I CHING

 


1

 

La vita è fatta di sei gradini e non importa quanto si impiega a costruire il primo. Il tempo infatti è un mezzo e non un impedimento, per comprendere con chiarezza la successione degli eventi.


2

 

Perché temere il destino, se la volontà è forte? Ogni cosa avviene al suo tempo e quindi successi o insuccessi non devono influenzare gli atteggiamenti ma diventare la chiave per comprendere ciò che si dipana intorno.


3


Quando il tempo non è giunto, è inutile cercare di ottenere ciò che si desidera con violenza. Non si tratterebbe forse così di spendere inutilmente le proprie energie?


4

 

Cosa determina la caduta di un grande? L'ambizione che rovina la purezza interiore, le tentazioni e il perdere contatto con l'evoluzione dei tempi.


5

 

La superbia ha un temibile prezzo: la solitudine.


6

 

Chi è nato per comandare comandi. Chi è nato per eseguire esegua. L'accettazione delle proprie capacità è l'ottimizzazione della propria esistenza.


7

 

La saggezza dell'uomo nell'operare, sta nel copiare la natura nella sua spontaneità.


8

 

In posizione dipendente il successo si basa sulla discrezione e sul rifiuto di riconoscimenti pubblici. In una prospettiva futura, lasciare ad altri gli onori può rivelarsi estremamente propizio.


9

 

Quale combattimento può giudicarsi vantaggioso, se apre ferite da ambo le parti?


10

 

Le protezioni o le facilitazioni che delimitano la libertà di azione sono pericolose e vanno scartate. Guai a colui che vi si adagia e si lascia ingannare sui veri valori.


11

 

Si può ingannare chiunque per soddisfare un proprio desiderio. Ma colui che pensa di poter raggirare il destino decreterà il proprio insuccesso.


12

 

Come è cieco colui che nei momenti di bisogno, per orgoglio, non chiede aiuto. Come è chiaro interiormente colui che, riconoscendo la propria mancanza di forze, pur umiliandosi, si associa ad altri per superare gli ostacoli.


13

 

Quando la buona volontà è misconosciuta, solo un graduale lavoro compiuto in silenzio scioglie gli impedimenti.


14

 

È immaturo colui che non riconosce la propria inesperienza e pensa di poter proseguire da solo, invece di ricercare una guida adeguata.


15

 

Come può un maestro chiamarsi tale, se le sue parole non generano chiarezza?


16

 

La disciplina ha un effetto benefico nel momento in cui non degenera in umiliazione per chi la deve subire.


17

 

Le punizioni non devono essere mai fini a se stesse e tanto meno dettate dall'ira. Il loro vero scopo deve essere quello di instaurare delle benefiche regole che portino ordine e chiarezza.


18

 

Il debole di fronte ai problemi si agita e cerca la soluzione immediata. Ma si può forse costringere la pioggia a scendere? Il saggio attende i cenni del destino per trovare la via da seguire e nel frattempo cura il suo corpo e il suo spirito in attesa dei tempi opportuni.


19

 

Chi vuol saltare lo stagno prendendo una rincorsa precipitosa, non rischia forse di cadervi dentro e rimanere impantanato?


20

 

Saggio è colui che, pur avendo ragione, cerca un punto di incontro con gli avversari.


21

 

Nulla vi è di più paralizzante verso l'esterno della conflittualità interiore.


22

 

Se l'avversario è più forte, non è forse meglio evitare un dissidio piuttosto che far valere a tutti i costi i propri diritti? Quando la lotta è impari, un esasperato senso dell'onore può essere solo cagione di ulteriori difficoltà.


23

 

Come può essere mantenuto a lungo quello che si è ottenuto con la violenza? Nello spazio di un mattino con la stessa aggressività verrà strappato.


24

Può essere più facile vincer una guerra, che mantenere la pace. Com'è pericolosa infatti l'ebbrezza della vittoria, che fa perdere il senso della giustizia. E dove non c'è giustizia vi è sicuramente rivolta.


25

 

Un'azione pericolosa può essere condotta a buon termine solo se le sue basi poggiano su ordine, obbedienza e cooperazione.


26

 

Il potere si può ottenere anche grazie alla cooperazione di gente da poco. M guai a colui che, una volta ottenuto il comando, gestisce la situazione raggiunta con persone non all'altezza dei propri compiti.


27

 

Se non esiste solidarietà tra coloro che comandano e color che obbediscono, se il singolo non si sente motivato a essere membro della totalità, come può la società procedere in armonia?


28

 

Saggio è colui che valuta la differenza tra la socievolezza e il dare confidenza. La prima può essere concessa per abitudine, la seconda solo per convinzione.


29

 

Come può un cattivo inizio garantire una buona fine?


30

 

La vera raffinatezza si raggiunge solo esercitandosi nell'arte delle piccole cose.


31

 

Quando il progredire non è in armonia con le contingenze esterne il saggio non si espone, pur di concretizzare un desiderio, ai rifiuti. Attende il mutamento esterno per realizzare ciò che gli sta a cuore.


32

 

Gioia divisa è gioia doppia.


33

 

Arreca danno a se stesso colui che, una volta raggiunto il successo, pensa di poterlo mantenere con la forza.


34

 

È impossibile raggiungere la parità tra gli esseri. Le differenze esistono e vanno rispettate. Il potere venga gestito da colui che è degno, altrimenti la lotta di classe sarà l'ovvia conseguenza. La vera armonia esiste quando il posto esteriore è supportato da vera dignità interiore.


35

 

Colui che procede per produrre è uomo di grande valore morale. Colui che procede per egoistica ambizione è uomo ignobile.


36

 

Saggio è colui che non provoca il destino e rimane così libero da problemi.


37

 

Cieca temerarietà può forse provocare qualcosa di diverso dalla disgrazia?


38

 

In una situazione complessa, il successo si ottiene solamente rimanendo sempre consci delle difficoltà da superare.


39

 

Chi vuol sapere del suo avvenire non ha che da guardare nel suo passato. Se le reazioni al proprio procedere sono state positive, non potrà che essere altrettanto positivo il risultato futuro.


40

 

Incontrando degli impedimenti, non bisogna per forza cercare di superarli nell'immediato. Infatti chi si ferma non si disorienta e può così trovare validi aiuti per giungere al compimento.


41

 

Non si deve sottovalutare il male ai suoi inizi. Quando l'acqua comincia a congelare impiega poco a diventare ghiaccio.


42

 

Mai vantarsi dei propri meriti. Quello che importa veramente è che le cose vengano effettuate. Le proiezioni devono guardare al futuro, e non alle immediate gratificazioni.


43

 

La diplomazia deve essere direttamente proporzionale alla rozzezza della controparte.


44

 

La pace si ottiene quando il nobile comanda e l'ignobile si sottomette, ma la vera armonia si mantiene solo quando il nobile provvede a che l'ignobile abbia il suo tornaconto.


45

 

Chi è un grande maestro? Colui che di tutto sa fare qualcosa, perché nulla nelle sue mani rimane sterile. Colui che osa, e che non trascura i particolari. Colui che pensa al proprio dovere, senza farsi influenzare da partigianerie.


