MASSIME & AFORISMI

 


La fatica è un amico in aspetto di nemico;

la pigrizia un veleno in aspetto di amico;

la scienza un'ambrosia in aspetto di veleno;

la donna un veleno in aspetto di ambrosia.

(Sûktavali)


Buddha non menzionò mai Dio.

Osservò che tutto è dolore,

tutto passa e tutto è vuoto.

(Shri Sathya Sai Baba)


Non temere la morte perché è certo che avverrà.

(Shri Sathya Sai Baba)


Bramino è chi ha lasciato cadere ogni male,

asceta è chi vive in serenità,

eremita è chi ha eliminato ogni impurità.


Bramino è chi medita in solitudine nella foresta,

vestito di stracci, emaciato, con le vene in rilievo.


Le massime più importanti della cultura indiana sono:

"Di' la Verità e segui la Rettitudine".

Se aderite a queste due massime,

tutte le vostre azioni saranno consacrate.


«La saggezza mi dice che io non sono niente;

l'amore mi dice che io sono tutto:

fra i due scorre la mia vita».

(Nisargadatta Maharaj)


Il bene più alto è come l'acqua.

L'acqua giova senza conflitti a tutte le innumerevoli creature

e abita luoghi che gli esseri umani detestano.

Perciò essa è simile al Tao.

 

Nell'abitare è bene restare vicino alla terra.

Nel meditare è bene entrare profondamente nel cuore.

Nel dare è bene essere come il cielo.

Nel parlare è bene essere sincero.

Nel governare è bene essere giusto.

Nel trattare gli affari è bene competente.

Nell'agire è bene essere tempestivo.

 

Astieniti dai conflitti e resterai impeccabile.

(Lao-Tzu)


IL CANTO DI HAKUIN

 

 

Il ruggito del leone

 

Sin dal principio tutti gli esseri sono dei Buddha.

È come l’acqua, e il ghiaccio:

senza acqua, non c’è ghiaccio,

al di fuori degli esseri viventi, non ci sono Buddha.

Non sapendo che è vicino, lo si cerca lontano.

Che peccato!

È come essere nell’acqua e lamentarsi per la sete;

è come il bambino di una casa ricca

che si è perso tra  i poveri.

La causa del nostro vagabondare attraverso i sei mondi

è che viviamo nell’oscuro sentiero dell’ignoranza.

Di oscuro sentiero in oscuro sentiero,

quando sfuggiremo al binomio nascita-morte?

La meditazione Zen del Mahayana

va oltre ogni nostra lode.

Il dare, la moralità e le altre perfezioni

ricevere l’iniziazione, il pentimento, la disciplina

e le molte altre azioni giuste,

tutto riporta alla pratica della meditazione.

Grazie a una sola seduta

si distruggono innumerevoli peccati in lui accumulati.

Come potrebbero esserci sentieri sbagliati per costui?

 

L’uomo vive nell’illusione

 

Il Paradiso della Terra Pura non è lontano.

Quando si ascolta questa verità anche solo una volta con venerazione,

colui che l’apprezza e con gioia l’accoglie ha meriti infiniti.

Quanto più colui che si rivolge all’interno

e conferma direttamente la propria natura,

che la sua natura è non-natura,

tanto più ha trasceso le parole vane.

La soglia si schiude, la causa e l’effetto sono un’unica cosa;

dritta corre la strada, non due, non tre.

Prendendo come forma la forma della non-forma,

che vada o che ritorni, egli è sempre a casa.

Prendendo come pensiero il pensiero del non-pensiero,

che canti o che danzi, tutto è la voce della verità.

Ampio è il cielo dello sconfinato Samadhi,

raggiante la luna piena della saggezza con i suoi quattro pilastri.

Cosa resta da fare?

Il Nirvana è chiaro davanti a lui,

proprio questo luogo è il Paradiso del Loto,

proprio questo corpo è il Buddha.

 

Forse qualcuno ascolta il canto,

forse qualcuno ne è colpito, pugnalato al cuore.

È il ruggito di un leone:

qualcuno potrebbe risvegliarsi del suo sonno.

(Osho)


Vedete Me in voi stessi,

perché Io vedo Me stesso in voi tutti.

Voi siete la mia vita, il mio respiro, l’anima mia.

Voi siete tutte le Mie forme...

Se Io vi amo, amo Me stesso...!

Se voi amate voi stessi, amate Me!

Volli essere Me stesso, forma di amore e di beatitudine:

ma come potevo esserlo?

A chi dare e da chi ricevere gioia ed amore...?

Ecco, così ho fatto:

Mi sono separato da Me stesso

e sono divenuto l’Universo!

(Shri Sathya Sai Baba)


Il protagonista del Mahabharata, il re Yudhishtira,

giunto sulle sponde d'un lago, vi trova i quattro fratelli che giacciono al suolo privi di vita.

Grande è la sua costernazione per l'inspiegabile sorte dei congiunti,

ma ancor più grande è la sete incontenibile dalla quale viene improvvisamente assalito.

