oppure una nuotata in acqua fredda che vi farà bene.

Oppure in acqua calda, che vi farà ancora meglio.

Leggi questo che ti farà bene. Questo ti farà bene.

Voi ripetete continuamente tra voi e voi queste parole.

O le dite a voce alta, le proiettate fuori.

Tuffati dentro. Tuffati fuori. Vestiti in un certo modo.

Rasati i capelli in un certo modo.

Guarda le cose in questo modo.

La gente vi suggerisce di fare ogni sorta di cose

e ciò crea il cosiddetto «supermercato spirituale».

Tutti questi trip sono stati inculcati ai poveri occidentali.

Potremmo definirlo populismo spirituale.

Non fa particolarmente bene.

Tuttavia l'Occidente resta un grande campo di fertilità spirituale;

le situazioni fertili si presentano costantemente, in ogni momento.

Ma la mentalità occidentale va bilanciata con l'ortodossia della tradizione buddista

per poter creare un proficuo equilibrio.

(Chögyam Trungpa)


Ciò che si pensa o si legge è sempre caratterizzato

dalle preposizioni «di» o «su» e non ci dà la cosa in sé.

Nessun discorso sull'acqua, nemmeno la vista di una fonte pura,

può dar soddisfazione a un assetato, ma solo una vera sorsata.

(D. T. Suzuki)


Gli esseri risvegliati sono come fiori di loto,

con radici di bontà, gambi di pace, petali di saggezza, fragranza di comportamento.

Gli esseri risvegliati fanno girare la ruota dell'insegnamento proprio come dei buddha;

il loro comportamento è il mozzo, la concentrazione i raggi;

la conoscenza è il loro ornamento, la saggezza la loro spada.

(Avatamsaka Sutra)


Esiste solo il vuoto onnipresente della reale Natura non-esistente di ogni cosa, nulla più.

Tutti questi fenomeni sono intrinsecamente vuoti, tuttavia questa Mente alla quale sono identici non è un mero nulla.

Con ciò voglio dire che essa esiste, ma in modo troppo meraviglioso perché noi si possa comprenderlo.

È un'esistenza che è non-esistenza, una non-esistenza che nondimeno è esistenza.

(Huang-po Hsi-yun, maestro ch'an del IX secolo)


La sfida buddista al convenzionale concetto occidentale di spiritualità

getta luce sul modo in cui noi abbiamo attizzato una guerra tra la carne e lo spirito.

Nel buddhismo non c'è peccato originale.

Anche se il tener conto del modo in cui si esprime la sessualità può certamente condurre a maggiore consapevolezza

e al retto comportamento, non consideriamo la carne un veicolo di corruzione,

né di punizioni di alcun tipo e nemmeno come un ostacolo al raggiungimento del risveglio.

La radice della sofferenza umana non è il peccato, ma la nostra confusione riguardo all'ego.

Soffriamo perché crediamo nell'esistenza di un sé individuale.

Questa credenza divide il mondo in «me» e gli «altri».

(Stephen Butterfield)


La pioggia scroscia sulle foglie di loto, ma le foglie rimangono intatte,

non importa quanto forte battano le gocce.

Cuore mio, sii come le foglie del loto, imperturbabile nel mondo.

(Chong Ch'ol - 1536)


Prima che per trent'anni avessi studiato lo zen, vedevo le montagne come montagne e le acque come acque.

Quando giunsi a una conoscenza più profonda, vidi che le montagne non sono montagne e le acque non sono acque.

Ma ora che ho raggiunto la vera sostanza del conoscere, sono in pace,

perché ora vedo le montagne ancora una volta come montagne e le acque come acque.

(Ch'ing yüan)


La violenza non è solo colpire qualcuno.

Alcune delle forme più gravi di violenza hanno luogo attraverso la parola.

Quando stavo crescendo, ed ero un ragazzo,

mia madre spesso mi diceva che non dovevo preoccuparmi di cosa fare da grande,

perché come lavoro potevo «fare quello che avrebbe dato a tutti un cattivo esempio».

Il messaggio che mi veniva così dato è che io non valevo niente.

Questa è la programmazione che ci viene fatta,

e io ho cominciato a fare cose che potessero confermare quella profezia!

Era  infatti l'unico modo in cui potevo attirare l'attenzione di mia madre.

Così sono diventato un oggetto di violenza

e mi sono comportato in modo da attrarre la violenza e l'aggressività contro di me.

 (Claude Anshin Thomas)


Nelle nostre attività quotidiane tutti noi abbiamo a che fare con la gente

e, sovente, con gente che preferiremmo evitare.

Queste sono le nostre sfide, lezioni e prove.

Se le consideriamo in questo modo,

non ci sarà motivo di irritarci per queste esperienze...

Allorché ci rendiamo conto che un tale confronto

è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento

per superare la resistenza e la negatività

e rimpiazzare codeste emozioni con mettâ,

allora saremo grati per l'occasione.

(Ayya Khema)


Anche se giriamo tutto il mondo in cerca di ciò che è bello,

o lo portiamo già in noi, o non lo troveremo.

(Ralph Waldo Emerson)


Non importa quanto brutto sia lo stato mentale in cui puoi cadere,

se sarai forte e terrai duro alla fine anche le nubi vaganti dovranno sparire

e il vento arido dovrà cessare.

(Dogen)


Il Buddha disse che ogni singola cosa ha origine nella mente incontrollata.

Perciò nei tre mondi non c'è nulla di più pericoloso della mente.

(Santideva, Bodhicaryavatara)


Retta parola non significa solo prestare attenzione alle parole che si dicono e al loro tono,

ma implica anche che le nostre parole riflettano la compassione e la premura per gli altri,

che servano a confortare e guarire, piuttosto che a ferire e distruggere.

(Bhante Henepola Gunaratana)


Le cose si producono intorno a noi, ma nessuno ne conosce l'origine;

nascono, ma nessuno vede da dove.

Gli uomini, dal primo all'ultimo, valutano quella porzione del sapere che è nota;

non sanno in che modo valersi dell'ignoto al fine di raggiungere la conoscenza.

Non è questo un errore?

(Zhuangzi)


Ma che cosa fa sì che questi "esperti"

predichino le loro convinzioni e le chiamino verità? chiese un visitatore.

Il Buddha rispose: A parte la consapevolezza, non esiste alcuna verità assoluta.

Secondo il falso ragionamento, un'opinione è giusta e l'altra sbagliata.

La predilezione per le proprie care opinioni a far sì che si affermi

che chiunque non è d'accordo è destinato a fare una brutta fine.

Ma nessun vero cercatore si incaglia in tutto questo.

Passa via in pace e va' per la via immacolata,

libero da teorie, credi e dogmi.

(Majjhima Nikaya)


Il discorso è una forza potente, ma quanta attenzione prestiamo ai nostri discorsi? . . . 

Mettiamo realmente una certa saggezza e sensibilità nel nostro parlare?

Che cosa c'è dietro i nostri discorsi, che cosa li motiva?

C'è veramente bisogno di dire una certa cosa?

Quando cominciai a prestare attenzione ai miei discorsi, feci un esperimento:

per parecchi mesi decisi di non parlare mai di nessuna terza persona;

di astenermi dal parlare a qualcuno di qualcun altro. Nessun pettegolezzo.

Risultato: il novanta per cento dei miei discorsi fu eliminato.

Prima di fare quest'esperimento, non avevo idea

di aver sprecato così tanto tempo ed energia in questo genere di discorsi.

Non che le mie parole fossero particolarmente maliziose, ma erano per la maggior parte inutili.

Trovai immensamente interessante  osservare l'effetto di questo esperimento sulla mia mente.

Mentre smettevo in questo modo di parlare, mi rendevo conto che in una maniera o nell'altra

i miei discorsi implicavano sempre giudizi su qualcun altro.

Arrestando tali discorsi per un istante, la mia mente divenne meno giudicante,

non solo verso gli altri, ma anche verso me stesso, e questo fu un grande sollievo.

(Joseph Goldstein)


Di che cosa è pieno il mondo?

È pieno di cose che nascono, persistono per qualche tempo e poi cessano.

L'aggrapparsi ed identificarsi con esse genera la sofferenza.

Il non aggrapparsi e non identificarsi non genera la sofferenza.

(Ajahn Buddhadasa)


Ho deciso di rinunciare all'abito perché ritengo che sia

un ostacolo sottile alla formulazione del mio insegnamento in Occidente.

L'abito monastico ha confuso molti, come se fosse un carisma spirituale.

Tuttavia, il mio insegnamento riguarda l'esperienza reale.

Non ritengo di dovermi nascondere dietro qualcosa,

benché qualcuno mi critichi per esserne venuto fuori

ed essermi mostrato come un essere umano...

Ma il mio ruolo è ben più profondo

di quello di una pura missione culturale di rappresentanza dell'Oriente in Occidente.

Non sono un tibetano, ma un essere umano,

e la mia missione è di insegnare più efficacemente che posso

in questo mondo in cui io stesso mi trovo.

(Chögyam Trungpa)


Prima del risveglio tagliavo legna e portavo acqua;

dopo il risveglio tagliavo legna e portavo acqua.

(Proverbio zen)


Dov'è il pensiero? È, questa, cosa che non si può sapere né vedere.

È come un'illusione magica, perché con l'immaginazione dipinge il mondo.

Cercando il pensiero, incapace di vederlo, una persona ne cerca l'origine.

E gli sembra che il pensiero sorga là dove c'è un oggetto.

Il pensiero non sorge senza un oggetto. Può il pensiero vedere il pensiero? No.

Come la lama d'una spada non può tagliare se stessa, o la punta di un dito toccare se stessa,

così il pensiero non puo' vedere se stesso.

(Sikshasamuccaya)


Se viviamo la vita continuamente motivati dalla rabbia e dall'odio,

anche la salute del corpo ne soffrirà.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Nella conoscenza di vipassanâ ci sono dieci livelli, ossia:

1. Sammasana: la comprensione di anicca, dukkha e anattâ osservandole e analizzandole da vicino, naturalmente a livello teorico;

2. Udayabbaya: la comprensione dell'origine e dissoluzione di rûpa e nâma;

3. Bhanga: la comprensione della natura rapidamente mutevole di rûpa e nâma, percepite come un flusso di corrente o una rapida circolazione di energia;

4. Bhaya: la comprensione del fatto che questa esistenza è spaventosa;

5. Âdînava: la comprensione del fatto che questa esistenza è piena di male;

6.   Nibbidâ: la comprensione del fatto che questa esistenza è disgustosa;

7. Muccitu-kamyatâ: la comprensione della necessità urgente di sfuggire a questa esistenza;

8. Patisankhâ: comprensione del fatto che è giunta l'ora di darsi da fare con piena comprensione per la salvezza, tenendo anicca come base;

9. Sankhârupekkhâ: comprensione del fatto che è giunto il momento di distaccarsi dai sankhâra e di farla finita con l'egocentrismo;

10. Anuloma: comprensione che accelera il tentativo di raggiungere la meta.

(Sayagyi U Ba Khin)


Fin dai tempi antichi si dice che

«la rabbia è per la mente come un incendio che incenerisce tutte le azioni meritorie».

Bisogna assolutamente mollarla.

(Jae Woong Kim)


Una buona motivazione è ciò che ci vuole: compassione senza dogmatismi, senza complicate filosofie;

retta comprensione che gli altri sono fratelli e sorelle e conseguente rispetto dei loro diritti umani e dignità.

Che noi esseri umani possiamo aiutarci l'un l'altro è una delle nostre capacità peculiari.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


I gioielli vengono saggiati col fuoco, l'oro viene saggiato con una pietra;

una spada viene saggiata con un capello, l'acqua viene saggiata con un palo.

Nella scuola dei monaci dalla veste fatta di pezze,

da una singola parola, una singola frase, un singolo atto atto, un singolo stato,

una sola uscita, una sola entrata, un solo incontro, una sola risposta,

vedrai se qualcuno è profondo o poco profondo,

capirai se guarda avanti o guarda indietro.

Ma dimmi, che cosa adoprerai per saggiarlo?

(Yuan-wu - 1063-1135)


Le nostre menti sono abituate a pensare, ma se vogliamo star calmi e in pace

questo è esattamente ciò che dobbiamo smettere di fare.

È più presto detto che fatto, perché la mente continuerà a fare ciò che è solita fare.

C'è un'altra ragione per cui è difficile smettere le vecchie abitudini:

il pensiero è l'unico supporto che l'ego abbia mentre meditiamo

e soprattutto quando osserviamo il silenzio nobile.

«Penso, quindi sono».

La filosofia occidentale lo ritiene una verità assoluta, ma in realtà è una verità relativa, che noi tutti sperimentiamo.

Quando pensiamo, sappiamo che ci siamo; quando non c'è chiacchiericcio nella mente, crediamo di perdere il controllo.

La nostra prima difficoltà è che anche se vogliamo star calmi, in pace e senza pensieri, la mente non ne vuole sapere.

Così invece di cercare ripetutamente di calmarci possiamo usare qualunque cosa si presenti per acquisire una certa comprensione.

Un briciolo di comprensione apporta un briciolo di calma e un briciolo di calma apporta briciolo di comprensione.

(Ayya Khema)


I princìpi del retto governo sono esposti dal Buddha

nel suo insegnamento dei "Dieci Doveri del Re" (Dasa-râja-dhamma) che si trova nei Jâtaka.

Naturalmente il termine "re" (Râja) degli antichi deve essere sostituito oggi con il termine «governo».

Quindi i "Dieci Doveri del Re" si applicano oggi a tutti coloro che partecipano al governo:

capi di Stato, ministri, leaders politici, deputati e funzionari, ecc.

 

Il primo dei "Dieci Doveri del Re" è la liberalità, la generosità, la carità (dâna).

Il sovrano non deve essere avido né attaccato alla ricchezza e alla proprietà,

ma ne deve disporre per il benessere del popolo.

 

Il secondo dovere è un elevato carattere morale (sîla).

Non deve distruggere la vita, ingannare, rubare e sfruttare il prossimo,

commettere adulterio, dire il falso e bere bevande inebrianti.

Vale a dire deve osservare almeno i Cinque Precetti del laico.

 

Il terzo dovere è quello di sacrificare tutto per il bene del popolo (pariccâga).

Deve essere pronto a sacrificare ogni comodità personale, nome e fama

ed anche la  vita nell'interesse del popolo.

 

Il quarto dovere è l'onestà e integrità (ajjava).

Deve essere libero dalla paura e dai favoritismi nell'esercizio delle sue funzioni,

deve essere sincero nelle sue intenzioni e non deve ingannare il pubblico.

 

Quinto: Gentilezza e affabilità (maddavâ).

Deve avere un temperamento socievole.

 

Sesto: Abitudini austere (tapa).

Deve condurre una vita semplice e non indulgere nel lusso.

Deve avere autocontrollo.

 

Settimo: Assenza di odio, malevolenza, inimicizia (akkodha).

Non deve portare rancore a nessuno.

 

Ottavo: Non violenza (avihimsâ),

che significa non solo che non deve far male a nessuno,

ma anche che deve sforzarsi di promuovere la pace

evitando e prevenendo la guerra e tutte le cose

che implicano violenza e distruzione della vita.

 

Nono: Pazienza, accettazione, tolleranza, indulgenza (khanti).

Deve essere capace di sopportare le prove,

le difficoltà e gli insulti senza perdere le staffe.

 

Decimo: Non-opposizione, non-ostruzione (avirodha),

ossia non si deve opporre alla volontà popolare,

né ostacolare alcuna innovazione per un miglioramento delle condizioni sociali.

In altre parole deve governare in armonia con il suo popolo.

(Walpola Rahula)


Non pensate mai che io abbia enunciato «un sistema di pensiero»

per aiutare la gente a comprendere il mondo.

Non fatevi mai un'idea del genere.

Ciò che affermo è la verità come ho scoperto che è,

e «un sistema di pensiero» non vuol dir nulla

perché la verità non può essere tagliata a pezzi

ed essere organizzata in un sistema.

(Diamante Sutra)


Il Buddha fornì cinque buone ragioni per cui una brava persona

dovrebbe desiderare d'essere in possesso di mezzi.

In primo luogo, col lavoro, la diligenza e la lungimiranza

potrebbe rendere felice se stesso, i propri genitori, la moglie e i figli, la servitù e i dipendenti.

In secondo luogo, potrebbe rendere felici amici e compagni.

In terzo luogo, sarebbe in grado di difendere le proprietà dalle devastazioni del fuoco,

dell'acqua, dei prepotenti, dei ladri, nemici ed eredi.

In quarto luogo, potrebbe fare offerte adatte ai parenti, agli ospiti, ai defunti, ai re e agli dèi.

In quinto luogo, potrebbe provvedere, per un certo periodo, alle offerte ai monaci

e ad altre persone che si astengono dall'orgoglio e dalla negligenza,

che perseverano nella pazienza e nella gentilezza e che si impegnano in ogni modo possibile nel Dharma.

Nello stesso tempo, sia che le sue ricchezze aumentino oppure no,

non dovrebbe preoccuparsi, se sa che i motivi che lo spingono ad accumulare sono buoni.

(Hammalawa Saddhatissa)


«Io non sono, io non sarò. Io non ho, io non avrò».

Questi pensieri spaventano la mente infantile ed estinguono la paura nel saggio.

(Nâgârjuna, La Preziosa Ghirlanda)


Non darti mai per vinto; qualunque cosa accada, non cedere; allarga il cuore;

nel tuo Paese si consuma troppa energia per sviluppare la mente anziché il cuore.

Sii compassionevole non solo coi tuoi amici, ma con tutti. Sii gentile.

Impegnati per portare pace nel tuo cuore e nel mondo.

Datti da fare per la pace e, ancora, ti dico: non cedere.

Qualunque cosa accada, qualunque cosa succeda intorno a te, non darti mai per vinto.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


«Io, senza aggrapparmi, andrò oltre il dispiacere e raggiungerò il Nirvâna» dice.

Chiunque s'aggrappi in questo modo è aggrappato per benino.

(Nâgârjuna, Mulamadhyamaka-Karika)


Retta parola significa astenersi

 

(1) dal dire bugie,

(2) dalla maldicenza, dalla calunnia e dai discorsi che possono seminare odio, inimicizia, disunione e disarmonia fra individui o gruppi di persone,

(3) dal linguaggio aspro, grezzo, ineducato, malizioso e offensivo e

(4) dalle chiacchiere oziose, inutili, sciocche e dai pettegolezzi.

 

Quando ci si astiene da queste forme di discorso sbagliato e nocivo non resta che dire  la verità,

con parole amichevoli e benevole, gradevoli e gentili, significative ed utili.

Non si dovrebbe parlare con trascuratezza: i discorsi vanno fatti al momento giusto nel luogo giusto.

Se non si può dire qualcosa di utile, si dovrebbe mantenere il «silenzio nobile».

(Walpola Rahula)


Troppa conoscenza porta all'agitazione; è meglio vuotare la mente.

Più pensi, più grande è la perdita; è meglio la pratica dell'attenzione.

(Shih Wang Ming - VI secolo d.C.)