46

 

Quando l'interiore è più forte dell'esteriore, quando dentro vi è più ricchezza che fuori, solo allora si sarà superiori al destino, e la fortuna rimarrà sempre fedele compagna.


47

 

La natura, come il destino, ha la sua immutabile legge e il suo ritmo costante. Cercare di opporsi a un ciclo naturale darebbe come esito una disastrosa caduta. Guai dunque a chi si ostina e con testardaggine vuol prevaricare gli eventi.


48

 

Quando le basi di un'impresa sono sbagliate, perché le persone che vi partecipano non sono corrette, è prova di grande saggezza non lasciarsi attrarre dalle loro proposte e dalle loro insistenze. Meglio ritirarsi sulle alte vette dove non si può essere raggiunti.


49

 

 

Colui che in tempi difficili sa mantenere la propria personalità, sa attendere e ritirarsi al momento opportuno, costui è un nobile, perché sa rinunciare ai vantaggi materiali immediati a favore dei principi morali che alla fine sono più importanti.


50

 

Se non si pone mano agli eventi per migliorare le cose, assai difficilmente un periodo di ristagno potrà mutarsi nel suo opposto.


51

 

Saggio è colui che nei momenti di benessere pensa al pericolo, che nei momenti di ordine pensa al disordine. Solo il timore e la prudenza conducono alla sicurezza.


52

 

Quali ostacoli sono insormontabili, quali i pericoli che non si possono superare, se le persone che si associano hanno un vero comune denominatore? L'unione non deve essere un caotico raggruppamento ma una molteplicità organicamente raggruppata.


53

 

I veri sentimenti penetrano attraverso gli ostacoli e non esistono metalli né pietre né acqua o fuoco che possano fermare la forza del cuore. Nulla può superare quello che è unito dall'emozione, dal dovere e dalla ragione.


54

 

Due persone che in verità si amano sono paragonabili a due potenti armate che si uniscono e combattono i nemici, forti della certezza interiore che le due forze riunite possono sbaragliare qualunque persona o cosa si opponga per dividerli.


55

 

Come è saggio colui che attrae la gente con la sua modestia.


56

 

Il possedere diventa positivo solo nel momento in cui si è in grado di spartirlo con gli altri.


57

 

Sincerità attrae sincerità. Se le basi sono queste come si potrà allora dubitare delle conquiste effettuate.


58

 

Aiutare il prossimo è azione assai onorevole. Ma ancor più meritorio è porgere la mano a coloro che ne sono degni, scartando invece chi non lo merita.


59

 

Cosa suscita maggiore amore, se non la modestia? E cosa suscita maggior odio se no l'arroganza?


60

 

Il destino ha una sua legge fissa. L'uomo accetta questa regola, ma è conscio che il porre mano alle faccende consente di plasmare il proprio futuro, a seconda che egli si faccia influenzare dalla forza positiva o da quella negativa.


61

 

Cos'è la modestia? È semplicità nel porgersi sena pretese, nel mostrare i propri sentimenti senza vergogna, e non lasciarsi accecare dal successo. È possedere il senso di responsabilità, qualsiasi sia la posizione occupata. È la reattività oggettiva, è la capacità di acuta autocritica.


62

 

Mai lasciare che chi non è preparato pervenga al potere e chi non è degno turbi la quiete. Così come è meglio evitare di chiedere consigli a chi si suppone non essere all'altezza. Solo così il saggio crea le basi della sua sicurezz personale.


63

 

Come è saggio colui che appena riconosce negli altri i primi indizi di malumore si ritira in tempo.


64

 

Può dirsi veramente nobile colui che non è altezzoso verso gli inferiori e non è strisciante verso i superiori.


65

 

Il troppo pensare può portare a sciagurate indecisioni. Come si può fattivamente agire se la riflessione viene perpetrata così a lungo da impedire di colpire al momento giusto?


66

 

Solo colui che non dubita di se stesso e delle sue reali capacità può creare intorno a sé un gruppo fedele, perché genuino ed esaltante sarà l'entusiasmo che le sue parole desteranno.


67

 

Come sono propizi quegli ostacoli che impediscono di spendere malamente le proprie energie!


68

 

Trarrà grande giovamento dall'analisi della propria esperienza colui che, una volta scoperto di aver riposto le proprie aspettative in situazioni non consone, non rimarrà deluso dalla propria delusione.


69

 

Solo colui che sa servire può aspirare a comandare e solo colui che sa adattarsi può richiedere agli altri di essere seguito.


70

 

Chi si adatta non si logora. Chi non si logora si avvantaggia nella scelta del giusto.


71

 

Chi vuole detenere il potere deve rimanere accessibile alle opinioni di coloro che lo circondano. Ma non deve limitarsi ad ascoltare solo chi possiede la medesima mentalità, perché la visione rimarrebbe unilaterale.


72

 

Non si può cavalcare contemporaneamente il bene e il male, stare con il nobile e 'ignobile. Chi non sceglie la faticosa via del bene finisce per buttare via se stesso.


73

 

Le situazioni facili danno sì vantaggi momentanei, ma solo chi aspira a mete superiori costruisce una salda personalità.


74

 

Chi rifugge dalla compagnia degli adulatori potrà aspirare a grandi cose, perché svilupperà chiarezza e indipendenza interiore.


75

 

È più facile perdersi nella limitazione che nell'evoluzione. Come si può dunque temere di aprirsi? Vi è però una condizione fondamentale per non perdersi: quella di mantenere saldi i propri principi interiori.


76

 

Dove giace il segreto della saggezza? Nell'osservare prima di parlare e nel discutere prima di muoversi, nel camminare in mezzo al caos senza generare ulteriore scompiglio e non creando avversione quando si discute.



77

 

Non basta prendere atto di qualcosa che non va, bisogna porre mano al guasto per emendarlo, se si vuole procedere sulla via della propria evoluzione etica.


78

 

Solo chi ha la forza di scrivere la parola fine può scrivere la parola inizio.


79

 

Scuotere lo stagnamento, rinvigorire le coscienze, calmare i cuori: questa è la sequenza che ordina il successo.


80

 

Certo è che troppa severità provoca reazioni negative. Ma esistono momenti e circostanze che vanno gestiti con durezza, dove è meglio troppa che troppo poca energia.


81

 

Le situazioni non positive si incancreniscono se l'atteggiamento adottato è quello di lasciar correre. Guai però a chi non si oppone con solidità alle negatività provenienti dal passato.


82

 

A volte l'abilità sta nel riformare l'esistente con opportuni accorgimenti senza dover ricorrere a radicali cambiamenti.


83

 

Saggio è colui che dall'alto della montagna si pone come esempio riuscendo a creare modelli di vita morale. Ma questo isolamento è concesso solo ai grandi, gli altri non si limitino a criticare ma tornino a operare attivamente in mezzo ai propri simili.


84

 

La libertà d'azione è resa possibile solo all'ordine, mentre l'abuso della libertà altro non porta con sé che corruzione.