Mentre si china sull'acqua per bere, ode una voce soprannaturale che gli dice:

 

Voce dal lago: Prima rispondi alle mie domande, poi ti farò bere!

Yudhishtira: Chi sei? Io non ti vedo!

 

V.: Rispondi!

Y.: Dove sei? Nell'aria? Nell'acqua?

 

V.: Non sono né pesce né uccello. Ho abbattuto i tuoi fratelli perché hanno voluto bere senza rispondere alle mie domande.

Y.: Allora interrogami.

 

V.: Che cosa c'è di più veloce del vento?

Y.: Il pensiero.

 

V.: Che cosa ricopre la terra?

Y.: L'oscurità.

 

V.: Sono di più i vivi o i morti?

Y.: I vivi, perché i morti non ci sono più.

 

V.: Fammi un esempio di spazio.

Y.: Le mie mani chiuse come una sola.

 

V.: Un esempio di lutto.

Y.: L'ignoranza.

 

V.: Di veleno.

Y.: Il desiderio.

 

V.: Un esempio di sconfitta.

Y.: La vittoria.

 

V.: Quale dei due è venuto prima? Il giorno o la notte?

Y.: Il giorno... ma era solo un giorno avanti!

 

V.: Qual è la causa del mondo?

Y.: L'amore

 

V.: Qual è il tuo opposto?

Y.: Me stesso.

 

V.: Che cos'è la pazzia?

Y.: Una via dimenticata.

 

V.: E la rivolta? Perché si rivoltano gli uomini?

Y.: Per trovare la bellezza, nella vita oppure nella morte.

 

V.: Che cosa è inevitabile per tutti?

Y.: La felicità.

 

V.: E qual è la cosa più stupefacente?

Y.: Ogni giorno la morte colpisce, e noi viviamo come se fossimo immortali. Questa è la cosa più stupefacente.

 

V.: Possano tutti i tuoi fratelli tornare in vita.

Y.: Ma chi sei tu?

 

V.: Sono Dharma, tuo padre. Sono la costanza, la luce e l'ordine del mondo.

Y.: E hai preso la forma d'un lago?

 

V.: Io sono tutte le forme, Yudhishtira!

 

 (Mahabharata)


La realizzazione è la conseguenza della sapienza e non della virtù.


Il ricercatore spirituale cerca di sapere perché è al mondo;

il mondano cerca di sapere perché deve morire.


BRAHMA: padre, il pensiero, informazione;

VISHNU: figlio, la legge;

SHIVA: spirito santo, il trasformatore.


 

 

Non esistono libri morali o immorali. I libri o sono scritti bene o sono scritti male. Questo è tutto. (Oscar Wilde)

 

Il bisogno di leggere è prima di tutto il bisogno di stare con se stessi. (Carlo Bo)

 

Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male. (Friedrich Nietzsche)

 

Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile le realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia. (Marcel Proust)

 

Vi può essere bellezza tanto nelle cose umili quanto in quelle più preziose. (Marcel Proust)

 

Il lettore intelligente non si ferma al senso delle parole quando intende quelle dell’autore.

(Luc de Clapiers de Vauvenargues)

 

L’inizio ha in sé genio, magia, potenza.

 

La prossima vita? nel passato.

 

Se ti chiedono quanti anni hai, di loro che hai anni luce.

Se ti chiedono quando sei nato, di loro che non sei mai nato. (Emanuel)

 

L’uomo è l’unico essere che può reprimere le sue energie, o che può trasformarle. (Osho)

 

L’universo sostenta totalmente ogni pensiero che scegliamo di pensare e credere. (Louise Hay)

 

Svegliarsi vuol dire anche ritrovare quei canali percettivi che ora non usiamo. (Anonimo)

 

Il vero amore è amare senza chiedere niente in cambio,

accettare che gli altri non devono mutare in nulla per meritare il nostro amore.

 

Vi sono le classiche vittime che manipolano le persone mostrandosi deboli: il migliore aiuto che possiamo dare ad una persona così è il non aiutarla, il farle capire che può e deve farcela da sola, con tutto il nostro supporto ed il nostro amore, ma da sola; noi non vogliamo e non possiamo percorrere la strada al suo posto.

 

Non c’è via per la felicità, la felicità è la via. (Wayne Dyer)

 

Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso. (Eleonor Roosvelt)

 

Le cose che si amano non si possiedono mai completamente, semplicemente si custodiscono e si tramandano.

 

Il Signore terrà conto non solo di chi ha saputo trovarlo, ma anche di chi ha voluto cercarlo. Avere il dono dell’incontro con Lui è grazia che può essere invocata e a cui ci si può disporre, ma che Dio fa quando e come vuole Lui.

 

Modigliani ha rappresentato la bellezza nella pittura, la bellezza femminile, l’eleganza, la grazia.