In realtà nel buddhismo non c'è alcun «bene» né alcun «male»;

ci sono azioni giuste che apportano più felicità e azioni sbagliate che apportano più dolore.

Vivere abilmente, quindi, significa vivere in armonia con questi principî. In generale,

ciò vuol dire ridurre il nostro egocentrismo e dare di più agli altri;

adottare uno stile di vita innocente (non-nocente) per incrementare la nostra felicità

è smettere di fare cose che fanno male a noi o ad altri.

Non fare del male a noi stessi né ad alcun essere senziente.

(Peter Morrell)


Possiamo dimostrare che l'esperienza della pratica costante influenza la qualità della vita,

ma la natura dello stimolo essenziale verso il risveglio è il risveglio stesso.

Il fatto stesso che siamo incuriositi dalla ricerca spirituale scaturisce, per così dire, dalla fonte di luce.

Di conseguenza, il risveglio non è un fine; è più corretto dire che è l'inizio.

(David A. Cooper)


Come una magia, come un sogno, come una città di genî celesti,

così è detta genesi, così lo stare, così la distruzione.

(Nâgârjuna, Madhyamaka kârikâ, VII, 34)


I retti mezzi di sostentamento

hanno smesso d'essere un aspetto puramente personale.

È il nostro karma collettivo.

Fate conto che io sia un maestro di scuola

e che creda che quella di consolidare nei bambini,

l'amore e la comprensione, sia una bella occupazione.

Se qualcuno dovesse chiedermi di smettere di insegnare

e diventare, per esempio, un macellaio, mi rifiuterei.

Ma se meditassi sull'interrelazione di tutte le cose,

potrei vedere che il macellaio

non è l'unica persona responsabile delle uccisioni degli animali,

perché fa il suo lavoro per tutti noi che mangiamo la carne.

Noi siamo corresponsabili delle sue uccisioni.

Possiamo pensare che i mezzi di sostentamento del macellaio siano sbagliati e i nostri siano giusti,

ma se non mangiassimo la carne, lui non dovrebbe uccidere, o ucciderebbe di meno.

I retti mezzi di sostentamento sono una faccenda collettiva.

La vita di ogni persona ci riguarda tutti e viceversa.

I bambini del macellaio possono trarre beneficio dal mio insegnamento,

mentre i miei bambini, nella misura in cui mangiano la carne,

spartiscono una certa responsabilità nei mezzi di sostentamento del macellaio.

(Thich Nhat Hanh)


Il corpo è impermanente come la foschia primaverile;

la mente è insostanziale come il cielo vuoto;

i pensieri sono instabili come brezze nello spazio:

pensa ripetutamente a questi tre punti.

(Gyalwa Godrakpa)


Ci guadagniamo da vivere con ciò che prendiamo;

ci guadagniamo una vita con ciò che diamo.

(Winston Churchill)


Il Buddha evidenziò la natura dinamica dell'esistenza.

Ciò si accorda con le idee di alcuni antichi filosofi greci, come Eraclito,

che affermò che, «tutto scorre» e «non si può mettere piede due volte nello stesso fiume».

Ora, tutto questo suona come ordinario buonsenso;

eppure c'è qualcosa nei nostri pensieri ed emozioni che recalcitra all'idea del cambiamento;

cerchiamo sempre di spezzettare la dinamica danza del mondo, che è un'unità, in «cose separate»,

che poi congeliamo nella ghiacciaia del pensiero;

ma la danza del mondo ostinatamente si rifiuta di restare spezzettata e congelata:

continua a turbinare, cambiando di momento in momento,

e si fa beffe di tutti i nostri penosi tentativi di organizzarla e gestirla.

Per vivere saggiamente, in armonia col dinamismo dell'universo,

è essenziale accettare la realtà del cambiamento e dell'impermanenza.

La persona saggia, quindi, va avanti senza difficoltà, con un bagaglio leggero,

mantenendo la proverbiale «mente aperta» in tutte le situazioni,

perché sa che la realtà di domani non sarà la stessa di oggi.

Nello stesso modo avrà imparato l'arte divina di lasciar andare,

che vuol dire non attaccarsi alle persone, ai beni e alle situazioni, ma, invece,

quando viene il momento di separarsi, permettere che ciò avvenga con grazia.

(John Snelling)


Due monaci stavano bisticciando a proposito di una bandiera.

Uno diceva: «La bandiera si muove».

L'altro diceva: «È il vento che si muove».

Per caso passava di là il sesto patriarca.

Disse ai due: «Non è il vento, e nemmeno la bandiera:

è la mente che si muove».

(Mumon, La porta senza porta)


In un mattino nebbioso, un uomo remava controcorrente;

all'improvviso vide un'altra barca che veniva verso di lui, senza cercare di evitarlo;

gli stava venendo proprio addosso! Gridò:

«Attento! Attento!», ma la collisione ci fu lo stesso e la sua barca quasi affondò.

L'uomo s'arrabbiò molto e cominciò a inveire contro l'altro barcaiolo,

dicendogliene di tutti i colori.

Ma, guardando meglio, si avvide che sull'altra barca non c'era nessuno.

La barca s'era semplicemente sciolta dall'ormeggio

ed era stata portata a valle dalla corrente.

Tutta la sua rabbia svanì e si mise a ridere di cuore.

(Thich Nhat Nanh)


Il retto discorso, al livello base,

è un discorso che non aggiunge dolore ad alcuna situazione.

In questo modo pone rimedio agli errori più evidenti,

come il dire bugie o il fare di proposito uso della parola per offendere.

Il retto discorso, ad alto livello, mantiene l'equilibrio nelle situazioni,

non aggiungendo l'elemento di destabilizzazione del pettegolezzo,

cioè il discorso su qualcuno che non è presente.

Eccettuate le rare occasioni in cui si potrebbe avere bisogno

di riferire un bisogno per conto di un'altra persona,

il pettegolezzo è superfluo.

Parlare sprezzantemente di una terza persona

è un invito all'ascoltatore a condividere il vostro spazio mentale astioso;

parlarne con ammirazione può indurre l'ascoltatore a sentirsi poco importante.

Perché non scegliere di parlare dell'esperienza corrente?

(Sylvia Boorstein, È più facile di quel che pensate)


Una delle cose che sono giunto a comprendere è che il risveglio

diventa possibile quando si accetta l'idea che non possa essere «conseguito».

Le dottrine, i processi e i sentieri graduali di ricerca del risveglio

non fanno altro che esacerbare il problema che pretendono di risolvere,

rafforzando l'idea che l'io possa trovare qualcosa che ha perduto.

È questo stesso sforzo, questo investimento nell'identità dell'io

che continua a ricreare l'illusione della separazione dall'unità.

Questo è il velo che crediamo esista. È il sogno dell'individualità.

(Tony Parsons)


Lo studio è come un disegno tracciato nell'acqua;

la contemplazione come un disegno vergato su una parete;

la meditazione come un disegno inciso nella pietra.

(Gyalwa Godrakpa, L'eremita delle scogliere di Go)


La rivoluzione del Buddha Shakyamuni non è stata una guerra;

senza provocare alcuna violenta opposizione,

sfidò le convenzioni dominanti della casta brahmanica

per trasmettere il Dharma non solo ai governanti e ai ricchi commercianti,

ma anche ai fuoricasta, ai diseredati, ai senza tetto; persino alle donne.

Poi continuò a guidare i  differenti seguaci sulla via della liberazione.

Negli insegnamenti del Buddha, la fonte della liberazione assoluta è interiore,

uno stato mentale che non dipende dalle circostanze esterne:

né dalla razza, né dalla classe sociale, né dal sesso.

Nel Dharma, la democrazia è il diritto di nascita della nostra natura di Buddha,

la democrazia dell'essere che trascende tutta la cultura e tutti i concetti.

(Helen Tworkov)


Corri tanto precipitosamente veloce, qua e là e tutt'attorno che, alla fine,

l'unico modo per poter andare ancora più veloce è fermarti.

Corri tanto veloce che cominci a intravedere la tua schiena; allora è il momento di fermarsi.

A quel punto, tutto comincia a diventare infinito.

Quando resti saldamente fermo, allora superi del tutto ogni tipo di velocità.

Diventi il massimo e definitivo vincitore di quella particolare corsa.

Da quel punto di vista, essere di nuovo al via è una versione dell'infinito...

In questo caso, essere di nuovo al via

è l'infinità dello spazio illimitato e immenso e l'espansione che sperimenti.

Di conseguenza, è assolutamente assurdo insistere a cercare ancora;

l'unico modo di continuare a cercare è semplicemente essere, restare,

stando in piedi oppure sedendoti tranquillamente.

(Chögyam Trungpa)


Troppi passi ci sono voluti per tornare alla radice e alla sorgente.
Magari fossimo stati ciechi e sordi fin dal principio!

Abitare nella propria vera casa, incuranti di quel che c'è fuori...

Il fiume continua a scorrere tranquillo e i fiori sono rossi.

Commento: Fin dal principio, la verità è chiara. Equilibrato nel silenzio, osservo le forme di integrazione e disintegrazione.

Chi non è attaccato alla «forma» non ha bisogno d'essere «riformato».

L'acqua è smeraldo, la montagna è indaco e io vedo ciò che crea e ciò che distrugge.

(dai "10 Tori" di Kakuan)


Non abbiamo diritto di consumare la felicità senza produrla

più di quanto ne abbiamo di consumare la ricchezza senza produrla.

(George Bernard Shaw)


Quando fai qualcosa, dovresti bruciare interamente,

come un buon falò, senza lasciare traccia di te.

(Shunryu Suzuki)


In primavera, centinaia di fiori;

in autunno, la luna della vendemmia;

d'estate una brezza rinfrescante;

d'inverno, la neve ti accompagnerà.

Se le cose inutili non si appigliano alla tua mente,

ogni stagione è una bella stagione per te.

(Mumon - 1228)


Quando parliamo di follia e sanità mentale,

è estremamente importante e ognuno dovrebbe saperlo, che c'è «una» cosa sola,

piuttosto che l'appartenenza a uno di quei gruppi (assennati e dissennati).

Non dovete appartenere a uno dei due gruppi per diventare pazzi

né all'altro per essere saggi o liberati.

Non dovete identificarvi con il bene né con il male, ma diventare uno.

E quell'uno possiede simultaneamente sia il bene che il male.

Questo è un punto molto importante in termini di esperienza;

è estremamente necessario conoscerlo.

(Chögyam Trungpa)


Il giorno in cui morirete comincerà come qualsiasi altro giorno,

la morte verrà fuori dal nulla, e sarà là;

tutto ciò che intendevate fare l'indomani vi sarà tolto.

Ho visto che l'insegnamento del Buddha è degno di fiducia,

ed è l'unico vero rifugio di fronte alla morte.

Non portate rancori, non c'è tempo per quello;

praticate la gentilezza, sarà l'unica cosa che vi sembrerà importante alla fine.

(Anonimo buddista, scritto dopo un'esperienza di pre-morte)


Nel buddismo, il significato essenziale della parola «studio» è l'incessante attenta osservazione e ricerca

di qualunque cosa sorga nella mente, piacevole o sgradevole che sia.

Solo coloro che hanno familiarità con l'osservazione della mente possono realmente capire il Dhamma.

(Buddhadasa Bhikkhu)

 

Dhamma (skrt. Dharma), letteralmente è il modo in cui stanno le cose, cioè la «realtà». In senso traslato, come in questa strofa, indica l'insegnamento del Buddha e la pratica del Nobile Ottuplice Sentiero.


Dovreste cercare di considerare tutta la roba che vi passa per la testa come una semplice secrezione.

Tutti i nostri pensieri e sentimenti sono una specie di secrezione. È importante vederlo chiaramente.

Mi sono sempre venute in mente molte cose,

ma se avessi cercato di agire in base ad esse avrei semplicemente dato fuori di matto.

Avete mai fatto l'esperienza di essere in un luogo molto elevato e di provare l'impulso di saltare?

Bene, quell'impulso è solo una secrezione della vostra testa.

Se vi sentiste in dovere di dover seguire ogni impulso che vi passa per la testa, beh...

(Kosho Uchiyama Roshi)


Vuota, calma e priva di sostanza è la natura di tutte le cose; nessun individuo in realtà esiste;

non c'è una fine né un inizio, né una durata in mezzo; è tutta un'illusione, come in una visione o in un sogno.

Tutti gli esseri, al mondo, sono oltre la portata delle parole: la loro vera natura, pura e reale, è come lo spazio infinito.

(Prajñâpâramitâ)


Una sola luna appare in tutti gli specchi d'acqua e tutte le lune che si vedono nell'acqua sono in realtà la stessa luna;

questa è una metafora per la mente che produce innumerevoli cose, le quali, in realtà, sono una sola mente.

(Hsueh-Yen)


Così non abbiate fretta e non cercate di spingere o affrettare la pratica.

Fate le vostre meditazioni delicatamente e gradualmente, passo dopo passo.

Riguardo alla pace interiore, se arriva, accettatela; se non arriva, accettate anche questo.

Così è la natura della mente: dobbiamo trovare il nostro giusto passo e mantenerlo con costanza.

(Ajahn Chah, Bodhinyana)


Un essere umano è una parte del tutto che noi chiamiamo universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio,

che sperimenta pensieri e sensazioni come qualcosa di separato dal resto, una specie di illusione ottica della coscienza.

Questa illusione è una sorta di prigione, che ci restringe ai nostri desideri personali e all'affetto per alcune persone, quelle più vicine.

Il nostro compito deve essere di liberarci da questa prigione

allargando il cerchio della compassione per includere tutte le creature viventi e la natura intera nella sua bellezza.

(Albert Einstein)


C'è al mondo gente tanto affamata che Dio non può apparire loro se non in forma di pane.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Stai cercando me? Sono nel sedile accanto. La mia spalla è contro la tua.

Non mi troverai negli stupa, né nel tempio, né nelle sinagoghe, né nelle cattedrali;

né nelle masse, né nelle salmodie, né attorcigliandoti le gambe intorno al collo, né nel non mangiare altro che vegetali.

Quando realmente mi cercherai, mi vedrai immediatamente: mi troverai nella più piccola unità di tempo.

Kabir dice: «Lo studente mi chiede: "Che cos'è Dio?" È il respiro dentro il respiro...»

(Kabir)


Anche se la pratica della buona condotta assume molte forme, l'etica dell'abbandono delle dieci non-virtù ne è la base.

Delle dieci non-virtù, tre riguardano le azioni corporee, quattro le azioni verbali e tre le azioni mentali.

Le tre non-virtù fisiche sono:

1) Prendere la vita di una creatura vivente: a partire dall'uccisione di un insetto fino all'omicidio.

2) Rubare: portar via la proprietà di un altro senza il suo consenso, indipendentemente dal suo valore, sia che si compia personalmente il fatto, sia che lo si faccia commettere.

3) Cattiva condotta sessuale: commettere adulterio. L'opposto di queste dieci non-virtù sono le dieci virtù e impegnarsi nel loro adempimento è la pratica dell'etica.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Una delle cause primarie di sofferenza è l'illusione, ossia la nostra incapacità - a causa di una sottile ostinata cecità -

di vedere le cose nel modo in cui stanno davvero, unita alla predisposizione a vederle in modo distorto.

Il mondo è, in effetti, un'unità dinamica e senza giunture, un singolo organismo vivente che subisce costantemente il cambiamento.

La nostra mente, tuttavia, lo taglia in pezzi separati e statici, per poterlo maneggiare mentalmente e fisicamente.

Una delle creazioni più care della mente è l'idea della persona e, più precisamente, di una persona molto speciale

che ognuno di noi chiama «io»: un io visto come separato e durevole.

Prima viene «io» e poi tutto il resto; ciò implica conflitto e sofferenza,

poiché «io» non può controllare quell'incommensurabile vastità con cui si confronta.

Ci proverà, naturalmente, come una pulce potrebbe scagliarsi contro un elefante, ma è un'impresa inutile.

 (John Snelling)


Il primo atto di ogni mattina sia di prendere la seguente risoluzione per la giornata:

Non avrò paura di nessuno al mondo, avrò timore solo di Dio;

non porterò odio verso alcuno; non mi  sottometterò all'ingiustizia da parte di alcuno;

vincerò la menzogna con la verità. E nella resistenza alla menzogna sopporterò ogni sofferenza.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Il maestro Shih-t'ou disse: «Mille specie di detti e diecimila tipi di spiegazioni

hanno il solo scopo di insegnarti ad essere sempre attentamente cosciente».

Ma quel che è in voga nei gruppi al giorno d'oggi è solo lo studio nominale dello Zen;

cercare di trovare anche una sola persona che sia sempre attentamente cosciente

è come cercare di prendere la luna dal cielo.

(Tuan-ch'iao)


Far piacere a un singolo cuore tramite un'unica azione

è meglio di mille teste che si inchinano nella preghiera.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Come monaco buddista, mi do pensiero per tutti i membri della famiglia umana

e, invero, per tutti gli esseri senzienti che soffrono.

Credo che tutta la sofferenza sia causata dall'ignoranza;

la gente infligge dolore ad altri esseri

per perseguire egoisticamente la sua propria felicità o soddisfazione.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Se alcuni praticanti obiettivamente non capiscono che il godimento dei piaceri dei sensi è godimento,

che l'insoddisfazione del loro passare è insoddisfazione e che la liberazione dalla loro tirannia è liberazione,

allora non è possibile che capiscano correttamente che cosa sia in effetti la sete di sensazioni

o che possano farlo capire a chiunque altro.

Ma se comprendono obiettivamente l'origine e la cessazione del piacere dei sensi,

la loro frequente insoddisfacibilità, e il modo di liberarsi dall'attaccamento ad essi,

allora saranno in grado di insegnare agli altri fino a quel punto.

(Majjhima Nikâya)


Non pensare a idee come schiavitù e liberazione;

semplicemente abbandona ogni brama e - con saggezza e spassionatamente -

produci la cessazione della mente.

Se sorge anche solo il desiderio "possa io esser liberato",

la mente ritornerà in vita.

(Maharamayana)


Una sensazione compare, allora comincia il gradimento o lo sgradimento.

Quest'attimo fuggente, se ne siamo inconsapevoli,

si ripete e intensifica fino a diventare brama e/o avversione,

e si trasforma in una forte emozione che infine travolge la mente cosciente.

Restiamo così intrappolati nell'emozione e tutto il nostro senno viene spazzato via.

Il risultato è che ci troviamo coinvolti in discorsi e azioni malsani, nocivi a noi e agli altri.

In questo modo ci creiamo da soli l'infelicità di cui soffriamo - adesso e in futuro -

a causa di un momento di cieca reazione.

Ma se siamo consapevoli nel momento in cui comincia il processo di reazione

- cioè se siamo consapevoli della sensazione -

possiamo scegliere di non consentire che la reazione avvenga o si intensifichi.

In quei momenti la mente è libera.

Forse, inizialmente, questi possono essere solo alcuni momenti in un'intera ora di meditazione

mentre per il resto del tempo la mente rimane preda della vecchia abitudine di reagire alle sensazioni,

prigioniera del vecchio circolo vizioso della brama, dell'avversione e dell'afflizione.