85

 

Chi eredita una cosa guasta e non fa nulla per emendarla non è forse costui altrettanto o più colpevole dei suoi predecessori che l'hanno provocata?


86

 

Se si agisce con rigida insistenza si avrà come risultato una perfetta sterilità. Come si potrà allora proseguire nel nobile intento di migliorare? È giusto essere perseveranti ma pur sempre malleabili nei propri atteggiamenti verso l'esterno.


87

 

Solo colui che studia il passato è capace di ottenere le giuste deduzioni per gestire il futuro.


88

 

Non basta lavorare con perseveranza per sfruttare i favori dei tempi ma bisogna operare in modo da prevenire il male. Solo così il tempo della primavera potrà durare in eterno.


89

 

Un procedere corretto implica il non perdersi nella corrente del tempo, e il rimanere così fedeli ai propri principi.


90

 

Perché darsi pensiero del futuro? A ogni discesa corrisponde una salita, a ogni monte una valle, a ogni tramonto un sole che nasce. La caducità è dunque un processo naturale che non deve scalfire il potere decisionale.


91

 

Come è stolto colui che non si pente di approfittare consciamente del proprio potere. Si può forse agire così per proiettarsi in un futuro lontano?


92

 

Saggio è colui che sceglie le persone adatte, ma ancor più saggio è colui che le rispetta lasciandole lavorare senza immischiarsi direttamente.


93

 

Il saggio non si preoccupa della incomprensione della massa. Se è certo della bontà futura delle proprie azioni, continua a camminare sereno per la sua strada.


94

 

Da che cosa si riconosce un capo carismatico? Dal fatto che assoggetta gli altri senza che questi se ne rendano conto. Tale quale il vento muove l'erba.


95

 

Può forse essere corretta la visione della vita, se ci si limita a guardare attraverso il buco della serratura, invece di spalancare la porta?


96

 

Esistono due modi per contemplare. Quello dell'egoista che, pur se ingenuo, guarda solo dal suo punto di vista personale ottenendo così una visione limitata e confusa. E quello dell'uomo superiore che studia gli effetti delle sue azioni per poi trarne motivo di riflessione e correggere i propri comportamenti.


97

 

Come sale la scala della saggezza colui che osserva l'evoluzione della propria vita allo scopo di emendare i propri errori.


98

 

A volta la via per unire sta nello spezzare con violenza gli ostacoli.


99

 

Durezza e dolcezza equamente miscelati producono l'equilibrio perfetto nei processi di chiarificazione delle situazioni.


100

 

Non sono importanti le punizioni di per se stesse, quanto la chiarezza delle loro motivazioni e la determinazione nella loro applicazione.


101

 

A colui che agisce col fare dell'ignobile, bisogna porre freni nel piccolo affinché non conquisti spazi nel grande.


102

 

Chi conoscendo le difficoltà rimane perseverante, chi possiede la durezza del metallo e mantiene la dirittura della freccia, non potrà conoscere la sconfitta anche nelle opere più difficili.


103

 

L'indulgenza può essere una dote. Ma diventa un grave difetto nel momento in cui influisce sulle decisioni che richiedono imparzialità.


104

 

È assai opportuno diffidare di colui che pensa che il bene nelle piccole cose non ha valore e che liberarsi del male in piccolo non ha importanza. Il destino di costui sarà quello di progredire nella via del male, perdendo il senso di ciò che è bene.


105

 

Se le forze interiori non sono sufficienti, perché prendere importanti decisioni? Saggio è colui che in questa situazione si limiterà a vivere il quotidiano.


106

 

Le facilitazioni sono paragonabili a una comoda carrozza. Ma se chi offre questo passaggio è persona dubbia, non è forse meglio proseguire a piedi?


107

 

La durevole perseveranza preserva dal pericolo di sprofondare nelle comodità che spesso sono insidiose come le sabbie mobili, ove si affonda senza nemmeno accorgersene.


108

 

Meglio lo splendore esterno o la semplicità interiore? Se la mancanza del primo può provocare delusioni, l'aumento della seconda porta a superare qualsivoglia barriera. È dunque così difficile operare la giusta scelta?


109

 

Chi ha idee chiare, conquista l'affetto delle persone, perché nella sua semplicità egli incarna l'amore, in quanto privo interiormente di dissonanza e ricco di naturale armonia.


110

 

Gli uomini inferiori ricercano lo sfarzo, gli uomini superiori ricercano la semplicità.


111

 

Quando un periodo negativo è imputabile alle circostanze del tempo e non all'opera dell'uomo, il saggio non combatte ma si adegua.


112

 

Un frutto deve putrefarsi per generare il seme che entra nella terra, producendo una nuova vita. Ed è così che la natura insegna che proprio dal culmine del negativo nasce l'inizio del positivo. Per questo la luce non potrà mai essere sconfitta dal buio.


113

 

Anche l'uomo migliore può essere sconfitto, se non crea intorno a sé una valida compagine che lo possa sostenere.


114

 

Come può un negativo vincere per sempre su un positivo? Egli infatti segue la via del male che di per sé è una forza auto distruttiva.


115

 

Dopo l'inverno viene l'estate, dopo il buio della notte la luce del giorno. Ogni cosa si compie seguendo le leggi della natura, che nella loro perfezione indicano la via giusta.


116

 

Le piccole deviazioni della strada maestra devono essere accettate, in quanto la perfezione non è propri dell'essere umano. L'importante è non andare troppo oltre, affinché l'errore non si consolidi.


117

 

Chi scende dal piedistallo per propria volontà e non per costrizione, conquista una delle più belle vittorie.


118

 

Colui che con coraggio ammette i propri errori imbocca la strada dove la parola pentimento non sarà mai pronunciata.


119

 

Se il destino indica che è giunto il momento di tornare sui propri passi, guai a colui che con testardaggine vuole procedere. Come si può infatti sostenere a lungo una falsa una falsa posizione di fronte alla struttura del macrocosmo?


120

 

Cosa giusta fatta al momento sbagliato, ovvero senza tener conto delle circostanze esterne, risulta in tutti i casi errata.


121

 

Chi agisce per amore e non per interesse compie senza difficoltà il percorso del successo.


122

 

Ciò che veramente appartiene non può andare perduto, anche se lo si getta via.


123

 

A volte i mezzi esterni non servono per eliminare il male. La natura e il tempo sono assai migliori delle medicine.


124

 

Solo chi è capace di riflettere sarà in grado di comprendere i segni del destino. Come potrà dunque fallire nei suoi intendimenti?


125

 

Nel passato è racchiuso un tesoro. Non bisogna però limitarsi alla nozione storica, ma applicarlo costantemente nel nuovo.


126

 

Aspettare non vuol dire rinunciare, bensì acquisire la forza elastica necessaria per progredire susseguentemente con maggiore energia.


127

 

Porsi una meta e credere nella stessa significa poterla conseguire.


128

 

Un buon metodo per affrontare e domare persone di cattivo carattere sta nell'agire prima che queste lo manifestino.