I suoi ritratti riflettono lo stupore dell’artista di fronte all’immagine femminile. (Vittorio Sgarbi)

 

Il vantaggio fantastico di un taccuino computerizzato è che, per quanta roba ci mettiate dentro,

non diventa mai né più grosso né più pesante. (Bill Gates)

 

Il mondo è zeppo di persone che pensano in modo negativo. Hanno migliaia di ragioni per cui secondo loro le nostre idee non funzioneranno, e sono pronti a contagiarci ad ogni occasione. L’unica cosa da fare è credere nelle proprie capacità e realizzare i propri sogni. (Kriegel-Patler)

 

La felicità è come una farfalla: quando la insegui non riesci mai ad acchiapparla; ma se ti siedi tranquillo,

c’è caso che si posi su di te. (Nathaniel Hawthorne)

 

 

Noi siamo quello che cerchiamo: in mancanza di una parola più grande, Dio.

(Stephen Levine - pag. 159 “Esercizi di meditazione guidata”)

 

Il Signore terrà conto non solo di chi ha saputo trovarlo, ma anche di chi ha voluto cercarlo. Avere il dono dell’incontro con Lui è grazia che può essere invocata e a cui ci si può disporre, ma che Dio fa quando e come vuole Lui.

 

Non sei veramente forte finché non vedi il lato comico delle cose.

 

Non portate mai un cappello che abbia più personalità di voi. ( Lance Morrow)

 

Misurate la ricchezza non dalle cose che possedete, ma dalle cose che possedete e che non scambiereste con il denaro. (Anonimo)

 

La superstizione è viltà di fronte al Divino. (Teofrasto)

 

I figli cominciano con l’amare i genitori. Dopo un po’, li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano. (Wilde)

 

Fu il timore quello che primo nel mondo creò gli Dei. (Publio P. Strazio, Tebaide)

 

Gli uomini odiano quelli ai quali sono costretti a mentire. (Victor Hugo)

 

Quando una persona che non ti ha mai fatto complimenti scopre d’un tratto tutte le tue qualità,

o vuole ingannarti o vuole qualcosa da te. (Proverbio spagnolo)

 

La vera arte è caratterizzata dall’impulso irresistibile dell’artista. (Albert Einstein)

 

Un uomo che non è più capace di meravigliarsi, ha praticamente cessato di vivere. (Albert Einstein)

 

Chi esercita la maldicenza non fa che disegnare una parte di sé.

Quella parte che vorrebbe nascondere perché più gli fa paura.

 

Noi notiamo veramente le cose, i fatti, le circostanze, le verità, solo quando ci vengono sottolineate dagli altri.

(Marco Paciaroni 03-05.09.1997)

 

Forse tutti i draghi della nostra vita sono in realtà principesse che aspettano soltanto

di vederci una buona volta belli e coraggiosi.

 

Guardate come crescono i fiori dei campi: non lavorano, non si fanno vestiti… eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, con tutta la sua ricchezza, ha mai avuto un vestito più bello! Se dunque Dio rende così belli i fiori dei campi che oggi ci sono e il giorno dopo vengono bruciati, a maggior ragione procurerà un vestito a voi, gente di poca fede! (Gesù)

 

Buddha non menzionò mai Dio. Osservò che “tutto è dolore, tutto passa e tutto è vuoto”. (Sai Baba)

 

Il miglior scrittore sarà colui che ha vergogna di essere un letterato. (Nietzche)

 

La foglia incolore cade incolore, ma la foglia verde diventa d’oro.

Noi che abbiamo trovato bella la giovinezza, troveremo bella anche la vecchiaia.

 

Il cattivo umore è l’evadere dalla realtà; il buon umore è l’accettarla.

 

La noia è come la febbre. Non è mai un male in sé, ma il sintomo d’un male.

 

Un uomo ci trova simpatici per le doti che lui ritiene noi abbiamo.

Una donna ci trova simpatici per le doti che noi riteniamo lei abbia.

 

La felicità è tutta l’infelicità che non abbiamo. (Yves Mirande)

 

Nessuno può ritenersi veramente sposato finché non capisce ogni parola che la moglie non dice.

 

L’uomo non è che un giocattolo fabbricato dagli Dei per loro trastullo. E questo in fondo è ciò che di meglio vi è nell’uomo. E dunque ogni uomo, ogni donna, deve trascorrere così la propria vita, giocando nel modo migliore possibile il suo gioco. (Platone)

 

L’uomo di successo è quello che sa costruirsi solide fondamenta con le pietre che gli altri gli scagliano.

 

La pazienza è l’amore manifesto in situazioni esasperanti.

 

La saggezza è l’abilità di scoprire alternative.

 

Dobbiamo rassegnarci a invecchiare, giacché è il solo metodo che finora si conosca per vivere a lungo.

 

Responsabilità: l’alto prezzo dell’essere padroni di sé stessi.

 

Dio fa soffrire coloro che ama.

 

Il coraggio è come l’amore, è fratello della speranza.

 

Il destino non può toglierci ciò che ci ha dato.

 

Chi sa soffrire sa vincere.

 

Tutto viene a chi sa aspettare.

 

Io sono una parte di tutto quello che incontrato nella mia vita.