Ma, con la pratica, quei pochi brevi momenti si trasformeranno prima in secondi, poi in minuti,

finché, infine, la vecchia abitudine a reagire non si spezza e la mente resta continuamente in pace.

Questo è il modo in cui la sofferenza può essere interrotta.

(Satya Narayan Goenka)


Che tutti gli esseri posseggano la felicità e le sue cause!

Che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza e dalle sue cause!

Che tutti gli esseri non siano mai carenti di gioia libera da sofferenza!

Che tutti gli esseri si stabilizzino nella grande equanimità,

priva di ogni attaccamento e di ogni avversione parziale!

(Gedun Tharchin)


L'espressione del vuoto è l'amore, perché vuoto significa "vuoto di sé".

Quando non c'è l'io, non c'è l'altro; la dualità è creata dall'idea del sé, dell'io, dell'ego;

quando non c'è il sé, c'è unità, comunione e, senza pensare "io amo qualcuno",

l'amore diviene l'espressione naturale di quell'unità.

(Joseph Goldstein)


Non si può non ridere e nemmeno non essere apparentemente irriverenti

allorché ci si imbatte nella fantastica sovrastruttura di superstizione e mistero

costruita attorno al semplice dato di fatto che la VERITÀ c'è!

(Ramesh Balsekar)


Anche se la tua casa è inondata o bruciata fino alle fondamenta,

qualunque sia il pericolo che la minaccia, lascia che riguardi solo la casa.

Se c'è un inondazione, non lasciare che inondi la tua mente.

Se c'è un incendio, non lasciare che bruci il tuo cuore; lascia che sia solo la casa,

che è esterna a te, ad essere inondata e bruciata.

Consenti alla mente di lasciar andare i suoi attaccamenti.

I tempi sono maturi.

(Ajahn Chah)


C'era un volta un Folle. Un giorno andò al mercato e mentre era assente la sua capanna prese fuoco.

I vicini salvarono quel che poterono dall'interno e si diedero da fare

a buttare secchiate d'acqua sulla capanna in fiamme, facendo una catena umana fino al fiume.

Quando il Folle tornò e vide tutta quella gente che gettava acqua sulla sua casa,

raccolse le poche cose che erano state salvate e le ributtò nel fuoco.

I compaesani lo guardavano sbalorditi. A un certo punto si mise a piovere.

La pioggia spegneva il fuoco, così quella brava gente smise la catena dei secchi d'acqua.

Invece il Folle incominciò a prendere acqua dal fiume e a buttarla sulla capanna.

Per farla breve, i vicini non credevano ai loro occhi.

Gli chiesero perché si comportasse così.

Rispose: «Quando viene il fuoco gli do il benvenuto e lo aiuto.

Quando viene l'acqua le do il benvenuto e l'aiuto».

(Storia indiana)


Suzuki Roshi disse:

«La rinuncia non consiste nel rinunciare alle cose di questo mondo,

ma nell'accettare che se ne vadano via».

Tutto è transitorio; prima o poi tutto se ne va.

La rinuncia è uno stato di non attaccamento, l'accettazione di ciò che se ne va.

L'impermanenza, infatti, non è che un altro nome della perfezione.

Cadono le foglie; i rifiuti e l'immondizia si accumulano;

dai rifiuti nascono i fiori e le piante, cose che pensiamo siano adorabili.

La distruzione è necessaria. Un buon incendio della foresta è di tanto in tanto necessario;

senza distruzione, non potrebbe esserci nuova vita, con la meraviglia che ne segue;

il cambiamento costante non potrebbe avvenire.

Perciò dobbiamo vivere e morire; e questo processo è, in sé, la perfezione.

Tutto questo cambiamento non è, tuttavia, ciò che avevamo in mente;

non siamo portati ad apprezzare la perfezione dell'universo.

Siamo portati a cercare un modo per resistere,

per restare «per sempre» nella nostra immutevole gloria.

Chi, notando i primi capelli grigi, non ha pensato: «Ohi, ohi»?

(Charlotte Joko Beck)


Kabir dice: «Il mio cuore è frenetico e nella mia anima rivelo ciò che è nascosto:

sono immerso in quell'immensa beatitudine che oltrepassa ogni piacere e dolore».

(Kabir)


Allorché si scorge per la prima volta la perfetta saggezza,

viene all'essere una nuova percezione che non dipende da alcuna struttura.

La grande ricerca del ricercatore sboccia nel preciso momento in cui

ampie e misteriose porte si spalancano al semplice tocco della nuova percezione.

C'è la porta che s'apre sulla visione dell'essenza senza essenza, che è la natura reale del mondo manifesto.

C'è la porta della liberazione da una percezione solamente parziale o confusa di questa vera natura.

E c'è la porta che si apre direttamente sull'autentica realizzazione di questa vera natura.

C'è la meravigliosa porta che si apre su un'inimmaginabile intensità di visioni, suoni, colori e bellezza.

E c'è la porta dell'equilibrio e dell'armonia attraverso la quale si può guardare meravigliati a tutte le strutture

senza limiti del mondo nello stesso modo in cui si contempla un cielo notturno punteggiato di stelle.

E c'è la porta per la squisita felicità che non vorrà mai possedere alcun bene terreno

e nemmeno possedere quella stessa felicità.

(Prajñâpâramitâ)


Dovremmo assicurarci in fretta il risveglio,

finché ne abbiamo la possibilità.

Tra molto meno di un secolo saremo tutti morti.

Non possiamo esser certi nemmeno che saremo vivi domani.

Non c'è tempo da perdere.

Io stesso, che vi trasmetto quest'insegnamento,

non ho alcuna garanzia che arriverò a sera.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Che importa l'anno nuovo, l'anno vecchio?

Stiracchio le gambe e tutto solo schiaccio un pisolino.

Non ditemi che i monaci non sono accuditi.

Qui e là l'usignolo canta: è lo zen più sublime.

(Bankei -1622-1693)


Si rallegrano gli uomini vedendo avvicinarsi una nuova stagione,

come se una cosa nuova dovesse sopraggiungere;

ma col volgere delle stagioni si consuma la vita dei viventi.

(Mahârâmâyana)


Queste cinque sono le caratteristiche di un dono fatto di una persona integerrima.

Quali? Il dono fatto con convinzione, con attenzione, al momento giusto, con buon cuore,

senza far danno a sé o ad altri.

(Sappurisadana Sutta)


La comprensione suprema trascende ogni cosa, questo e quello;

l'azione suprema dispiega un grande spirito d'iniziativa senza attaccamento;

la realizzazione suprema è l'accettazione dell'immanenza senza speranza.

(Milarepa)


Ora, qual è la Nobile Verità dell'origine della sofferenza?

È la sete di sensazioni, che provoca ulteriore rinascita e,

unita al piacere e al desiderio, ora qui, ora là, trova sempre nuovi appigli.

Ma da dove nasce questa sete e dove mette radici?

Laddove nel mondo ci sono cose dilettevoli e gradite, là sorge questa sete e si radica.

L'occhio, l'orecchio, il naso, la lingua, il corpo e la mente sono gradevoli e dilettevoli:

da essi questa sete nasce e in essi mette radici.

(Samyutta Nikâya)


Dio è impegnato in tre generi di attività: creazione, conservazione e distruzione.

La morte è inevitabile. Tutti saranno distrutti al momento della dissoluzione.

Niente rimarrà. A quel tempo la Madre Divina raccoglierà i semi per la creazione futura,

proprio come la massaia anziana della casa conserva in piccoli sacchetti nella dispensa i semi di cetriolo,

la «schiuma di mare», le pillole colorate ed altre cose varie.

La Madre Divina tirerà ancora fuori i semi al momento della nuova creazione.

(Ramakrishna)


Supponete che un uomo con la vista molto buona

osservi la schiuma trascinata dalla corrente del Gange,

la guardi con attenzione e la esamini con cura;

e che, dopo averla esaminata, tutta questa schiuma gli appaia vuota, irreale e insostanziale.

Esattamente nello stesso modo il praticante contempla tutti i fenomeni fisici,

le sensazioni, le percezioni, le formazioni mentali e gli stati di coscienza,

siano essi del passato, del presente o del futuro, lontani o vicini.

Li guarda e li esamina con attenzione;

e, dopo averli attentamente esaminati,

questi gli appaiono vacui, vuoti e privi d'essenza.

(Phena Sutta, Samyutta Nikaya XXII, 95)


I sensi sono ombre di nuvole vaganti nel cielo e ciò che li avvelena,

cioè l'avidità, l'avversione e l'ignoranza,

sono come bolle di schiuma che appaiono e scompaiono.

Verificata la vera forma, non resta nient'altro

e l'effetto dell'inferno, all'improvviso, è distrutto.

(Yoka Daishi (VII sec.), Canto del Risveglio)


«Ma che cosa fa sì che questi "esperti"

predichino le loro convinzioni e le chiamino verità?», chiese un visitatore.

Il Buddha rispose: «A parte la consapevolezza, non esiste alcuna verità assoluta.

Secondo il falso ragionamento, un'opinione è giusta e l'altra sbagliata.

È la predilezione per le proprie care opinioni a far sì che si affermi che chiunque non è d'accordo

è destinato a fare una brutta fine; ma nessun vero cercatore si incaglia in tutto questo.

Passa via in pace e va' per la via immacolata, libero da teorie, credi e dogmi».

(Majjhima Nikâya)


Dovresti vagare per luoghi che ti appartengano, sorti in accordo con la tua vera natura.

E qual è il luogo che ti appartiene? È il pascolo della vivida chiarezza e consapevolezza,

nella quale la scontentezza e l'avidità vengono accantonate.

Quello è il tuo posto, il tuo habitat naturale.

(Samyutta Nikâya)


Colui che pratica solo la devozione (bhakti yoga) è come un cieco

che non sa dove andare e nel suo entusiasmo vaga in ogni direzione.

Colui che pratica solo la filosofia (jñana yoga), d'altro canto, è come un paralitico

che, sebbene possa vedere la meta lontana, poiché la sua comprensione rimane solo teorica,

non riesce ad avvicinarsi di un solo passo.

Comunque, se l'amore e l'energia del devoto (bhakta)

si combinano con la saggezza e la discriminazione del filosofo (jñani),

si può star certi che una tal persona arriverà alla meta.

(Swami Vivekananda)


Il risveglio, che è magnifica evasione dalla miseria e dall'ignoranza, non accade mai per caso,

ma è il risultato della coraggiosa e spesso solitaria battaglia di una persona contro le proprie tendenze morbose.

(Bhikkhu Nyanasobhano)


Un'oscurità di secoli non può impedire al sole di emettere luce;

i lunghi eoni del ciclo di nascita e morte non potranno mai nascondere la brillante luce del cuore.

(Tilopa, Il canto di Mahamudra)


Dappertutto l'aggrappamento al piacere è distrutto, la grande oscurità è stracciata e anche tu sei distrutta, o morte!

(dai Therigatha, i canti delle discepole)


È sbagliato parlare di realizzazione. Che cosa c'è mai da realizzare? Il reale è sempre così com'è.

Non stiamo creando nulla di nuovo e non stiamo realizzando nulla che non avessimo prima.

Nelle scritture troviamo questa allegoria: vogliamo scavare un pozzo e facciamo una buca enorme;

lo spazio nel pozzo non è stato creato da noi; abbiamo solo rimosso la terra che riempiva quello spazio.

Lo spazio è lo stesso, prima e dopo. Nello stesso modo, noi dobbiamo solo buttar fuori tutte le formazioni mentali (samskara)

che sono dentro di noi da tempo immemorabile: quando avremo rinunciato a tutte le identificazioni, la vera natura verrà fuori da sola.

(Ramana Maharshi)


Non c'è malvagità paragonabile all'odio e non c'è forza paragonabile alla tolleranza.

(Santideva, Bodhicaryavatara)


L'ostilità porta sventura, l'ostilità agita e danneggia la mente:

la maggior parte della gente non comprende codesto spaventoso pericolo che nasce dal cuore.

(Itivuttaka, 88)


«Mi dici di star fermo, ma io non cammino - gridò un tale -,

mentre tu che cammini dici che stai fermo.

Com'è possibile che tu stia fermo ma io no?».

Il Buddha si voltò: «I miei piedi si muovono ma la mia mente è ferma -  disse -.

I tuoi piedi sono fermi ma la tua mente è sempre in movimento

e alimenta un fuoco di rabbia, di ostilità e di desiderio febbrile.

Perciò io sto fermo, e tu no».

(Majjhima Nikâya)


Conquista il tuo nemico con la forza, e ne accrescerai l'ostilità;

conquistalo con l'amore e dopo non avrai dispiaceri.

(Fo-Sho-Hing-Tsan-King)


Oggi la medicina non lascia la libertà di morire,

vuole mantenere in vita ad ogni costo, non si sa bene cosa.

Nella medicina moderna l'essere umano è stato trasformato in una macchina anonima

in cui si deve intervenire ad ogni costo aggiustando, sostituendo i pezzi difettosi,

affinché continui a funzionare all'infinito, se malamente non importa,

basta che non si fermi. In questo modo il corpo è diventato qualcosa di materiale,

di meccanico e ha perduto ogni sua qualità spirituale.

Questa è la degenerazione della medicina.

(Gedun Tharchin)


Il dolore, il disagio, la malattia sono ciò che sono:

possiamo sempre far fronte al modo in cui la vita si svolge e cambia.

La mente di un risvegliato è flessibile e adattabile;

la mente di un ignorante è fissa e condizionata.

(Ajahn Sumedho)


È nell'amore che la religione consiste e non nelle cerimonie: nell'amore puro e sincero del cuore.

Se una persona non è pura di corpo e di mente, tutto il suo andare al tempio ad adorare Shiva è inutile.

Shiva risponde alle preghiere delle persone pure di corpo e di cuore,

mentre gli impuri che cercano di insegnare la religione ad altri alla fine falliranno.

Il culto esteriore è solo un simbolo del culto interiore, ma il culto e la purezza interiori sono la cosa vera;

senza di essi il culto esteriore non è di alcun profitto.

(Swami Vivekananda)


Rinunciando al samsâra rinunciamo ai nostri abitudinari cuori infelici;

rinunciando al samsâra abbracciamo il nostro potenziale di risveglio.

(Lama Zopa Rinpoche)


Se vuoi comprendere te stesso, devi riuscire a farlo in mezzo a ogni sorta di confusione e sconvolgimento.

Non commettere l'errore di sederti immobile tra le ceneri fredde d'un albero disseccato.

(Emyo)


I Veda paragonano il creato a una ragnatela, che il ragno tesse e poi vi si accomoda dentro.

Il Brahman è sia il contenitore dell'universo sia ciò che vi è contenuto.

(Ramakrishna)


Ci sono persone che vivono vite sotto stretta custodia,

timorose d'incontrare qualcuno o qualcosa che possa scuotere le loro traballanti fondamenta spirituali.

Quest'atteggiamento, tuttavia, non è imputabile alla religione, ma alla loro comprensione limitata.

Il vero Dharma va esattamente nella direzione opposta:

aiuta a integrare tutte le varie e molteplici esperienze della vita in un insieme significativo e coerente,

e quindi a bandire completamente il timore e l'insicurezza.

(Lama Thubten Yeshe)


Anche nel caso degli individui, non c'è alcuna possibilità di sperimentare la felicità tramite la rabbia.

Se in una situazione difficile si è interiormente disturbati, sopraffatti dal disagio mentale,

allora le cose esteriori non saranno d'alcun aiuto; tuttavia, se malgrado le difficoltà o i problemi esteriori,

interiormente c'è un atteggiamento d'amore, di calore e di gentilezza,

allora i problemi possono essere accettati e affrontati.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


L'amicizia che si regge su un accordo totale non è degna di questo nome;

la vera amicizia deve sempre reggere il peso di oneste differenze d'opinione,

per quanto nette possano essere.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


La nostra pace dello spirito aumenta malgrado la sofferenza;

diventiamo più coraggiosi e più intraprendenti;

comprendiamo più chiaramente la differenza fra che ciò che è eterno e ciò che non lo è;

impariamo a distinguere fra il nostro dovere e ciò che non lo è.

Il nostro orgoglio si scioglie e diventiamo umili.

I nostri attaccamenti terreni diminuiscono e, inoltre,

la cattiveria dentro di noi diminuisce da un giorno all'altro.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Potrei non rinascere, ma se ciò dovesse accadere, vorrei venire al mondo in una famiglia di becchini

in modo da poterli alleviare della pratica inumana, insana e odiosa di dover andare di casa in casa

per riempire secchi di escrementi umani e portarli via in equilibrio sulla testa.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Ogni volta che vedo una persona sbagliare, mi dico: «Ho sbagliato anch'io».

Quando vedo una persona in preda alla lussuria, mi dico: «Così sono stato anch'io».

In questo modo mi sento uguale a tutte le persone del mondo

e sento di non poter essere felice senza che anche il più umile di noi sia felice.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1920)


Possiamo avere le nostre intime convinzioni,

ma perché dovrebbero essere d'ostacolo all'incontro dei cuori?

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1930)


Oggigiorno c'è insoddisfazione quasi ovunque;

l'insoddisfazione crea scontento,

lo scontento crea avversione,

l'avversione crea ostilità,

l'ostilità crea la guerra,

la guerra crea i nemici

e così via: è un circolo vizioso.

E come mai tutto ciò?

Certo perché non c'e' controllo della mente.

(Sayagyi U Ba Khin)


La mente è coscienza che si è posta dei limiti.

Tu sei originariamente illimitato e perfetto;

poi ti poni dei limiti e ti trasformi nella mente.

(Sri Ramana Maharshi)


Il Buddha paragonò il suo insegnamento alla pioggia che cade senza distinzione sulla terra;

che la pioggia faccia crescere alcuni semi come fiori e altri come grandi alberi non dipende dalla pioggia, ma  dal tipo di seme.

Così l'insegnamento del Buddha ha un solo sapore, ma gli esseri se ne avvantaggiano in vari modi, secondo le loro capacità.

(Donald S. Lopez Jr)


Esporre e diffondere i concetti è semplice,

lasciarli cadere tutti è difficile e raro.

(Nisargadatta Maharaj)


La saggezza mi dice che io non sono niente;

l'amore mi dice che io sono tutto: fra i due scorre la mia vita.

 (Nisargadatta Maharaj)


Giorno per giorno, niente di particolare, soltanto annuendo col capo a tra me e me, senza nulla da scegliere,

nulla da eliminare, nulla che venga, nulla che vada, nessun porporato, montagne blu senza un granello di polvere.

Esercito il potere occulto e sottile trasportando l'acqua e caricandomi sulle spalle la legna da ardere.

(Hô Koji)


La gente ha paura di dimenticare la propria mente, temendo di cadere nel vuoto con niente cui potersi aggrappare;

non sa che il vuoto non è in realtà il vuoto, ma il vero regno del Dharma,

che non può essere cercato o inseguito, compreso da saggezza o cognizione,

spiegato in parole, toccato materialmente, o raggiunto da un'opera meritoria.