129

 

Val la pena di aiutare solo coloro che lo meritano, non distribuendo a chiunque il proprio aiuto.


130

 

Chi vuol conoscere il suo vicino, osservi bene con cosa alimenta il suo essere. Sarà insignificante colui che bada all'insignificante. Sarà nobile chi cura le parti nobili.


131

 

Chi rimane conscio della propria dipendenza dagli altri, non faccia nulla per modificare il suo stato: non sarebbe in grado di sopravvivere da solo.


132

 

Solo chi è consapevole delle proprie responsabilità può compiere gesta pericolose, a patto che le stesse siano finalizzate anche alla salvaguardia dei più deboli.


133

 

Non si può sciogliere un nodo tirando con forza. Nello stesso modo una situazione complessa si risolve solo penetrandovi con dolcezza.


134

 

Quando mai la prudenza sarà eccessiva, se si deve cominciare qualcosa di importante?


135

 

Le imprese sono paragonabili a una trave maestra. Se non si trovano dei muri forti atti a sostenerla, i carichi diventano troppo gravi e il rischio che si pieghi aumenta.


136

 

Chi rimane consapevole della presenza del pericolo lascia intatta la sua forza d'animo e continua a esercitarsi nelle cose che fanno avanzare e nel contempo in quelle che proteggono da improvvisi attacchi.


137

 

Chi dà importanza a colui o a qualcosa che non ne ha è uno stolto, perché danneggia se stesso.


138

 

Lo scorrere dell'acqua, dalla sorgente al mare, indica il modo per uscire senza danno dalle situazioni difficili. Quando è ancora debole e scorre nella gola montana, non avendo potenza, aggira gli ostacoli. Poi si ferma, crea le anse e gradualmente acquisisce forza. Solo allora scavalca i massi e raggiunge la sua meta, il mare.


139

 

Per superare il pericolo bisogna andare a fondo nel proprio cuore, penetrando così con veracità la situazione. Solo allora, acquisita questa chiarezza interiore, si troverà spontaneamente il giusto gesto esteriore per uscire vittoriosi dalle difficoltà.


140

 

Il senso del pericolo e la sua conoscenza sono la perfetta armatura per proteggersi esternamente contro gli attacchi e interiormente contro i disordini.


141

 

Il bene non deve essere un fatto accidentale, ma una qualità saldamente acquisita nel carattere.


142

 

Solo colui che ripete incessantemente la propria materia ne diventa veramente padrone.


143

 

Assuefarsi a una situazione negativa, evitando di combatterla, implica la compenetrazione del male nell'indole. Ma questo è forse giusto?


144

 

Il saggio posto in una situazione difficile non la peggiora facendosi sedurre dall'azione, ma rimane fermo in attesa che si palesi la vera via d'uscita.


145

 

Mai rinunciare alla sincerità, ma ricordarsi sempre che non bisogna ferire gli altri con la propria esigenza di chiarezza.


146

 

Saggio è colui che coltiva in sé l'accettazione consapevole e la volontaria dipendenza dal mondo che lo circonda.


147

 

Chi è capace di raccogliersi in se stesso non verrà stritolato dai vorticosi ingranaggi della vita.


148

 

In che cosa consiste la suprema armonia, se non nella capacità di vivere con misura la propria esistenza?


149

 

Chi sa aspettare la sorte rinsalda il proprio destino. Chi invece di fronte alla caducità della vita non non domina il sentimento, spreca la sua esistenza oscillando tra sfrenata allegria e profonda tristezza, perdendo se stesso.


150

 

L'intelligenza pone le sue radici nella vita per alimentarla, ma, se mal estrinsecata, può anche bruciarla.


151

 

È opportuno, educando, sradicare le cattive abitudini, perché il male va tolto alle radici, ma altresì è altrettanto importante tollerare quelle innocue. Troppa severità non porta a nulla.


152

 

Quando la felicità si può chiamare veramente tale? Quando calma interiore e gioia esteriore si congiungono senza produrre eccessi,


153

 

In cosa consiste la vera libertà di spirito? Nel non essere vittima dei propri capricci. Inibisce la propria libertà colui che corre dietro alle persone che vuole influenzare, colui che cede ai desideri altrui, colui che si fa comandare dal cuore e dimentica la mente.


154

 

Se il potere materiale a disposizione non è sufficiente, non commette errori colui che domina la forza del suo carattere, evitando così gli eccessi.


155

 

Se si caccia in un bosco dove non ci sono prede, si potrà aspettare quanto si vuole, ma il carniere non verrà riempito. Da questo nascono per il saggio due considerazioni: che non si può trovare se non si cerca nella maniera giusta e che non vi è riuscita nella durata, ma nella qualità della ricerca.


156

 

Il debole si attenga alla tradizione, il forte si faccia determinare dalle circostanze.


157

 

Colui che è irrequieto non cura i dettagli, Come potrà dunque portare a termine la sua impresa, se questa implica responsabilità?


158

 

Se alle parole non corrisponde un'azione conseguente, come si può ottenere consenso e fiducia dalle persone che ci circondano?


159

 

Chi è l'uomo di vocazione? Colui che si fa plasmare dal mondo, non certo colui che pensa di avere in sé il potere di cambiarlo.


160

 

La vera indipendenza si ottiene mutando con il tempo e seguendo il ritmo delle circostanze, così come il camaleonte che muta all'esterno ma mantiene immutabile l'interno.


161

 

Si è mai visto l'odio nuocere all'oggetto odiato? Piuttosto si è visto l'odio consumare chi lo prova.


162

 

In una situazione pericolosa è assai meglio stare fermi, ma sempre in una posizione tale da poter dominare dall'alto gli eventi.


163

 

Non è mai opportuno prendere drastiche soluzioni fin quando non sussiste la certezza interiore che quello che si deve compiere è giusto. Solo così non sarà difficile attuare quanto è stato prefissato, perché la serenità diventerà la perfetta guida.


164

 

Chi si fida ciecamente della propria potenza e non si chiede di volta in volta se sta agendo in conformità con la giustizia è destinato a soccombere.


165

 

La saggezza del grande sta nel fermarsi e riflettere proprio nel momento di maggior potenza.


166

 

Più alta è la posizione che si occupa, maggiori sono le responsabilità, tanto più bisogna seguire le vie dell'ordine e non deviare da queste.


167

 

Guai a colui che diviene arrogante, quando le porte del successo si aprono.


168

 

Il nobile, quando ha potere, non dispiega la sua potenza, e non ne fa sfoggio, mentre l'ignobile non si preoccupa di porsi misura.


169

 

Chi è debole interiormente, perché deve falsare la sua natura, mostrando esteriormente una forza che non possiede? Così non farebbe altro che finire per attirare le persone sbagliate.


170

 

Un re illuminato e dei sottoposti fedeli sono le condizioni per creare un solido e duraturo progresso.


171

 

Colui che non incontra immediatamente fiducia continui a camminare sulla sua strada senza farsi prendere né dall'ira né dallo scoraggiamento. E soprattutto non cerchi di ottenere credito a tutti i costi deviando dal giusto.