 

Tutte le cose belle ritorneranno.

 

C’è qualcosa che uguaglia gli animali ai Signori del cielo: qualunque cosa facciano non hanno rimorsi.

(Cesare Pavese – Dialoghi con Leucò)

 

L’evoluzione della civiltà consiste in un progressivo addomesticamento dell’animale che sta nell’uomo.

(C.G. Jung – Ricordi, sogni, riflessioni)

 

Non è riprovevole entrare in casa di laide, riprovevole è non saperne uscire. (Aristippo)

 

Ho sempre ammirato gli uomini e le donne capaci di vivere insieme tutta la vita.

Le considero persone superiori. Ma sono rare. (Marcello Mastroianni)

 

Una donna è sempre un mistero: non c’è che fidarsi al suo viso e all’ispirazione del proprio cuore. (E. De Amicis)

 

Il potere è quella forza che in una donna affascina l’amante e spaventa il marito.

 

Ogni bene che ti capita viene da Dio, il male che ti giunge viene da te. (Maometto)

 

L’esperienza non è ciò che accade a un uomo. È quello che un uomo fa con ciò che gli accade. (Aldous Huxley)

 

Gli ostacoli sono quelle cose terribili che si vedono quando si distoglie lo sguardo dall’obiettivo. (Henry Ford)

 

Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. (Blaise Pascal)

 

Quando le mezze divinità se ne vanno, arrivano i veri Dei. (Ralph Waldo Emerson)

 

Più a fondo vi scava il dolore, più gioia potete contenere. (Gibran Kahlil Gibran)

 

Non c’è via  per la felicità, la felicità è la via. (Wayne Dyer)

 

Le coincidenze sono come le isole: se togli l’acqua ti accorgi che sono tutte collegate.

 

Se sei indeciso fra due cose, guarda qual è la più difficile da accettare per il tuo più basso istinto e sceglila.

Sarà quella giusta. (Ibn Atà Allàh)

 

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde.

(Alessandro Baricco – Castelli di rabbia)

 

Io sono una parte di tutto quello che ho incontrato nella mia vita. anche di te! (Proverbio inglese)

 

Lo scrittore gioca con il linguaggio. Ma, a differenza di quando gioca a carte, giocare con il linguaggio non ha mai fine, perché ci sono migliaia di carte. (Michel Butor – citato in Aftenposte, Oslo)

 

Pur essendo sempre difficile da trovare, un originale è facile da riconoscere. (John L. Mason)

 

Quel che distingue un sano da un infermo di mente, è appunto che il sano ha tutte le malattie mentali, e l’infermo soltanto una. (R. Musil – L’uomo senza qualità)

 

Qualsiasi cosa vogliate fare, fatela adesso. I domani sono contati.

 

In fondo, nella vita, la più grande affermazione di libertà è quella di chi si crea una prigione.

(Leonardo Sciascia – Il contesto)

 

Dobbiamo essere contenti di morire, se non possiamo vivere come uomini o donne libere.

(Gandhi – Antiche come le montagne)

 

Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo. (J. W. Goethe – Le affinità elettive)

 

Ogni scrittore, ogni uomo deve vedere in tutto ciò che gli accade, ivi compreso lo scacco, l’umiliazione e la sventura, uno strumento, un materiale per la sua arte, da cui deve trarre profitto. (J. L. Borges – L’altro)

 

Bigamia vuol dire un marito di troppo, monogamia anche. (Anonimo)

 

Di certi matrimoni, neppure la più esercitata fantasia letteraria riuscirebbe a spiegarsi l’origine.

(Thomas Mann – Contro l’eros)

 

Il matrimonio è una libertà in due, non l’annullamento della libertà nell’uno o nell’altro.

(Nicola Abbagnano – La saggezza della vita)

 

Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori. È bene che una volta ogni tanto si brucino le dita.

(Gandhi – Antiche come le montagne)

 

Quando ci sentiamo toccati emotivamente dal comportamento di un animale, ciò è sicuro indicatore del fatto che abbiamo scoperto intuitivamente una somiglianza tra comportamento animale e uomo.

(Konrad Lorenz – Io sono qui, tu dove sei?)

 

Non esiste patto che non sia stato spezzato, non esiste fedeltà che non sia stata tradita,

all’infuori di quella di un cane veramente fedele. (Konrad Lorenz – L’anello di Re Salomone)

 

Ingratitudine umana. Del porco usiamo la carne come cibo ed il nome come insulto.

