UMORISMO

 


 

Un mago, che lavorava su una nave da crociera nel mar dei Caraibi,

ogni settimana si esibiva dinanzi a un pubblico differente, per cui rifaceva sempre gli stessi giochi.

Ma il capitano aveva un pappagallo che aveva visto tutti gli spettacoli ed aveva scoperto tutti i trucchi.

A un certo punto l’uccello gracchiava: ”Attenti, è nel cappello”, oppure “Ehi, tutte le carte sono assi di picche”.

Ogni volta era uno scroscio di risate da parte del pubblico e il mago,

che nulla poteva contro il pappagallo, era regolarmente assalito da una rabbia feroce.

Un giorno la nave fu colta da una violenta tempesta ed affondò.

Il giorno successivo il mago si ritrovò alla deriva su un pezzo del relitto, insieme all’uccello.

Galleggiarono così per giorni senza dire una parola.

A un certo punto il pappagallo ruppe il silenzio e sbottò:

“Dai, mi arrendo… dov’è la nave?”.

 


 

La maestra rimprovera aspramente Pierino:
- Pierino, vergognati, sei il disonore della classe!

Io alla tua età sapevo già leggere, scrivere e far di conto.

Tu invece non sei capace di fare niente!


- Si vede che lei aveva una maestra brava...



 

- Gli uomini intelligenti sono eternamente dubbiosi.

Afferma il professore di filosofia durante una lezione.

- Soltanto gli idioti sono sempre sicuri di tutto!

- Siete certo di ciò? Chiede uno studente.

- Assolutamente.

 


 

DIALOGO SPIRITUALE PER OTTENERE UN ALLOGGIO

 
Qualunque monaco errante può fermarsi in un tempio Zen

a patto che sostenga e vinca una discussione sul Buddismo con coloro che vivono in quel luogo.
Se viene sconfitto, deve continuare il suo cammino.


In un tempio, nella parte settentrionale del Giappone, vivevano due confratelli.
Il più anziano era un erudito, ma il più giovane era stupido ed aveva un solo occhio.


Un monaco errante arrivò e chiese alloggio, sfidandoli, come consuetudine, ad un contraddittorio sul sublime insegnamento.
Il confratello più anziano, sentendosi stanco per il troppo studio, quel giorno disse al più giovane di prendere il suo posto.
"Vai tu e chiedigli il dialogo silenzioso", si cautelò.


Così il giovane monaco e lo straniero andarono a sedersi nel santuario.
Non passò molto tempo che il viaggiatore si alzò e andò dal monaco anziano dicendo:

" Il tuo giovane confratello è straordinario. Mi ha sconfitto."
"Riferiscimi il dialogo", disse l'altro.


"Ebbene", spiegò il viaggiatore, " innanzitutto, io ho alzato un dito che rappresentava Buddha, l'Illuminato.

Allora lui ha alzato due dita, per indicare Buddha ed il Suo insegnamento.

Io ho alzato tre dita, per rappresentare Buddha, il Suo insegnamento ed i suoi seguaci che vivono la vita armoniosa.
Allora lui mi ha agitato il pungo davanti al viso, ad indicare che tutti e tre vengono da una sola realizzazione.

Così lui ha vinto ed io non ho il diritto di rimanere qui."
Detto questo il viaggiatore se ne andò.

" Dov'è andato quel tale?"

chiese il più giovane, arrivando di corsa dal fratello più anziano.
"Ho saputo che hai vinto il dibattito."
"Non ho vinto, voglio solo dargli una bastonata!"
"Dimmi l'argomento della discussione" suggerì il più anziano.


"Beh, non appena mi ha visto, ha alzato un dito, insultandomi con l'allusione che ho un solo occhio.

Poiché era uno straniero, ho pensato di dover essere gentile con lui,

così ho alzato due dita, congratulandomi con lui per il fatto che avesse due occhi.

Allora quel miserabile maleducato ha alzato tre dita, suggerendo che tra tutti e due avevamo solo tre occhi.

Allora ho perso la testa ed ho minacciato di dargli un pugno, ma lui è scappato via e lo sto ancora cercando..."

 


 

Uno zero dice ad un otto:

e togliti quella cinta, ridicolo.

 


 

PAZIENTE: Dottore, soffro di amnesia...

DOTTORE: da quanto tempo?

PAZIENTE: da quanto tempo cosa?