172

 

La fortuna arride a colui che basa la propria vita sul principio e sulla correttezza, evitando egoismi e opportunistiche associazioni.


173

 

Non si rammarichi chi porta a termine un'opera e deve lasciare ad altri l'onore di averla compiuta. Il cielo sorride benigno ai generosi e li protegge.


174

 

Chi approfitta della propria posizione per arraffare tesori, vivrà prima con l'angoscia di essere scoperto e poi, nel tempo, questa si tramuterà in certezza. È forse piacevole vivere in questo modo?


175

 

Solo colui che non mira ai vantaggi immediati e non si lamenta di non aver sfruttato abbastanza una situazione si garantisce la possibilità di operare in futuro con maggior successo.


176

 

Più si agisce usando violenza, maggior violenza si attrae. Questo reca con sé grande pericolo.


177

 

Più le situazioni si rivelano complesse, maggiormente bisogna essere interiormente determinati ed esteriormente flessibili.


178

 

Avere una meta e tendere a questa con determinazione consente di vincere la sorte avversa. Ma questo potrebbe non essere sufficiente e allora bisognerà avere l'accortezza di cambiare strada, magari scegliendone una più tortuosa, se su quella retta si incontrano ostacoli al momento insuperabili.


179

 

Chi in situazione difficile agisce secondo il dovere, ottiene di semplificare e ottimizzare ciò che solo in apparenza è complesso.


180

 

Quando i vizi sono radicati è inutile cercare di eliminarli in fretta.


181

 

Se non vi è possibilità di abbandonare il posto dove si dimora, saggio è colui che in tempi difficili si finge sciocco. Non è forse questo l'atteggiamento migliore per passare inosservati?


182

 

Nella famiglia vi è bisogno di una forte autorità e questa è emanata dai genitori. Se un padre non fosse un padre, se una madre derogasse dai suoi doveri, se un figlio non ottemperasse al suo ruolo, regnerebbe solo disordine.


183

 

La famiglia è come la terra nella quale si semina e germina l'esercizio del senso morale. Chi coltiva correttamente raccoglierà copiosi frutti.


184

 

Chi riesce a dar forza alle proprie parole, sicuramente costui le ha basate sulla realtà e non sulla fantasia, sull'oggettività e non sulla soggettività.


185

 

Quando parole e atteggiamento vibrano all'unisono producono come effetto fiducia e fedeltà.


186

 

Perché cercare all'esterno quello che già si possiede all'interno?


187

 

Un uomo ricco interiormente non cerca di essere temuto, ma esterna il proprio amore per generare obbedienza.


188

 

Chi è in posto di responsabilità si imponga dando dando il positivo esempio delle proprie capacità! Basta questo per generare ordine e prosperità.


189

 

Se le mentalità divergono, mai procedere bruscamente, ma cercare invece l'accordo con le piccole cose e tramite progressivi effetti.


190

 

L'essere contrapposti non è sempre negativo in quanto produce una naturale suddivisione tra gli esseri e porta conseguentemente all'ordine.


191

 

A volte si è obbligati a frequentare persone non degne. In questo caso basterà mantenere la propria natura onesta per non subire danni.


192

 

Il miglior atteggiamento per allontanare le persone negative è quello di evitare la violenza, in quanto questa produrrebbe una reazione di pari entità, difficilmente parabile da chi è onesto. Meglio dunque limitarsi a essere tolleranti.


193

 

Anche un incontro casuale può essere determinante, basta che esistano le giuste affinità interiori.


194

 

Chi ha animo perseverante supera gli ostacoli e impedisce ai falsi eventi di ingannarlo, facendolo deviare dalla giusta strada.


195

 

Colui che negli impedimenti vede la giusta prova per formare la propria personalità, oh come consolida la sua posizione di fronte al mondo!


196

 

Quando gli accadimenti esterni portano a rinchiudersi in se stessi, il nobile reagirà studiando gli errori commessi e con questo si arricchirà, mentre l'ignobile si limiterà a dare la colpa agli altri, e con questo diventerà sempre più povero.


197

 

Aggirare gli impedimenti spesso è assai meglio che affrontarli direttamente. Non sempre la strada diritta è in verità la più diretta.


198

 

Gli ostacoli diventano veramente insormontabili solo se non ci si organizza convenientemente per superarli.


199

 

La liberazione da stati di tensione deve essere accuratamente gestita, traendo serenità dalle regole comuni della vita e spazzando via i residui di ciò che ha creato afflizione.


200

 

Grande è colui che perdona gli errori volontari e non dà peso agli sbagli involontari!


201

 

Una volta superate le difficoltà, l'uomo superiore riprende in silenzio le forze e non fa vanitosa mostra della sua vittoria.


202

 

Come si può combattere l'ignobile usando le sue regole? Può forse il nobile usare la falsità, quando conosce solo la rettitudine? Mai combattere con armi che non appartengono.


203

 

Cattive compagnie tengono lontane quelle buone. Né ci si può illudere di mantenerle entrambe.


204

 

Colui che si vuole liberare di persone non consone, non si limiti ad atteggiamenti esteriori, ma cominci egli stesso dal liberarsene interiormente.


205

 

A volte per liberarsi di coloro che si reputano ignobili non è sufficiente la diplomazia. Quando è necessaria la durezza, la di usi senza rimorso.


206

 

Guai a colui che si vergogna della semplicità. Essa ha un grande valore spesso misconosciuto.


207

 

La verità non ha bisogno di false apparenze. Ben venga che l'estrinsecazione dei veri sentimenti si palesi attraverso piccoli gesti.


208

 

L'allegria senza controllo si nutre alla sorgente della forza vitale, essiccandola. È forse giusto dare spazio alle passionalità che non possono essere dominate?


209

 

Rafforza se stesso colui che impara a dominare l'ira e a frenare gli istinti.


210

 

Mai accettare un aiuto offerto se si sospetta che colui che si offre in tutti i casi danneggia se stesso pur di rendersi utile agli altri.


211

 

Chi ispira le sue azioni arrendendosi all'altrui volontà, annullando le proprie, può forse costui rendersi veramente utile?


212

 

Chi vuol dominare deve saper servire.


213

 

Saggio è colui che afferra l'occasione positiva, conscio del fatto che la stessa difficilmente può ripetersi.


214

 

Colui che opera altruisticamente sarà sicuramente aiutato dall'Alto.


215

 

Chi gestisce con leggerezza la fortuna, come potrà mai farla durare?


216

 

Anche un avvenimento negativo può essere il preludio di grandi positività.


217

 

Chi sa rendersi utile agli altri, dagli altri non verrà abbandonato.


218

 

Il saggio consolida la sua posizione quando si ferma prima di muoversi, quando si raccoglie in se stesso prima di parlare e quando non chiede prima di essere certo che il rapporto lo permetta.


219

 

Se anche una sola passione è in grado di annullare la ragione, sarà mai possibile una fattiva coesistenza tra queste due forze?


220

 

Il perfetto equilibrio di forza e cortesia permette di camminare sulla strada della giustizia senza commettere errori.