(Cesare Marchi – Quando eravamo povera gente)

 

Il dono più grande che si possa fare a qualcuno è la purezza della nostra attenzione. (Richard Moss medico)

 

Mio padre mi ha sempre detto: “trova un’occupazione che ti piaccia e non dovrai mai lavorare un giorno in vita tua. (Jim Fox)

 

Chi osa pensare, oserà qualunque cosa. (Sir Alfred Sherman)

 

Osare avventurarsi sul mare del dubbio, senza bussola né timoniere, vuol dire morte e distruzione per cervelli non sviluppati. (Nietzche – Anticristo)

 

Il desiderio che brucia è veramente il fuoco della vita; il dolore è il caos primordiale da cui emerge il mondo. (Francesco Alberoni – L’albero della vita)

 

Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente. (Fernando Pessoa – La lirica d’occidente)

Io quando penso che risorgo, la morte mi fa un baffo. (Marcello Orta – Dio ci ha creato gratis)

 

Il suicidio è l’espressione di una specie di nascosta volontà di vivere. (Marti Leimbach – Caro agli Dei)

 

Dubbio, uno dei nomi dell’intelligenza. (J. L. Borges – A/Z)

 

Il genio è la capacità di mettere in pratica ciò che hai in mente. Non c’è altra definizione del genio.

(Francis Scott Fitzgerald – L’età del jazz)

 

Non voglio diventare immortale grazie alla mia opera. Voglio riuscirci senza morire. (Woody Allen – Saperla lunga)

 

La storia è la storia della crudeltà, non dell’amore, come credono gli uomini molli. (Saul Bellow – Herzog)

 

Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non violenza sono antiche come le montagne.

(Gandhi – Antiche come le montagne)

 

Creare la vita richiede determinate qualità che mancano alla persona impotente.

Distruggere la vita richiede una qualità soltanto: l’uso della forza. (Erich Fromm – Psicoanalisi dellamore)

 

L’uomo per natura è libero, e uguale a qualunque altro della sua specie. Ma nello stato di società non è così.

 (Giacomo Leopardi – La stage delle illusioni)

 

Non si può nello stesso tempo essere sinceri e sembrare tali. (André Gide – L’immoralista)

 

Domanda : qual è il contrario della fede ? Non l’incredulità. Troppo definitiva, certa, chiusa.

Anch’essa una sorte di fede. Il dubbio. (Salman Rushdie – I versi satanici)

 

L’amore che inibisce non è amore. L’amore è tale solo quando libera. (Leo Buscaglia – Nati per amare)

 

Pensare di poter avere più di un amore, sarebbe come pensare di vivere più di una vita.

(Alfredo Todisco – La prima spiaggia)

 

Se sei innamorato, i colori che vedi sembrano più vivi.

(Roberto Vacca – Come ammaestrare se stessi e presentarsi al mondo)

 

L’amicizia fra un uomo e una donna è sempre un poco erotica, anche se inconsciamente. (J. L. Borges – A/Z)

 

Se trovi qualcuno che ama troppo gli altri, sappi che con ogni probabilità è un ateo. (Umberto eco)

 

L’idea di Dio, un essere onnisciente, onnipotente, e che inoltre ci ama,

è una delle più azzardate creazioni della letteratura fantastica. (J. L. Borges – A/Z)

 

La realtà spesso è cruda e ci chiama ad andare oltre, perché nella nicchia del dolore si può vivere solo un po’.

(Roberto Cafisa)

 

Essere sinceri, quando sapete che vi costerà, è la vera prova dell’onestà. (Dave Weinbaum)

 

L’avversità è un vento forte. Ci strappa tutto, tranne quello che non può essere strappato,

così che possiamo vederci come realmente siamo. (Arthur Golden)

 

Ciò che appartiene non può andare perduto, anche se lo si getta via.

 

Si è mai visto l’odio nuocere all’oggetto odiato? Piuttosto si è visto l’odio consumare chi lo prova.

 

Quando parole e atteggiamento vibrano all’unisono producono come effetto fiducia e fedeltà.

 

Proprio là dove credi risieda la tua qualità più vera, è il punto dove devi assolutamente cambiare. Non estimarti.

 

Gioia divisa è gioia doppia.

 

Il debole si attenga alla tradizione, il forte si faccia determinare dalle circostanze.

 

Semina un pensiero, raccogli un’azione;

semina un’azione, raccogli un’abitudine;

semina un’abitudine, raccogli un carattere;

semina un carattere, raccogli un destino.

 

Osserva come pensi saprai come ami.

 

 

Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa.

(Leone Tolstoy)

 

Dio esiste ma non ha nessuna fretta di farlo sapere. (Leone Tolstoy)

 

Gli occhi, attraverso le lacrime, vedono bene Dio. (Proverbio Cinese)

 

Chi teme la morte perde anche la vita. (Proverbio Rumeno)

 

L’uomo nasce e muore con le mani vuote. (Proverbio Ebraico)

 

Non vi è nulla di più potente della verità e spesso nulla di più strano. (Daniel Wbester)

 

La verità è figlia del tempo. (Augio Gellio)

 

La nostra vita è un fiume che si versa in un unico mare. (Proverbio Francese)

 


 

 

L’amore è la negazione della ragione.

 

Il fiume non va spinto, scorre da sé.

 

Vuoi far ridere Bhagawan? Digli i tuoi piani!

 

Finirai per trovare la via… se prima hai il coraggio di perderti:

 

 

Ben governato,
un paesino arroccato su uno scoglio
vale più di un grande paese in preda all'anarchia.
(Focilide, VI a. C.)