(Huang-po)


È sbagliato parlare di realizzazione. Che cosa c'è mai da realizzare? Il reale è sempre così com'è.

Non stiamo creando nulla di nuovo e non stiamo realizzando nulla che non avessimo  prima.

Nelle scritture troviamo questa allegoria: vogliamo scavare un pozzo e facciamo una buca enorme;

lo spazio nel pozzo non è stato creato da noi; abbiamo solo rimosso la terra che riempiva quello spazio.

Lo spazio è lo stesso, prima e dopo.

Nello stesso modo, noi dobbiamo solo buttar fuori tutte le formazioni mentali (samskara)

che sono dentro di noi da tempo immemorabile:

quando avremo rinunciato a tutte le identificazioni, la vera natura verrà fuori da sola.

(Ramana Maharshi)


«Coloro che cambiano, lodo. Che cambiando rimangono se stessi».

 (Bertolt Brecht)


È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare.

Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore.

Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte.

Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi;

posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto,

che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.

(Anne Frank)


Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore

e la nostra famiglia, tutta la società ne trarranno beneficio.

(Thich Nhat Hanh)


Se le scintille volano, penserò che la mia sete e la fame si sono chetate.

Se i cieli si aprono, penserò che stanno versando acqua per il mio bagno.

Se un fianco della collina slitta su di me penserò che sia un fiore per i miei capelli.

O Signore, bianco come un gelsomino, se la mia testa mi cade dalle spalle penserò che sia un'offerta a te.

(Mahadeviyakka)


«La sola via per la gioia e l'illuminazione passa attraverso la sofferenza.

Se tento di arrivare direttamente alla gioia, saltando dei passi, ciò che tocco veramente è un'idea della gioia,

rimanendo così intrappolato in un'illusione che non mi potrà mai soddisfare.

Riconosciamo che la sofferenza è una condizione naturale della vita che dobbiamo toccare e accettare.

Se non lo facciamo, essa controllerà la nostra vita, facendola diventare un'incessante reazione alla nostra sofferenza.

Se sono in grado di toccare una grande sofferenza, ho anche il dono di una grande gioia: non ci può essere l'una senza l'altra».

(Claude Anshin Thomas)


Metta (l'amorevolezza) va estesa a tutti gli esseri e a tutte le manifestazioni,

tuttavia con le persone incontriamo molte difficoltà.

È molto più facile amare gli uccelli, i cani, i gatti e gli alberi che non le persone.

Gli alberi e gli animali non rispondono, ma le persone sì,

così questo è il punto in cui comincia il nostro addestramento.

Alcuni studenti, a volte, non provano niente mentre praticano la meditazione di benevolenza.

Non è cosa di cui ci si debba preoccupare;

il pensiero indirizzato abbastanza spesso nella giusta direzione alla fine produrrà il sentimento.

Ogni contatto con gli organi di senso produce sensazioni: il pensiero è il sesto senso

e anche se stiamo soltanto pensando l'amorevolezza, il sentimento alla fine si manifesterà.

(Ayya Khema)


La felicità e la sofferenza vengono dalla vostra stessa mente, non dal mondo là fuori.

La vostra stessa mente è la causa della felicità, la vostra stessa mente è la causa della sofferenza;

per conquistare la felicità e sedare la sofferenza dovete lavorare dentro la vostra stessa mente.

(Lama Zopa Rinpoche)


Che io possa star sempre lontano dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride

e dalla grandezza che non s'inchina di fronte ai bambini.

(Kahlil Gibran)


Spesso gli uomini si odiano perché hanno paura l'uno dell'altro;

hanno paura l'uno dell'altro perché non si conoscono;

non si conoscono perché non possono comunicare;

non possono comunicare perché sono separati.

(Martin Luther King)


Munindra-ji soleva dire che nella pratica spirituale il tempo non c'entra;

la pratica non può essere misurata col tempo,

perciò lasciate perdere tutte le nozioni di quando e per quanto tempo.

La pratica è un processo di dispiegamento e si dispiega a tempo debito.

È come i fiori che crescono nel bocciolo: potete forse tirarli per farli sbocciare prima?

Io ci provato una volta con le carote, nel mio primo giardino,

quando avevo otto anni: non funziona.

Non abbiamo bisogno di alcun particolare lasso di tempo

per questo processo di lasciare che le cose avvengano.

(Joseph Goldstein)


Non può esserci continuità nell'esistenza.

La continuità implica un'identità nel passato, nel presente e nel futuro.

Ma una tale identità è impossibile,

dato che gli stessi oggetti con cui ci si identifica fluttuano e cambiano.

La continuità, la permanenza, non sono che illusioni create dalla memoria,

pure proiezioni mentali d'un modello laddove non può esserci alcun modello.

Il tempo è nella mente, lo spazio è nella mente.

In realtà il tempo e lo spazio esistono in te; non sei tu ad esistere in loro.

Sono modi della percezione, ma non sono gli unici.

Il tempo e lo spazio sono come parole scritte sulla carta;

la carta è reale, ma le parole sono solo una convenzione. Tutta l'esistenza è immaginaria.

Il tempo è infinito, benché limitato, l'eternità avviene nello spaccato del momento presente.

La manchiamo perché la mente fa la spola fra il passato e il futuro

e non si ferma a mettere a fuoco il presente.

Ma questa è una cosa che si può fare abbastanza facilmente, se si desta l'interesse.

(Nisargadatta Maharaj)


Anche il tuo stesso piccolo corpo è pieno di misteri e pericoli,

tuttavia non ne sei spaventato, perché lo prendi per tuo.

Quel che tu non sai è che l'intero universo è il tuo corpo e non c'è motivo di averne paura.

Si può dire che tu abbia due corpi: quello personale e quello universale:

il personale viene e va, l'universale è sempre con te.

L'intero creato è il tuo corpo universale.

Sei accecato dal personale al punto di non vedere l'universale.

Questa cecità non cesserà da sola; dev'essere discreata abilmente e deliberatamente.

Quando tutte le illusioni vengono comprese e abbandonate, si raggiunge quello stato perfetto

e senza errori in cui tutte le distinzioni fra il personale e l'universale non sussistono più.

(Nisargadatta Maharaj)


Il pellegrino,

il pellegrino e il cammino:

nient'altro che me

verso me stesso.

(Attar)


Il dolore non è evitabile, la sofferenza sì.

(Bhante Henepola Gunaratana)


Non dovete aspirare ad alcun nuovo stato né conseguirlo.

Liberatevi dei vostri attuali pensieri: questo è tutto.

(Ramana Maharshi)


Colui che muore prima di morire

non muore quando muore.

(Jon Kabat-Zinn)


Sedendo quietamente, senza far nulla,

viene la primavera e l'erba cresce da sé.

(Zenrin)


Che il bello e l'incantevole

Siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d'artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d'oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi
- effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima.
No, il bello più profondo e degno dell'amore
pare incline a corrompersi,
è sempre vicino a morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d'aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.

Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d'ali d'uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto

sulla sabbia.

(Hermann Hesse


Fa' di te stesso un'isola, fa' di te stesso il tuo rifugio; non c'è altro rifugio.

Fa' dell'evidenza la tua isola, fa' dell'evidenza il tuo rifugio; non c'è altro rifugio.

(Digha Nikaya, 16)


Sii un'isola per te stesso, un rifugio per te stesso, senza dipendere da nessun altro,

ma rifugiandoti nella verità e in nient'altro che nella verità.

Ma come si diviene un'isola e un rifugio per se stessi?

In questo modo: osserva e contempla come il tuo corpo sia composto da tutte le forze dell'universo.

Energicamente e consapevolmente guida il tuo corpo-mente

tenendo a bada lo scontento per il mondo che ti circonda.

Nello stesso modo osserva e contempla i tuoi pensieri

e impiega la stessa energia per frenare e controllare la schiavitù della brama e del desiderio.

Osservando come l'aggrappamento al corpo e alle emozioni ti impedisca di vedere la verità,

radicati nel pieno possesso di te stesso e nell'energica liberazione da questi vincoli.

In questo modo vivrai come un'isola e come un rifugio per te stesso.

Chiunque si stabilizzi in questa contemplazione, come un'isola circondata dal mare della verità,

avendo nella verità preso rifugio, verrà fuori dall'oscurità e perverrà alla luce.

(Dîgha Nikâya, condensato da Anne Bancroft in The Buddha Speaks, Shambala Publications)


Un guru è uno che ti dice di gettar via tutte le grucce

che t'hanno indotto a credere essenziali per la tua sopravvivenza.

Il vero guru ti dice: "Gettale via e non le sostituire con altre grucce di fantasia o magari computerizzate.

Tu puoi camminare; e se cadi, puoi rialzarti e camminare di nuovo".

Questo è quello che noi consideriamo - e che persino la tradizione considera - come il vero guru;

non quelli che al giorno d'oggi vendono merci scadenti al mercato della spiritualità.

È un commercio; s'è trasformato in un mercato popolare del sacro. Non sto condannando nulla.

Ma finché dipenderai da qualcun altro per risolvere i tuoi problemi, sarai impotente.

E quest'impotenza viene sfruttata da gente che in realtà non ha affatto le risposte ai tuoi problemi,

ma ti danno un certo tipo di palliativo.

La gente si accontenta di questi palliativi e si adagia in questo genere di cose,

invece di occuparsi da sé dei propri problemi.

(Uppaluri Gopala Krishnamurti)


Ciò che molti cercano non sono risposte, ma conferme.

Questo è un errore, perché nel dialogo sulla spiritualità le sconferme sono più utili delle conferme.

La verità, qualunque sia, non ha bisogno del nostro sostegno per stare in piedi;

perciò è meglio toglierle tutti i puntelli per vedere se tiene,

piuttosto che lasciarglieli per paura che non si dimostri così vera come vorremmo.

Se sta in piedi per conto suo, bene.

Se non sta in piedi, non saranno i nostri puntelli a farla diventare più vera.

(Flavatar)


Vi amate l'un l'altro? Forse non per una vita intera!

Alcuni si amano così tanto da tentare insieme il suicidio per restare uniti per sempre.

Ma se uno dei due sopravvive, lui o lei ben presto s'innamora di qualcun altro...

Gli esseri umani sono tragici.

(Kodo Sawaki)


Un samurai grande e grosso andò da un maestro di Zen e gli disse:

«Dimmi qual'è la natura del cielo e dell'inferno».

Il maestro lo guardo in faccia e disse:

«Perché dovrei dar retta a un trasandato, disgustoso, miserabile pelandrone come te?

A un verme come te, pensi che dovrei dire qualcosa?».

Acceso dalla collera, il samurai trasse la spada e la alzò  per tagliare la testa al maestro.

Allora il maestro disse: «Questo è l'inferno!».

Immediatamente il samurai comprese di aver creato il suo stesso inferno,

nero e caldo, pieno d'odio, di autodifesa, di rabbia e di rancore.

Si avvide d'essere sprofondato nell'inferno fino al punto di esser pronto a uccidere.

Gli occhi gli si riempirono di lacrime e giunse le mani

per inchinarsi in segno di gratitudine per questa comprensione.

Allora il maestro disse: «Questo è il paradiso!».

(Pema Chödrön)


L'amicizia che si fonda sull'accordo in tutte le questioni

non è degna di questo nome.

L'amicizia degna di questo nome

deve sempre sostenere il peso di oneste differenze di opinione,

per quanto aspre siano.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Non rinunciare mai.

Qualunque cosa accada, non rinunciare mai.

Sviluppa il cuore:

nel tuo Paese si spende troppa energia per sviluppare la mente invece del cuore.

Sii compassionevole non solo coi tuoi amici, ma con tutti gli esseri.

Datti da fare per la pace nel tuo cuore e nel mondo.

Datti da fare per la pace e io ti dico ancora: non rinunciare mai.

Qualunque cosa succeda, qualunque cosa accada intorno a te,

non rinunciare mai.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Se vi addentrate in una fitta foresta, con una bussola potrete sempre sapere in quale direzione andate.

Potreste cominciare a credere di andare verso est, ma la bussola vi mostrerà che state andando a sud.

Allora vi ravvedete: «Oh, sbagliavo. Era un errore pensare che stessi andando verso est».

La bussola vi mostrerà sempre la giusta direzione,

cosicché cesserete di contare solo sulle vostre congetture.

Nello stesso modo, dovunque siate, avete questo Dharma che vi manifesta la verità.

Il nostro pensiero potrà condurci altrove, ma abbiamo la bussola.

Possiamo lasciar andare le nostre idee e sensazioni perché impariamo

che ci condurranno nella direzione sbagliata.

(Ajahn Chah, da Essere Dharma)


La nonviolenza è la più grande forza a disposizione dell'umanità.

È più potente della più potente arma di distruzione inventata dall'ingegno umano.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


La maggior parte di noi studia il buddhismo come se fosse qualcosa di acquisito;

pensiamo di dover preservare l'insegnamento del Buddha,

un po' come se mettessimo del cibo nel frigorifero.

Poi, per studiare il buddhismo tiriamo fuori il piatto dal frigo.

Quando lo volete, è lì a disposizione.

Invece, gli studenti di zen dovrebbero essere interessati

a come produrre il cibo dal campo, dal giardino.

Noi mettiamo l'enfasi sulla terra.

(Shunryu Suzuki)


È importante rendersi conto che identificare se stessi come meditanti

o come persone spirituali o perfino come buddhisti

può essere un altro modo di cadere in trappola

o di perdere il proprio vero equilibrio.

È come trasportare una zattera sulla testa

invece di usarla come un mezzo per giungere all'altra riva.

Lo scopo della meditazione non è di creare una nuova identità spirituale,

né di diventare la persona più meditativa del condominio,

che dice agli altri come dovrebbero vivere.

Praticare vuol dire lasciar andare.

(Joseph Goldstein & Jack Kornfield)


Quando un viaggiatore arriva in un albergo,

negozia un prezzo per una stanza e informa il personale di quanto tempo resterà;

ma poi, trovandosi comodo, può cominciare a considerare l'albergo

come la propria casa e dopo un po' si dimentica di doversene andare.

E quando l'albergatore gli dice che deve lasciare la stanza, si rifiuta di andarsene:

«Questo è il luogo in cui vivo! Perché dovrei andarmene?».

E il malinteso porta a un conflitto.

Nello stesso modo, quando cominciamo a identificarci con il corpo

e con la mente e a pensare a questa vita come se fosse nostra,

siamo simili al viaggiatore che non vuole lasciare l'albergo.

Abbiamo un'idea sbagliata

su questo posto in cui ci siamo fermati temporaneamente

e ci troviamo sempre in lotta e in conflitto.

(Ajahn Chah, da Essere Dharma)


Quando il Buddha parlò dell'attaccamento,

non disse che è sbagliato avere sentimenti d'amore per la famiglia e gli amici:

questa è un'interpretazione erronea, ancorché comune.

Alcuni nuovi arrivati al buddismo si fanno l'idea sbagliata di dovere diventare «distaccati»,

ovvero distanti, tagliando i ponti col mondo intorno a loro

in modo da potersi beare in uno splendido isolamento.

In realtà, nulla è più distante di ciò dall'insegnamento del Buddha:

amore compassione e non separazione e distanza sono la vera via buddista.

(David Michie, Buddismo per gente indaffarata)


Viviamo nello stesso mondo, ma in mondi differenti.

Le differenze in parte vengono dal vivere in luoghi diversi.

Se voi vivete a est di una montagna mentre io vivo all'ovest,

il mio mondo avrà una montagna che impedisce la vista dell'alba

mentre la vostra vi impedirà di vedere i tramonti.

Ma, a seconda di ciò che vogliamo dal mondo,

i nostri mondi possono anche essere diversi

quando stiamo nello stesso luogo.

Un pittore, uno sciatore e un minatore,

pur guardando una montagna dallo stesso versante

vedranno montagne differenti.

(Thanissaro Bhikkhu)


Sebbene il nirvâna esista e la via per arrivarci esista

e, ugualmente, ci sia io qui a dare indicazioni,

alcuni dei miei seguaci raggiungeranno la meta ed altri no.

Non posso farci nulla: tutto ciò che posso fare è indicare la via.

(Majjhima Nikâya)


Tutti commettiamo errori di tanto in tanto.

La vita religiosa consiste nell'imparare a rendere i nostri errori meno frequenti.

A questo scopo, nel nostro monastero,

abbiamo adottato la politica di permettere ai monaci di sbagliare.

Quando i monaci non hanno paura di commettere errori,

non ne fanno poi così tanti.

(Ajahn Brahm)


Stabilisci un momento per la pratica seduta che sia destinato solo a essa.

Non dire tra te e te: «Devo andare a trovare la mia ragazza e,

dovendo guidare, farò della guida la mia meditazione».

È un approccio alla consapevolezza troppo utilitaristico, troppo pragmatico;

come prendere due piccioni con una fava:

«In questo modo medito e dopo posso ance vedere la mia ragazza».

Bisogna lasciar andare qualcosa da qualche parte.

Una certa rinuncia ci vuole. Un piccione con una fava.

(Chögyam Trungpa)


La realtà è ciò che è;

La verità è ciò che è;

la vera domanda è: chi sei tu?

(Steve Hagen)


Non c'è bisogno di controllare il mondo;

non c'è bisogno di difendersi da esso;

non c'è bisogno di preservare nulla;

dobbiamo solo essere totalmente qui, completamente,

liberi di rispondere all'occasione reale.

(Steve Hagen)


I grandi insegnamenti, all'unanimità, danno risalto al fatto che

tutta la pace, la saggezza e la gioia dell'universo sono già dentro di noi;

non dobbiamo guadagnarle, svilupparle o raggiungerle.

Come un bambino che stia in un magnifico parco con gli occhi strettamente chiusi,

non abbiamo bisogno di immaginare gli alberi, i fiori, i cervi, gli uccelli e il cielo;

dobbiamo soltanto aprire gli occhi e vedere che cosa c'è già qui,

che cosa siamo già, non appena smettiamo di fingere di essere piccini o peccatori.

Si potrebbe definire quasi tutta la pratica spirituale semplicemente come esserci,

identificare e arrestare, identificare e arrestare, identificare e arrestare:

identificare le innumerevoli forme di illusione che indossiamo

e darsi il coraggio di arrestarle tutte.

A poco a poco, in profondità dentro di noi,

il diamante si lustra, gli occhi si aprono,

l'alba si mostra e noi ci trasformiamo in ciò che siamo già.

Tat twam asi: Tu sei quello!

(Bo Lozoff)


Un oggetto ha un riflesso:

guardandolo vediamo due immagini, eppure c'è una cosa soltanto.

Nello stesso modo, questo mondo è un riflesso del Brahman.

Possiamo vedere due, eppure uno solo esiste.

(Jñaneshwar)


Tutti gli stati che possono essere ricondotti a cause esterne ovviamente non sono te,

ma ciò che non può essere ricondotto ad alcuna cosa, se non sei tu, che cos'è?