221

 

Come si può decidere il giusto se si nascondono i propri errori anche a se stessi?


222

 

Per poter decidere in maniera ottimale, non sono accettabili compromessi con ciò che è negativo.


223

 

Non si può combattere il male usando le sue stesse armi, senza rimanere sterilmente coinvolti in una lotta con l'irrazionale.


224

 

Chi prosegue incessantemente sulla via del bene, sconfigge senza fatica il male, accogliendo in sé il primo grande concetto del pensiero positivo.


225

 

Il temerario sopravvaluta le proprie forze e avanza incauto. Il saggio misura le sue capacità e solo allora si muove.


226

 

Grandezza interiore dimostra colui che, armato della razionalità, vive in mezzo ai pericoli come se questi non fossero pericoli.


227

 

Solo chi è capace di rimanere fedele a se stesso può in caso di necessità frequentare anche gli ignobili, senza che la sua immagine venga intaccata.


228

 

Ah, come è sordo colui che pur avendo orecchie non può intendere, perché l'agitazione e la voglia di avanzare sono le sole voci che hanno accesso al suo animo.


229

 

Più forte è il nemico, maggiore deve essere la decisione che alberga nel cuore, perché solo questa consente la sicurezza che porta alla vittoria.


230

 

Solo chi non è mai certo di non aver annullato i lati negativi del proprio carattere, può vivere nella certezza di migliorare continuamente.


231

 

Stolto è colui che abbassa le difese di fronte a chi gli si presenta sotto sembianze deboli e innocue.


232

 

Saggio è colui che riconoscendo la propria debolezza, non avanza da solo, ma si pone sotto la protezione di chi è più forte.


233

 

Colui che arresta con fermezza, prontezza e coerenza l'avanzata di quello che appare subdolamente futile, si preserva da danni futuri.


234

 

Se il destino frappone ostacoli, perché dolersi delle difficoltà? Non è forse vero che il cielo vede meglio dell'uomo?


235

 

Colui che non tedia gli altri con noiosi ammonimenti si garantirà la fedeltà dei collaboratori.


236

 

Chi respinge ciò che è ignobile può porsi in posizione di isolamento e biasimo da parte della massa. Ma se questo era necessario, ha in tutti i casi compiuto un'azione nobile.


237

 

L'imperturbabilità è la corazza che il saggio usa per non essere ferito dai dolori inaspettati.


238

 

Colui che è modesto e adattabile, che si accontenta di costruire un palazzo aggiungendo granellino a granellino di sabbia, come può non arrivare a potenza e influenza?


239

 

Se la radice non è solida come potrà crescere alto un albero e resistere all'impeto dei venti?


240

 

Saggio è colui che non bada agli atteggiamenti ruvidi e privilegia abilità e correttezza alle maniere insinuanti.


241

 

Perché inibire l'energica azione con riflessioni fini a se stesse? Quando le occasioni passano bisogna afferrarle senza dannose esitazioni.


242

 

Chi procede sulla scala del successo, non dimentichi di salire posando il piede su ogni scalino.


243

 

Chi conosce solo vittorie, se non usa doppia cautela, rischia di diventare cieco, perché non esiste luce più abbacinante di quella del successo.


244

 

La flessibilità spesso diventa l'arma migliore per sconfiggere il destino avverso. Esattamente come il giunco che sotto i forti venti si piega proprio per non spezzarsi.


245

 

Quando il momento è complesso il saggio evita di esternare il suo pensiero, onde non attirarsi inutili inimicizie.


246

 

In situazioni difficili guai a colui che si crogiola nel suo stato di bisogno, rimanendo seduto e compatendosi.


247

 

Come può aspettarsi successi chi, al momento di imboccare una nuova strada, si avvia impreparato?


248

 

Un ostacolo affrontato sbadatamente, anche se ha le dimensioni reali di un sasso, diventa una montagna.


249

 

Chi si appoggia su appoggi instabili, non rischia forse di decretare da solo la sua caduta?


250

 

Come sbaglia colui che, per paura del futuro, rimane attaccato a situazioni passate pur essendo queste medesime le ragioni del suo assillo!


251

 

Ogni superficialità è causa di imperfezione.


252

 

Chi rimane impigliato nelle convenzioni, pone un'invalicabile barriera alla penetrazione della cultura nel suo animo.


253

 

Quanta sofferenza e confusione può arrecare l'uomo dotato di chiarezza che non si esprime con chiarezza.


254

 

Vi è un tempo per aiutare gli altri e un tempo per pensare a se stessi. Questo è ben diverso dall'operare con egoismo, in quanto significa semplicemente riacquistare le forze per poter operare con grande vigore nel futuro favorendo chi ci circonda.


255

 

I grandi cambiamenti vanno operati solo in caso di grande necessità e non per scopi egoistici o capricci.


256

 

Saggio è colui che calcolando i tempi, previene i  mutamenti. Perché solo così diviene padrone del cambiamento e non vittima dello stesso.


257

 

Per cambiare senza sbagliare bisogna evitare due atteggiamenti: l'agire troppo precipitoso e l'esitare per troppa paura.


258

 

Se la decisione interiore non è forte, come si può operare positivamente nell'ambito di una metamorfosi? Infatti se si emanano dubbi, come si potranno convincere gli altri a dare un solido appoggio?


259

 

Nessuno può pretendere di cambiare in profondità la natura altrui. Saggio dunque è colui che rinuncia a questo atteggiamento, e che si accontenta del possibile.


260

 

Avviarsi verso il nuovo significa cercare il punto ottimale d'incontro con il destino, assegnando alla propria vita il suo giusto posto.


261

 

Si può forse cucinare un buon cibo in una pentola usata ove vi sono i residui del vecchio? Lo stesso è quando si decide di avviarsi positivamente verso il nuovo: bisogna eliminare il passato.


262

 

Chiunque dimostri buona volontà può trovare una sistemazione.


263

 

Gli invidiosi non possono creare nocumento, nel momento stesso in cui non vengono presi in considerazione, e ci si limita a fare con dignità e positività il proprio lavoro.


264

 

Come può riuscire un'impresa, se i compagni di viaggio non sono all'altezza e se non ci si impegna con grande serietà?


265

 

Posizione importante e debolezza interiore, conoscenza limitata per sfarzosi progetti, possono forse portare a qualcosa?


266

 

Chi vuol ottenere grande successo, faccia in modo che la sua indole sia come la giada, che splende soave nella sua durezza.


267

 

Chi sa cosa è il dolore, chi conosce cos'è la paura, e con questo ottiene di aumentare la propria forza nei confronti della vita, possiede una corazza che lo renderà invincibile.


268

 

Per conoscere veramente le difficoltà, prima bisogna entrarne e poi saperne uscire.


269

 

Il destino e gli uomini possono privare solo temporaneamente il nobile di quello che in verità gli appartiene.


270

 

Chi sa reagire interiormente, non cadrà mai in balia degli eventi.