Parlare è un mezzo
per esprimere se stessi agli altri,
ascoltare è un mezzo
per accogliere gli altri in se stessi.
(Wen-tzu)


Non desiderare l'impossibile.


Saprai comandare
quando avrai imparato a ubbidire.
(Pittaco, I a. C.)


Il perdono è superiore alla vendetta.
(Pittaco, I a. C.)


La vera amicizia
non sta nelle parole
ma nei fatti.


"Non è bello ciò che è bello"
Figuriamoci ciò che è brutto.


Se vuoi scacciare la mosca
dalla testa del tuo amico,
non usare l'ascia.


Rimane sempre
una traccia di profumo
nella mano di chi dona fiori.


I malvagi non mutano indole
anche quando vengono trattati bene.
(Esopo, VII a. C.)


Nelle faccende importanti
è difficile piacere a tutti.
(Solone, VI a. C.)


Quando parli di un nemico,
non dimenticare mai
che forse un giorno diventerai suo amico.
(Periandro, VI a. C.)


Se la tua condizione ti sembra brutta,
pensa a chi sta peggio di te.


Essere liberi è meglio
che essere ricchi.
(Nevio, III a. C.)


Se si vuole conoscere
la vera natura di un uomo,
devi dargli un grande potere.
(Pittaco, I a. C.)


Non bisogna mai stare senza far niente,
specialmente quando non si ha niente da fare.
(Cicerone, I a. C.)


La cosa più facile
è dare consigli agli altri.
(Talete, VI a. C.)


La memoria è il diario che ciascuno di noi
porta sempre con sé.
(Oscar Wilde)


Si è sempre buoni, e quasi amabili,
quando si è felici.
(C-J de Ligne)


Il comico è riso, l'umorismo è sorriso.
(Carlo Dossi)


È un errore credere di aver fatto fortuna
quando non si sa goderne.


Il progresso rende la vita più comoda,
non più bella.
(Roberto Gervaso)


Quanto più una torcia fa luce,
tanto più si consuma
e tanto meno dura.
(Baltasar Gracián)


Per essere se stessi,
bisogna essere qualcuno.
(Stanislaw J. Lec)

-
Vedi di non chiamare intelligenti
solo quelli che la pensano come te.
(Ugo Ojetti)


Definizione di consultare:
Consiste nel chiedere l'approvazione altrui
in merito a una decisione già adottata.
(Ambrose Bierce)


Spesso si lascia in pace
chi ha appiccato l'incendio,
e si castiga chi ne ha dato l'allarme.
(Nicolas de Chamfort)


La ragione non conosce
le ragioni del cuore.


Se non avessimo difetti
non proveremmo tanto piacere
a notare quelli degli altri.
(Rochefoucauld)


I grandi discorsi sono concisi,
i piccoli discorsi sono prolissi.


Si invecchia troppo presto
e si impara troppo pardi.


“Hai mai studiato la grammatica?” disse un saggio a un barcaiolo. L'altro rispose di no. “Allora hai perduto metà della tua vita!” disse ancora il saggio. Poco dopo il vento spinse la barca in un vortice.  Allora il barcaiolo, gridò al grammatico: “Sai nuotare un poco?” “No!” - rispose il grammatico – “il nuoto non è affar mio.” “Allora - replicò l’altro - tutta la tua vita è perduta!” E la barca affondò.

Un predicatore un giorno salì sul pulpito e chiese agli auditori se sapevano di che cosa egli volesse loro parlare. Alla risposta negativa, dichiarò che non vedendo uno scopo al suo parlare se ne sarebbe andato. Così infatti fece. Una seconda volta rivolse quindi la stessa domanda, e alla risposta affermativa replicò che la predica era perfettamente inutile. Ma la terza volta gli auditori si erano preparati bene alla solita domanda. Infatti risposero: “Alcuni di noi lo sanno, ma altri no!”. Ma si sentirono replicare: “Benissimo, quelli che sanno lo dicano a quelli che non lo sanno!”. 

Un giorno un uomo bussò alla porta e disse al padrone di casa affacciatosi alla finestra: “Scendi, ché ti devo comunicare una cosa molto importante!” Il padrone di casa scese e si sentì chiedere l'elemosina.  Allora fece salire il povero, ma lo congedò subito, senza dargli nulla. Il mendicante, deluso e irritato, gli chiese perché mai lo aveva fatto salire. E il padrone di casa così rispose: “E tu, perché mi hai fatto scendere?”. 

Un giorno un ladro svaligiò una casa. Il padrone raccolse i pochi oggetti rimastigli, corse dietro al ladro e fece per entrare nella casa di questi. Di fronte allo stupore del ladro, il padrone chiese: “Non ci siamo forse scambiate le case?”. 