Di conseguenza, dovresti sapere che la tua mente è fondamentalmente meravigliosa, luminosa e pura

e che a causa della tua partecipazione alle cose del mondo l'hai ricoperta e perduta.

In questo modo sei attaccato alla ruota senza fine del diventare questo o quello,

di affondare e di galleggiare nel mare del divenire senza fine.

Svegliati ora alla tua stessa mente luminosa.

(Surangama Sutra)


D: Riesco a trasformare la rabbia e a lavorare con l'avidità, ma come si osserva l'illusione?

R: Stai montando un cavallo e chiedi: «Dov'è il cavallo?». Fa' attenzione.

(Ajahn Chah)


Il corpo nel quale si può vedere la verità perirà,

come un ventaglio di palma, senza alcun futuro;

ma ciò che costituisce la verità, ciò che è l'esistenza stessa, rimane,

sebbene sia profondo e infinitamente arduo da comprendere;

come il grande oceano, non si può immaginarlo.

(Digha Nikâya)


Messaggio di Sai Baba sull'AMORE

 

L'Amore è vitale, l'Amore è divino.

Per realizzare un atto che possa essere offerto a Dio

e sufficientemente puro per guadagnare la Sua grazia,

questo deve essere una manifestazione di amore.

Quanto più brillante sia questa manifestazione,

tanto più sarete vicini a  Dio.

L'Amore divino non viene influenzato o modificato

da considerazioni di credo o di religione;

non può essere macchiato dall'invidia,

dalla cattiveria o dall'odio...

Riempite ogni vostra parola con amore,

riempite ogni vostro atto con amore.

La parola che esce dalle vostre bocche

non deve tagliare come una daga,

né ferire come una freccia,

né colpire come una mazza.

Deve essere una fonte dolce di nettare,

un consiglio di saggezza consolatrice,

un soave sentiero di fiori.

Deve trasmettere pace e allegria...

L'Amore non conosce la paura.

L'Amore rifiuta la falsità,

mentre il timore trascina l'uomo alla falsità,

all'ingiustizia e al male.

L'Amore non anela riconoscimenti,

questa è la sua forza.

Solo coloro che non hanno amore,

ansano la ricompensa e la buona reputazione.

LA RICOMPENSA DELL'AMORE E' LO STESSO AMORE.

Quando vogliate fare offerte al Signore

invece di oggetti transitori, offrite amore.

L'Amore è la luce della vita,

E' L'UNICO CODICE DI CONDOTTA CHE COMPRENDE TUTTO.

Lasciatelo scorrere dal cuore come un torrente di verità,

un fiume di saggezza.

Non fate che sorga dalla mente né dalla lingua.

Lasciate che emerga, pieno e libero, dal cuore.

Questo è il più alto dovere, la più nobile santità.

Cominciate il giorno con amore,

riempite il giorno con amore,

passate il giorno con amore.

Questo è il cammino di Dio.

Aiutare sempre, ferire mai.

(Shri Sathya Sai Baba)


Se le fiamme salgono in cielo, penserò che la mia sete e la fame si sono chetate;

se i cieli si aprono, penserò che stiano versandomi l'acqua per il bagno;

se un fianco della collina mi rovina addosso penserò che sia un fiore per i miei capelli.

O Signore, bianco come un gelsomino, se la testa mi cade dalle spalle penserò che sia un'offerta a te.

(Mahadeviyakka)


Quando sei illuso, sei usato dal tuo corpo.

Quando sei illuminato, sei tu a usare il corpo.

(Bunan)


Le difficoltà non sono ostacoli sulla via; sono la via.

Sono opportunità di svegliarsi.

Riusciamo a imparare che cosa significhi accogliere favorevolmente una situazione indesiderata,

con il suo senso di imponderabilità, come un richiamo al risveglio?

Riusciamo a esaminarla come segnale che c'è qualcosa da imparare?

Possiamo permettere che penetri nel nostro cuore?

Imparando a far ciò, intraprendiamo il primo fondamentale passo verso l'apprendimento

di ciò che significa essere aperti verso quel che la vita ci presenta.

Anche quando non ci piace,

comprendiamo che questa difficoltà è la nostra pratica,

il nostro percorso, la nostra vita.

(Ezra Bayda)


C'è un paradosso fra grande fede e grande dubbio.

Abbiamo bisogno della fede per ancorarci e del dubbio per aprirci.

Con la fede soltanto potremmo diventare rigidi e prevenuti;

con il dubbio soltanto potremmo divenire scettici e titubanti.

Queste due qualità si equilibrano e si sostengono a vicenda.

(Martine Batchelor)


Il vero ornamento della donna è il suo carattere, la sua purezza.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1934)


Quando chiediamo che cosa rende felice e significativa una vita, può sorgere un problema,

cioè la tendenza a rispondere con parole che non vengono realmente dal cuore.

In tali circostanze la mente cosciente ha una risposta e quella inconscia ne ha un'altra, così sorge un conflitto.

Un modo semplice per scoprire se soffrite di un conflitto interiore del genere

è osservare in che modo le vostre attività quotidiane siano in sintonia con le vostre convinzioni.

Se affermate che la famiglia è importante

ma non trovate il modo di passare con la vostra

del tempo qualitativamente significativo ogni settimana;

se dite che la spiritualità è importante

ma passate solo alcune ore della settimana impegnati nella pratica spirituale;

se dite che aiutare gli altri è importante,

ma non riuscite a portare facilmente esempi recenti del vostro agire in tal modo,

allora c'è, probabilmente, una lacuna significativa fra le convinzioni che intrattenete coscientemente

e quelle inconsce che stanno regolando la vostra vita.

(Lorne Ladner)


Vivete come se aveste tutto il tempo del mondo?

Quella di avere tutto il tempo del mondo è un'illusione.

Non si può mai sapere che cosa potrebbe accadere:

un incidente, una malattia o una catastrofe.

Se aveste da vivere soltanto alcuni istanti,

cambiereste le vostre priorità?

Che cosa fareste? Dove andreste?

Come interagireste con la vostra famiglia,

gli amici, i vostri cari o gli sconosciuti?

Ma in verità, perché non state facendo queste cose adesso?

(Arnie Kozak)


Tutto ciò che accettiamo è a nostra disposizione per essere visto, usato, appreso, lasciato andare.

(Cheri Huber, da Quando stai cadendo, tuffati)


Ciò che fai può sembrarti insignificante, ma per te è importante farlo.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


La cessazione e la salvezza sopraggiungono man mano che si diventa persone ragionevoli.

Si diventa ragionevoli e meticolosi perché si cessa di essere trascurati e noncuranti.

Di conseguenza, c'è un senso di sollievo. Un esempio di meticolosità è la pratica dell'oryoki,

uno stile formale di servire e consumare i pasti che ha origine nel buddismo zen.

In questa pratica si è coscienti di tutto ciò che si sta facendo, di ogni movimento;

nello stesso tempo non si è tesi, poiché, se si diviene impacciati,

si comincia a dimenticare le procedure dell'oryoki.

Questa logica si applica ugualmente nel tenere la propria stanza ordinata,

nel prendersi cura dei propri vestiti, nel prendersi cura del proprio complessivo stile di vita.

Essere meticolosi non è fondato sul timore, ma sulla naturale consapevolezza.

(Chögyam Trungpa)


Le nozioni sulla felicità ci intrappolano: dimentichiamo che sono solo idee.

La nostra idea di felicità può impedirci di essere realmente felici.

Quando siamo compresi nella convinzione che la felicità dovrebbe assumere una forma particolare,

non riusciamo a vedere l'opportunità per la gioia che sta proprio davanti noi .

(Thich Nhat Hanh)


La felicità è quando ciò che pensi, ciò che dici e ciò che fai sono in armonia.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Nel lavoro su se stessi si comincia con la forma esteriore;

poi la forma esteriore apporta una sensibilità interiore e, infine,

la sensibilità interiore apporta un senso più profondo di libertà.

Così è un triplice processo.

Lo stesso processo si applica a qualunque cosa facciate.

All'inizio, è soprattutto un grande tira-molla;

nel mezzo è a volte un tira-molla e a volte una cosa naturale;

poi, infine, diventa naturale.

È così anche nella pratica della meditazione seduta:

in un primo tempo è una lotta;

a un certo momento è sia una lotta che un sollievo

e alla fine è molto facile.

È come indossare un anello nuovo;

per i primissimi giorni dà un po' di impaccio,

ma poi si trasforma in una parte della vostra mano.

(Chögyam Trungpa)


Coltivare la consapevolezza non è diverso dal mangiare;

sarebbe irragionevole attendersi che qualcun altro mangi per conto nostro.

E quando si va a un ristorante, non si mangia il menu, confondendolo col pasto,

né ci si nutre ascoltando il cameriere che descrive i cibi:

per nutrirsi bisogna realmente mangiare il cibo.

Nello stesso modo, bisogna realmente praticare la consapevolezza

per trarne i vantaggi e arrivare a capire perché è tanto importante.

(John Kabat-Zinn)


A volte può sembrare che, se solo potessimo fare una pausa dalle continue richieste nei confronti della nostra attenzione ed energia,

se solo potessimo prenderci in qualche modo un intervallo dal doverci costantemente occupare di una cosa dopo l'altra,

allora, forse, potremmo ottenere un barlume di di ciò che stiamo cercando.

Così possiamo cercare di cambiare marcia: un cambiamento di scena, una vacanza, un nuovo hobby, una certa modifica nella nostra routine.

Facciamo un certo cambiamento esteriore nella speranza che ci porti più vicino a una certa pace con il mondo esterno,

a un equilibrio interiore o, almeno, a una posizione di vantaggio da cui le nostre vite possano avere più senso, vedendoci più chiaro in noi stessi.

Ma, inevitabilmente, la vacanza finisce, la novità diventa consuetudine e il cambiamento routine. Così il girotondo ricomincia.

(John Daishin Buksbazen)


La fede non ha nulla a che fare col coraggio morale,

ma si manifesta quando non c'è nient'altro cui affidarsi,

quando si giunge alla fine del bisogno di controllo.

(Rodney Smith, Imparare dai morenti)


Ciascuno di noi non ha altra scelta se non di cominciare là dove si trova con quel che ha.

Questa è la nostra sfida, la nostra vita, la nostra pratica.

Ogni ostacolo, ogni problema, ogni handicap fa parte della pratica.

Ogni vantaggio, ogni successo aiuta la comprensione della pratica.

(Marc Lesser,  Zen of Business Administration)


Ci insegnano spesso che per avere successo è necessario essere convincenti.

I politici ci affascinano con le loro parole ispirate.

I talk show ospitano celebrità loquaci e spiritose.

Discutiamo e dibattiamo invece di condividere i pensieri.

Il problema, tuttavia, è che non appena ci innamoriamo di ciò che diciamo

e del suono della nostra voce, smettiamo di ascoltare.

Dimentichiamo anche il valore del non parlare affatto.

La pazienza e la tolleranza creano lo spazio per l'ascolto senza giudizio,

senza dover ricorrere a decisioni affrettate riguardo al giusto e allo sbagliato.

(Donald Altman)


Se non ci scontriamo con la ragione non concluderemo mai niente.

 (Albert Einstein)


Riflettere sulla nostra impermanenza ci aiuta a smettere

di inseguire la mente desiderosa e insoddisfatta,

i cui impulsi si rivelano insignificanti di fronte alla morte.

Quando non fronteggiamo l'impermanenza e la morte,

le nostre vite diventano indaffarate, complicate e stressanti;

quando le fronteggiamo diventano invece più semplici e più pregne di significato.

Il timore o l'avversione ad affrontare questi temi è un trucco che la mente gioca a se stessa,

per mantenerci nella trappola dell'egotismo autoriferito, compulsivo, nevrotico.

L'illusione di esistere come entità solide e permanenti è in effetti una trappola,

una prigione per i nostri cuori; fronteggiare la verità sull'impermanenza è la via d'uscita.

(Lorne Ladner)


Quando le emozioni umane vanno fuori controllo, allora la parte migliore del cervello,

quella con cui formuliamo i giudizi, non può funzionare correttamente.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Che cosa si guadagna a rimuginare sulle scritture?

Che stupidi!

Si consumano il cervello con le informazioni sulla via

ma non si mettono mai in cammino!

(Ramakrishna)


Bisogna veramente conoscere la propria mente fondamentale prima di potersi fermare a riposare.

Se conosci la tua mente e arrivi al fondamento, è come spazio che si fonda con lo spazio.

(Ta-tu)


Stanno giocando un gioco. Stanno giocando a non giocare un gioco.

Se mostro loro che vedo il gioco, infrangerò le regole e mi puniranno.

Devo giocare al loro gioco, di non vedere che vedo il gioco.

(Ronald D. Laing)


Ecco, in una casa dov'erano in molti, ora è rimasto uno solo;

e dove era uno, e poi molti, alla fine non è rimasto nessuno.

Così muovendo,

come due dadi, il giorno e la notte, Kâla con Kâli gioca,

sulla scacchiera del mondo, con le pedine umane.

(Kâlidasa)


Finché non ci giriamo e non affrontiamo ciò che abbiamo sempre evitato,

che cosa stiamo realmente facendo della nostra vita?

La pratica non è quella certa cosa graziosa

che facciamo soltanto sul cuscino da meditazione.

Finché non impariamo a osservarci obiettivamente

e non persistiamo nell'osservazione con sempre maggiore onestà

di tutti i modi in cui ci siamo trattenuti per timore,

non potremo cominciare ad avvertire la libertà

insita nell'uscire dalla nostra stanza protetta

per entrare nella vita reale che ci attende.

(Ezra Bayda, Being Zen: Bringing Meditation to Life)


Fa la tua pratica e tutto verrà da sé.

(Sri K. Pattabhi Jois - 1915-2009)


Liberazione non è altro che sbarazzarsi dell'idea

che ci sia qualcuno che abbia bisogno di essere liberato.

(Ramesh Balsekar)


Il dharma che viene insegnato e il dharma che si sperimenta

sono descrizioni di come vivere,

di come usare la vostra vita per svegliarvi,

non per farvi dormire.

(Pema Chödrön)


È meglio vedere Dio in ogni cosa che cercare di immaginarselo.

(Neem Karoli Baba)


Non dovreste considerare la mente come ciò che riflette

sulle impressioni visive, auditive, gustative, olfattive e tattili.

Molta gente pensa che la mente sia semplicemente

ciò che riflette sopra ciò che viene visto e sentito

e che possa distinguere tra buono e cattivo e così via.

In questo modo pensano che il sesto senso, l'intelletto, sia la mente;

ma un tale modo di pensare è illusorio.

Prima di vedere, prima di sentire e prima del pensiero, che cos'è la mente?

Solo questo è ciò che dovete cercare e a cui dovete svegliarvi.

(Kusan Sunim)


Percorrere una qualunque via spirituale è un gioco di destrezza:

mentre si incrementano impegno e padronanza, si aumenta anche l'abilità.

Ciò significa che, mentre potete lavorare più sodo, lo sforzo verrà più naturale.

Mentre certamente incontrerete nuove distrazioni - e chi non lo fa? -

nello stesso tempo avrete i mezzi per superarle.

Non scoraggiatevi.

C'è sempre un momento nuovo in cui sperimentare la gentilezza vivente.

(Donald Altman, Living Kindness)


Ci si può convertire da una fede all'altra, si può passare da un dogma all'altro,

ma non ci si può convertire alla comprensione della realtà: credere non è realtà.

(Jiddu Krishnamurti)


Le convinzioni inadeguate ci mantengono nell'ignoranza mentre le convinzioni adeguate la rimuovono,

ma quando siamo nella posizione di scartare entrambe, allora poi siamo assolutamente puri.

(Il Sûtra di Hui Neng)


Qualsiasi decisione pensiamo di prendere, in realtà viene presa per noi,

perché la decisione è il risultato finale di un pensiero

e noi non abbiamo controllo sul sorgere del pensiero.

(Ramesh Balsekar)


Vorrei spiegare il significato della compassione, che è spesso mal compreso.

La vera compassione non si basa sulle nostre proiezioni e aspettative, ma, piuttosto, sui diritti dell'altro:

indipendentemente dal fatto che l'altra persona sia un amico intimo o un nemico,

nella misura in cui detta persona vuole pace e felicità e vuole evitare la sofferenza,

su questa base possiamo sviluppare una genuina preoccupazione per i suoi problemi, Questa è la vera compassione.

Di solito, quando siamo interessati alla sorte di un amico intimo, chiamiamo quest'interesse "compassione";

ma non è compassione, è attaccamento. Anche nel matrimonio, in quei matrimonï che durano poco, ciò avviene a causa dell'attaccamento.

I matrimoni durano poco a causa della mancanza di compassione; c'è solo attaccamento emotivo, basato sulle proiezioni e sulle aspettative.

Se l'unico legame fra amici intimi è l'attaccamento, allora anche un'inezia può indurre un mutamento delle proiezioni.

Non appena le proiezioni cambiano, l'attaccamento scompare, perché quell'attaccamento era basato solo sulle proiezioni e sulle aspettative.

È possibile avere compassione senza attaccamento e, similmente, provare rabbia senza odio.

Di conseguenza dobbiamo chiarire le distinzioni fra compassione e attaccamento e fra rabbia e odio.

Tale chiarezza ci è utile nella vita quotidiana e nell'impegno per la pace nel mondo.

Ritengo che questi siano i valori spirituali di base per la felicità di tutti gli esseri umani, che siano credenti o meno.

(Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama)


In meditazione non aspettarti niente.

Siediti soltanto dietro e osserva quel che accade.

Tratta tutta quanta la faccenda come un esperimento.

Assumi un atteggiamento di attivo interesse per la prova in sé,

ma non farti distrarre dalle aspettative per i risultati.

Anzi, non essere ansioso di ottenere alcun risultato.

(Bhante Henepola Gunaratana)


Sentiamo dire spesso: «Va' dove ti porta il cuore»;

ma avendo praticato a lungo e avendo esaminato tutto ciò che sorge nel mio cuore,

ho visto che, mentre alcune cose erano bellissime e ottime, altre non erano altrettanto nobili.

Il cuore non è mosso solo da amore, gentilezza e compassione;

è anche mosso dal desiderio, dall'avidità e dalla rabbia.

Dobbiamo educare il cuore,  non semplicemente seguirlo.

(Joseph Goldstein)


La persona che progredisce [spiritualmente]

comincerà a godere della più profonda beatitudine che sia al lavoro oppure no:

mentre ha le mani immerse nella società, tiene la testa nel fresco della solitudine.

(Ramana Maharshi)


Noi siamo ciò che i nostri pensieri ci hanno fatto diventare;

perciò sta' attento a ciò che pensi.

Le parole sono secondarie.

I pensieri vivono e vanno lontano.

(Swami Vivekananda)


Sulla mia parete ho la fotografia di una ragazza che pattina sul ghiaccio,

scivolando in avanti, con le braccia in alto e la testa gettata all'indietro,

apparentemente spensierata e dimentica del vicino segnale che dice

«Attenzione! Ghiaccio sottile».

Ciò vi suona familiare?

La maggior parte di noi va per l'esistenza col pilota automatico.