271

 

Il saggio si ferma quando è tempo di fermarsi e si muove quando è tempo di muoversi perché sa che solo così ci si muove in concordanza con il macrocosmo.


272

 

Colui che vuol vedere la verità cerchi le risposte nella profondità tranquilla del suo io. Solo così il suo agire sarà scevro da errori.


273

 

Quanta saggezza vi è nel saper accettare le situazioni e nell'impedire così che il cuore soffra più del necessario. Non è forse vero che troppi pensieri arrecano troppe ferite?


274

 

Quando si inizia un'impresa, il cuore non è influenzato e l'intuito è al suo massimo: solo così la verità è vicina e le si impedisce di fuggire.


275

 

Colui che viene trascinato da una personalità più forte non può che compiere un passo più lungo della gamba, e di conseguenza capitombolare.


276

 

Nulla è più pericoloso di una quiete fittizia, perché proprio questa è l'inizio della perdita dell'equilibrio interiore, tale e quale un vulcano che non possa lasciare libero sfogo alla lava che ribolle in lui.


277

 

Se non vi è una situazione tranquilla, stolto è colui che lascia uscire dalla sua bocca indiscrezioni.


278

 

Dove giace il segreto della tranquillità? Nella rinuncia alle cose piccine e nel mirare le grandi leggi della natura.


279

 

Se si vuole ottenere il progresso si scarti l'agire dettato dall'ansia e si prediliga un procedere costante.


280

 

Un'azione fortemente penetrativa, l'unica atta a conquistare il successo, si ottiene solo se si possiede la placidità interiore.


281

 

Tanto più lento è lo sviluppo tanto più grande deve essere la costanza.


282

 

Quanto importanti e benefiche sono le difficoltà che impediscono un agire precipitoso.


283

 

Pace e concordia si ottengono solo quando si è capaci di dividere gioia e ricchezza con gli altri.


284

 

Se il desiderio di conquista deriva da un principio egoistico, si entra in contrasto con la naturale evoluzione degli eventi. Può forse questo portare fortuna?


285

 

Saggio è colui che non attacca per accaparrarsi nuove posizioni ma si limita a difendere energicamente ciò che già possiede.


286

 

Il saggio si accontenta di mantenere un posto sicuro assumendo un atteggiamento astuto e cedevole, quando le circostanze sono avverse.


287

 

Meglio secondi senza responsabilità che primi con grandi rischi.


288

 

Un rapporto affettivo che vive al di fuori della legalità sopravvive solo se la sua base poggia sulla discrezione.


289

 

Anche chi parte in posizione svantaggiata supererà qualsivoglia ostacolo se mira a un fine durevole e da lì non distoglie il suo sguardo.


290

 

La fedeltà, quando è genuina, resiste anche alle più grandi delusioni.


291

 

Bisogna badare alla propria dignità, come al bene più prezioso, e disdegnare ogni offerta che con questa non è compatibile.


292

 

È una legge naturale, che a ogni periodo di abbondanza segua un declino, ma è altresì vero che sta nella determinazione dell'uomo ricreare i momenti di ricchezza.


293

 

Mantiene l'abbondanza colui che all'apice del successo non si accontenta, ma provvede ad allargare la cerchia delle sue conoscenze.


294

 

La sincerità emana un'influenza e un potere così luminosi , da poter sconfiggere, anche se nel tempo, qualsiasi nemico.


295

 

La saggezza è il giusto freno all'esuberanza.


296

 

Chi disprezza il suo possesso e ambisce a cose sempre più sfarzose determina l'abbandono da parte di coloro che gli sono sinceramente affezionati.


297

 

Chi ha l'animo del viandante sia cauto nelle sue frequentazioni e scelga solo persone di riprovata correttezza, se vuole continuare indisturbato il suo cammino.


298

 

Perché tirare per le lunghe una disputa, se questo atteggiamento significa alla fine imprigionare se stessi fra le mura di un comportamento sbagliato?


299

 

Si può forse contare su di una amicizia quando questa è stata ottenuta solo facendo i giullari di corte?


300

 

Saggio è colui che si astiene da faccende che non lo riguardano.


301

 

Quando si avvertono i sintomi della stanchezza, quando errare non è più un piacere ma una fatica, meglio cercare un luogo di appoggio o un rifugio sicuro, anche se non del tutto soddisfacenti.


302

 

Colui che si sa comportare con modestia potrà sempre contare su di una spalla alla quale appoggiarsi.


303

 

Chi possiede chiarezza nel giudicare, annienta ogni pensiero negativo.


304

 

Un agire penetrativo, costante, è meno appariscente, ma è proprio grazie alla sua gradualità che permette maggior completezza.


305

 

Le azioni repentine suscitano reazioni di ripulsa. Il saggio, conscio del fatto che il tempo è l'unico strumento per agire senza errori, opera con penetratività, traendo esempio dal vento che soffiando raggiunge gli angoli più riposti.


306

 

Quando mille dubbi assalgono la mente, meglio adottare una rigida disciplina, piuttosto che lasciarsi trascinare da un'irresponsabile irrequietezza.


307

 

Quando la riflessione è giunta al suo culmine e la ponderazione ha fatto il suo cammino, è necessario agire. Il troppo pensare paralizza le giuste azioni.


308

 

Modestia, esperienza ed energico attivismo sono le tre armi con le quali è possibile garantirsi il successo.


309

 

Non sempre è necessario un punto di partenza nuovo ma basta riformare le situazioni in essere. In seguito il saggio constaterà se i cambiamenti operati hanno portato gli effetti sperati, e cercherà ulteriori miglioramenti.


310

 

Anche se si possiede l'intelligenza per le grandi elucubrazioni, bisogna stabilire fin dove l'energia può supportare un tale atteggiamento. Entrare in un labirinto è più facile che uscirne.


311

 

Che differenza tra l'allegria sfrenata, palesamento di insicurezza e la quieta gioia, dimostrazione di grande forza interiore.


312

 

Chi conquista con gentilezza il cuore della gente dalla stesa otterrà prove di fedeltà inenarrabili. Chi conquista usando l'intimidazione potrà anche ottenere vittoria ma vivrà con la continua insicurezza delle reazioni.


313

 

Colui che divide il proprio sapere e lo discute con gli altri, ottiene una conoscenza universale serena. Povero invece chi pensa di sapere e tiene per sé. Perché così percorre la strada senza sbocco della limitazione.


314

 

Un cuore saldo consente libertà e sicurezza.


315

 

La curiosità non è un valido motivo per accettare di partecipare a esperienze non consone al proprio essere.


316

 

Perde se stesso colui che è alla ricerca di continui diversivi, perché se è già malfermo rischia di oscillare senza fine.


317

 

Per ritrovare la serenità interiore bisogna aspirare alle alte gioie e disfarsi di quelle basse.


318

 

Chi detiene saldamente il timone della propria esistenza può navigare nei mari più agitati e nelle più violente tempeste, senza subire danni.


319

 

La cooperazione verso una meta comune permette di superare il più grande degli ostacoli: l'egoismo.