In una notte d'inverno due sconosciuti litigavano sotto le finestre di una casa e la disputa stava per trasformarsi in rissa. Cedendo a malincuore alle insistenza della moglie, il padrone di casa, temendo un'esplosione di violenza, si avvolse in una coperta e scese per calmare le ire dei contendenti. Questi, dopo avergli strappato la coperta, se la diedero a gambe. La moglie, che dal letto si compiaceva perché il marito aveva fatto cessare la contesa, gli chiese perché mai litigassero. E il marito, con noncuranza: “Oh niente! Litigavano per la mia coperta!”. 

Mencio disse a Sinen, principe di Ts'í: “Se uno dei tuoi ministri, dovendo partire per un viaggio, affidasse moglie e figli alle cure di un amico e, al ritorno, li trovasse estenuato dalla fame e dal freddo, come dovrebbe comportarsi secondo te?”. “Dovrebbe ripudiare l’amico!”. “E se il più alto fra i giudici si mostrasse incapace del suo compito, come lo tratteresti?”. “Lo destituirei!”. “E se, dentro i confini dello stato, ci fosse il malgoverno, cosa bisognerebbe fare?”. Il principe capì la lezione. 

Il principe Wen di T’en domandò una volta a un saggio: “Il mio stato è piccolo e se si estende fra quelli di Ts'i' e di C'u, a quale dei due devo dichiararmi vassallo?”. Il saggio rispose: “Non approvo il tuo proponimento. Io ti suggerirò una cosa sola. Scava più profondi i fossati, aumenta l’altezza delle mura, difendi la città con i tuoi uomini, sii pronto ad affrontare la morte e fa che il popolo non ti abbandoni.  Questo è il miglior vassallaggio”. 

Penso spesso che dovremmo applicare al nuovo la legge nuova e al vecchio la legge vecchia. Quando i vecchi ufficiali della dinastia Manchu commettono un delitto dovremmo fustigarli sul dorso. 

Siut-tze domandò a un saggio: “Confucio parlava spesso dell'acqua, lodandola. Perché mai faceva questo?” Il saggio rispose: “Vi è l'acqua che zampilla dalla sorgente, sgorga senza riposo giorno e notte, riempie ogni cavità, scorre, si getta nei quattro mari. Questa è l’acqua di sorgente e questa riceveva lode da Confucio. Ma vi è anche l’acqua che non viene dalla sorgente. Nei due mesi delle piogge riempie canali e rigagnoli, poi, in breve tempo, si asciuga. In egual modo l’uomo superiore si vergogna di una fama che supera i suoi meriti”. 

Quang-tze pescava sulla riva di un fiume, quando gli si presentarono due dignitari inviati dal re di C'u e gli dissero che il re desiderava che egli entrasse nell'amministrazione dello stato. Quang-tze, senza deporre la canna e senza voltarsi, rispose: “Nello stato C'u deve esserci una tartaruga sacra, morta già da tre millenni, e che il re conserva nella sala degli antenati dentro a una cesta ricoperta da un panno. Che cosa preferirebbe, secondo voi, quella tartaruga? Vedere onorato il suo guscio superstite, oppure trascinare viva la coda nel fango?”. I due dignitari si pronunciarono per la seconda ipotesi. “Allora, andatevene pure, signori miei - riprese Quang-tze – anch’io voglio trascinare la mia coda nel fango”. 

La sostanza dell’uomo è la stessa di quella del cielo e della terra. Il suo cuore è il cuore del cielo e della terra. In nome della sua norma e della sua materia, l’uomo è un tutto con il cielo e con la terra. Il cielo, la terra e tutti gli esseri sono una sola cosa con me. Infatti io partecipo delle stesse cose. Il cielo è mio padre, la terra è mie madre, gli uomini sono dunque miei fratelli, tutti gli esseri viventi sono uniti, tutto l’universo è, con me, un essere unico. 

Vi sono cose che vivono e cose che producono la vita; vi sono cose che hanno forma e cose che la rendono tale. Ciò per cui la forma è forma, è la realtà; ciò che rende tale la forma non si è mai manifestato; ciò per cui il suono è suono, è l'udito; ciò che rende suono il suono non si è mai manifestato; ciò per cui il colore è colore, è la vita; ciò che rende colore il colore, non si è mai manifestato. 

Non salutare per forza il tuo focoso avversario perché, così facendo, ferisci il tuo cuore. Non manifestare rispetto al tuo avversario con l’adulazione, perché nel tuo corpo entrerà la vendetta. Mostrati sempre premuroso e attivo con tutti e, se guadagni uno stelo di paglia, fallo diventare una trave. Non avrai più nemici perché ti crederanno un potente e acquisterai molti amici, timorosi di perderti per la tua potenza. 

Quando le cose e le piante sono vive sono flessibili e tenere; quando esse sono morte diventano fragili e secche. Quindi la rigidità e la durezza sono compagne della morte, la docilità e la morbidezza sono compagne della vita. Perciò quando un esercito è ostinato perderà la battaglia, quando un albero è duro sarà abbattuto. Il grande e il forte appartengono al basso, gli arrendevoli e i deboli fanno parte della cima. 