Forse le cose vanno bene o, almeno, la vita al momento va esente da catastrofi.

Possiamo avere un lavoro rispettabile, relazioni soddisfacenti e una buona salute fisica,

eppure, proprio mentre scivoliamo in avanti, abbiamo un senso intangibile che il ghiaccio intorno a noi sia sottile:

possiamo percepire il fremito ansioso che vibra di vaga insoddisfazione, le sacche di dolore inguaribile e le paure rimosse.

Eppure, per lo più, scegliamo di non guardare sotto la superficie.

(Ezra Bayda)


L'altro giorno Tatsugami Roshi ha detto:

«La tigre acchiappa il topo con tutta la sua forza».

La tigre non trascura né snobba alcun animaletto.

Il modo in cui prende un topo e quello in cui divora una vacca è il medesimo;

ma voi, di solito, sebbene abbiate molti problemi, pensate che siano secondari,

così non credete che sia necessario darsi da fare.

Questo è il modo in cui molti Paesi trattano i problemi internazionali:

«Questo è un problema secondario.

Finché non si violano i trattati internazionali, va bene così.

Finché non si violano i trattati sulle armi nucleari, possiamo combattere».

Ma quel genere di piccola guerra provocherà alla fine una grande guerra.

Perciò, anche se i problemi che avete nella vostra vita di tutti i giorni sono piccoli,

se non vorrete risolverli, incontrerete grandi difficoltà.

(Shunryu Suzuki Roshi)


Immagina di essere un cacciatore di tesori che, un bel giorno,

scopre, sepolto in terra, un pezzo di metallo.

Scavi una buca, estrai il metallo, lo porti a casa e cominci a pulirlo.

Subito un angolo della pepita si rivela luminoso e brillante.

Gradualmente, man mano che rimuovi la sporcizia e il fango accumulatisi,

tutto il pezzo di metallo si rivela essere una pepita d'oro.

Così lascia che ti chieda: qual è il metallo più prezioso?

Quello sepolto nel fango o quello che hai pulito?

In realtà, il valore è lo stesso.

La differenza fra la pepita sporca e quella pulita è solo superficiale.

Lo stesso si può dire della mente naturale.

Le ciance di un neurone che ti impediscono di vedere la tua mente nella sua pienezza

in realtà non cambiano la natura fondamentale della tua mente.

Pensieri come «sono brutto» oppure «sono stupido» o «mi sto annoiando»

non sono altro che una specie di fango biologico, che oscura temporaneamente

le qualità brillanti della natura di Buddha, della tua mente naturale.

(Yongey Mingyur Rinpoche)


Questa è la sostanza di tutto il culto: essere puri e fare del bene agli altri.

Colui che vede Shiva nel povero, nel debole e nel malato, in realtà adora Shiva;

ma se vede Shiva soltanto nell'immagine, il suo culto è solo preliminare.

Di colui che serve e aiuta un indigente, vedendo Shiva in lui,

senza pensare alla casta, alla religione, alla razza o a altro,

Shiva si compiace molto di più che dell'uomo che lo vede soltanto al tempio.

(Vivekananda)


Quando l'ego piccino compare, non preoccuparti; semplicemente, trascuralo.

Quando un pensiero negativo ti colpisce, riconoscilo, quindi lascialo cadere.

Il proverbio zen dice: «Il ricorrere di un cattivo cattivo pensiero è un malanno;

non continuarlo è il rimedio».

(Katsuki Sekida)


Gli esseri umani perdono la salute per fare soldi,

e poi perdono i soldi per tentare di recuperare la salute.

Pensano tanto ansiosamente al futuro dimenticando di vivere il presente.

Così facendo, non riescono a vivere né il presente né il futuro;

vivono come se non dovessero morire mai

e muoiono come se non avessero mai vissuto.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


«Non c'è niente da praticare;

per conoscere te stesso, sii te stesso;

per essere te stesso,

smetti di immaginare di essere questo o quello;

semplicemente sii;

lascia che la tua natura emerga.

Non disturbare il cuore con la ricerca».

(Nisargadatta Maharaj)


Il maestro coreano Hyanung Sunim teneva una lezione al centro zen di San Francisco.

Uno studente gli chiese la ragione per cui gli esseri umani persistessero in abitudini a loro stessi dannose,

a volte anche molto tempo dopo che avevano cessato di essere piacevoli.

«Nel cristianesimo», rispose Hyanung Sunim, «ciò è noto come il peccato originale.

Nel buddismo lo chiamiamo illusione».

Si guardò intorno intorno nella stanza. «Perché c'è l'illusione?».

Scrollò le spalle e sollevò entrambe le mani in aria:

«Nessuna ragione!». Poi rise fragorosamente.

(Sean Murphy)


Perché la gente è così impaurita?

La risposta è che si è resa impotente e dipendente dagli altri.

Siamo così pigri, non vogliamo far nulla da soli.

Vogliamo un dio personale,

un salvatore o un profeta che faccia tutto per noi.

(Swami Vivekananda)


Dovremmo ricordare che se una situazione non si può cambiare, non c'è motivo di preoccuparsi;

nemmeno se si può cambiare c'è motivo di preoccuparsi: basta agire per cambiarla.

(Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama)


Una giovane donna che deve sposarsi è in cammino attraverso la foresta.

Com'è naturale, i suoi pensieri vanno allo sposo, all'aspettativa felice della sua vita futura,

quand'ecco che, all'improvviso, una tigre le si para dinanzi sul sentiero.

Dove vanno a finire allora i  suoi sogni, le fantasie, i progetti?

Il pensiero è uno scavatore di tombe,

che fruga nel cimitero del passato in cerca di vecchie ossa da rodere,

o che fabbrica in aria castelli che nessuno abiterà mai.

Perciò sia benvenuta la tigre sul sentiero.

(H. W. L. Poonja)


Si deve capire l'utilizzo di base dei mantra, o sacre sillabe,

secondo gli insegnamenti del buddismo.

Il mantra non è affatto un incantesimo magico

utilizzato al fine di ottenere poteri psichici a fini egoistici,

come l'accumulo di ricchezza, il potere sugli altri e la distruzione dei nemici.

Secondo la dottrina buddista, tutte le pratiche tantriche,

come le visualizzazioni, lo hatha-yoga  qualsiasi altra pratica yogica,

deve essere basata sul fondamentale insegnamento del Buddha,

ossia sulla comprensione dei quattro marchi dell'esistenza:

l'impermanenza (anitya),

la sofferenza (duhkha),

il vuoto o vacuità (shunyata),

e l'assenza di ego (anatman).

Le divinità, nel buddismo, non sono esterne.

In altre parole, sono aspetti della mente risvegliata,

come il grande bodhisattva Avalokiteshvara

che rappresenta l'aspetto compassionevole della natura di Buddha.

Ci sono vari mantra, o sacre sillabe, collegate a questi grandi esseri,

che contribuiscono a realizzare l'essenza della compassione,

della saggezza o dell'energia.

(Chögyam Trungpa)


Studente: «Qual è la differenza tra aggressione e conquista?»

Chögyam Trungpa: «In questo caso, la conquista non è tanto un'aggressione, quanto un senso di ispirazione.

Se sei veramente affamato, hai con il cibo un rapporto fantastico. Facciamo conto che si tratti di una salsiccia.

Per molti giorni hai desiderato una salsiccia. E, finalmente, ne ordini una.

La puoi finalmente avere su un piatto di carta, o su qualsiasi altro piatto tu abbia.

Hai un rapporto fantastico con la salsiccia. La mangi con gioia completa e completa comunicazione.

Questo potrebbe sembrare un trip molto aggressivo, ma io non credo che ciò corrisponda al vero,

in realtà, perché verso quella particolare salsiccia hai la mente aperta.

L'hai visualizzata e pregustata e hai provato un senso di nostalgia per la salsiccia, e tutto ciò ti ha completamente addolcito.

Ti sei ammorbidito, sei diventato una persona dolce e ragionevole. Ora disponi di una salsiccia e la puoi mangiare con gran gusto.

La tieni in mano e la senti. Ne prendi un morso, la mastichi e ne senti la bontà, allo stesso tempo. Quindi è una esperienza molto reale.

Questa sembra essere la differenza tra la conquista o espansione, e l'aggressione, che, si sa, è roba totalmente da matti».

(Chögyam Trungpa)


Che tu e io e pochi altri un giorno rinnoveremo il mondo, resta da vedere;

ma dentro di noi dobbiamo rinnovarci ogni giorno.

(Herman Hesse)


Come la visione buddhista ha ampiamente dimostrato, è il punto di vista del malato

a determinare se una data esperienza perpetuerà sofferenza oppure sarà un'occasione di risveglio.

Elaborare qualcosa vuol dire cambiare il proprio punto di vista;

se, invece, si cerca di cambiare l'emozione, si può ottenere un certo successo a breve termine,

ma si rimane vincolati alle forze dell'attaccamento e dell'avversione per i sentimenti dai quali vogliamo liberarci.

(Mark Epstein)


Qualunque cosa sia ciò che ha fatto di questa terra la base, del mondo la sua vita,

del vento il suo pilastro, che ha arrangiato il loto e la luna e coperto tutto quanto con le pieghe del cielo,

celando se stesso dentro, quel mistero indifferente alle differenze io prego, O Ramanatha.

(Devara Dasimayya)


Tutto comincia quando si dice «io». Tutto ciò che segue è illusione.

(Kodo Sawaki)


Un guru è uno che ti dice di gettar via tutte le grucce che t'hanno indotto a credere essenziali per la tua sopravvivenza.

Il vero guru ti dice: «Gettale via e non le sostituire con altre grucce di fantasia o magari computerizzate.

Tu puoi camminare; e se cadi, puoi rialzarti e camminare di nuovo».

Questo è quello che noi consideriamo - e  che persino la tradizione considera - come il vero guru;

non quelli che al giorno d'oggi vendono merci scadenti al mercato della spiritualità.

È un commercio; s'è trasformato in un mercato popolare del sacro. Non sto condannando nulla.

Ma finché dipenderai da qualcun altro per risolvere i tuoi problemi, sarai impotente.

E quest'impotenza viene sfruttata da gente che in realtà non ha affatto le risposte ai tuoi problemi,

ma ti danno un certo tipo di palliativo.

La gente si accontenta di questi palliativi e si adagia in questo genere di cose,

invece di occuparsi da sé dei propri problemi.

(Uppaluri Gopala Krishnamurti)


«Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo».

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Religione significa vivere la propria vita, completamente fresca e nuova, senza farsi ingannare da nessuno.

(Kōdō Sawaki)


Siamo venuti al mondo senza mariti, mogli, amici o compagni;

possiamo avere molti amici e conoscenti, al momento, e, forse, anche molti nemici;

ma non appena la morte ci cascherà addosso, ce li lasceremo tutti dietro,

come un capello tirato fuori da un panetto di burro.

 (Dilgo Khyentse Rinpoche)


C'era una volta un asino che era solito ascoltare i grilli.

Ascolta oggi, ascolta domani, arrivò a pensare:

«Come sarebbe bello se riuscissi a cantare come loro!».

Così chiese agli altri animali quale fosse il segreto dei grilli

e gli fu detto che i grilli bevevano la rugiada.

Così per molti giorni ogni mattina andò in giro a sorbire la rugiada dall'erba.

Finché un giorno, pensando di essere pronto, aprì la bocca per cantare;

ma, ahimè, quel che ne uscì fu ancora un raglio d'asino.

(Achaan Chah)


Le parole vere non sono necessariamente belle;

le parole belle non sono necessariamente vere.

I saggi non sono polemici, i polemici non sono saggi.

Coloro che sanno non sono eruditi, gli eruditi non sono saggi.

Il saggio non accumula:

quanto più spende per gli altri, tanto più possiede;

quanto più dà agli altri, tanto più ha di suo.

Con tutta la nitidezza della Via del Cielo, non ferisce nessuno;

con tutto il suo saggio agire non si sforza.

(Dao De Jing, cap. 81)


La vita non ha un donde, ma va avanti e ancora avanti.

La morte non ha un dove, ma porta via, e porta via ancora.

In ultima analisi, com'è?

Se la mente non differisce, miriadi di cose sono una quiddità.

(Dōgen Zenji)


Quando si chiede a buoni maestri come stanno, rispondono:

«Bene, bene, molto bene», sempre bene.

Molti, però, dicono di sentirsi disonesti

a dire di star bene quando, in realtà, hanno problemi.

Ma ciò di cui stiamo parlando qui è lo sviluppo

di un sentimento fondamentale di forza e benessere.

Non è meglio associare la nostra mente a quello,

piuttosto che a tutte le emozioni fugaci

e le sensazioni fisiche che proviamo mentre parliamo?

Che significato ha essere onesti su una cosa così sfuggente e impossibile da definire?

Se il vostro benessere è così dipendente da emozioni e sensazioni fisiche,

avrete ben poche possibilità di dire: «Io sto bene».

Perciò, quando vi chiedono come state, rispondete sempre: «Bene!».

(Dzigar Kongtrul Rinpoche)


Fate un esperimento: la prossima volta che fate una commissione,

che siete bloccati nel traffico o in fila al supermercato,

invece di preoccuparvi del tempo che impiegate e di ciò che avete da fare,

prendetevi un momento per inviare semplicemente

pensieri amorevoli a tutti coloro che vi circondano.

Spesso c'è un cambiamento immediato e notevole,

nella misura in cui vi sentirete più connessi col presente.

(Joseph Goldstein)


Alcuni dei miei studenti all'inizio mi hanno detto:

«Ma io non voglio questo tipo di felicità. Mi piace il gusto del piacere.

Voglio assaporare un coinvolgimento appassionato con la mia vita.

Mi piace l'emozione di un'esperienza».

Capisco. Come concetto, l'equanimità può sembrare poco attraente,

ma gli studenti poi scoprono, con loro grande sorpresa,

che la pace squisita di uno stato di equilibrio interiore

ha un gusto di felicità al di là del piacere e al di là del dolore.

Ogni esperienza di gradimento ha, invece, come contropartita,

lo sgradimento di qualcos'altro.

(Shaila Catherine)


Prendete esempio dai bambini. Naturalmente possono litigare, ma,

parlando in generale, non protraggono il risentimento a lungo come gli adulti.

La maggior parte degli adulti ha sui bambini il vantaggio dell'educazione,

ma a che serve l'educazione quando si fa mostra di gran sorrisi

mentre si nasconde il rancore all'interno e in profondità?

I bambini, di solito, non agiscono in questo modo.

Se sono arrabbiati con qualcuno, lo esprimono e la fanno finita.

E possono giocare ancora con quella persona il giorno dopo.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, Imagine All The People)


Quando venite a conoscenza del successo o della fortuna di qualcun altro, siatene lieti.

Praticate sempre la letizia per la buona riuscita altrui, che sia un amico o un nemico.

Se non riuscirete a praticare la contentezza per gli altri non potrete essere felici.

(Lama Zopa Rinpoche, Trasformare i problemi in felicità)


Se non sciogli il groviglio del tuo karma mentre sei vivo, che speranza di liberazione vuoi avere quando sarai morto?

È un sogno disperato pensare che l'unione avvenga dopo che l'anima ha lasciato il corpo.

(Kabir)


Un famoso monaco, che era un grande maestro, morì. Era molto rinomato, tuttavia, a motivo del suo principale discepolo.

Le migliaia di persone venute a rendere omaggio al maestro morto furono stupefatte di scoprire che il discepolo piangeva.

Non riuscivano a capire come una persona priva di attaccamento potesse piangere;

in modo particolare una che aveva sempre sostenuto che nessuno nasce e nessuno muore!

Gli chiesero: «Perché piangi?». Il monaco rispose: «Non si può vivere sempre coi perché.

Ci sono momenti in cui non c'è alcun perché. Sto piangendo: questo è tutto».

Insistettero: «Hai sempre detto che nessuno nasce e nessuno muore. Allora, perché piangi?».

Rispose: «Sono sempre convinto che nessuno nasca e nessuno muoia, ma ciò non mi fa smettere di piangere».

(Storia zen)


Credo che - qualora vi fosse solo la scelta tra la codardia e la violenza - consiglierei la violenza;

ma credo anche che la nonviolenza sia infinitamente superiore alla violenza

e che il perdono sia più virile della punizione.

Il perdono è l'ornamento del guerriero.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


Differenti scuole buddiste consigliano diverse posture meditative.

Alcune caldeggiano una ferma postura formale,

mentre altre sono meno rigide e più concentrate sui movimenti interni della coscienza.

Le tradizioni del Tibet, per esempio, consigliano una spina dorsale dritta, eretta ma rilassata,

le mani a riposo nel grembo, con il ventre molle, le spalle rilassate,

il mento leggermente retratto e lo sguardo abbassato, con le palpebre socchiuse;

la mandibola è molle con la lingua dietro i denti superiori, le gambe incrociate.

Un detto buddihsta Zen Soto insegna a sedere con il corpo formale e la mente informale.

Il punto essenziale comune a tutte le scuole è di rimanere equilibrati e all'erta,

al fine di squarciare il velo dell'illusione samsàrica.

(Lama Surya Das)


Se volano scintille, penso che la sete e la fame si sono placate.

Se il cielo apre le cataratte, penso che mi versi l'acqua per il  bagno.

Se una collina frana su di me penserò che voglia adornarmi di fiori i capelli.

O Signore, bianco come il gelsomino, se la testa mi cadesse dalle spalle,

penserei che è un'offerta per Te.

(Mahadeviyakka)


Ho scoperto che è necessario, assolutamente necessario, credere in niente.

Ossia, dobbiamo credere in qualcosa che non abbia forma né colore;

qualcosa che esiste prima che appaiano tutte le forme e tutti i colori.

Ecco un punto molto importante. Indipendentemente dal dio o dalla dottrina in cui credete,

se vi ci attaccate, il vostro credo si baserà più o meno su un'idea di tipo egocentrico.

(Shunryu Suzuki Roshi)


Ci si può convertire da una fede all'altra, si può passare da un dogma all'altro,

ma non ci si può convertire alla comprensione della realtà: credere non è realtà.

(Jiddu Krishnamurti


La meditazione zen non è culturismo e non è nemmeno un metodo per ottenere qualcosa di materiale.

È la tranquillità, la beatitudine stessa. È l'attualizzazione della verità e della saggezza.

(Dōgen Zenji)


Alla fine ci renderemo conto (per lo più a posteriori, ovviamente)

che possiamo essere molto grati a coloro che ci hanno reso la vita più difficile.

(Ayya Khema)


Stare attenti vuol dire vivere nel momento presente,

non essere imprigionati nel passato

e nemmeno anticipare eventi futuri che potrebbero non accadere.

Allorché siamo pienamente coscienti del momento presente,

la vita si trasforma e l'ansia e lo stress scompaiono.

Gran parte della vita se ne va nella febbrile anticipazione delle cose da fare

e nella conseguente sospensione d'animo.

Dovremmo imparare a fare un passo indietro nella libertà e possibilità del presente.