320

 

Mai permettere al cuore di irrigidirsi per lungo tempo, smetterebbe di battere. E se l'uomo non sa più cos'è la commozione, come potrebbe dire di vivere veramente?


321

 

Se giudicare gli altri con benevolenza e moderazione porta ad acquisire la giusta visione dell'esistenza, perché non adoprarsi per risolvere quel ristagno interiore che porta a vivere la vita amaramente isolati?


322

 

Colui che si mette al di sopra della mischia potrà anche operare delle rinunce, ma solo così si porrà in condizione di raggiungere grandi cose future.


323

 

La febbre e il sudore sono la medicina positiva del corpo per liberarsi dal male.


324

 

Appartiene alla sfera dei nobili colui che opera una personale rinuncia, per favorire e proteggere le persone vicine.


325

 

Il disinteresse e la fedeltà sono le basi per condurre una vita improntata alla moralità.


326

 

Troppi limiti sono nocivi: il saggio imposta la propria esistenza ponendosi limiti nel limitarsi.


327

 

Un uomo si può dire veramente libero nel momento in cui riconosce i propri limiti e da solo sa porsi le necessarie barriere.


328

 

Le parole sono i primi gradini del disordine. Saggio è dunque colui che tratta le faccende in germinazione mantenendosi parco nell'esprimersi.


329

 

Chi ricerca solo il piacere perde il senso della misura. Ma in questo caso non incolpi gli altri, ma ricerchi l'errore in se stesso e si emendi.


330

 

Se si impiega l'energia nel compiere una cosa che ne richiede troppa, e il cui risultato è dubbio, non è forse meglio rinunciare, risparmiando così le forze per per raggiungere mete diverse e redditizie?


331

 

Limitarsi per primi, significa dare un fattivo e benefico esempio, che sarà seguito senza bisogno di imposizioni e fatica.


332

 

Vi sono periodi in cui porre limiti all'attività del proprio corpo è la via migliore per evitare danni.


333

 

Solo un cuore libero da pregiudizi è in grado di accogliere la verità.


334

 

Quando il rapporto è di collaborazione solo la reciproca fiducia porta al successo.


335

 

Il segreto del successo sta nell'ascoltare. Infatti solo chi ascolta conosce, chi parla non conosce.


336

 

Mai scambiare la comprensione e la magnanimità con la debolezza. Queste sono infatti la massima rappresentazione di un cuore puro, di una chiarezza superiore e di una grande forza nascosta.


337

 

Solo chi possiede il baricentro in se stesso può appoggiarsi agli altri senza vacillare.


338

 

Le parole e le azioni muovono l'universo, quindi quanta prudenza bisogna avere nell'usarle e nell'avanzare. Chi non esterna nel modo giusto, chi non si muove nella maniera opportuna non può che generare confusione e opposizione.


339

 

Chi fa dipendere la propria sorte dagli altri, decreta la sua dipendenza dall'altrui umoralità.


340

 

Chi rimane umile di fronte al conoscere, e non si esalta di fronte all'illuminazione, conserva la sua libertà interiore.


341

 

Un'unione fondata sulla menzogna non può che andare in frantumi al momento decisivo.


342

 

Chi usa mere parole per convincere prima se stesso e poi gli altri, è paragonabile a un gallo che cantando pretende di volare fino al cielo. Ma ciò noCn solo non è utile, ma nemmeno possibile.


343

 

Chi è debole e forzatamente deve assumersi delle responsabilità, faccia della cautela la sua miglior corazza.


344

 

Come si può dubitare che modestia e coscienziosità, congiunti a dignità nel comportamento, non vengano premiate dal destino?


345

 

Un uccello che non si riposa mai nel nido, ma incessantemente vola alto verso il sole, brucerà le sue ali.


346

 

Colui che controlla i minimi dettagli non è uomo meschino. Stolti sono invece coloro che lo criticano.


347

 

Quanto vale di più la commozione interiore, rispetto a quella esteriore dettata dalla formalità.


348

 

Meglio adattarsi alle usanze del luogo e delle persone, e ben conoscerle, prima di lanciarsi in un'impresa.


349

 

Chi è onesto disprezza la cautela, conscio delle sue buone ragioni. Questo atteggiamento lo porta a porgere il fianco troppo facilmente ad attacchi scorretti. Ma non per questo bisogna rinunciare a un atteggiamento eticamente ineccepibile, piuttosto è necessario badare con attenzione ai minimi particolari.


350

 

Il saggio si guarda dal raggiungere il proprio scopo con violenza, perché sa che l'ottenimento di quanto ricerca sarà decretato dal destino.


351

 

Chi cerca un valido aiuto tenga conto, per scegliere ottimalmente, non del gran nome e della fama, ma delle reali capacità.


352

 

Non è forse vero che il destino finisce per punire chi gli si oppone con arroganza, e rimane sordo ai suoi ammonimenti?


353

 

L'indifferenza all'apice del successo è l'origine stessa della decadenza.


354

 

Quando tutto è in ordine perfetto, il saggio rimane in guardia e presta grande attenzione ai segnali delle prime tensioni. Solo così potrà evitare lo scompiglio.


355

 

Mai farsi contagiare dall'euforia. Solo chi sa frenarsi per tempo, porta a termine con successo la sua corsa.


356

 

È indegno cercare consensi con mezzi subdoli e servili. Non bisogna temere, il vero valore può rimanere misconosciuto solo per breve tempo.


357

 

Più lontane sono le terre conquistate, più vi è bisogno di onesti e fidati gestori.


358

 

A volte è assai saggio considerare i piccoli strappi iniziali alla stregua di seri indizi da non sottovalutare. Anche il vestito più bello, se si continua a rammendare, diventa uno straccio.


359

 

Lo sfarzo esteriore è la negazione della serietà interiore. Il nobile ne prende nota e rimane in guardia.


360

 

Guai a colui che, superato un pericolo, si volta indietro per dimostrare a se stesso che sarebbe assai facile risuperarlo. Rimarrebbe vittima non solo del pericolo stesso, ma anche della sua supponenza. Da ciò si trae insegnamento che la Vita è sempre nel progredire.


361

 

La via dritta è solo in apparenza la più veloce, perché in verità nasconde insidie. La via storta è solo in apparenza la più lunga, perché permette di trovare quei giusti appoggi che consentono il compimento.


362

 

Chi vuol cominciare cerchi prima di ottenere il punto di vista corretto (l'interno). Solo così potrà maneggiare opportunamente gli appoggi (l'esterno). Solo questa coppia fa agire la forza nel punto giusto, tale e quale una leva con la quale si può sollevare il mondo.


363

 

Trattenersi non vuol dire rinunciare, ma esaltare la grande dote della pazienza.


364

 

Faccia tacere i dubbi e si armi di ferrea decisione colui che vuol porre le basi del suo futuro trionfo.


365

 

Il successo ottenuto sarà reso ancor più fulgido quante più difficoltà saranno state superate per ottenerlo.


366

 

Non è forse saggio colui che, ottenuto quello che desidera, evita di ubriacarsi del proprio successo, mantenendosi moderato?