Preferisco essere io stesso il mio servo. Se devo fare qualche cosa, mi servo del mio corpo. A volte ciò è fastidioso, ma è sempre più facile che ottenere obbedienza dagli altri. Se ho bisogno di camminare, cammino; questo mi affatica, ma sempre meno che il dovere pensare a cavalli e selle, a buoi e carrozze.  Divido il mio corpo in due parti: le mani fungono da servitore, i piedi da veicolo e sono docili oltre ogni dire. Il mio cuore, conoscendo ciò che il mio corpo può sopportare, lo lascia riposare quando è stanco e lo adopera quando è ristorato e pronto. Anche quando si serve di esso non ne abusa, ma neppure lo lascia appesantirsi. D'altronde, giova alla salute camminare e muoversi. Perché dunque perseverare in una pigrizia inutile? 

Se avete la saggezza di riconoscere una verità, ma non siete capaci di attenervi ad essa, la perderete ugualmente, pur avendola scoperta; se avete la saggezza di riconoscere una verità e la capacità di attenervi ad essa, ma non riuscite a mantenere il decoro comparendo in pubblico, non vi guadagnerete il rispetto del popolo. Se avete la saggezza di riconoscere una verità, la capacità di attenervi ad essa e riuscite a mantenervi decorosi nell'aspetto, ma non siete imbevuti dello spirito del Li o della disciplina sociale, le vostre azioni e il vostro comportamento non saranno soddisfacenti. 

Arrivare alla comprensione, chiedere all’essere di manifestare la sua vera natura. Arrivare all’autenticità del proprio essere partendo dalla comprensione, questo si chiama cultura. Ciò che è il proprio vero essere si chiama comprensione, ciò che è comprensione trova quindi il suo proprio vero essere. Dare l'impressione del vero essere impone l'espressione, l’espressione diviene evidenza, l'evidenza diviene chiarezza e luminosità di sapere, la chiarezza e la luminosità di sapere divengono attive, il sapere diviene la forza e la forza diviene influsso che pervade. 

La predica del Loto è come un fuoco per i congelati, un vestito per gli ignudi, una guida per la carovana, un padre per il bimbo, una barca per chi vuol traghettare, una torcia per scacciare le tenebre. Chi, ascoltando la predica del Loto, manifesta il suo plauso, avrà sempre l'alito soave come quello di un loto, e le sue membra diffonderanno profumo di sandalo, mentre la fanciulla che lo ascolterà una sola volta, dimenticherà la sua vita di fanciulla e inizierà quella di donna. (la “predica del Loto” è “la parola dell’amore”). 

Eccovi un grande palazzo vecchio di mille anni dalle tegole e dai mattoni sgretolati, dalle travi e dalle pareti cadenti, - è invero ancora imponente, ma al primo temporale crollerà. Tuttavia la gente che vi abita non se ne preoccupa e dorme tranquilla come se non vedesse o non sentisse nulla. Anche coloro che si sono accorti del pericolo sanno soltanto piangere amaramente e aspettare la morte in un atteggiamento sconsolato, ma non pensano a porvi rimedio. Qualcuno più capace degli altri si sforza di riparare le fessure e di tappare i buchi in modo da potervi abitare comodamente, magari per breve tempo e con la speranza di un miglioramento. Questi tre tipi di persone usano l'intelligenza in maniera diversa, quando scoppierà la tempesta periranno insieme. 

La Cina è come una stanza dai muri invisibili contro i quali può capitare di sbattere la testa. Vince l'uomo che è disposto a lottare contro questi muti e a battervi la testa senza curarsi del dolore. 

I cinesi hanno solo due nomi per le razze straniere: uno è razza straniera, l'altro è vostra maestà. 

Quando i cinesi sono al potere e vedono che gli altri non possono fare loro nulla, si rivelano autocrati e non conoscono moderazione; quando cominciano a parlare di moderazione sanno che devono essere moderati e quando non sono favoriti dalla fortuna cominciano a parlare di destino. Si contenterebbero anche di essere schiavi e si troverebbero in perfetta armonia con l'universo. 

Chi dice che i cinesi non cambiano? Quando vengono introdotte cose nuove essi le vogliono respingere, ma quando incominciano a vedere che c'è qualche cosa di buono, cominciano a cambiare. Ma non cambiano adattandosi alle cose nuove, ma adattando le cose nuove a se stessi. 

Dice il Tao: “Lasciate che esista un piccolo paese con un numero piccolo di uomini dove le scorte di beni siano dieci, cento volte maggiori di quante ne occorrano; lasciate che questi uomini amino la vita che a loro è concessa e non mirino lontano, sebbene abbiano battelli e carri e nessuno pensi a servirsi di essi; lasciate che questi uomini facciano ancora nodi alle funi per contare, lasciate che ai cibi prendano gusto, che trovino belli i loro vestiti e che nelle loro case siano contenti e che dei loro costumi prendano diletto, che abbiano le nuore vicine le une alle altre, cosicché si possano udire l’abbaiare dei cani e il canto del gallo dei loro vicini e che gli uomini possano ritrovarsi fino all'ultimo dì della loro vita”.