(Bede Griffiths, 1906-1993)


Proprio ora e in ogni momento presente, vi chiudete oppure vi aprite. Siete nell'ansiosa attesa di qualcosa più soldi, più sicurezza, più amore oppure vivete dal profondo del cuore, aperti in sintonia con la totalità del presente e state dando ciò che più profondamente volete dare, senza attendere. Se state aspettando qualcosa per vivere e amare senza trattenere nulla, allora soffrite. Ogni momento è il momento più importante della vostra vita. Non c'è tempo futuro migliore di adesso per abbassare la guardia e amare. Tutto ciò che fate adesso produce onde che si espandono fino a interessare tutto. La vostra postura può far brillare il cuore o trasmettere l'ansia. Il vostro respiro può irradiare amore o infangare di depressione la stanza in cui vi trovate. Il vostro sguardo può svegliare la gioia. Le vostre parole possono ispirare libertà. Ogni vostro atto può aprire le menti e i cuori. Aprendovi a tutti dal cuore, vivete per tutti come un dono. In ogni momento, siete aperti o chiusi. Anche adesso state scegliendo di aprirvi e di darvi pienamente oppure state attendendo. Che cosa vi sentite di scegliere?

(David Deida)


La sfida buddista al convenzionale concetto occidentale di spiritualità getta luce sul modo in cui noi abbiamo attizzato una guerra tra la carne e lo spirito. Nel buddhismo non c'è peccato originale. Anche se il tener conto del modo in cui si esprime la sessualità può certamente condurre a maggiore consapevolezza e al retto comportamento, non consideriamo la carne un veicolo di corruzione, né di punizioni di alcun tipo e nemmeno come un ostacolo al raggiungimento del risveglio. La radice della sofferenza umana non è il peccato, ma la nostra confusione riguardo all'ego. Soffriamo perché crediamo nell'esistenza di un sé individuale. Questa credenza divide il mondo in «me» e gli «altri».

(Stephen Butterfield)


Se a causa di negligenza ho commesso qualche sbaglio con il corpo, con la parola o col pensiero, queste mancanze mi perdoni il Buddha, perfetto dall'immenza saggezza. Se a causa di negligenza ho commesso qualche sbaglio con il corpo, con la parola o col pensiero, queste mancanze mi perdoni il Dhamma, visibile qui e ora, non intaccato dal tempo. Se a causa di negligenza ho commesso qualche sbaglio con il corpo, con la parola o col pensiero, queste mancanze mi perdoni il Sangha, che pratica pienamente, incomparabile.

(Theravāda Puja)


I grandi insegnamenti, all'unanimità, danno risalto al fatto che tutta la pace, la saggezza e la gioia dell'universo sono già dentro di noi; non dobbiamo guadagnarle, svilupparle o raggiungerle. Come un bambino che stia in un magnifico parco con gli occhi strettamente chiusi, non abbiamo bisogno di immaginare gli alberi, i fiori, i cervi, gli uccelli e il cielo; dobbiamo soltanto aprire gli occhi e vedere che cosa c'è già qui, che cosa siamo già, non appena smettiamo di fingere di essere piccini o peccatori.  Si potrebbe definire quasi tutta la pratica spirituale semplicente come esserci, identificare e arrestare, identificare e arrestare, identificare e arrestare: identificare le innumerevoli forme di illusione che indossiamo e darsi il coraggio di arrestarle tutte. A poco a poco, in profondità dentro di noi, il diamante si lustra, gli occhi si aprono, l'alba si mostra e noi ci trasformiamo in ciò che siamo già. Tat twam asi: Tu sei Quello!

(Bo Lozoff)


Niels Bohr, il celebre fisico, disse:

«È sbagliato pensare che il compito della fisica sia di scoprire com'è la natura.

La fisica riguarda quello che diciamo della natura».

Ebbene, io penso che questa affermazione sia ugualmente valida per la spiritualità e la religione.

Tutte le discussioni su Dio, l'Origine o l'Illuminazione riguardano solo ciò che si dice su questo tema,

tanto più se a dirlo è la vostra stessa mente.

(Wayne Liquorman)


 La persona che utilizza Internet ha la scelta.

Se Internet diventa materiale per la felicità o per la sofferenza

dipende dalla vostra mente.

La mente viene prima dell'oggetto esterno.

 (I monaci del monastero Namgyal)


L'amore non chiede mai e dà sempre;

l'amore non soffre, non si risente, non si vendica.

(Mohandas Karamchand Gandhi, 1925)


Il grande maestro indiano Nisargadatta Maharaj una volta disse:

«La saggezza mi dice che sono niente.

L'amore mi dice che sono tutto.

Tra questi due fluisce la mia vita».

«Io sono niente» non vuol dire che dentro di noi ci sia solo un terreno incolto e brullo.

Significa che, con consapevolezza, ci apriamo a uno spazio libero e senza impedimenti,

senza centro né periferia niente di separato.

Se siamo niente, non c'è niente che possa fare da barriera alla nostra sconfinata espressione d'amore.

Così, essendo niente, siamo anche, inevitabilmente, tutto.

«Tutto» non significa un delirio di onnipotenza, ma il riconoscimento decisivo dell'interconnessione;

non siamo separati. Entrambe le cose, sia lo spazio aperto e libero del «niente»

sia l'interconnessione del «tutto» ci risvegliano alla nostra vera natura.

Questa è la verità con cui ci mettiamo in contatto quando meditiamo:

un senso di unità oltre la sofferenza.

È sempre presente; dobbiamo soltanto riuscire ad accedervi.

(Sharon Salzberg)


Questa è la mia semplice religione:

non c'è bisogno di templi, non ci vogliono complicate filosofie.

Il nostro cervello e il nostro cuore sono il tempio, la gentilezza è la filosofia.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Non essere un'impersonificazione della fama,

non essere un deposito di schemi,

non essere un proprietario di saggezza;

incarna pienamente ciò che non ha fine

e vaga dove non c'è sentiero;

tieniti tutto ciò che hai ricevuto dal cielo,

ma non pensare di aver avuto qualcosa;

sii vuoto, questo è tutto.

(Zhuangzi)


Questo mondo è instabile.

Crescita e decadenza sono la sua vera natura:

le cose vengono all'essere e poi cessano.

Felice è la loro meraviglia e la pace.

(Nidana Vagga)


In quanto buddhisti ci disponiamo ad accettare l'inevitabile impermanenza e decadenza  del corpo fisico.

Ma non basta accettarla come un dato di fatto; si può crederci e tuttavia non volerla vedere.

Nagarjuna disse: "Il cambiamento rende possibili tutte le cose;

È solo a causa del cambiamento che la sofferenza può finire

ed è sempre a causa del cambiamento che i nostri corpi cadono a pezzi,

come tutte le cose composte di elementi".

Non si può avere una cosa  senza l'altra, ma ci proviamo sempre.

(Sallie Tisdale)


Nel lavoro su se stessi si comincia con la forma esteriore; poi la forma esteriore apporta una sensibilità interiore e, infine, la sensibilità interiore apporta un senso più profondo di libertà. Così è un triplice processo. Lo stesso processo si applica a qualunque cosa facciate. All'inizio, è soprattutto un grande tira-molla; nel mezzo è a volte un tira-molla e a volte una cosa naturale; poi, infine, diventa naturale. È così anche nella pratica della meditazione seduta: in un primo tempo è una lotta; a un certo momento è sia una lotta che un sollievo e alla fine è molto facile. È come indossare un anello nuovo; per i primissimi giorni dà un po' di impaccio, ma poi si trasforma in una parte della vostra mano.

(Chögyam Trungpa)


“Le mie imperfezioni e fallimenti sono benedizioni di Dio quanto i miei successi e talenti e li depongo entrambi ai Suoi piedi”.

(Mohandas Karamchand Gandhi)


«La persona che utilizza Internet ha la scelta. Che Internet diventi occasione di felicità o di sofferenza dipende dalla vostra mente. La mente viene prima dell'oggetto esterno»

(I monaci tibetani del Monastero Namgyal)


«La saggezza mi dice che io non sono niente; l'amore mi dice che io sono tutto: fra i due scorre la mia vita».

(Nisargadatta Maharaj


«Io credo che la natura umana sia fondamentalmente positiva e gentile; perciò la via della nonviolenza è la via dell'uomo».
(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Ho settantotto anni, e ho visto tante cose nella mia vita. Tanti giovani sono morti, tante persone della mia età sono morte, tanti vecchi sono morti. Tanti, che erano in alto, sono caduti in basso. Tanti, che erano in basso, sono stati portati in alto. Tante nazioni sono cambiate. Ci sono stati disordini e tragedie, tante guerre e calamità, tante terribili distruzioni in tutto il mondo. Eppure, tutti questi cambiamenti non sono più reali di un sogno. Se guardi in profondità, vedrai che niente è permanente e costante, niente, neanche un pelo del tuo corpo. Non è una teoria, ma qualcosa che puoi realmente sapere, comprendere e vedere con i tuoi occhi.

(Dilgo Khyentse Rinpoche)


Nel lavoro su se stessi si comincia con la forma esteriore; poi la forma esteriore apporta una sensibilità interiore e, infine, la sensibilità interiore apporta un senso più profondo di libertà. Così è un triplice processo. Lo stesso processo si applica a qualunque cosa facciate. All'inizio, è soprattutto un grande tira-molla; nel mezzo è a volte un tira-molla e a volte una cosa naturale; poi, infine, diventa naturale. È così anche nella pratica della meditazione seduta: in un primo tempo è una lotta; a un certo momento è sia una lotta che un sollievo e alla fine è molto facile. È come indossare un anello nuovo; per i primissimi giorni dà un po' di impaccio, ma poi si trasforma in una parte della vostra mano.

(Chögyam Trungpa)


Il Buddha non era interessato agli elementi contenuti negli esseri umani, né alle teorie metafisiche dell'esistenza. Era più interessato a come egli stesso esistesse in questo momento. Questo era il suo punto. Il pane è fatto di farina. Per il Buddha la cosa più importante era in che modo la farina diventi pane una volta messa nel forno. Il suo interesse principale era come ci si sveglia. La persona sveglia ha un certo carattere perfetto e desiderabile, per sé e per gli altri. Il Buddha volle scoprire in che modo gli esseri umani sviluppano questo carattere ideale, come i vari saggi del passato si siano trasformati in saggi. Per scoprire in che modo l'impasto si sia trasformato in un pane perfetto, lo ha fatto ripetutamente, finché non è giunto a una soddisfacente riuscita. Quella era la sua pratica.

(Shunryu Suzuki Roshi)


Prima di morire, Milarepa diede le ultime istruzioni ai discepoli convenuti. Disse: «Quando morirò [...] non costruite statue e stupa in mia memoria; alzate, invece, il vessillo della meditazione. Rifiutate tutto ciò che incrementa l'aggrappamento all'ego o ai veleni interiori, anche se sembra un bene. Fate ciò che porta beneficio agli altri, anche se sembra un male. Questa è la vera via del dharma. Poiché la vita è breve e il momento della morte è sconosciuto, dedicatevi interamente alla meditazione. Agite in modo saggio e coraggioso secondo la vostra innata intuizione, anche a costo della vita. In breve, comportatevi in modo di non dovervene vergognare».

(Chögyam Trungpa)


Tendiamo ad essere particolarmente ignari che virtualmente pensiamo per tutto il tempo. Il flusso incessante dei pensieri che attraversano la mente ci lascia pochissimo spazio per la quiete interiore. E ci concediamo comunque pochissimo prezioso spazio semplicemente per essere, senza dover sempre correre qua e là a fare cose. Le nostre azioni sono tutte impulsive piuttosto che intraprese con consapevolezza; sono controllate da quei pensieri e impulsi perfettamente ordinari che attraversano la mente come un fiume in piena, se non come una cascata. Veniamo presi dalla corrente che ci imprigiona e sommerge le nostre vite mentre ci trasporta in luoghi dove possiamo non voler affatto andare e senza nemmeno renderci conto di dove stiamo andando. Meditare significa imparare come uscire da questa corrente, sedersi sulla sua riva ad ascoltarla, imparare da essa e quindi usare l'energia per guidarla piuttosto che esserne tiranneggiati. Questo processo non accade magicamente da sé. Richiede sforzo; e noi chiamiamo lo sforzo di coltivare la capacità di stare nel momento presente «pratica» o «pratica della meditazione».

(Jon Kabat-Zinn)


L'umana felicità e la soddisfazione vengono da dentro. È sbagliato aspettarsi una qualche soddisfazione definitiva dal denaro o dai computer.

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Se non pensi «bene» né «male» puoi semplicemente essere presente e rivelare la tua innata saggezza. Se pensi continuamente a ciò che i tuoi colleghi o i tuoi capi pensano di te, metti un filtro tra te e te stesso, e tra te e gli altri. Non sarai in contatto né con te stesso né con la situazione. Non pensare né bene né male è la stessa cosa che dimenticare se stessi. «Dimenticare se stessi è essere illuminati dalle 10.000 cose». Allorché riusciamo a lasciar andare veramente l'attaccamento a noi stessi, qualunque attività intraprendiamo nelle dieci direzioni è un'azione illuminata e ogni luogo è il nirvāna, comprese la sala riunioni del consiglio di amministrazione e la lavanderia.

(Gerry Shishin Wick Sensei, Zen in the Workplace: Approaches to Mindful Management - Summer 1996)


Le nostre menti sono abituate a pensare, ma se vogliamo star calmi e in pace questo è esattamente ciò che dobbiamo smettere di fare. È più presto detto che fatto, perché la mente continuerà a far ciò che è solita fare. C'è un'altra ragione per cui è difficile smettere le vecchie abitudini: il pensiero è l'unico supporto che l'ego abbia mentre meditiamo e soprattutto quando osserviamo il silenzio nobile. «Penso, quindi sono». La filosofia occidentale lo ritiene una verità assoluta, ma, in realtà, è una verità relativa, che noi tutti sperimentiamo. Quando pensiamo, sappiamo che ci siamo; quando non c'è chiacchiericcio nella mente, crediamo di perdere il controllo. La nostra prima difficoltà è che, anche se vogliamo star calmi, in pace e senza pensieri, la mente non ne vuole sapere. Così invece di cercare ripetutamente di calmarci possiamo usare qualunque cosa si presenti per acquisire una certa comprensione. Un briciolo di comprensione apporta un briciolo di calma e un briciolo di calma apporta briciolo di comprensione.

(Ayya Khema)


Un pesce nuota nel mare e - non importa quanto a lungo nuoti - all'acqua non c'è fine; un uccello vola nel cielo e - non importa quanto a lungo voli - all'aria non c'è fine; tuttavia, pesci e uccelli non lasciano mai il loro elemento; quando la loro attività è grande il loro campo d'azione è grande; quando il loro bisogno è piccolo, il loro campo d'azione è piccolo. Così, ciascuno di loro copre totalmente il suo raggio d'azione e ciascuno di loro sperimenta totalmente il reale. Così è anche per le persone, la pratica e il risveglio.

(Eihei Dōgen, La luna in una goccia di rugiada)


Il pensiero umano nasce da una sorta di difetto neurologico del corpo umano, pertanto, tutto ciò che nasce dall'umano pensiero è distruttivo. [...] Il pensiero è fondamentalmente contrario al funzionamento di questo organismo vivente. Tutte le intuizioni, per quanto straordinarie ci appaiano, sono inutili, perché è il pensiero che ha creato ciò che noi chiamiamo intuizione, e per mezzo di essa mantiene la sua continuità e lo status quo. [...] Il pensiero non è lo strumento per aiutarci a vivere in armonia con la vita intorno a noi. Questo è il motivo per cui si creano tutti questi problemi ecologici. Ma il pianeta non è in pericolo, noi siamo in pericolo. [...] La certezza che non esiste una mente è cosa che non posso trasmettere a nessuno, per quanto ci possa provare. Non siete disposti ad accettare questa affermazione, perché la cosa che stiamo usando per comunicare è in pericolo. [...] Il pensiero è qualcosa di morto e non può mai toccare niente di vivo. Non può catturare la vita, contenerla e darle espressione. Nel momento in cui cerca di toccare la vita, è distrutto dalla qualità vitale della vita.

(Uppaluri Gopala Krishnamurti)


«A questo mondo ci sono pochissime persone in grado di ragionare normalmente… Il mondo è costruito su compromessi, sulla disonestà, sulla frode. Ma la frode più grande è la spiritualità. Però non andare a dirlo in giro perché ti faresti dei nemici… Colui che possiede la rivelazione della sua vera identità, non va ad associarsi con lo spiritualismo di professione, il cui unico scopo è quello di fare denaro.

(Nisargadatta Maharaj)


«Osservandoti nella vita quotidiana con attento interesse, con l'intenzione di capire piuttosto che di giudicare, nell'accettazione completa di qualunque cosa possa emergere, per il solo fatto che è lì, tu dai modo a ciò che è profondo di venire in superficie e di arricchire la tua vita e la tua coscienza con le sue energie imprigionate. Questo è il grande lavoro della consapevolezza: rimuove gli ostacoli e libera le energie tramite la comprensione della natura della vita e della mente. L'intelligenza è la porta della libertà e l'attenzione cosciente è la madre dell'intelligenza».

(Nisargadatta Maharaj)


«Voi credete nei salvatori, ma è proprio da loro che dovete salvarvi. Vi dovete redimere dall'idea che qualcuno possa venire a redimervi»

(Uppaluri Gopala Krishnamurti)


Ci fu un tempo in cui non sarei riuscita a vivere un solo minuto nel presente. Non avevo alcuna nozione della piena attenzione, né della sospensione del giudizio, né della verità dell'impermanenza. Quando mi sentivo infelice, non credevo che il disagio sarebbe mai potuto passare. Una notte, quando mi ero appena accostata alla meditazione, rimasi sveglia per ore a causa del dolore dato da una caviglia slogata male. Infine mi decisi a vedere che cosa sarebbe accaduto se avessi preso il dolore come oggetto di meditazione. Il risultato mi sbalordì. Ricordai le parole dell'insegnante: «Renditi curiosa della tua esperienza». Non ero mai stata col dolore abbastanza a lungo da esserne curiosa, tanto meno per studiarlo. Ogni volta che le ginocchia o la schiena dolevano durante la meditazione, fuggivo nel conteggio dei respiri o nella ripetizione del mio /kōan/. Potevo accorgermi di quando il dolore scompariva, ma non notavo nulla della sua natura. Era un bruciore o una fitta? Era acuto o sordo? Era stabile o intermittente? I miei muscoli erano tesi o rilassati? Quali pensieri scatenava il dolore? Sdraiata nel buio, quella notte, accolsi il dolore come una sensazione che non avevo mai incontrato prima, ed esplorai ogni fremito e ogni fitta. Dopo un po' di tempo, il dolore si attenuò e io scivolai nel sonno.

(Joan Oliver Duncan)


«Nell'immensità della coscienza appare una luce, un puntolino veloce che traccia forme, assembra pensieri e sentimenti, idee e concetti, come la penna sul foglio. Tu sei quel puntolino, e muovendoti ricrei ogni volta il mondo. Ti arresti, e il mondo scompare. Va' dentro, e vedrai che quel punto luminoso è l'"io sono", come il riflesso nel corpo dell'immensità della luce. Solo la luce è, tutto il resto appare».

(Nisargadatta Maharaj)


Se mai venisse il giorno di una sola religione universale, tale religione dovrebbe possedere, per sorgere ed esistere, un respiro sufficientemente vasto e ampio da abbracciare tutti i popoli, tutte le mentalità e tutte le aspirazioni dello spirito umano, in tutti i suoi piani di sviluppo.

(Swami Vivekananda)


Lo stato che chiamiamo realizzazione è semplicemente essere se stessi. Colui che si è realizzato non può descriverlo. Può solo esserlo.

(Ramana Maharshi)


Io cerco di mettere in relazione il Dharma cogli esseri umani del XXI secolo. Come disse Einstein, noi esseri umani utilizziamo solo il 5-10 per cento della capacità del nostro cervello. Nello stesso modo, usiamo solo il 5-10 per cento della capacità del nostro cuore per amare e sentire la gentilezza. Invece di inscatolarci nel nostro cuore, di amare solo noi stessi, io, me, la scatola più piccola, dobbiamo cercare di espandere lentamente il cuore finché la scatola non è in grado di accogliere tutta l'umanità, tutti gli esseri senzienti. Quando impieghiamo il massimo della nostra intelligenza per accedere a questi livelli più profondi, per andare oltre il livello materiale, allora diventiamo saggi. Ci rendiamo conto dell'interdipendenza e della natura transitoria dell'esistenza; in questo modo ci liberiamo dalla sofferenza. Allora potremo portare al mondo la felicità e una pace duratura.

(Khechog Nawang)


Il buddhismo ci spinge a diffidare dei concetti antitetici, non solo di bene e male, ma anche di successo e fallimento, ricchezza e povertà, persino della dualità tra illuminazione e illusione. Distinguiamo tra termini opposti, perché ne vogliamo uno piuttosto che l'altro, ma il significato di ognuno dipende dall'altro. Ciò può sembrare astratto, ma queste dualità per noi sono in realtà molto fastidiose. Se, per esempio, per me è importante vivere una vita pura (per quel che posso capire della purezza), allora mi devo preoccupare di evitare le impurità. Se per me la ricchezza è importante, allora mi preoccupo di evitare la povertà. Non possiamo indossare una sola lente senza l'altra e con un tal paio di occhiali filtriamo la nostra esperienza del mondo

(David Loy - La non dualità di bene e male)


C'è un tipo di attenzione che si può coltivare e gustare in profondità e tutta una vita segreta della strada da portare alla luce. Un'attenzione che conferisce al mondo creato dall'uomo quasi lo stesso tipo di attrattiva che l'amante della natura (e anch'io lo sono) può trovare nella uova di lucertola, in colonie di uccelli, piume, escrementi, rocce e licheni. È un'attenzione che non contrappone il mondo naturale a quello artificiale, ma li congiunge, trova la loro sovrapposizione e risonanza, vede il selvaggio nel fabbricato, dà alle macchie di ruggine di un vecchio muro di lamiera ondulata la stesso cuore che darebbe a gocce di rugiada delicatamente infilate in una telaragna. Un'attenzione che comprende ogni cosa, ma va oltre il giudizio.

(Susan Murphy)


«Nel Tantra, l'approccio non è quello del no, ma quello del sì [...] l'atteggiamento verso il mondo è affermativo [...] L'uomo vi si deve avvicinare attraverso e per mezzo della natura, non con il rifiuto della natura».

(Heinrich Zimmer)


Disperdersi nell'oceano dell'esistenza significa immergersi completamente nel fluire della vita per raggiungere la beatitudine.

(Mahanirvāna Tantra)


In tutte le pratiche è importante capire che colui che sta preparando il terreno perché la cosa riesca sei tu. Senza pensare di essere quella cosa e senza che il tuo ego si identifichi con essa, ti puoi prendere la responsabilità di aver preparato un terreno fertile perché accada. Tu sai come disporre le luci e i costumi teatrali e come alimentarli con la giusta energia in modo che avvenga la magia. Penso che sia importante prendersi il merito per questo. È una cosa che aggiunge fiducia e forza alla pratica.

(Richard Gere)


Come un uomo che voglia domare un toro lo legherà a un albero, così la mente dev'essere saldamente legata con la consapevolezza all'oggetto della meditazione.

 

Commento: Ashin Buddhaghosa spiega che quando un meditante lavora nel modo giusto, mantenendo la consapevolezza del tocco del respiro che entra e che esce all'imboccatura delle narici, prima o poi deve manifestarsi un segno. Spiega anche che il segno non è per tutti il medesimo. Per alcuni sarà un tocco lieve come un fiocco di cotone, un batuffolo di seta o una leggera brezza. Per altri potrà essere una forma come una stella, un diadema di gemme o un filo di perle. Altri avvertiranno una sensazione grezza come se venissero pinzati da una molletta di legno. Altri sperimenteranno il segno come una lunga treccia di corda, un mazzo di fiori o uno sbuffo di fumo. Altri ancora lo avvertiranno come una ragnatela, una pellicola di nuvola, un fior di loto, la ruota di un carro, il disco della luna, il disco del sole. Se appare un segno luminoso, non bisogna cominciare a pensarci né dargli attenzione diretta; il segno è originato dalla percezione, perciò bisogna capire che appare diverso a causa della differenza di percezione.

(Visuddhi Magga)


Io sono colui che tiene il corpo, tu sei colui che tiene il respiro.

Tu conosci il segreto del mio corpo, io conosco il segreto del tuo respiro.

Ecco perché il tuo corpo è nel mio.

Tu conosci e io conosco, Ramanatha, il miracolo del tuo respiro nel mio corpo.

(Devara Dasimayya)


Se c'è attenzione cosciente, allora qualunque lavoro si faccia diviene uno strumento che fa capire ciò che è giusto o sbagliato.

C'è abbondanza di tempo per meditare, solo che non si comprende bene la pratica, questo è quanto.

Mentre si dorme si respira, mentre si mangia si respira, non è vero?

Perché non dovrebbe esserci tempo per meditare? Si respira dovunque si sia.

Se si pensa che la vita valga almeno quanto il respiro, si avrà tempo, dovunque ci si trovi.

(Ajahn Chah, Il gusto della libertà)


Una donna ha al collo una collana, ma si dimentica di averla e immagina d'averla persa. Così si mette febbrilmente a cercarla di qua e di là, dappertutto. Non trovandola, chiede a tutti gli amici se l'abbiano vista, finché un amico gentile non le indica il collo e le dice di toccare lei stessa con mano la collana che indossa. La donna obbedisce e prova una felicità immensa per averla ritrovata. In seguito, quando incontra gli altri amici che le chiedono se abbia ritrovato la collana, risponde di sì, e racconta di come avesse creduto d'averla perduta e invece l'abbia successivamente ritrovata. La felicità provata nel ritrovarsela al collo è pari alla felicità che avrebbe provato ritrovando un bene effettivamente perduto, ma, in effetti, non l'ha mai persa né recuperata. Tuttavia prima era disperata e adesso è felice. La stessa cosa avviene con la realizzazione della propria vera natura.

(Ramana Maharshi


Le parole degli altri non possono misurare la vostra pratica e di certo non realizzerete il dharma sulla base di ciò che gli altri dicono. Voglio dire il vero dharma. Gli insegnamenti che gli altri possono darvi vi mostrano la via, ma ciò non è vera conoscenza. Quando le persone incontrano effettivamente il dharma, lo realizzano direttamente dentro di sé. Perciò il Buddha disse di essere solo uno che indica la via. Insegnandoci non realizza la via al posto nostro. Non è così facile . È come uno che ci venda un aratro per arare i campi. Non è sua intenzione fare l'aratura per conto nostro. Dobbiamo farla personalmente. Non aspettate che  la faccia il venditore. Una volta chiusa la vendita, lui prende i soldi e se ne va. Questa è la sua parte. Così è anche la pratica. Il Buddha indica la via. Non la percorrerà in nostra vece. Non aspettatevi che il venditore vi ari il campo. Se vogliamo capire la via in questo modo sarà un po' più agevole per noi e faremo da soli. Poi ne raccoglieremo il frutto.

(Ajahan Chah)


Quando qualcuno “vi fa arrabbiare”, è come se vi avessero scagliato una freccia mirando al cuore. Ma non vi ha colpito e giace a terra, ai vostri piedi. Allora voi la raccogliete e vi colpite da soli ancora e ancora, ripetutamente. Questo è ciò che accade con la rabbia. Qualunque cosa nella vita può essere causa di lite, ma la scelta di arrabbiarsi o meno è solo nostra.

(Chagdud Tulku Rimpoce)


Quando siamo arrabbiati possiamo avvertire il bisogno di comunicare ciò che sentiamo, ma il problema è come farlo. Buttare semplicemente addosso alla gente la nostra rabbia non è gentile né efficace. Forse si pensa "Beh, sono così ottusi che ho bisogno di gridare per arrivare fino a loro". Ma è difficile per le altre persone accogliere ciò che si dice loro se si urla, perché si alzano istintivamente gli scudi. Gli altri sono preda della reazione compulsiva che passa per le loro teste proprio come lo siamo noi della nostra rabbia. Se ci concediamo di calmarci prima di affrontare la situazione, possiamo lasciar andare la rabbia e l'atteggiamento difensivo. Come tutti abbiamo sperimentato, non si riesce a pensare obiettivamente quando si è preda di una forte emozione. C'è bisogno di spazio per pensare con chiarezza, per vedere ciò che veramente ci disturba, per poi decidere che cosa veramente abbiamo bisogno di - o vogliamo - comunicare.

(Lama Palden, Practicing with the Five Hindrances)


 «Quand'ero ragazzo, in Tibet, pensavo che la mia religione buddhista dovesse essere la migliore e che le altre fedi erano in qualche modo inferiori.

Ora vedo quanto fossi ingenuo e quanto possano essere pericolosi oggi gli estremi dell'intolleranza religiosa».

(Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama)


Quando cominciai ad apprendere la meditazione vipassanā mi convinsi che il Buddha non era il fondatore di una religione ma una specie di super scienziato, un super scienziato spirituale. Quando insegna la moralità, il punto è naturalmente, che siamo esseri umani che vivono in una società umana; perciò non dovremmo far nulla di nocivo alla società. Ciò è abbastanza vero. Ma allora, dice — ed è come scienziato che parla in questo caso —, quando commettete qualche azione insana,  le prime vittime siete voi. Fate del male prima a voi stessi e solo in seguito agli altri. Non appena una contaminazione si manifesta nella mente la vostra natura è tale che vi sentite miserabili. Questo è ciò che mi ha insegnato la vipassanā.

(Shri Satya Narayan Goenka)


Il Signore ama non il devoto ma la sua devozione, ricordatelo.

(Shri Sathya Sai Baba)


Le prove e le tribolazioni sono i mezzi con cui vien fatta questa pulizia, questo è ciò per cui Kunti pregò Krishna: “Dacci sempre il dolore in modo che non Ti possiamo dimenticare mai”. Esse sono come la dieta e le altre restrizioni che il medico prescrive per incrementare l’effetto del farmaco del Canto del Nome del Signore (Namasmarana).

(Shri Sathya Sai Baba)


Noi non siamo esseri umani che vivono un'esperienza spirituale,

ma esseri spirituali che vivono un'esperienza umana.

(...)


Socrate è stato uno dei mariti che hanno sofferto di più, Santippe, sua moglie, è stata una delle donne più pericolose: le donne sono pericolose, ma lei è stata la più pericolosa. Spesso picchiava Socrate; una volta versò l'acqua bollente di un intero vaso sulla sua testa, metà del suo volto rimase ustionato per tutta la vita. Chiedere a un uomo simile cosa fare!... Eppure un giovane gli chiese: «Mi devo sposare o no?». Naturalmente si aspettava che Socrate rispondesse: «No!». Aveva sofferto tantissimo per questo. Ma lui rispose: «Si, dovresti sposarti». Il giovane disse: «Ma come puoi dire questo? Ho sentito così tante chiacchiere su te e tua moglie». Socrate rispose: «Certo, proprio io ti dico che ti dovresti sposare. Se trovi una buona moglie, sarai felice e attraverso la felicità molte cose potranno maturare, poiché la felicità è naturale. Se trovi una cattiva moglie, allora crescerà il non attaccamento, la rinuncia: diventerai un grande filosofo come me. In entrambi i casi ne trarrai vantaggio. Se me lo vieni a chiedere, l'idea di sposarti è già dentro di te, altrimenti perché saresti venuto da me?».

(Osho)


Un mendicante vive sempre nel futuro e tu sei un mendicante, se vivi nel futuro.

Questo è il criterio per giudicare se un uomo è un imperatore o un mendicante:

se vivi nel futuro, sei un mendicante; se vivi proprio quieora, sei un imperatore.

(Osho)


Non combattere contro ciò che è inferiore, prega per ciò che è superiore.

(Osho)


L’INFELICITÀ

L’infelicità non è altro che lo sforzo della vita per esplodere in milioni di colori, in milioni di arcobaleni, in milioni di fiori, in milioni di canzoni.

L’infelicità è una condizione negativa: in realtà non è altro che assenza di estasi.

Questo dev’essere compreso a fondo, altrimenti inizierete a lottare contro l’infelicità, ma nessuno può lottare contro un’assenza. È del tutto simile all’oscurità: non la puoi combattere; se la combatti, ti comporti semplicemente da stupido. Puoi accendere una candela e l’oscurità scompare, ma non puoi combattere l’oscurità: contro chi combatteresti? L’oscurità non è qualcosa che esiste, non c’è; non è qualcosa che puoi scacciare, uccidere o sbattere fuori: non le puoi fare nulla. Se fai qualcosa, le tue stesse energie saranno disperse e l’oscurità rimarrà lì del tutto inalterata, intoccata. Se vuoi fare qualcosa rispetto all’oscurità, devi intervenire con la luce, non devi assolutamente operare con l’oscurità: devi accendere una candela e immediatamente ecco che l’oscurità non c’è più.

L’infelicità è simile all’oscurità: non è nulla di esistenziale. E se inizi a lottare con l’infelicità, puoi continuare a combattere, ma si creerà un’infelicità ancora più grande. È solo un segnale, un segnale naturale per il tuo essere che la vita sta ancora lottando per nascere. La candela non è ancora accesa, per questo c’è infelicità. L’assenza di estasi è infelicità, e qualcosa può essere fatto a favore dell’estasi, ma non si può fare niente contro l’infelicità: sei infelice e continui a cercare una soluzione.

Qui, a questo punto, il cammino dell’uomo religioso e di quello non religioso si dividono, si separano. L’uomo non religioso inizia a combattere l’infelicità, cercando di creare situazioni in cui non sarà infelice, cerca di allontanare l’infelicità dai suoi occhi, di scacciarla dalla sua visione. L’uomo religioso inizia a cercare l’estasi, comincia a cercare la beatitudine, a cercare sat-cit-ananda, ciò che tu potresti chiamare Dio. La persona non religiosa combatte l’assenza, la persona religiosa cerca di arrivare all’essenziale: la presenza della luce, della beatitudine.

Questi percorsi sono diametralmente opposti, non si incontrano da nessuna parte; possono correre paralleli per chilometri e chilometri, ma non si incontreranno mai. La persona non religiosa deve tornare al punto in cui i due percorsi si dividono e si separano. Deve arrivare a comprendere che combattere con l’oscurità, con l’infelicità, è assurdo: lascia perdere e, piuttosto, impegnati a raggiungere la luce. Quando arriva la luce tu non devi fare nient’altro, l’infelicità scompare.

(Osho)


Voi non potete mangiare lo stesso cibo tutti i giorni. Io posso mangiare lo stesso cibo, ma faccio eccezione. Voi non potete mangiare lo stesso cibo ogni giorno: se mangi lo stesso cibo, ti senti frustrato perché perde sapore, non c’è entusiasmo in quella ripetitività. Se cambi cibo ogni giorno, anche questo ti creerà ansia e problemi, perché il corpo si è adattato al cibo e, se lo cambi ogni giorno, la chimica cambia e il corpo si sente a disagio. Il corpo sta bene se mangi sempre lo stesso cibo, ma in questo caso la mente si sente a disagio.

Se vivi in base alle abitudini passate, il corpo si sentirà sempre bene, perché è una sorta di macchina; non smania per la novità, semplicemente vuole la stessa cosa. Il corpo ha bisogno di routine. La mente ha sempre bisogno di cambiamenti, peché la mente in sé è un fenomeno fluido, fluttuante: non rimane la stessa neanche per un minuto, continua a cambiare.

(Osho)


DEFINIZIONI

 

MORALITÀ: la preoccupazione per il benessere di tutti;

FELICITÀ: l’unità con il Divino;

SPIRITUALITÀ: scendere nel cuore delle cose;

AZIONE CORRETTA: trovare e sperimentare la verità.

(Shri Sathya Sai Baba)


Riconciliatevi con voi stessi. Riconciliarvi con vostra madre, dentro voi stessi, significa riconciliarvi con voi stessi. Riconciliarvi con vostro padre significa riconciliarvi con voi stessi, Riconciliarvi con vostro figlio, con vostra figlia, è riconciliarvi con voi stessi. Riconciliarvi con il vostro partner è riconciliarvi con voi stessi. Vi prego, guardate in profondità e capitelo, questo non è difficile da capire, Riconciliarvi con voi stessi, voi stessi come vostra madre, come vostro padre, vostro figlio, vostra figlia, voi stessi come il vostro partner. Riconciliatevi per il bene del mondo intero, per amor mio, per amore del Buddha, per amore di tutti gli esseri viventi, perché la vostra pace, la vostra serenità sono di importanza cruciale per tutti noi.
(Thich Nhat Hanh)

Se hai fiducia accadrà sempre qualcosa che aiuterà la tua crescita.

Otterrai ciò di cui hai bisogno, e lo avrai al momento giusto, mai prima.

Lo ottieni solo quando ne hai bisogno, e non c'è mai nemmeno un attimo di ritardo.

Quando ne hai ... bisogno, lo ottieni, immediatamente, istantaneamente!
Questa è la bellezza della fiducia.
A poco a poco impari che l'esistenza continua a provvedere per te, che l'esistenza si prende cura di te.

Non vivi in un'esistenza che è indifferente, che ti ignora. Ti preoccupi senza motivo; hai tutto ciò che ti serve.

Quando hai imparato l'arte della fiducia, tutte le preoccupazioni scompaiono.

(Osho)


Devi crescere dall'interno verso l'esterno. Nessuno può insegnarti, renderti spirituale...

Non c'è maestro all'infuori della tua anima.

(Vivekananda)


Non sono venuto al mondo per colmare le tue aspettative,

e tu non sei venuto al per colmare le mie.

Se ci siamo incontrati è perché l'Universo l'ha voluto.

Allora, camminiamo insieme.

Se un giorno ci siamo separati, è perché non poteva essere altrimenti.

(da un racconto Zen)


 

Om Sai Ram